CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

La Caccia dell’Anima di Franco Subinaghi

 

La caccia dell'anima

La caccia dell’anima

Prefazione de “La Caccia dell’Anima”

Quando Franco mi chiamò al telefono e mi chiese di scrivere la prefazione del suo nuovo libro ne fui davvero sorpresa, poi mi sentii lusingata e un po’ perplessa. Pensai che, di solito, per un libro di un cacciatore “navigato”, che tratta principalmente (ma non solo) di racconti di caccia, uno si aspetterebbe che sia un altro cacciatore altrettanto vissuto a scriverla, forse un buon amico di vecchia data. No di certo una ragazza che la -Caccia con la “C” maiuscola- la sogna e di esperienza alle spalle ne ha solo un minimo. Ma, nonostante questa mia perplessità, capii presto il perché della sua decisione. E lo ritrovo nel libro che qui vado a prefare.

Le storie narrate in queste pagine mi fanno sognare luoghi che sembrano così lontani e quasi magici, che stento a credere si trovino a una manciata di chilometri da dove vivo, in provincia di Como. I personaggi, compreso lo stesso Franco, si possono considerare i custodi di un tempo in cui la montagna era più vera e selvaggia, popolata da numerosi animali e da persone autentiche, che la vivevano ogni giorno dell’anno, per andare a caccia, per far legna o anche solo per passeggiare. Le ricche descrizioni ispirano il lettore a immaginare i colori, i suoni e gli odori di un ambiente palpitante di vita, gentile e a volte spietato, sia con gli uomini, sia con i fedeli ausiliari, veri protagonisti delle coinvolgenti avventure venatorie. Franco ci trasporta finanche nel suo sogno, nel mondo dei Nativi americani, regalandoci un piccolo viaggio nei paesaggi nordamericani, tra i maestosi bisonti e il nobile popolo Sioux.

Questo non è il solito libro di storie di caccia. È soprattutto un libro di storie di amicizia e affetto, di passione e spiritualità. È un fiume di emozioni che ti travolge racconto, dopo racconto.

Ne “Il Diavolo del lariceto” predominava il Franco più impetuoso, il poeta, il giovane bruciante di amore per la caccia, stregato dalle bellezze della Natura e tormentato dalla dea Venere. In queste storie troviamo un altro Franco che predomina, il Cacciatore più “adulto”, il quale riflette profondamente e con criticità sulle vicende passate più toccanti, generando, alle volte, un senso di rammarico. Nella totalità di questo libro il Cacciatore esprime al meglio la sua spiritualità, lasciando emergere chiaramente dalla sua storia il profondo legame che lo unisce alla Natura e che lo trascina nella sua grande passione venatoria.

Qui ritorno al perché Franco mi chiese di scrivere la prefazione. Quando si parla di caccia la passione è il linguaggio comune. Però per alcuni seguaci di Diana, non c’è solo il fuoco che sentono bruciare dentro. Non ci sono solo le fatiche e la rabbia, le gioie e le delusioni. Neppure ci sono solo quelle emozioni che la montagna ti sa dare. C’è una cosa più profonda, che si può chiamare l’”essenza della passione” ed è il legame spirituale che ci lega con il Tutto, con il Creato. Una fusione di se stessi con la Natura che ci ospita. Proprio questo è il senso de “La Caccia dell’Anima”. Sentire questo legame spirituale è la cosa che accomuna persone con la stessa passione, che siano cacciatori (gordonisti!), alpinisti, escursionisti o cercatori di funghi. Questo è anche il motivo per il quale sto scrivendo, con piacere, per presentare degnamente questo libro.

Il lettore non può far altro che lasciarsi trasportare dalle storie come in un sogno, provare a immedesimarsi nel protagonista e aprire la propria anima per cercare le stesse emozioni.

Fortunati allora sono tutti quelli che riescono a emozionarsi e a sognare di vivere per davvero, anche solo per un giorno, almeno una di queste splendide avventure.

Deborah Savoia

Cacciare con l’anima: che idea meravigliosa! Non stupisce che un simile concetto possa essere uno stimolo incredibile per chi scrive di caccia e res venatoriae, come Franco Subinaghi. Così non stupisce neppure che, con un’idea così forte in mente, il lavoro di stesura e scrittura di questo secondo suo lavoro, sia stato vulcanico e molto ispirato. Con tantissimo piacere ho visto ogni giorno mio padre passare gran parte del pomeriggio in preda all’ispirazione e a un grandissimo entusiasmo, completamente preso dal suo lavoro, senza quasi concedersi delle pause, complice anche lo stimolo della bella accoglienza riservata da amici, parenti e lettori al primo lavoro “Il Diavolo nel Lariceto”. Qui invece si parla di cacciare con l’anima, come detto. Certo, si caccia con l’aiuto di cani, campani e fucile ec, si dorme in baita aspettando il sublime momento dell’alba; ma tutto questo un cacciatore lo fa sicuramente seguendo la sua anima. Quando il corpo è stanco, sfinito, quando il pensiero anela già al fuoco caldo nella malga in una fredda giornata di nebbia, quando quell’ultima maledetta beccaccia non vuole farsi prendere e sparisce nel bosco diventando uno spettro, ma anche leggenda, in quel momento si caccia con l’anima, incuranti dei mali del corpo e dei mali della società, lasciati a valle. Così Franco Subinaghi, seguendo l’anima e la sua caccia, ci racconta il suo mondo e le anime che lo abitano o che lo hanno abitato. Ed è bello pensare che anche i nostri cani abbiano un’anima, perché anche essi sembrano cacciare guidati da essa, spremendosi ad esempio fino a farsi sanguinare i polpastrelli in alta montagna e guadagnandosi giustamente lunghi riposi in baita. Anche questo traspare dalle pagine che andrete a leggere: un amore profondo per i cani, senza i quali la nostra caccia (ma anche la nostra vita) non sarebbe certamente la stessa.

Brian Subinaghi

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1 Comment

  1. laura tenuta

    Deborah, le tue righe aumentano il mio desiderio, complimenti!
    Franco, tuo figlio, ben segue la genealogia, Brian complimenti anche a te!

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