Nuovo documento 4LA CACCIA E’ UNA BELLA COSA. Permette di stare a contatto per ore con la natura. Permette di capirla, scoprirla, amarla. Distende anche i nervi e rende facili le decisioni. Se non ci fosse bisognerebbe inventarla. Ma in fondo l’uomo è nato per pescare, cacciare, accendere il fuoco e fare altre cose. Nella mia famiglia siamo tutti cacciatori cosiddetti incalliti. Non per fare carniere, ma per andare in giro a contatto con la natura. Quando si può si va.


I cacciatori, poi, sono degli amici, dei puri della natura. Sono sempre esistiti, ma mai come assassini o sanguinari. E andare a caccia non significa fare strage. Il problema è che la caccia ha bisogno di essere regolamentata, magari con ancora più severità nelle norme. C’è bisogno forse di una cultura diversa, che si fonda con l’ambiente. Insomma, un cacciatore può e deve essere persona capace di civiltà.

Andare in mezzo alla natura con un fucile in mano non significa il contrario di quello che, per esempio, sono io: uno che si diverte, che non si preoccupa se non spara un colpo, che respira lontano dallo stress di ogni giorno pur essendo un atleta. Ci si rigenera nel fisico, nel morale, si impara a rispettare tutto quello che ci circonda fuori casa. I vantaggi sarebbero, penso, maggiori se io fossi un impiegato o uno che lavora in un altoforno o in una catena di montaggio.

La caccia è uno sport e come tale tiene lontani gli individui da altre tentazioni più assassine, più inquinanti, meno civili di quello che possono sembrare. La caccia è… si assassina, ma dell’ozio.