Tutto avviene per caso e i cani da prove non servono per la caccia….

Oppure, niente avviene per caso e i cani da prove (quelli bravi naturalmente) sono indispensabili per fornire bravi cani da caccia, migliorando contemporaneamente le caratteristiche della razza alla quale appartengono.

Pur ammettendo l’incidenza della componente probabilistica, la mia esperienza, di 50 anni di allevamento, mi fa propendere senz’altro per la 2° tesi.

Certo, in genetica e in allevamento, 2+2 non fa sempre 4, altrimenti avremmo, sempre e tutti, cani eccezionali, basterebbe accoppiare un bravo cane ed una brava cagna e il gioco sarebbe fatto.

La verifica che va fatta è, a parer mio, un po’ diversa: se andiamo a verificare i certificati dei grandi cani, magari in qualche specialità, sempre, dico sempre, ci troveremo degli antenati anch’essi altrettanto grandi nella stessa specialità.

In sintesi e semplificando: fai coprire la tua cagna (brava e specialista) da un maschio (bravo e specialista), e avrai più probabilità di ottenere buoni risultati.

Se poi queste caratteristiche saranno state certificate in prova, e quindi probabilmente più obiettive delle mirabolanti avventure raccontate al bar, le probabilità aumenteranno, magari portandoti a casa anche un po’ di qualità di razza che certo non guasta e che nelle prove è giustamente considerata.

La Perla del Frangio, Perla di nome e di fatto, è la prova vivente di questa teoria.

E’ figlia di Beckam, pluridecorato campione internazionale di grande cerca, che viene da una genetica di grandi cacciatori di beccacce, che è padre dei miei cani da beccacce e di tanti altri specialisti di cui ricevo notizie telefoniche lusinghiere.

L’anno scorso ha vinto il Trofeo Gramignani concludendo il circuito con 2 CACIT in 2 giornate, quest’anno ha rivinto il Trofeo Gramignani, il campionato a beccacce della SIS, e il Trofeo “La regina del bosco” dell’ENCI.

E’ stata selezionata, per 2 anni di fila, come partecipante alla squadra italiana di Coppa Europa, vincendo una batteria.

E benché condotta da un privato, che facendo il dentista non ha grande disponibilità di tempo e non può certo partecipare a tutte le prove, ha racimolato 3 CACIT, 2 CAC, 1 RIS CAC e 2 ECC, oltre a tanti altri risultati.

Nella recente manifestazione della SIS di Campofelice, il setter day, per 3 volte è salita sul palco a fianco del dr. Ildo Battanello, suo valente conduttore e proprietario, e del suo immeritevole allevatore, che poi sarebbe il sottoscritto, anche lui appassionato cacciatore di beccacce.

In conclusione: genetica, prove e caccia, non teorema matematico ma buona regola da tenere in debita considerazione.

Se poi il tutto è condito anche da un po’ di intuito e da un po’ di fortuna, i risultati non mancheranno!

Luigi Arturo Endrizzi