CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

LUPIN DEI FORCELLI (di Cavaglià Davide) poesia scritta da Alessandro Bassignana

LUPIN DEI FORCELLI

 

Il pelo fluente lo fa elegante,

il naso potente lo rende il più grande,

la forza ch’esprime

spaventa chi guarda.

 

L’ho visto cacciare

un giorno d’autunno,

un sole cocente

squassava  le menti,

svuotava i polmoni,

svegliava i dormienti.

 

Un  setter grandioso

inglese di sangue,

d’italico suolo

di razza imperante.

 

Correva e cercava,

spazzava i suoi monti,

dal fondo alla cima,

tra rocce scoscese,

e antiche foreste.

 

Trovava e fermava,

il  muso rialzato

l’occhio da duro,

rivolto al bel cielo

d’azzurro  più scuro.

 

Lupin dei forcelli,

più furbo di quelli,

l’insidia tra i pini,

tra muschi e  licheni,

ovunque rifugian

quei nobili uccelli.

 

S’inchioda d’un tratto

sui forti crinali,

frementi le nari,

lo sguardo altero

par proprio guerriero.

 

Li punta feroce

sapendo chi sono,

i diavoli neri,

i galli del sogno,

 selvatici veri.

 

Là sotto lo sanno

che certo li ha  presi,

non sbaglia da sempre

quel grande campione.

 

Risalgon di fretta,

gli amici affannati,

son Meo e figlioli

suoi grandi padroni,

fucile ormai pronto

s’aspetta l’involo.

 

Si stacca potente

chimera volante,

che fionda giù a valle

fischiando tra i rami,

schivando le piante.

 

Esplode un suono

che spegne quel volo,

si serran le ali

svolazzan le piume.

 

Si lancia l’amico

seguendo la scia,

lo trova tra i pini

e lo porta  ancor fiero.

Lo posa silente,

poi parte di nuovo.

 

 

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2 Comments

  1. Porgo i più sentiti complimenti all’autore di questa bella poesia, che mi fa rivivere alcuni momenti di quando anch’io potevo cacciare i “diavoli neri”. Certo, non c’era Lupin con me….purtroppo.
    Cordiali saluti,
    Gianluca Trentin

    • Alessandro Bassignana

      Gent.mo Sig. Trentin,
      la poesia l’ho scritta io e la ringrazio per i complimenti. In realtà andrebbero fatti a Lupin (e ai Cavaglià che l’hanno allevato e addestrato)che davvero ho visto cacciare in maniera così…devastante !!!
      Non era la prima volta che mi capitava perchè talvolta ho il privilegio d’accompagnare Meo e figli (possiedo una figlia di Lupin, coperta da un altro loro campione)durante le loro uscite. Quanto trasmesso io l’ho vissuto in prima persona, e ancora ne provo le emozioni. La caccia è passione, e quella con il cane da ferma credo ne sia la massima espressione.

      Cordialmente

      Alessandro Bassignana

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