CACCIATORI DI MONTAGNA DI BECCACCE E DI BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

“Non dite che andate a caccia…….ma a Fintello” di Giorgio Lugaresi

 
 imagesSelvaggina che non è più selvatica ha corrotto la caccia, ormai diventata essa stessa una finzione. Questo è il periodo dell’anno dove si scatena la cinofilia venatoria. A dir il vero, il movimento è sempre attivo e tanti appassionati frequentano i quagliodromi o campi di addestramento. Quando, raramente, mi succede di andare a dare un’occhiata, vengo via sempre con lo stomaco chiuso: tutto ciò che vedo, tutto quello che sento, è finzione. Lo so naturalmente che in alcuni casi, ci sono degnissime prove fatte su selvaggina naturale, ma il semplice fatto che lo si debba specificare che è naturale … rimarca che tutta l’altra non lo è (ed è il novanta per cento!). Non si può più vivere e sperare che la caccia sopravviva in un mondo di finzione. Come possiamo sperare che nostro figlio, i nostri giovani già così colti e tecnologici, non si rendano conto dell’inganno e si accontentino di una finzione, di un Grande Fratello della caccia?
I cani, figli delle prove, pressati con mezzi di coercizione elettrici altrimenti diventano imprendibili … i Pointer non sono più cani da caccia! Fagiani, starne, pernici, quaglie e anatre di selvatico non hanno più nulla da generazioni, tant’è che non sanno più mangiare, bere e riprodursi. Non sanno difendersi dai nocivi ed anzi li avvicinano! Una mattina ho visto una cassetta di fagiani maschi andare incontro ad una volpe che incredula li ha sbranati in un secondo! Una volta in Italia c’erano i bordelli. Da chi erano frequentati, se non da vecchi che cercavano l’amore a pagamento, perché quello vero non lo potevano più avere? Sì … anche qualche giovane alle prime armi, si faceva attrarre. Anche una fucilata ad un fagiano allevato può essere divertente, ma poi si va a caccia per davvero o di ragazze nelle balere, in discoteca, nelle aule della scuola o nella passeggiata del centro città, ma non in un bordello. Oggi molti giovani – lo si legge tutti i giorni – hanno difficoltà a relazionarsi con l’altro sesso: non sentono più il cuore che si ferma, il patos, la notte dormono. S’innamorano, si sposano ma poi non dura, divorziano. Si sono innamorati per finzione. È diventato tutto troppo facile e scontato. È come la selvaggina che ti viene incontro e si offre. È una finzione. È come andare in un recinto a tirare in un cinghiale o a un muflone, come ho visto fare in televisione, in Sicilia o in Toscana. La finzione, non è la caccia: allora diciamo una volta per sempre che la caccia ormai non esiste più e che anche i cacciatori sono in via d’estinzione. Che cosa possiamo fare per salvare la caccia? Intanto vietare fin da subito gli animali “pronta caccia”; vietare la caccia nei recinti. Vietato far vedere, vendere o commercializzare la “caccia finta”. Vietato proiettare o divulgare filmati di caccia finta. E se proprio si vuole ancora andare in quella direzione, allora bisogna chiamare quella pratica con un altro nome. Quel nome l’hanno già inventato nel tiro a volo: non dovranno più dire andiamo a caccia, ma andiamo a tirare al fintello (FINTELLO: elica di plastica lanciata da una macchina a molla, o animale d’allevamento, rigorosamente grassottello e/o colorato che corre o vola piano, pronta caccia, possibilmente commestibile). Quel cane scemo con le frange morbide come la seta, non dovrà più essere classificato tra le razze da caccia, ma tra quelle per la “scova del fintello”. Una rivista che ci mostrerà dove andare a tirare ad animali allevati e immessi pronti per l’estremo sacrificio, non dovrà avere in copertina la parola “Caccia”. Dovremo costituire un comitato nazionale etico che potrà rilasciare la “NUOVA LICENZA DI CACCIA”. Già ma chi potrà far parte del comitato etico? I lepraioli, cacciatori veri. I beccaccinisti, cacciatori veri. I beccacciai, cacciatori veri. Gli stanzialisti da confine (di riserve, bandite, aree protette). Chi va in montagna a forcelli, cotorne e bianche. I miei amici abruzzesi che spigolano le cotorne e anche quelli meridionali senza ormai più territorio. Ed infine quelli che hanno consumato scarponi e ginocchia in giro per il mondo a beccacce, cotorne, forcelli, starne, beccaccini, quaglie, cedroni, e fagiani. Sono molto arrabbiato con tutti quelli che hanno contribuito ad alimentare lo “scovo al fintello” e ad uccidere la Caccia. Li metterei tutti in un recinto, grande… però pieno di specchi. E che non cerchino di parlare con me: il fintello non m’interessa, io sono un Cacciatore!
 

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2 Comments

  1. renato

    E bravo GIORGIO scusi della mia franchezza e della mia ignoranza,ma purtroppo non ho la possibilità finanziaria di potermi permettere
    dei viaggi all’estro ,dove si possono ancora trovare,come giustamente dice lei,selvatici e sottolineo selvatici veri. Pero’pure io ho provato l’ebrezza e la gioia della vera CACCIA quando ancora la CACCIA esisteva.Parlo degli anni 60.Sia ben chiaro non voglio polemizzare,ma tutti coloro i quali stanno pagando fior di EURO per potere esercitare regolarmente questa passione che è la CACCIA anzi fintello non penso possano essere contenti di essere rinchiusi in un recinto. la saluto cortesemente

    • Sicuramente i cacciatori, soprattutto i giovani sono quelli che hanno meno colpe della situazione attuale. Ma servirebbe molto altro, compreso la partecipazione attiva di tutti.

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