Setter di Roberto Scorta

I macroelementi sono facilmente identificabili anche da chi ha poco esperienza o competenza, si manifestano nelle situazioni contingenti, risultano ben evidenti e per questo “misurabili”.

La ferma è in effetti l’espressione di una caratteristica dibase che rimarca ed evidenzia la fase conclusiva del lavoro;sono rilevanti la tensione e l’espressione, diverse a secondadella razza.

Ciò che  conta però ai fini della valutazionecomplessiva, è la parte a monte che contiene evidenze concretee/o di natura potenziale, di solito appena percettibili, allaportata di persone che hanno la passione di approfondire.

Comunque,  se  nello  sviluppo  della  caccia  e  delle  note regolamentari, non sono presenti e operativi  i “meccanismi”significa che le stesse (note), sono disattese nella parte concettuale  e  centrale  e  si  è  dato  spazio  invece  a manifestazioni estetiche che nel tempo annulleranno ciò che non si è sviluppato continuamente con la funzione. Perché ai tempi  venivano  considerati  eccezionali  i  soggetti  grandi cacciatori che nelle prove riuscivano a collocarsi sempre ai posti alti delle classifiche per rendimento e tipicità ?

Perché rappresentavano veramente la razza sotto tutti gli aspetti,  anche  quelli  morfologici  pur  se  non  prevalenti.

Ricordo setter magnifici con affisso del Tidone e del Volo. Le stesse note, di cui sopra, prevedono peraltro che le tipicità di razza siano interagenti con la concretezza della fase realizzativa.  Ogni  particolarità  deve  essere  strettamente collegata alle altre di simile fondamento determinando un unicum  che rappresenterà, nel contesto, un blocco di energia psico-fisica, fasciato dalla tipicità della razza.

ISTINTO:  facoltà di conoscere un oggetto o una situazione senza  la  mediazione  del  ragionamento;  perspicacia,  acume, assoggettato alle identità di razza.

INTUITO: tendenza innata che spinge gli esseri viventi ad adottare comportamenti fondamentali.

POTENZIALITA’:  carattere e contenuto di ciò che è ancora in potenza e non in atto; visibile da un occhio esperto che sa leggerne i sintomi.

PREDISPOSIZIONE: disposizioni innate, inclinazioni, tendenze, vocazioni. 

L‘intuito è equiparabile al “senso del selvatico”? Se si manifesta in un certo  ceppo  e con frequenza, è certamente un’abitudine assecondata da elevati elementi funzionali; utile coltivarlo quindi per la probabile fissazione. I geni sempre e sicuramente trasmessi a tutti gli individui sono i vitali, i funzionali – che mantengono efficienti i comportamenti preposti alla vita -, i riproduttivi per la conservazione della specie.

Esistono  alcuni  caratteri  aggiuntivi  che  si  formano  in  condizioni  particolari,  definiti  di  origine ambientale.

Collaborano  alla  loro  fissazione  situazioni  simili  percontenuto, ripetitività ed intensità: le abitudini.

Un cane da ferma assume in linea di massima come apparato genetico  standard,  la  passione  per  il  lavoro,  la conformazione, l’equilibrio, l’intelligenza e un marcato grado di  affettuosità  (i  cuccioli  appena  nati,  cercano  la mamma, cercano le sue attenzioni, in sostanza quel grado di affettuosità che genererà un rapporto vitale madre-figlio); tutto  ciò  contiene  un  potenziale  affidamento  per  la costituzione di un vero rapporto di fiducia uomo-cane e viceversa.  Il  cucciolone  ancor  prima  di  dimostrarsi cacciatore,  cerca  fortemente  “l’amicizia”  dell’uomo, concretizzata  dall’espressione  mimico-gestuale  di  un potenziale istinto che è alla base della sua formazione come cane da caccia gestito dall’uomo.

L’autonomia (altro micro-meccanismo), associata alla cerca, al collegamento, ecc., va gestita, fatta comprendere ma non soffocata da interventi drastici, inidonei ad insegnare; l’insegnamento aiuta il cane a capire ed eseguire secondo indicazioni serene e razionali.

Durante l’insegnamento   tenere nella massima considerazione,l’espressione  dell’occhio. L’espressione dell’occhio (sguardo) quindi, coadiuvata dal colore dell’iride, è un ulteriore indicatore delle sensazioni, esprime gioia, timore,  addirittura  forti  stati  emotivi  supportati  dalla paura, e se si può dire di un cane, dagli stati d’animo. Il colore è rappresentato da geni specifici, come quello del mantello e/o delle mucose e delle unghie. L’intelligenza può essere  considerata  come  coadiuvante  delle  sensazioni;  un surplus,  che  genera  una  miscela  che  potrebbe  essere  la stessa predisposizione.

La riproposizione di queste analisi serve a mantenere viva la base della struttura psichica presente nel cane ed espressa con il temperamento, autentico operatore di scelte ed iniziative nell’attività venatoria. Ha valore concreto quel cane che corre spinto dall’avidità,  non ha valore alcuno il cane appartenente alle razze da caccia che corre per il gusto di farlo. Se quest’ultimo genera qualche figlio con il suo “difetto grave”, potrebbe significare che i geni anomali  della corsa si è fissato. E’ meglio allora che i suoi cromosomi rimangano in lui.

Come già ribadito, si manifestano cromosomi portatori di geni “costruiti dalle abitudini” (positive) (A), ed altri formati da altrettante abitudini decisamente negative consistenti, ad esempio, in “sistemi di addestramento” duri e coercitivi (B) agli  antipodi  della  corretta  preparazione.  Nel  momento dell’accoppiamento i cromosomi trasportano i propri geni sia maschili che femminili ed ognuno vuol piazzare la propria dotazione, in questo contesto, vince il più forte, o il più veloce. Sarebbe interessante capire se si abbinano prima i geni  “classici”,  o  quelli  “aggiuntivi”. 

Per  correre  meno rischi, gli esperti suggeriscono di stare alla larga dagli iper che primeggiano, ma dei quali non si conosce la storia, quella vera che può darci indicazioni, non i certificati che sino a prova contraria, ci fanno leggere solo nomi. E’ saggio invece  concentrarsi  sui  soggetti  che  da  generazioni, mantengono tipicità e positività.

 Anche alcune caratteristiche desiderate,  difficilmente  si  riproducono  perché  hanno  un fisionomia  di  duplice  formazione  (es.  la  meccanica  del movimento dipende dall’apparato scheletrico e muscolare, ma il comando arriva dal temperamento e questo (altra dote morale ) può intervenire iniettando tipicità oppure mediocrità. Un gene è portatore di un solo carattere.

Confrontando per esempio, una potenzialità positiva (A), con un gene “imposto” (B), prevarrà la prima, dato che rimane nel solco  della  “regolarità”  rappresentata  da  procedure  che assecondano il carattere e l’indole. Il tipo (B) è frutto di una anomalia non prevedibile nel percorso educativo. Una sorta di gesto contro natura.  I “macro” come la  ferma, il riporto ed il consenso, si manifestano almeno nel 95% dei casi. Il cinque per cento restante, fa parte dei risultati “selettivi” di chi considera per esempio la ferma un opzional, il consenso qualcosa che è meglio non sia naturale, il riporto un passaggio totalmente inutile, la filata una perdita di tempo ed il collegamento addirittura un’assurdità! Eppure l’identità è rappresentata dai “macro”, ai quali si possono abbinare i meccanismi potenziali e/o occulti, che rimangono tali nel periodo iniziale dello sviluppo. Un mondo inesplorato. La preoccupazione consiste nell’ipotizzare una diminuzione del 95%. Le potenzialità abbinate a predisposizioni, possono concorrere alla specializzazione. Ho avuto modo di verificare che nascono cani che ancora cuccioloni passano sempre o quasi, in tutte le uscite, dal prato al cespuglio, al boschetto. L’ipotesi è di portatori di un gene di natura ambientale fissato da avi che hanno sempre cacciato prevalentemente e/o esclusivamente nel bosco, ma se anche altri loro fratelli di cucciolata, tutti o anche  solo  una  parte,  hanno  la  medesima  predisposizione, l’ipotesi è molto vicino alla realtà di un consolidamento di quei  geni.  L’istinto  e  l’intuito  credo  che  non  siano adeguatamente considerati e sono convinto che entrambi si esprimano differentemente a seconda della razza. Non è detto che siano sempre entrambi presenti e non è detto nemmeno che abbiano affinità. E’ certo comunque il loro apporto positivo.