Siamo quasi alle comiche finali; sebbene sia sempre più una tragedia. L’Orso marsicano ha fame ed ha preso d’assalto quasi tutti i paesi della cintura attorno al Parco Nazionale, e le autorità e gli “esperti” del Parco che fanno? Lanciano una campagna, appoggiata anche dal WWF e dall’associazione Salviamo l’Orso (benemerita a momenti alterni), per fare letteralmente terra bruciata attorno ai paesi, nel senso di eliminare tutte le risorse trofiche fruttifere che gli orsi vanno a cercarvi (in realtà, gli orsi vanno piuttosto alla ricerca di galline e conigli)!

Perché lo fanno? Semplice: perché non sapendo più dove andare a sbattere la testa per far allontanare questi animali dai paesi, qualcuno ha pensato che l’unico modo poteva essere toglierli quello che vanno a cercare: il cibo. Una genialità! Le hanno provate tutte, dai meleti per l’orso (migliaia di euro sperperati e, anche qui, campi per giovani volontari: tutti morti, i meleti) dagli spari con pallottole di gomma, ai pollai inapribili a prova di orso, alle catture e ricollocamenti, e, ultimo, finanche un sció sció con le frasche per allontanarli dai campi scout! Niente: gli orsi continuano imperterriti ad andare a cercare nei paesi quello che ormai da anni non trovano più in montagna: pecore e prodotti agricoli (al punto tale che ci è giunta voce che alcune pecore sarebbero anche state messe nel centro di vista del Parco di Pescasseroli; per fare vedere ai turisti quali animali un tempo pascolavano a migliaia sui pascoli del Parco e di cui l’orso si cibava?).

Forse sarà il caso che si cominci a studiare a come fare ingrassare gli orsi senza che mangino (ricordate l’asino della nota favola di Esopo?), e trovare qualche rimedio che li renda inappetenti, in quanto questi animali purtroppo continuano a dare segno di avere fame: e allora, in attesa che si fa? Gli si toglie il cibo! Una genialità! Certo, devono aver ponzato a lungo per giungere ad una tale ipotesi di lavoro! Non ci resta che augurare a questi “esperti” che la cosa funzioni, sperando però poi che gli orsi, non trovando cibo di origine antropica neppure nei paesi del Parco, non procedano verso altri paesi ancora più lontani (anche gli orsi hanno una loro logica!); perché, se non dovesse funzionare questa politica di “desertificazione alimentare”, a qualcuno potrebbe venire l’idea (la fantasia?) di proporre che l’unico modo rimasto per salvare l’Orso marsicano sia quello di catturarne tutti gli esemplari rimasti e rinchiuderli in un grande recinto in cui siano sotto controllo ed alimentati: e troviamo strano che una così geniale pensata non si ancora venuta a questi “esperti”. La suggeriamo perché forse più in linea col loro pensare che non col nostro, che da decenni suggeriamo ben altre iniziative da fare, forse troppo terra terra per essere prese in considerazione. Troppo poco scientifiche. Come coltivazione di mais, pecore a perdere, cervi e cinghiali abbattuti e lasciati là dove sono troppi.

Intanto, domani a Scanno questi “esperti” si incontreranno per diffondere al volgo la buona novella della situazione positiva in cui si trova la popolazione dell’Orso marsicano. Secondo gli annunci alla stampa, sarà presentato il solito conteggio dei nati (come se la nascita di cuccioli d’orso fosse merito dei gestori del Parco e non già del normale processo naturale di ogni specie, uomo compreso! – solo che l’uomo può favorirlo o impedirlo questo processo, mentre per favorire la nascita di cuccioli d’orso serve solo che gli animali siano in buona salute fisica: ed il cibo è fondamentale per assicurarla!); ed ovviamente il conteggio dei morti, ai quali quest’anno si deve aggiungere anche quello causato da un incidente di percorso (danni collaterali, si direbbe in guerra!) a Lecce nei Marsi lo scorso aprile. E la solita sparata contro la caccia e la proposta di ampliare il Parco (sebbene di orsi uccisi dai cacciatori non vi sia quasi traccia nella storia della popolazione).

E poi, guarda il caso, si punta sull’attività di volontariato proprio nei mesi in cui la gente di città in partenza per le vacanze cerca posti in cui mandare i figli (il WWF è campione in quest’attività!): un aiuto all’orso o un aiuto alle ONG, ai vacanzieri e al turismo?

Durante questi “mini campi di volontariato” si parlerà anche delle cause che inducono gli orsi a “comportamenti confidenziali”, e che secondo le autorità sarebbero la presenza delle mele e dei pollai “nei Paesi”. Peccato che la vera ragione sia il semplice fatto che gli orsi hanno ormai fatto il collegamento mentale cibo-paesi/uomo! Ed è questo che dovrebbero chiedersi le autorità. Perché ciò è avvenuta, e di chi è la colpa? Certo, si sa: mai fare una domanda se si rischia di avere la risposta che potrebbe confermare il contrario di quello che si ricerca: è il primo insegnamento che si impara nella gestione del potere!

Addirittura, insegneranno a “non avvicinarsi agli animali”. E NO, care autorità, caso mai dovete impedire che l’orso non si avvicini all’uomo, non l’inverso; facendo di tutto per RIPORTARLO in montagna, perché non esiste altra soluzione! Cosa che si ottiene “riportando” il cibo in montagna, non togliendo il cibo dai paesi!

Domani a Scanno esporranno anche i “risultati delle ricerche sull’orso marsicano”; ovvero, l’avvenuta “pubblicazione di 5 contributi”. Peccato che agli orsi di questo non freghi nulla, perché loro hanno bisogno di cibo non di studi scientifici e tanto meno di pubblicazioni: gli orsi dall’uomo non vogliono carta né tanto meno essere continuamente sfruculiati per produrre studi e pubblicazioni per arricchire i curricula e le bibliografie di chi le produce; dall’uomo gli orsi voglio solo mais e pecore per mangiare!

Probabilmente a Scanno se la suoneranno e se la canteranno, almeno a sentire certi commenti di esperti e/o di chi il problema lo conosce a fondo, sulla loro assenza per l’inutilità di presenziarvi (è già successo tante, troppe, volte: convegni, incontri, dibattiti, annunci: se se ne fa la cronistoria ci sarebbe da comporre un libro, anche voluminoso, forse un’intera enciclopedia: parole al vento e pagine scritte tante, orsi sul campo sempre meno!

Oggi in Abruzzo per salvare l’Orso marsicano servono più contadini e pastori che non professori, dottori e dottorandi!

Murialdo, 12 Agosto 2018 Franco Zunino
Segretario Generale Associazione Italiana Wilderness