CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Il Pointer a Beccacce secondo Gnagni Angelo e Lamberto titolari dell’affisso “EUGUBIUM”

Da dove arriva l’amore e la passione per il pointer?

Marzo 2015- Speciale pointer a beccacce - I giudici Rosa e Borselli e Gnagni Angelo con Eugubium Gesiha(Eugubium Simba x Zen del Feltrino), vincitrice della prova con il 1 ECCQuando siamo nati un pointer era già in casa. Nostro padre ha avuto sempre un pointer, èra un appassionato di caccia alla starna e le colline Umbre ne erano ricche. La campagna in cui siamo cresciuti non offriva molti svaghi e di conseguenza il nostro passatempo preferito erano le lunghe passeggiate accompagnati dai nostri amati cani. Per tanto la scelta di questa razza è stata del tutto naturale. Dopo tante attese nel 1978, alla maggiore età, finalmente è arrivata la prima licenza di caccia. Ora non erano più le nostre passeggiate estive ma vera caccia con il nostro pointer al guinzaglio e doppietta in spalla.

Cosa ti ha colpito di questa razza, tanto da utilizzarla a caccia e spingerti a selezionarla ?

Già al primo sguardo colpisce per la bellezza e l’armonia della struttura. Una macchina perfetta in cui soma e psiche si fondono in estrema armonia. Risulta il più entusiasta ed entusiasmante dei cani da ferma. E’ stimolato da uno spirito, che, sul terreno lo porta a cacciare dall’alba al tramonto per giornate intere, nonostante i rari incontri nell’attuale situazione venatoria. Dopo tanti anni di utilizzo nei più svariati ed ostici angoli d’Europa ci ha dimostrato di smentire i soliti luoghi comuni che lo descrivono  sofferente alle condizioni più difficili, come freddo, pioggia ecc…. Possiamo affermare che, vista la nostra esperienza, anche a fronte di giornate senza l’ombra di un incontro, non c’e’ mai stata una rassegnazione da parte di questa razza. Se per ogni sito idoneo ad ospitare le baccacce nelle nostre zone, fosse garantita la presenza di un volatile, a fine giornata di caccia avremmo il carniere pieno. Purtroppo non è così. Si riesce a mettere insieme una o due beccacce se si è disponibili a visitare il maggior numero di questi posti. E cosa meglio di un pointer, che sia un vero pointer, a setacciare la maggior quantità di terreno disponibile.  Tutta l’azione del pointer, è rivolta ad agire subito per concludere presto. Costituisce l’arma della sorpresa, prerogativa degli ausiliari efficienti per selvatici scaltriti in terreni difficili. Nelle ultime giornate di Gennaio, dopo infiniti tentativi per cercare di catturare delle beccacce che per precedenti esperienze si èrano rese inavvicinabili, abbiamo avuto l’idea di togliere il campano e lasciare solo il bepeer; incredibile, nel giro di una settimana siamo riusciti ad incarnierarle. A dimostrazione di quanto detto sopra in merito alla sorpresa. Dote fondamentale e unica di questa splendida razza. Abbiamo avuto delle immense soddisfazioni con questa razza nella caccia e pertanto è stato del tutto naturale avvicinarci al mondo delle prove a grande cerca svolte in Italia (Mezzano e Cipollara). Anche le prove classiche a quaglie organizzate in Umbria e Marche (in particolare Castelluccio di Norcia e Monte Petrano) hanno attirato la nostra curiosità. Il seguire queste prove ci ha fatto notare le differenze  fra i cani utilizzati solo per la caccia e quelli che partecipavano alle prove sopra indicate. Una delle prime cose che abbiamo imparato è stato distinguere lo stile proprio di ogni razza nell’approcio ad ogni prova. Abbiamo capito che per migliorare inostri già bravi soggetti da caccia dovevamo attingere alle migliori linee di sangue del momento cercando di coniugare doti venatorie e stile. Attualmente le nostre femmine utilizzate in questa caccia sono figlie di celebrati Trialler. Eugubium Geisha (Zen del Feltrino x Eugubium Simba), Eugubium Fancy (Banco Du Mas Du Zouave x Eugubium Simba).

Secondo te quali sono le caratteristiche che distinguono un pointer beccacciao da uno generico?

Parte della risposta è stata già data. Altre caratteristiche dato per scontato le doti naturali che fanno di un cane, un bravo cane, tanto in prova come a caccia, la caccia è esperienza, figuriamoci la caccia alla beccaccia. Il pointer generico dovrebbe essere un cane che possiede, passione ed intelligenza, sagacia e collegamento, naso e fondo ecc…. Un cane di questa levatura avrà le carte in regola per diventare un buon beccacciaio…..un brocco rimane brocco, ovunque. Penso che un cane non nasca beccacciaio o starnista ma sono le qualità naturali unite all’utilizzo che lo forgiano. Passione, resistenza, coraggio, intelligenza, rapido discernimento e, naso di primo ordine per quelle di rimessa buttate a secco caratterizzano il cane beccaccista. Obbedienza assoluta e collegamento naturale lo completano. A parità di qualità beccacciste, primeggerà sempre il soggetto che saprà sbrigare con intelligenza e metodo, molto più terreno degli altri.Campionato Europeo pointer a beccacce 2012 in Grecia . Primo a destra Angelo Gnagni con Eugubium Fancy(Eugubium Simba X Banco du Mas du Zouave)

Queste caratteristiche sempre secondo il tuo punto di vista, sono doti trasmissibili nella selezione del Pointer da beccacce, o sono e restano esclusiva di determinati soggetti e quindi non trasmissibili?

Le qualità naturali sono sicuramente doti trasmissibili, non ci è dato conoscere, quanto e in quale percentuale. Un cane bravo come precedentemente abbiamo detto e con la predisposizione ad adattarsi ad una specifica difficile caccia, sarà maggiormente un ipotetico riproduttore. Un pointer bravo a beccacce sarà un soggetto che dovrà per forza avere spiccate doti venatorie, altrimenti bravo non sarebbe. Per essere bravo non necessariamente deve essere tipico nel lavoro, ideale sarebbe quel bravo cane che possiede anche i requisiti di razza. Per questo motivo sono state create le prove di lavoro, dove esperti giudici conoscitori delle razze segnalano gli ipotetici riproduttori.

  Sempre restando in tema di selezione, se tu avessi due femmine, una con doti venatorie da 10 e doti stilistiche da 6, l’altra con doti stilistiche da 10 e doti venatorie da 6, a quale daresti la priorità in allevamento…….allo stile o alla venaticità e perché?

Verrebbe facile dire prima quella brava perché è chiaro che sempre e comunque in qualsiasi caccia e con qualsiasi razza senza arrosto con il solo fumo si fa la fame. Ciò non toglie che un programma di allevamento, pur con delle priorità deve tenere conto della razza nella sua “purezza”. Per questo le prove sono importanti e ogni nota può fornire materiale utile ad ogni esigenza allevatoriale. Se in Classica lo stile può servire a migliorare la femmina con doti venatorie da 10. A beccacce, o in caccia pratica ad esempio dove il rendimento deve essere dote primaria, il campione potrà coprire la femmina venatoriamente 6. Messa così effettivamente sembra un giochino facile facile, cosa che in realtà non è ma concettualmente rende l’idea. Il fine dovrebbe essere sempre quello della ricerca dell’ideale bravo, tipico nel lavoro e tipico nella costruzione, cosa questa difficilissima, importante però è cercare di produrre mediamente cani bravi.

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1 Comment

  1. mario

    grande, grande, grande.. concetto di caccia vera e antica, bravo

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