Renzo Antonacci e Gimmy

Aspettando il Saladini Pilastri
Alectoris graeca graeca (Meisner). Nomi dialettali più in uso nell’Italia centrale: cotorno, cotorna, cuturna, pernice. Francese: bartavelle; spagnolo: Perdiz grieja. Ordine: Galliformi (Galliformes); sott’ordine: Fagiani (Phasia-nidae); genere: Alectoris; specie: graeca.

Il primo nome latino (Alectoris) si riferisce al genere al quale è ascritta la specie, il secondo (graeca) è il suo vero nome, il terzo indica la sottospecie; se il secondo nome è ripetuto ciò significa che si tratta della specie tipica. Il nome fra parentesi è quello del primo naturalista che lo descrisse.

DATI E NOTIZIE
Voci conosciute
Richiamo da vicino: i giovani emettono un sibilo caratteristico che suona così: uit uit uit. È udibile da 30-50 metri circa.

Richiamo a distanza: un grido esprimibile con: ci cich ci ciach, cicichci ciciachci, ci cich ci ciach, con molte variazioni di potenza e di impostazione, talora frenetico, la cui durata può raggiungere la mezz’ora, frequente nei giorni che preannunciano cambiamenti atmosferici (individui adulti, fine settembre-primi ottobre). È udibile fino a 500 metri circa.

Voce d’allarme: una serie stridente, violenta di suoni composti di c, eh. r, difficilmente esprimibile. E udibile da un centinaio di metri circa. Altre voci: (f.) ghech, ghech; (m.) huar, huar e gorgogli intrascrivibili.

Ambiente. Località sassose ed aride alternate a ces. pugilati ed a boschi radi, soleggiate; pietraie, strapiombi di media e alta montagna (fino a 3000 metri s.l.m.). Cibo. Germogli, semi, frutti (bacche di ginepro e di altri arbusti), erbe. Insetti: Ortotteri, Coleotteri, Formiche, ecc. Ragni e piccole Chiocciole.

Riproduzione. Fra i massi e cespugli. Nido: cavità del terreno tappezzata d’erba, foglie, muschio e qualche penna. Generalmente 10-16 uova giallastre fulvicce con macchie rossiccie poco intense, incubate dalla femmina dalla deposizione dell’ultimo uo-vo per 24-26 giorni. I pulcini lasciano il nido quasi subito e volano a 25-30 giorni. Al segnale del pericolo dato dalla madre si nascondono o si immobilizzano immediatamente. Generalmente una sola covata (maggio-giugno), che viene ripetuta (meno numerosa), qualora non andasse a buon fine la prima.

Comportamento. Ottime facoltà associative, riflessi immediati. sensi acutissimi. Amante di località impervie, frastagliate e di rimesse inaccessibili. Volo fragoroso e rapido, branco più o meno compatto.

Distribuzione e consistenza. Pressoché assente salvo rare ecce-zioni sulla fascia centrale sub-appenninica. Presente in misura uniforme ed in numero alquanto considerevole su tutti i più imponenti sistemi montuosi e località a lei congeniali dell’Appennino centrale soprattutto abruzzese.

Condizione genetica ottima. In stagioni a corso climatico normale, raggiunge la completa maturità nella fine di settembre, pertanto si ritiene opportuno consentirne la caccia dalla prima domenica di ottobre.

Gimmy e le coturnici

Economia e caccia. E considerata selvaggina stanziale protetta. II suo ripopolamento viene curato mediante istituzione di zone di ripopolamento e cattura e di zone di protezione. Si sconsigliano categoricamente le immissioni di soggetti allevati in cattività o di dubbia provenienza, che rischiano di favorire l’insorgere di forme patogene tra la specie autoctona. La caccia con il cane da ferma è particolarmente ardua anche per la natura dell’ambiente che essa frequenta. La coturnice è selvatico autentico. Non si arrende mai senza prima aver cercato la salvezza con ogni mezzo e mille astuzie. Ciò rende questa pratica venatoria ancora più bella e degna del migliore «coturnat». Ed è proprio per tali motivi che siamo in obbligo di cacciarla lealmente, nel rispetto di una «etica» che non può essere paragonata né tantomeno sostituita da nessuna legge.