CACCIATORI DI MONTAGNA DI BECCACCE E DI BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

IN SCOZIA, CON L’ULTIMA LADY DELLE HIGHLANDS di M. Cervone D’Urso

Foto di Angelo Lasagna

Lasciata alle spalle la città di Inverness, mi accingo ad attraversare due lunghi ponti su altrettanti fiord (chiamati  “forth”, quale retaggio storico dei Vichinghi) prima di entrare nel Rosshire, nei pressi di Evanton, il paesino dove risiede la signora Eppie Buist, autorità in materia cinofila, nonché esperta in tutti gli sport delle Highlands.

            L’azzurro zaffiro del mare si insinua nella terra ferma incastonandosi nel verde-giada delle colline coperte di boschi e brughiera. Alcune piattaforme petrolifere “off shore” sono ancorate in uno  dei fiord per i periodici lavori di manutenzione. Si dice che molte siano le beccacce provenienti dalla Norvegia e dalla Russia, le quali, stremate dal freddo,  vengono attirate in mare aperto dalle luci di queste piattaforme.

            Il sole è ormai al tramonto quando arrivo ad Evanton. Attraverso il paese ed  imbocco una strada laterale che porta al castello di Foulis; una serie di svolte ancora e, dopo aver girato a destra,  percorro  una stradina che si snoda fino a “Katewell”, il villino della signora Buist.

            Le avevo comunicato del mio arrivo ed è lì in giardino che mi aspetta. Non faccio a tempo ad uscire dall’auto, infatti,  che vedo arrivarmi incontro l’anziana Lady  col suo incedere claudicante, appoggiata ad un bastone.

            Dei capelli corti e bianchi fanno da cornice ad un viso esprimente vitalità e determinazione. E pensare che ha 93 anni suonati! Colpiscono soprattutto i suoi occhietti penetranti, sempre sorridenti ed arguti come le sue battute….! La sua figura esile e distinta contrasta con l’apparente semplicità dei suoi vestiti costituiti da un vecchio pullover ed una gonna di tweed.

            Purtroppo varie operazioni al femore le impediscono di poter camminare come una volta. Fortunatamente le é concesso di guidare ancora l’auto, ma per lei é  comunque un vero cruccio non esser più in grado di seguire a piedi  i suoi pointer sui moor.

Recentemente, di ritorno dall’Australia, la signora Buist ha bloccato l’areoporto di Londra facendo scattare tutti i sistemi di allarme che avevano segnalato la presenza di misteriosi oggetti metallici nel suo corpo….Si trattava peraltro delle viti immesse nel suo femore a seguito dell’ultima operazione. Povera signora Buist! Lei, l’animatrice della cinofilia britannica; allevatrice di setter dal 1925 al 1939, e successivamente, dal 1946 a tutt’oggi, di ottimi pointer; amica personale di Lady Ockland, di Zavattero e del conte Saladini Pilastri, nei bei tempi della cinofilia italiana del dopo guerra.

            Prima di entrare in casa, la signora Buist  desidera mostrarmi dei cuccioloni pointer che ci saltano festosi addosso nella speranza di fare un’ulteriore corsa in giardino.

Finiti i convenevoli….., ci accomodiamo in salotto dove scoppietta allegramente della legna nel focolare. Ed in attesa della cena, mi viene offerto dello “slow-gin”, liquore casereccio a base di bacche selvatiche, zucchero e gin.

 Lady Buist mi mette immediatamente a corrente della recente riunione cinofila avuta con il kennel club in vista del programma relativo alle gare per il  2004. E ben presto, commentando i “field-trials” del corrente anno,  non può fare a meno di sfogarsi:

            “Noi siamo fortunati di poter disporre in Scozia di terreni di caccia vasti come i moor che  sono gli stessi di quelli utilizzati per le gare. Chi va qui a caccia con un cane da ferma pretende quindi che il proprio ausiliare sia addestrato a dovere come un cane da gara, abbia una resistenza senza pari,  spazi lontano e dimostri soprattutto intelligenza, personalità e tenacità.  Io non accoppierei mai un campione di field-trial con una delle mie cagne..…! Questi cani conoscono soltanto una cosa: corrono e corrono a perdifiato, ma sanno almeno puntare? E pensare che durante una gara, se un pointer  cade in ferma  davanti ad un beccaccino, una pernice o una lepre al covo, ciò non rappresenta un elemento di merito. Spesso i cani che hanno un maggiore potenziale sono messi fuori per un banale errore. Molte volte i campioni  non hanno l’abilità di adattare la propria cerca al terreno, ad una determinata selvaggina e ad una particolare difficoltà di percezione olfattiva di un dato giorno. Io preferisco peraltro vedere tutto il potenziale di un cane, la sua abilità naturale! Fammi andare sulla brughiera con un cane da caccia e poi io saprò parlare delle sue  qualità.

Capita spesso che in un trial vengano scartati cani che hanno un enorme potenziale, soltanto perché hanno compiuto una leggera scorrettezza mentre vengono peraltro premiati altri che hanno meno personalità e sono quindi più docili ed ubbidienti al conduttore. Ma noi alleviamo cani da caccia e non conduttori! I premi non dovrebbero pertanto essere conferiti al conduttore per il suo inappuntabile addestramento, ma a cani di valore destinati alla riproduzione!

            Questi giudici moderni pretendono poi che i cani compiano dei lacets geometrici, senza lasciar loro alcuna iniziativa. I cani dovrebbero spaziare lontano per trovare della selvaggina; devono avere il senso del selvatico; devono saper prendere il vento da qualsiasi posizione.

E che dire di quando  il cane, in una gara primaverile, si trova in ferma davanti ad una brigata di grouse  e  se ne invola un’altra a circa una cinquantina  di metri sulla sua destra? Il povero cane viene eliminato. Ciò è insensato. Come può mai un cane puntare nello stesso tempo due diversi selvatici in direzioni opposte? Evidentemente i nostri moderni giudici non conoscono il comportamento delle grouse in primavera. Queste possono involarsi spontaneamente e da lontano soltanto perché non ammettono la presenza di intrusi nel proprio territorio.

E che dire delle corse sfrenate dei conduttori verso il cane in ferma nel timore di arrivare troppo tardi? Si è mai visto un cacciatore il quale, brandendo pericolosamente il fucile, corre a perdifiato verso il cane in punta per non perdere l’opportunità di sparare? Attualmente, purtroppo, molti sono i giudici di gara privi di qualsiasi esperienza venatoria. Si  pretende perfino che il cane in punta rimanga immobile fino all’arrivo del  conduttore. Essi ignorano l’azione di  “guidata” che ogni ausiliare deve necessariamente compiere al fine di non perdere contatto con un selvatico che corra di pedina.  E pertanto succede frequentemente che, nel momento in cui il conduttore raggiunge finalmente il cane e gli dà ordine di “accostare“…, la grouse si trova ormai da tempo lontana! “

In passato, prima della guerra, lady Buist aveva allevato dei setter provenienti dall’antico canile del padre, dall’affisso “FEARN” dal nome della proprietà terriera di famiglia, come si era soliti fare in quell’epoca.  Nei tempi del falconiere Gilbert Blaine e dei suoi famosi setter Westdown, infatti, tutti i canili delle più grandi proprietà terriere delle Highlands di Scozia,  come Borrobol, Altnahara, Cambusmore,  attingevano a quel sangue per sviluppare le doti venatorie dei propri cani. Ma quelli erano altri tempi…, lady Buist aggiunge: “ Allora, sia i giudici che i conduttori erano scelti fra i migliori guardia-caccia della Scozia. E gli allevatori erano generalmente i proprietari terrieri della zona: dei veri Gentlemen!  I  WestDown erano dei cani eccellenti,  ma spesso disobbedienti, non addestrati a dovere. E’ risaputo infatti che i falconieri  non badano molto all’addestramento dei cani in quanto sono più presi dal volo del falco. Essi si avvalgono comunque della collaborazione del più intelligente e produttivo dei propri ausiliari contando soprattutto sul risultato e sulla sicurezza che hanno nel cacciare. E Gilbert Blaine,  lo sapeva bene per cui accoppiava fra loro soltanto i cani più affidabili! “

            Bramble, la Labrador – retriever di Lady Buist interrompe la conversazione disputando il possesso di un cuscino con Wilma, la cagna di razza springer spaniel.

            Ad un tratto, un odore di bruciato arriva dal corridoio. Si tratta della zuppa di legumi che rischia di andare in fumo. Ci rechiamo in fretta in cucina togliendo immediatamente la pentola dal fuoco.  Del  fumo ed  un lieve odore di bruciato aleggiano per un po’ nell’aria.

Aiuto quindi a porre piatti e bicchieri a tavola scostando giornali, riviste di caccia, gomitoli di lana, fotografie, occhiali, penne, burro, marmellata e lettere varie. Dopodiché, fra un boccone e l’altro…, fra una risata e l’altra…, continuiamo a parlare beatamente di pointer, setter, grouse e beccacce. 

Il resto del mondo è molto lontano!

            Allorché mi ritiro nella mia stanza per il riposo notturno, noto dei fiori freschi di campo sul  mio comodino, accanto ad un vecchio libro.

L’indomani, di buon’ora, Lady Buist mi accompagna a Fearn, la tenuta di famiglia ereditata dal fratello. Un maestoso bosco di faggi si estende a perdita d’occhio lungo le rive del fiord. Non mi sembra vero. Che orizzonti! Il cuore mi batte forte! Ed io mi avventuro col mio pointer nel bosco. Secondo lady Buist era lì infatti che suo padre cacciava le misteriose regine. In mia attesa, la cara signora avrebbe  ammazzato il tempo lavorando a maglia….

Dopo poco, due spari, due echi si perdono nel bosco mentre due rose di piume svaniscono nell’aria svolazzando alla brezza del mattino. Sono felice e triste nello stesso tempo. Come in un rito pagano, mi sento di aver colto nel mio animo un attimo di vita nell’illusione di poter captarne l’essenza.

Ritorno pertanto alla macchina mostrando alla mia gentile accompagnatrice le mie due prede.  La signora Buist guarda le beccacce, osserva il mio sguardo e sorride. Poi,  senza pronunziar parola, fa una carezza al cane e toglie una piumina rematrice dalle ali dei due uccelli. Le serberà per ricordo!

Prima di rientrare in auto, facciamo una breve passeggiata nei dintorni fermandoci davanti ad una casa in riva al fiord, per vedere se esistono ancora dei rampicanti piantati un giorno dalla sua mamma.

Ritorniamo quindi verso la macchina proponendoci di salutare i padroni di casa.

Che senso di sollievo e serenità si prova  percorrendo il gran viale che porta alla casa padronale! Passando al di sotto dei grandi alberi del parco con la nostra minuscola auto ci sentiamo così piccoli ….in quell’immensità di verde che ci circonda e si trasfonde in noi!

Passiamo vicino ai piccoli cottages di pietra del personale, con i loro comignoli bianchi e le finestrette civettuole, e poi davanti agli spaziosi canili fatti costruire dal nonno nel 1893. La signora Buist mi indica l’angolino  dove, da bambina, soleva arrampicarsi su uno sgabello per girare con il mestolo il “ porridge “ per i cani.  Altri tempi…!

            Arriviamo dopo poco nello spiazzo antistante la “Lodge” ed aiuto la signora Buist  a scendere dall’auto in un trambusto di grucce e bastoni che s’impigliano nella portiera….

            Con le sue torrette,  le alte finestre vittoriane, i tetti spioventi, così isolata in mezzo al bosco, circondata da una leggera nebbia, Fearn sembra sorgere dal nulla, al di sopra delle nuvole, in un mondo di fiaba! L’ultima volta che mi ero recato in questo incantevole posto, era stato in occasione della festa per il novantesimo compleanno di lady Buist. In quel fausto giorno, attraverso l’ingresso, rimasi attonito ad ammirare un dipinto  raffigurante un setter in punta, che dominava la sala dall’alto di uno scalone. Il salone era gremito di falconieri, guardia-caccia, vecchi ufficiali in gonnellino scozzese, proprietari terrieri e Lords.

            Assorto in questi ricordi, sussulto allorché mi sento prendere per un braccio da lady Buist. I padroni di casa sono temporaneamente assenti. Non un filo di voce, né alcun segno di vita. Sembra un castello abitato da fantasmi.

            Lady Buist mi indica l’angolo del castigo dove, nella sua infanzia, l’istitutrice soleva relegare il bambino colpevole di qualche marachella, mentre i fratelli si arrampicavano sui rami degli alberi che si affacciavano  sulla “finestra-prigione” per dimostrargli il proprio supporto morale e fare sberleffi alla famigerata insegnante.

Una volta, di notte, fu sorpresa dal padre mentre, assieme ai fratelli, si accingeva a sgaiattolare di casa per attraversare il fiord ghiacciato. Ma il padre, anziché rimproverarli, abbracciò tutti quanti esclamando: “ Non dirò nulla alla mamma; anche io alla vostra età avrei fatto altrettanto!”

            E dire che quella era una notte da lupi e molte erano le beccacce scese dai moor per rifugiarsi nel vicino bosco di faggi e betulle. Il giorno seguente i bambini avrebbero fatto da battitori mentre il padre avrebbe atteso il volo delle beccacce oltre la linea ferroviaria, quasi in riva al fiord.

                                                           * *  *  *  *  *

Ormai la mia breve visita ha termine. Dopo una leggero spuntino, mi commiato da lady Buist per ritornare al mio paesino di Dornoch, nel vicino Sutherland.

La strada si snoda in una serie di curve e , allorché passo davanti al castello di Foulis, residenza del capo-clan dei Munro, mi ricordo di quanto mi era stato detto al riguardo:  “ Questi Munro sono molto orgogliosi del retaggio del proprio clan in quanto non sono mai stati sconfitti! I loro guerrieri erano soliti arrivare sul campo di battaglia soltanto alla fine della lotta….!” 

 Una volta tornato a casa, prendo del whisky e mi siedo beatamente accanto al focolare rivivendo gli eventi della giornata. Il cane è acciambellato ai miei piedi. Mi sento stanco e felice! E con la mia mente non posso fare a meno di ritornare alla signora Buist raffigurandomela intenta a tagliare con un coltellaccio la trippa per i cani, o a lavorare in giardino, con i capelli scompigliati ed il vestito sporco: lei, una vera Lady, figlia di un baronetto! La rivedo occupata a confezionare pacchi natalizi per i poveri del villaggio o a preparare il magnifico “plum-cake” per me ed i miei ragazzi. Non potrò mai dimenticare la sua villetta, i colombi svolazzanti sui tetti, i conigli per l’addestramento dei suoi spaniels. Immagino le carte sparpagliate sulla tavola, i pedigree ingialliti, le fotografie sbiadite di personaggi di un mondo ormai scomparso. In realtà, io ritrovo in quella casa la vita conosciuta in Italia nella mia prima giovinezza!

            Ciò che peraltro più  mi colpisce della signora Buist, è soprattutto la gioia di vivere, la sua forza interiore, il suo senso di umorismo: sempre così viva ed attiva, senza complessi e problemi, anche quando auspica l’invio di cannoniere britanniche per snidare Ghedaffi dalla sua tana, come ai tempi della regina Vittoria.

 

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1 Comment

  1. antonio

    Egregio signor D’Urso articolo veramente affascinante. Saprebbe indicarmi il nome di qualche allevamento pointer in Scozia valido sia nel tipo che nell’attività venatoria.
    Cordiali saluti Antonio

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