CACCIATORI DI MONTAGNA DI BECCACCE E DI BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

“La Beccaccia come una Morosa” di Giancarlo Bravaccini

Jack su beccaccia Marzo 2017

Quando mi trovo con persone che non sono né cacciatori né cinofili e viene fuori il discorso caccia, glisso, faccio finta di niente, non ho voglia di mettermi a spiegare perché vado a caccia con il cane anche perché capisco che le motivazioni dei cacciatori a volte siano indifendibili. Una passione come la nostra, con alcuni aspetti non del tutto razionali, non è facile farla comprender a dei profani.

Però a volte quando il mio interlocutore è una persona a cui tengo particolarmente e credo che mi possa capire senza equivoci uso una metafora che spesso funziona. La caccia non è né un hobby né uno sport, ma una vera e propria passione. L’unica passione che tutti (almeno spero) almeno una volta nella vita hanno provato è la passione amorosa. Sì, uso l’innamoramento per far comprendere la componente irrazionale della nostra attività. Perché solo questo particolare stato emozionale può spiegare certi comportamenti che alle persone “normali” appaiono illogici. Non per fare l’Alberoni della situazione, ma se ci osserviamo attentamente noi cacciatori teniamo dei comportamenti che sono riconducibili a una persona innamorata. Ci sottoponiamo a dei “sacrifici” che se li dovessimo fare per lavoro andremmo a protestare subito dai sindacati. Invece a noi non pesano le levatacce nel cuore della notte, né i chilometri e chilometri percorsi a piedi o in auto, né le attese lunghissime, e anche se qualcosa va storto ci si dimentica subito, proprio come quando, innamorati di una persona, facciamo pazzie per vederla e le perdoniamo tutto. Tutto questo con una differenza sostanziale, che un innamoramento vero e proprio dura, dal punto di vista fisiologico, al massimo 18 mesi (poi spariscono le dopamine e la serotonina), mentre l’innamoramento per la caccia spesso dura una vita. E’ questa componente di irrazionalità che rende affascinante una cosa, in fondo anche lo stesso bacio, se lo descriviamo dal punto di vista meccanico, può sembrare una cattiva pratica igienica, invece se cambiamo il contesto, può apparire un atto dolcissimo; tutto dipende dal nostro stato emozionale. Non ricordo esattamente l’autore della massima che diceva che le cose belle della vita o sono immorali, o illegali, o fanno ingrassare, ma in questo caso cade a fagiolo. Se siamo dei freddi calcolatori non potremmo mai vivere appieno una vera e propria passione. A volte gli interlocutori, dopo questa spiegazione capiscono, oppure fanno finta e si adeguano, ma questo non è importante: io c’ho provato. Per tornare a bomba, altrimenti sembra la posta del cuore, un cacciatore che pratica solo un certo tipo di caccia (non ci si può innamorare di tutte) concentra le sue energie e il suo tempo libero per praticarla il più possibile ed è questo il mio caso: la caccia alla beccaccia con il cane è quella che mi piace di più ed è quella di cui sono innamorato. Penso che sia così anche per altri che praticano un diverso tipo di caccia. Tutto questo cappello amoroso mi serve per spiegare perché a caccia alla beccaccia io vado da solo e non in compagnia. Non ne faccio una questione di principio o di vita o di morte, perché anche io apprezzo la compagnia legata alla caccia, mi piace vedere il cane degli amici, ma se posso scegliere cerco di trovarmi da solo con il mio cane all’appuntamento con la beccaccia. Per tornare agli esempi sovresposti è come andare da una bella donna in più persone: gli incontri emozionanti di questo tipo richiedono una certa intimità. C’è molta differenza tra, quando si dice “Abbiamo preso una beccaccia” oppure “Ho preso una beccaccia”: il plurale in questi casi, come per le donne, è fuori luogo. Anche perché è molto più facile con un cane in ferma e due o tre cacciatori piazzati attorno prendere la regina del bosco, invece da solo non devi sbagliare piazzamento e non devi sbagliare a sparare; non è semplice, ma quando ci si riesce la soddisfazione è impagabile. Questo mio spot per la caccia in singolo non vuole essere un rifiuto alla caccia in compagnia in senso assoluto, ma un modo più sportivo di approcciarsi alla caccia alla beccaccia con il cane, perché rendere più difficile il prelievo da maggior valore alla preda. Quindi tra tutte le diatribe molto in voga attualmente (beep, doppietta, monocolpo, automatico, dispersanti, canna raggiata, sparare a terra) mi sentirei di proporre anche la caccia in singolo come scelta etico-sportiva. Come “singolo” intendo un cacciatore, il proprio cane e la beccaccia, quando si ha la fortuna e il piacere di incontrarla.

 

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5 Comments

  1. davide

    Complimenti ottimo paragone.

  2. Mirco Peli

    Voglio dire che di Bravaccini si legge poco, ma di tutto ciò che scrive, non esiste una virgola che non condivida in pieno. Bravo Giancarlo Bravaccini, fortunatamente ci sono ancora Cacciatori, con le idee chiare, sia in fatto di cani che di caccia.

    Mirco

  3. Emanuele Stornati

    Concordo pienamente il tuo pensiero potrebbe essere davvero uno dei punti più forti per la salvaguardia della beccaccia visto che i ” beccacciai” di oggi , si mettono nel bosco in 4 con springer a gogo , questo non per deprezzare la razza e la passione degli stessi ma ………………. ad ognuno il suo ….!!!!!!

  4. Paolo Chelli

    Spero vivamente che ciò che scrive il bravissimo Giancarlo Bravaccini possa venire letto da tanta gente e che questa possa comprendere quello che siamo. La maggioranza dei cacciatori di oggi con e senza cane pratica la caccia solo ed unicamente per passione; ad i nostri sacrifici comportamentali si sommano quelli economici (di questi tempi con la crisi che c’è……….)e per coloro che hanno l’amico cane (io ne ho due)la cosa è sicuramente maggiorata. Vero è che noi veniamo descritti come sparatori e ancor peggio come assassini, che il degrado della flora e della fauna e nostra responsabilità, che il nostro egoismo e la nostra arroganza è pari a quella di alcuni dittatori……e chi più ne ha, più ne metta; TUTTO FALSO – veniamo strumentalizzati dalle categorie CONTRO LA CACCIA per poter continuare a ricoprire certe cariche e occupare certe comode POLTRONE.– Scusate questo mio sfogo…..per tornare a bomba, bravo e complimenti Giancarlo, col tuo pensiero hai reso la cosa molto comprensibile, ed io con tutti gli amici della squadra, siamo con te. VIVA LA CACCIA!!!!
    Paolo (componente della squadra cacciatori della Labrocaccia)

  5. aldo

    Full immersion totale in quanto descritto.

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