CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

La valenza dei Campionati ai fini della selezione

L’argomento non è facile perché entrano in gioco tanti fattori.

I fattori che in questo contesto ci interessano sono:

  • Le cucciolate “studiate a tavolino” sulla base dei pedigree di femmina e maschio
  • L’importanza dei titoli e del riconoscimento ufficiale del valore di un cane
  • Il personale progetto allevatoriale di ciascun allevatore

Cominciamo dal primo, le cucciolate studiate a tavolino. E’ chiaro che proporre dei cuccioli provenienti da genitori blasonati ha la sua importanza: nomi altisonanti seguiti da titoli italiani o internazionali colpisce sempre l’attenzione di chi cerca un cucciolo. Meno è approfondita la conoscenza cinofila e maggiore è l’attenzione che si pone a questi aspetti. Altra faccenda sono invece, i più esperti che seguono con assiduità le vicende di ciascun cane di cui hanno interesse ad avere della progenie, perché sono colpiti da uno o più aspetti del loro “idolo”.

C’è da fare una piccola parentesi sulle cucciolate studiate a tavolino in base all’analisi dei pedigree: la genetica ha poco o niente a che fare con la carta; può talvolta, capitare che i soggetti nati da queste unioni non siano all’altezza delle aspettative proprio perché la combinazione genetica può riservare sorprese inaspettate.

Passiamo all’importanza dei titoli e del riconoscimento ufficiale del valore di un cane: è l’azione sicuramente più importante e delicata ed è anche quella in cui maggiormente agisce la variabile umana. Per variabile umana intendo il personale e soggettivo parere di un allevatore. Solo una grande “sensibilità” cinofila unita a solida esperienza e capacità di vedere “oltre” consentono di portare avanti un soggetto meritevole di conquistare i suoi titoli e andarne fiero. Forse il trend attuale porta a collezionare titoli e a non avere invece, il corrispettivo bagaglio genetico da portare avanti.

Per quanto riguarda il personale progetto allevatoriale di ciascun allevatore di cui si è accennato sopra, non parliamo altro che di una visione personale della razza, che molto spesso porta a vistose deviazioni che poi diventano col tempo un modello da seguire. In questo caso, agiscono molto di più le tecniche di marketing che non l’apprezzamento delle caratteristiche di una razza. Anche il Gordon non è stato esente da questo fenomeno. Nei gruppi di razza uno degli argomenti più dibattuti e sempre attuali riguarda i centimetri di altezza al garrese, oppure l’angolazione del posteriore, la lunghezza delle orecchie e l’ineffabile lunghezza del pelo. Eppure, nonostante le continue lamentele, come accade in ogni razza, possiamo scegliere tra un ampio multiforme ventaglio di soggetti quello che confà maggiormente ai nostri gusti o alle nostre esigenze.

Questo veloce accenno alle problematiche sopra espresse ci serve per arrivare ad una conclusione semplice, facile da intuire: i Campionati sono importanti ai fini della selezione di una razza. Ma dovrebbero essere portati ai Campionati soltanto i soggetti che meritano e su cui è stata fatta un’attenta analisi. Vediamo spesso proclamazioni di Campioni (sia di bellezza che di lavoro), a meno di due anni. Premesso che un Gordon ad esempio, a due anni comincia appena ad essere morfologicamente (e anche caratterialmente), accennato, quale garanzia possiamo avere che in età adulta (quattro o cinque anni), quel soggetto manterrà invariate quelle caratteristiche? Nel lavoro accade pressoché la stessa cosa: vediamo tanti Campioni molto giovani che bruciano la loro carriera in giovane età e poi passano di mano in mano nella speranza di collezionare altri titoli. Quindi, arriviamo alla semplice constatazione che la conclusione di un Campionato è sì importante, ma non sufficiente per garantire una valida selezione della razza.

Fare selezione in un’ottica comprensiva di tutti questi aspetti è complicato e spesso può capitare che tutti gli sforzi vadano nel vuoto per una miriade di ragioni, una più imprevedibile dell’altra. Ma allevare è anche questo: tanto impegno, tanti sforzi, tanto “occhio” e quel pizzico di fortuna che aiuta sempre in tutte le situazioni.

Nelle foto di Odette Stradella: DOUBAY DE LA PASSEE DU SOIR  (2008-2019)  

Trialer, Champion de France 2012, 1er Exc CACIB classe champion

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1 Comment

  1. Maurizio Peri

    Per quanto riguarda la razza gordon non risultano campioni di lavoro proclamati in giovane età . Questa casistica è presente invece tra i campioni di bellezza e suscita perplessità.

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