003

Un enorme differenza c’è fra due modi di cacciare le beccacce, stanziale e migrante, tanto da renderli due cacce diverse: una fondata su opportunismo e attesa, l’altra su azione ed iniziativa.

Nella prima, la stanziale, di incerto c’è solo se quel giorno la beccaccia si è posata o meno nel solito posto; nella seconda, la migrante, di incerto c’è tutto. Quando fai la caccia stanziale, cioè vai a beccacce sempre negli stessi posti, italiani od esteri che siano, in fin dei conti diventi un tartufaio. Tu attendi che la beccaccia si cali nel solito posto noto, così come il tartufaio aspetta che maturino i tuberi della sua tartufaia. Tutto sommato sei un raccoglitore, più che un cacciatore, uno che conta principalmente sulla propria furbizia. Generalmente cacci beccacce spaesate, appena arrivate, che non hanno nemmeno avuto il tempo di guardarsi attorno.

La tua perfetta conoscenza territoriale ti rende prevedibili i comportamenti difensivi che possono assumere, per cui più semplice diventa l’adozione delle contromisure atte ad incastrarle ed a sparargli. Puoi minimizzare la fatica fisica mediante spostamenti, a piedi od in automobile, per saltare tutte quelle zone che sai bene non essere redditizie, riuscendo così a moltiplicare i posti buoni visitabili in giornata, senza rischiare di fare giri a vuoto e senza la fatica che, naturalmente, richiederebbero i luoghi sconosciuti.

Ma incertezza e fatica sono il sale di questa caccia.

E’ l’incertezza che amplifica il sapore delle soddisfazioni, che combatte le delusioni, che da la forza di ripartire ogni volta. E’ l’incertezza la nemica del piacere per il gioco facile ma, come tale, piacere volubile. Ed è la fatica che genera il sapere, che fa diventare saggi, e tutto quello che si ottiene faticando da più soddisfazione. Ad un certo punto si può essere costretti a stanzializzarsi, cioè al sopraggiungere delle difficoltà accompagnanti l’anagrafe, ma quando si è giovani, nel pieno delle forze, si dovrebbe camminare e cercare di cacciare, il più possibile, in luoghi nuovi. Un camminare incerto che ti fa entrare in armonia con la natura che ti circonda; al contrario dell’opportunistico saltellare di posto buono in posto buono, pratica da furbetto del quartierino, non da beccacciaio del terzo millennio. Il quale, invece, cerca volontariamente di migrare, in una migrazione incerta che, assorbendo energie, lo mette di fronte alle stesse difficoltà a cui è obbligato il migrante oggetto della sue attenzioni.

Non si faccia confusione, però: il beccacciaio, uomo da ferma, cambia posti per il gusto della scoperta, della conoscenza, per cercare di mettersi alla pari con le beccacce, ma le caccia solo in condizioni ordinarie. Disprezza chi si muove in funzione delle ondate di gelo, delle concentrazioni, solo per ammazzarne di più. Situazioni che invece cercano ed apprezzano i cacciatori generici, quando decidono di dedicarsi temporaneamente alle famose beccacce. Ed anche i cacciatori stanziali, i tartufai, le volte in cui mollano gli ormeggi per cercare di raccoglierle altrove.

PER ACQUISTARE IL VOLUME

Il Volume può essere acquistato inviando una e-mail a:

gelso1950@gmail.com

o telefonando al n. 345646302

Il costo del Volume è di Euro 20,00 + spese postali da pagare in contrassegno al ricevimento dello stesso

c/c postale n° IT33A0200811723000104604204 (Banca: UniCredit riferite a ASSOCIAZIONE ROSA GALLO)

IL RICAVATO CONTRIBUIRA’ A SOSTENERE LA RICER A SCIENTIFICA SUI TUMORI INTESTINALI