Bhak di Giorgio Lugaresi

ANDATURA

Galoppatore dal movimento leggero ed elegante, dovrebbe essere in realtà meno veloce dei pointer, sia per motivi strutturali che psichici, ma non sempre questo si verifica, anche se lo standard lo asserisce con sicurezza. E vero però che i soggetti meno veloci sono spesso i più stilisti, più morbidi e composti nel movimento, che si dovrebbe compendiare in due sole parole: in linea, radente. Ciò significa che il setter inglese nella sua caratteristica andatura deve assecondare ogni più lieve ondulazione del terreno.

Vi sono però anche molti soggetti che, pur non avendo una costruzione corretta, riescono a rimanere nello stile quando spingono di forza all’inizio del turno, ma poi, appena calano e si smorzano, specialmente se il terreno è sconnesso, si disuniscono e fanno apparire tutti i difetti che nascondono. Invece, quando un esemplare ha tutte le carte in regola per essere dichiarato setter, sia morfologicamente che come mentalità, riesce a mantenere lo stile proprio della razza anche se slegato in zone difficili con terreno a fondo disuguale. Non c’è peggiore visione d’un setter che procede sgroppando o che tiene il posteriore quasi più alto della testa o che agita continuamente la coda in cerca. Ma è soprattutto nella psiche che il setter inglese si distingue da tutti gli altri cani e specialmente dal pointer. Dove quest’ultimo s’impone con l’audacia, il setter inglese lo fa con la prudenza.

GALOPPO

Nel galoppo la testa alta (appena sopra alla linea orizzontale) e il corpo teso, alla ricerca continua dell’emanazione, danno nei migliori soggetti l’impressione di un’andatura veloce, ma sempre attenta, tanto da rasentare il sospetto. La coda del setter inglese è portata secondo il prolungamento della linea renale, meglio se più bassa. Se invece è più alta nuoce allo stile e alla velocità. Deve essere assolutamente tesa e ben ferma, in ogni momento, e alla fine dei lacet, quando l’animale deve cambiare direzione, anziché i battiti trasversali, si preferisce inarchi i reni e tutto il posteriore si abbassi e così la coda che, anziché rendersi visibile, quasi si nasconde. Il dimenare allegramente la coda non è ammesso nelle prove classiche e può essere tollerato in quelle di caccia, ma è sempre una situazione che comporta sperpero di energie e stile nel cassetto. Ai nostri giorni, l’ampiezza di cerca, per il setter inglese, ha raggiunto le grandi estensioni che una volta erano esclusivo repertorio del pointer, anche se il percorso è meno rettilineo e più serpeggiante. Se vogliamo fare un’analisi tra i numerosissimi prodotti dell’allevamento nazionale, bisogna riconoscere che non molti sortono col movimento ineccepibile come vorrebbe lo standard e anche alle prove quelli veramente eccelsi sono troppo pochi. Il segreto è sempre quello di accoppiare soggetti che possiedono le doti per raggiungere lo scopo al massimo grado.

FERMA

Quando il setter inglese entra in emanazione si fa più felino ed abbassa ulteriormente il corpo, il collo si tende in avanti e la testa si alza nel vento, compiendo cioè la classica filata prima di irrigidirsi in ferma. Vi sono però dei casi nei quali può fermare di scatto e non compiere l’azione descritta, come quando per vari motivi, anche estranei alla sua condotta, si trova improvvisamente a ridosso del selvatico, ma più che uno scattare sarà un cadere in ferma.

Il setter inglese pur non compiendo la filata e bloccando repentinamente, lo farà sempre con una certa dolcezza, mai con la rabbia del pointer.

La ferma più classica è quella col posteriore abbassato e la testa alta, tipica anche quella tutta a terra, ma con la testa sempre alta, meglio ancora se molto flessa con il collo disteso al massimo ed il tartufo rimontante nel vento.

La ferma è più eretta se il selvatico è lontano, mai però con la spavalderia del pointer e teso sugli arti; anche se leggermente, sarà sempre un po’ flesso. Nelle ferme a breve distanza la testa si abbassa e tutto il corpo si contrae, i muscoli assumono una rigidità eccezionale ed il cane prende spesso delle pose inverosimili, specialmente negli arti.

Dei setter inglesi che fermano costantemente eretti c’è da dubitare sulla loro genealogia e non devono essere adoperati nella riproduzione se nei prodotti si ricercano anche le doti stilistiche e non solo quelle relative al rendimento.

Miss di Lucio Scaramuzza

La coda nella ferma sia sotto la linea del rene, leggermente rialzata sulla punta, a forma di scimitarra, a volte più tesa o con l’arco ricadente verso terra, mai però rilassata o abbandonata come nell’irlandese.

La coda nella ferma è estremamente rigida e le frange si distendono e si evidenziano nella loro bellezza.

Certe correnti di sangue inglesi ed americane davano soggetti che in ferma portavano la coda “a cipresso” e gli allevatori giustificavano tale selezione in quanto, dicevano, dovendo tali cani operare in zone estremamente cespugliate ed erbose, l’unica parte dell’ausiliare che in ferma poteva scorgersi sopra la vegetazione, era la punta della coda.

Tale posa è contraria a tutte le regole stilistiche che noi attualmente ci prefiggiamo perché realmente antiestetica, anche se potrebbe significare,come asseriva Humprey, avidità potenziata.

Abbiamo visto in qualche nostra cucciolata, riaffiorare raramente qualche soggetto che in ferma assume tale posa e, andando a cercare nei pedigrees, abbiamo scoperto che tali setters provenivano da antichi ceppi d’allevamento inglese.

GUIDATA

E’ una vera e propria “gattonata”, perché il cane cerca ulteriormente di celarsi per paura di insospettire il selvatico che sta muovendosi per sottrarsi al pericolo che gli si è manifesto, con lo sterno rasente terra e con evidente gioco delle scapole. L’avanzata è cauta ma continua, con brevi soste ad ogni fermarsi del selvatico, fino a che, con un’ultima posa con la quale assume più rigidità, dimostra di averlo inchiodato definitivamente. Se questo è avventato in lontananza e non si muove, il setter inglese compie allora un’accostata sino a che il suo olfatto non lo avverte che andare ancora avanti sarebbe pericoloso, e la tecnica del movimento è la medesima di quando compie la guidata, salvo una maggiore prudenza e lentezza nei movimenti.

Il setter inglese è un cane guidatore per eccellenza e la sua tipicità ed il rendimento in questa fase, si evidenziano soprattutto quando deve lavorare con un selvatico smaliziato che cerca la salvezza nella fuga di pedina.

La starna è il “test“ più valido per far risaltare le doti dei migliori soggetti; la coturnice, la pernice, il beccaccino, la beccaccia ed in tono minore la quaglia, s’addicono alle sue qualità, ma anche il fagiano, il peripatetico gallinaceo, rinnegato da molti “cinofermofili” può, proprio per il setter inglese, essere un valido materiale per il controllo della guidata.

Molti cani impazziscono dietro la coda prolissa di tale selvatico, astuto e diffidente se è nato tra i campi e non di recente immissione, comportandosi ne più ne meno come degli springers scorretti.

Peo di Crocedomini

I setter inglesi più dotati, che guidano felini sulla passata, non soffermandosi troppo sull’emanazione, anzi con un’azione prudente ma nello stesso tempo abbastanza veloce da non lasciare troppo spazio tra loro ed il fagiano, riescono a bloccarlo, alla fine, dopo aver compiuto un’azione entusiasmante.

Abbiamo notato spesso guidate morbide e feline ma decise e sicure per centinaia di metri, senza mai un accenno ad incalzare, sino all’ultima ferma perentorea, che avviene dopo aver rallentato ulteriormente e compiuto gli ultimi passi in modo estremamente cauto e silenzioso.

Non è certo questa l’accostata che si fa eseguire al setter inglese sulle quaglie liberate che sonnecchiano poco lontane ed aspettano pazienti prima di prendere il volo, incuranti dei rumori che producono tutti: cani, conduttori, Giudici, pubblico………..

Tali controlli si fanno sul terreno pratico e sulla vera selvaggina: sulle starne possibilmente, se ancora possono essere reperite, altrimenti sugli altri selvatici, trascurando però quelli del tutto inadatti (es. rallidi) o quelli di recente immissione.

CONSENSO 

Il setter inglese ha spesso innato l’istinto del consenso, soprattutto se proviene da correnti di sangue selezionate sul lavoro ed esercitate nelle prove dove si corre in coppia. Il consenso deve essere se possibile preceduto dalla classica filata, con posa simile a quella della ferma, senza però avvicinarsi troppo al compagno. In caso di forza maggiore, quando cioè si trova improvvisamente a ridosso del compagno, può anche scattare in consenso fulmineamente. I cani restii al consenso possono anche essere messi al terra , in vista del compagno in ferma, attitudine che poi si fisserà.

Il consenso nel setter inglese è molto importante ed è un carattere ereditario, ragion per cui è meglio che i riproduttori lo possiedano spontaneo.