CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

IL CACCIATORE IL CANE DA CACCIA-LE PROVE- di Lucio Scaramuzza

Foto e cani di Lucio Scaramuzza

Visto che il mondo della cinofilia ha difficoltà ad interpellare i cacciatori, che in fondo dovrebbero essere gli utilizzatori finali del prodotto…..mi permetto di esprimere un pensiero sull’argomento, sapendo che sarà assolutamente incompleto, e che non rappresenta certo il pensiero di tutti i cacciatori. Ma i cacciatori come me che genere di prestazioni pretendono (meglio… pretenderebbero)dal loro cane, come dovrebbe essere il cane ideale visto da chi va a caccia.

Penso che prima di parlare di cani dobbiamo intenderci su cosa é per noi la caccia Si tratta di un discorso lungo e complesso ma su di un argomento possiamo e dobbiamo essere chiari:

1°) Come primo distinguo é importante chiarire quali animali vogliamo cacciare, animali veri o ci va bene cacciare anche animali immessi……? La differenza è secondo me abissale e un cane abituato su animali immessi difficilmente saprà trattare animali veri se non giovani pollastri, o beccacce sfinite dal lungo viaggio…forse

2°) E fra gli animali veri supponendo che siano l’oggetto del nostro desiderio, vogliamo cacciare coturnici?  galli? pernici bianche? beccacce? beccaccini? starne? o, perché no, tutti questi?

3°)Sono questi animali che sfogliando libri o enciclopedie tutti possono “conoscere”, ma noi che diciamo d’andare a caccia li conosciamo davvero? Sappiamo davvero dove e come vivono, sappiamo davvero come si comportano a ottobre piuttosto che a dicembre, sappiamo davvero cosa comporta affrontare queste cacce e quindi come cacciarli e quindi sappiamo davvero che genere di cane vorremmo ?

4°)Ma supponendo che uno voglia spaziare su tutti questi, esistono oggi cani in grado di cacciare efficacemente, o almeno decentemente tutti questi animali?

5°) Esistono oggi cacciatori in grado di apprezzare e soprattutto di capire tutte queste cacce? o la maggior parte dei cacciatori ne hanno solo vagamente sentito parlare? E andando oltre esistono giudici, dresseur, allevatori che siano in grado di produrre cani che potenzialmente sappiano destreggiarsi su tutti i tipi di selvaggina che abbiamo menzionato? E se, per caso, non dovessero esistere, non sarà anche perché molti giudici, dresseur e molti allevatori non vanno più a caccia? (quella vera s’intende)

E quei cani che ci fanno vedere nelle prove, saranno cani capaci di reggere per ore la montagna? o il bosco? o le risaie? o le grandi distese in parte acquitrinose del nord Europa? Questi cani si sono mai cimentati almeno una volta in un recupero di un animale ferito (vero) o hanno mai cacciato a dicembre i branchi di starne vere, ancora intatti, magari con neve e temperature molto basse, anziché copie di starne innamorate? Oggi a differenza anche solo di 20 anni fa, il nord Europa o l’est Europa, sono tutte tappe facilmente raggiungibili con qualche ora d’aereo e un Cacciatore Cinofilo appassionato e che ricorda ancora cosa vuol dire cacciare animali veri, visto la carenza ormai assoluta che abbiamo in Italia, fa carte false per raggiungere queste mete perché, intuisce prima e ne ha la conferma dopo, che è un po’ come ritornare indietro nel tempo a volte di 50 anni tornando a godere di cacciate vere con incontri bellissimi su animali veri come ormai, da troppo tempo non è più possibile in Italia. In genere non è quasi mai una questione di abbattimenti, se mai quello che stupisce e ti riempie il cuore è la scoperta che esistono ancora animali stupendi che di colpo ti fanno ringiovanire e certamente gli incontri e le prestazioni del tuo cane, (che anche lui ha capito), bastano ed avanzano per farti felice.

Ma allora se, per caso, tutto questo fosse vero non è che la selezione e le prove o almeno certe prove, sarebbero da rivedere con dei criteri completamente diversi?

Non sarebbe il caso di pensare a prove dove oltre al movimento venga preso in considerazione la possibilità che questi cani siano destinati a cacce vere e difficili, cacce ad animali che vivono in ambienti difficili o addirittura molto difficili, dove il saper correre rappresenta uno degli aspetti che si richiede al cane, dove la resistenza a grandi sforzi oltre che da una buona costruzione fisica del cane, scaturisce soprattutto da una grande passione, da una grande determinazione, e soprattutto da una grande intelligenza , cani a cui viene permesso d’esprimersi con grande spontaneità, accompagnata soprattutto da un grande equilibrio.

Cani che grazie appunto alla loro intelligenza e al loro equilibrio siano dotati di grandi aperture negli spazi aperti e sappiano auto-ridursi nel bosco. perché sanno che cacciano con un compagno, indispensabile per loro, come loro lo sono per il cacciatore. I cani che non vanno a caccia o che non provengono dalla caccia perdono inevitabilmente queste caratteristiche, perché per loro l’abboccare un selvatico, non rappresenta ormai più lo scopo più importante della loro ricerca. Proprio per questo penso che sarebbe il caso di pensare, dopo opportune selezioni, a prove su vari tipi di selvaggina, da farsi in terreni ricchi, (andando dove ancora ci sono) dove ciascun soggetto in campo ha realmente la possibilità di fare più incontri, dove i cani sono tenuti in campo minimo per un ora per misurarne davvero oltre alle normali caratteristiche, che già ora vengono valutate, nelle normali prove, la determinazione, la passione, il collegamento naturale, dove al cane viene lasciata la libertà di esprimersi senza imposizioni o automatismi, in modo che possa dimostrare la sua intelligenza venatoria, dove il soggetto lo vedi per quello che è davvero dove le sue manifestazioni sono frutto del suo istinto, della sua voglia d’andare a caccia, cose queste che sono stampate nel suo D.N.A. e quindi più facilmente trasmissibili. In terreni e con tempi come questi il cane potrà esprimere tutto quello che ha dentro, e chi lo giudica avrà la possibilità di esprimere un giudizio più vero e completo e per i cacciatori potranno davvero, questi cani, diventare un punto di riferimento.

A ricordo di Ras di Domenico Pensa

Il mio pensiero è che la carenza di selvaggina vera ha paradossalmente spostato l’interesse su di una cinofilia fine a se stessa, che non coglie la sua massima espressione nell’incontro vero, ma nel movimento del cane stesso negli atteggiamenti che il cane assume nel contatto magari con una quaglia immessa, o nella migliore delle ipotesi, con una copia di starne innamorate, nella scapola che sporge in un determinato modo, o nella guidata fatta in un modo piuttosto che in un altro, per carità tutte cose sacrosante, belle anche da vedere, e che danno un grande valore aggiunto ed un ulteriore piacere per chi le osserva. Ma le vere capacità venatorie del cane, se ci sono, si possono osservare solo a contatto con animali veri con prove che ovviamente non possono durare 15 minuti.

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2 Comments

  1. Giorgio Lugaresi

    Condivido il tuo pensiero. Inizierei col divieto assoluto di prove che possono dare qualifiche, su volatili d’allevamento.

  2. lucio scaramuzza

    Bravo Giorgio e proprio una bella idea ,anche perché potrebbe essere un incentivo a tentare la reintroduzione di animali veri.

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