CACCIATORI DI MONTAGNA DI BECCACCE E DI BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

LUPI E PASTORIZIA IN PIEMONTE Associazione Italiana per la Wilderness (AIW)

La contraddizione degli “esperti”:  far aumentare i lupi e far diminuire i loro danni!

Foto di Mario Salomone

I “lupofili” del progetto europeo Life WolfAlps ne stanno pensando un’altra delle loro per far girare il carrozzone di soldi europei che secondo loro dovrebbero servire a proteggere il lupo. Anziché chiedersi il come mai della dismisurata presenza e delle origini di questi branchi di Lupi “alpini” che nel giro di quasi due decenni hanno ripopolato le Alpi piemontesi e la Liguria occidentale (animali assolutamente diversi dai lupi originari del Centro e sud Italia che, pur aumentati, non hanno le caratteristiche di quel fenomeno di “crescita esplosiva” e “domesticità comportamentale” che esiste tra Francia ed Italia, del quale nessuno si meraviglia), stanno pensando a censirne la presenza sguinzagliando studenti sulle loro tracce.

Nulla di male, se non fosse che, come avviene da anni in Abruzzo per l’Orso marsicano, ed anche là con soldi europei, anziché prendere provvedimenti per ridurre la conflittualità tra lupi ed allevatori, si pensa solo al conteggio dei lupi. E’ vero che di conteggi c’è bisogno (in Abruzzo contano gli orsi vivi per sottrargli i morti!), ma per stabilire di quanto ridurre i loro branchi. Invece sulla stampa ci vengono a dire che questi conteggi avranno lo scopo di far diminuire i danni agli allevatori: una contraddizione in termini, visto che l’unico modo per ridurre i danni agli allevatori è quello di ridurre il numero dei lupi. Invece le ricerche del Life WolfAlps sembrano piuttosto rivolte al come far cresce il numero dei lupi!

E nessuno che pensi alla difesa del vero Lupo italiano a rischio di inquinamento genetico non solo con cani più o meno lupoidi (tra Emilia Romagna e Liguria orientale ci si dibatte tra ibridi e non ibridi!) ma anche quelli decisamente non autoctoni (oggi li definiscono “lupi grigi”, all’americana; e forse hanno ragione, perché non è escluso che molti di questi lupi abbiano sangue americano, e che andrebbero quanto meno messi in condizione da non incidere sulle predazioni e sugli accoppiamenti), ovvero di lupi che nulla hanno a che fare col ceppo originario centro-meridionale! E l’ISPRA, che tanta attenzione ha verso la conservazione della Lepre italica centro-meridionale, ignora completamente il Lupo italico; misteri dei biologici e protettori di animali di questo nostro strano Paese!

Ha scritto La Stampa che «L’obiettivo resta sì gestire il lupo, specie protetta, ma anche tutelare e sostenere le attività zootecniche di montagna. “Bisogna rendere la predazione sui domestici un evento difficoltoso – conclude un’esperta – spingendo i predatori a prediligere il consumo dei numerosi animali selvatici”». Un tempo più prosaicamente si diceva cercare, o sperare, di salvare capra e cavoli!

Chiedere agli americani, che da molti più anni hanno studiato i loro lupi, e sono giunti alla conclusione che esista un solo metodo per ridurre la predazione sugli animali domestici: ridurre il numero dei lupi!

Murialdo, 17 Gennaio 2017 Franco Zunino
Segretario Generale Associazione Italiana Wilderness Riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente con Decreto 28 dicembre 2004 – G.U. n. 53 – 5 marzo 2005

Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS) – Codice Fiscale: 90003070662 – Segreteria Generale:
Via Bonetti 71 . 17013 Murialdo (Savona) – Tel. 019.53545 – Cell. 338.4775072 – segreteriagenerale@wilderness.it

Previous

Romano Saladini Pilastri visto da Oscar Monaco e Giancarlo Mancini Tratto dal libro ” 4 Uomini : 100 anni di Cinofilia Picena

Next

La Coturnice dell’Appennino di Marcello Martino

1 Comment

  1. Silvio Spanò

    Il concetto di base è corretto, tuttavia prima di pensare a ridurli bisogna accertarsi se la loro densità è veramente eccessiva ed anche se il vecchio discorso dell’origine di questi lupi : sarebbe ovvio che se fossero “grigi americani” alloctoni dovrebbero essere eradicati in base alle normative UE ed io ancora non sono certo di questo…anzi mie informazioni mi farebbero pensare il contrario. Anche l’eventuale eliminazione di ibridi evidenti sarebbe da esser combattutta con una sorta di caccia di selezione…ma questa è , nel caso, “fantagestione” venatoria!. Finora la mia idea coincide con quanto scritto sulla stampa, anche perchè ritengo che il lupo sia una ricchezza biologica e che è meglio usare lui per contenere il numero di cervi e cinghiali su livelli ecologicamente accettabili (danni al bosco e colture), al posto di piani di abbattimento venatorio sempre più pesanti e di solito non inquadrati in una normativa di commercializzazione delle ottime carni. Ma i confini di queste mie affermazioni sono ancora fumosi, lo ammetto e resto in attesa di vederci più chiaro!
    Silvio Spanò

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén

Welcome!

Alcune foto e articoli presenti su www.setterfoto.com ora cacciatori di montagna e di beccacce sono in parte prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione potranno segnalarlo all’ amministratore – astroepier@gmail.com – che provvederà prontamente alla rimozione del materiale utilizzato.

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi