Convegno a Lazise del 14 Aprile 2018

..La caccia, quella vera, sono i balzi di gioia del tuo cane, quando ti vede staccare, prima dell’alba, il fucile dalla parete, sono le serpentine trepidanti del cane sul primo fiato di selvaggina, tra i rovi del sottobosco……..
No, i nemici della caccia il vero cacciatore non lo conoscono e quando parlano di caccia, il vero cacciatore non capisce le loro parole; e se le capisce, li compatisce. Li considera gente cui é mancato, nella vita, uno dei godimenti più poetici, puri, esaltanti che la vita ancora può riservare.
Indro Montanelli

Ho iniziato molto presto, ad andare a Caccia, e all’eta di 16 anni ho cominciato ad andare con il mio primo cane.

Ne ho avuti parecchi e li ho amati senza riserve, tutti indistintamente, quelli bravi e quelli meno e da loro sono stato ampiamente ricambiato con amore, dedizione ed insegnamento.

Devo a loro, a tutti loro e solo a loro, i momenti più belli e le emozioni vere delle mie giornate di caccia .

Ma che cosa è per me la caccia?

E’ una grande passione che brucia dentro da ormai sessant’anni, all’inizio quasi incontenibile, spingendomi allora, a fare cose impensabili.

Poi con il passare del tempo si è come affinata, è diventata per certi aspetti più limpida e per forza di cose più ragionata, ma non si è mai affievolita.

Questa grande passione, anche nei momenti difficili, non mi ha mai tradito , mi ha dato speranza, mi ha fatto superare la noiosità della routine quotidiana e mi ha fatto apprezzare valori e piaceri che oggi difficilmente sono contemplati e forse neppure immaginati.

La caccia vera é sudore, sacrificio, determinazione, conoscenza degli animali, delle piante, della natura in genere.

E’ una sfida continua, con gli animali che cacci che non prevede scorciatoie e che, per fortuna, alcune volte perdo e proprio per questo, ancor più bella e affascinante .
E’ un rapporto molto intimo con il mio cane, che allevo come un atleta e come tale deve comportarsi.

A questo proposito vorrei solo dire che perché un cane con delle buone potenzialità ,possa davvero diventare un Grande cane da caccia, é necessario che il cacciatore oltre ad avere esperienza e sensibilità sia soprattutto determinato e coerente, appassionato e con una grande cultura cinofila e venatoria, (se non si conoscono a fondo gli animali che si vogliono cacciare, e gli ambienti dove più facilmente possiamo trovarli, non si può insegnare o correggere, ne tanto meno giudicare)

E necessario che il cacciatore fin dagli inizi sappia capire il carattere del cane , lo sappia legare a sé in modo chiaro e sappia farsi rispettare senza mai ricorrere a certi metodi, che troppe volte, per troppa fretta, hanno tarpato le ali a molti cani.

Il corretto sviluppo psico-fisico e quindi l’equilibrio del cane quasi sempre dipendono più dal padrone che dal cane stesso.

Capire il carattere del cane attraverso l’osservazione costante ed attenta deve essere la prima cosa e forse la più importante da fare, poi una carezza al momento giusto molto spesso vale molto di più di un “calcio nel sedere”, naturalmente questo non toglie che in certe occasioni il “calcio nel sedere” rimanga ancora una buona medicina.

Naturalmente e mi scuso se non l’ho detto subito ,tutto questo è vero e possibile ad una condizione che la selvaggina che si caccia, sia selvaggina vera,nata e cresciuta da generazioni senza l’aiuto dell’uomo.

Senza questa la caccia é solo un cattivo surrogato….e i cani per quanto belli, non saranno mai dei veri cani da caccia .

IN OLTRE C’é grande differenza tra un Cacciatore, e un bravo sparatore
tra un Cacciatore e un collezionista di numeri e di trofei l’uno non esclude l’altro, ma essere un grande collezionista o un grande tiratore, non significa essere automaticamente anche un Cacciatore. (vorrei a questo proposito aprire una piccola parentesi)

E’ questo un argomento su cui sarebbe bene porre un po più d’attenzione, perché il mondo che ci circonda e ci giudica, ci identifica troppo spesso solo in colui che spara ed uccide e tutti noi sappiamo che la caccia é fatta anche e soprattutto di altre cose C’é a questo proposito, secondo me, un grave difetto di comunicazione da parte di tutti, a partire da noi singoli cacciatori………………

Ho pensato un po’ prima di dirvi ciò che sto per dirvi, non volevo cadere nel banale, ma poi ho deciso comunque vada, di dirvelo.

Vorrei che al di là delle leggi e dei regolamenti soprattutto noi cacciatori di beccacce adottassimo una regola. ”NON USARE MAI CARTUCCE DISPERSANTI” ho osservato a lungo amici e conoscenti che le usano e ho visto troppe beccacce andar via ferite destinate a morire inutilmente.

E’ un po’ come farsi male con le proprie mani , é , non so se si può dire, come darsi delle martellate sui co…noi.

Oltre tutto senza dare danno a chi le produce, perché anziché produrre le dispersanti produrrà quelle normali ,ma secondo me sarebbe un modo per dare un segnale a tutti i cacciatori facendoli riflettere e, perché no, facendoli crescere culturalmente.

Ma ritornando a”cos’è per me la caccia”

Mi piace pensare alla caccia a 360 gradi cercando di cogliere non solo l’atto in se della caccia, ma tutto quello che la natura ti offre ogni volta che lo vuoi vedere.

Mi alzo alle quattro di mattina perché voglio vedere l’alba, su in alto, un tempo per sentire cantare le cotorne, ora mi accontento di sentire sul volto quel vento freddo che ogni mattina si alza al sorgere del sole e rivedere il profilo nero di quelle montagne che pur conoscendole da sempre, ogni volta mi emozionano.

Mi fermo ad osservare una pianta cresciuta praticamente nella roccia e resto lì a guardarla con stupore e ammirazione, perché non capisco come abbia potuto diventare così grande e immagino quanta forza, quanta determinazione siano state necessarie per diventare così e più la guardo e più mi trasmette un grande ottimismo perché se é cresciuta e diventata grande in un posto come quello, allora mi fa pensare che tutto sia possibile

In un versante a Nord alla base di un grande tronco, mi soffermo a guardare un cuscino di muschio verdissimo, luccicante per le goccioline di rugiada che trattiene prima che il sole o il vento l’evapori.

Mi emoziono a guardare una genziana blu come il cielo che la sovrasta.

Osservo un rivolo d’acqua che sgorga non si sa da dove e scendendo diventa più grande e saltando da un sasso all’altro provoca nuvole d’acqua in cui compare un piccolo arcobaleno.

Sono fermo in attesa che il cane rientri e di colpo mi arriva vicino un tordo, ha colori sobri, mimetici, mi osserva un attimo e poi vola via spaventato, o lo scricciolo, che come un fulmine passa da un cespuglio ad un altro e da dentro mi osserva, o il pettirosso che invece mi sfida mostrandosi apertamente, sto immobile, quasi non respiro per prolungare il più possibile questi momenti.

Guardo il cielo e non il cellulare per capire che tempo farà, vedo le nuvole che si accavallano poi corrono veloci, alzo il bavero della giacca perché di colpo l’aria é diventata più fresca e mi accorgo che il cielo è solcato “…da stormi d’uccelli neri…” forse domani o stanotte cadrà la prima neve.

Mi fermo con il mio cane in uno spicchio di sole tiepido a mangiare un po’ di pane e formaggio e sono felice e non ho bisogno di null’altro, mi sento in pace con Dio e con gli uomini e più passano gli anni, più apprezzo questi momenti .. e se sono solo….. é ancora più bello …..

Alba lo capisce e se la lascio fare viene a sdraiarsi vicino e cerca di posare il muso su di me quasi a dirmi “ sono qua, con te, anch’io sono felice, anch’io voglio far parte della tua felicità…” e se gli faccio una carezza muove appena la coda e mi guarda con quegli occhi dolci che comunicano più di mille parole.

La guardo e mi vien da pensare che questi nostri veri, grandi amici, vivono troppo poco…… e ogni volta portano con se una parte importante della mia vita.

Nel tardo pomeriggio, quando riprendo il sentiero di casa, improvvisamente tutti i problemi che mi hanno assillato fino al giorno prima mi sembrano di facile soluzione, ho la mente sgombra grazie alla mia montagna, ai miei boschi, ai miei cani e a quella beccaccia che mi ha fatto divertire tutto il giorno e che condividerò con gli amici, in una bella serata di primavera.

Sono assolutamente convinto che la caccia sia molto più bella se fatta da persone che sanno cosa significhi rispetto verso gli altri e rispetto verso gli animali che sta cacciando.

Persone che non hanno bisogno di ostentare nulla, che cacciano per se e non per gli altri, che sanno cosa vuol dire avere un cane da caccia, che caccia con te e solo per te.

Allora tutto diventa bello armonioso e compatibile con ciò che ti circonda….e anche se non prendi nulla sono sempre grandi giornate di caccia …..
…..la sera io torno sempre felice.

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