CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

NOTIZIE DI METÀ STAGIONE….E QUALCHE CURIOSITÀ di Silvio Spanò

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Le prime entrate. Avvistamenti nelle varie zone sopra i 1000 metri. Notizie sul passo dall’estero. Attività di radio-tracciamento satellitare. Esortazione a comportamenti responsabili.

Notizie del passo Dopo un’estate siccitosa, con un terreno poco preparato, tranne che in alcune fasce montane, arrivano le solite notizie – già anticipate a fine settembre – dal Trentino e dall’Appennino settentrionale.

Il 5 ottobre avviene la prima chiara entratura in Friuli (con una punta sabato 8 ) ma anche sulle Alpi centrali, in relazione ad un forte abbassamento delle temperature (la mattina 5/8° C sulla collina piemontese), venti settentrionali (un cuneo di area fredda scandinava) e la prima spruzzata di neve sulle Alpi Nord-Orientali.

Da metà ottobre gli incontri aumentano di numero ed estensione (con massimi eccezionali in Trentino e Friuli), ma si verificano presenze qua e là per l’Italia, quasi ovunque sopra i 1000 metri (ma anche in Chianti!…e soprattutto nell’alto Reatino).

Nel Nord-Est nevica fino a 1000 metri tra il 19 e il 20 ottobre in concomitanza con ricchi incontri (esempio 25 beccacce trovate da un solo cacciatore in tre giornate).

Tra il 20 e il 25 ottobre discrete comparse sull’Appennino ligurepiacentino, oltre che sulle Alpi centrali. Tutta la fascia collinare del basso piemontese, con terreno del tutto impreparato, resta comunque pervicacemente “vuota” di beccacce.

Nel Santuario della Beccaccia di Vormsi (Estonia) il passo è fermo ed il clima resta dolce per tutta l’ultima decade del mese, riducendo il numero delle beccacce inanellate.

Il 4 novembre, con la terribile alluvione a Genova, il clima un po’ cambia, ma nel chiedermi notizie sulla situazione, un amico mi conferma che in Estonia tuttora fa caldo e praticamente non c’è stato passo.

Tutta la prima decade di novembre si “gioca” sulle beccacce arrivate in ottobre, ma il 12 del mese compaiono alcuni segni di difficile interpretazione: nella collina del basso Piemonte le prime trovate concentrate e già scomparse il giorno dopo, oltre a qualcuna sparsa, (verso metà mese la mattina troviamo la brina!), con insistenti notizie di parecchi incontri verso la pianura. Come già accade da qualche anno, intorno al 19-20 novembre, in questa zona si nota qualcosa di più e tra il 22 e il 23 novembre un forte vento da Nord- Est porta certamente uccelli nuovi (sempre comunque in bassi numeri) ma il clima resta sostanzialmente dolce (solo 1-2 gradi sotto zero la mattina presto, subito riscaldata dal sole che consente una media diurna che si avvicina ai10°C).

Tutto ciò – ed in particolare il clima ancora abbastanza mite a Nord-Est – fa pensare ad uccelli “in ritardo” e che speriamo arrivino via via. Personalmente, al 23 novembre, ho incontrato una sola beccaccia!.

Le notizie recenti parlano di molte beccacce in Croazia, che si affiancano ad analoghe informazioni provenienti dalla Grecia. In concomitanza si è verificata un’ottima calata di beccacce in Calabria.

In Sardegna, mi dicono che i primi arrivi sono attorno al 20 novembre.

Qui finisco la carrellata, che sostanzialmente si condensa in un quadro globale di concentrazioni in luoghi con sufficiente pastura, dapprima in montagna – nelle bassure umide – e quindi in pianura (è curioso, ma indicativo, che in provincia di Latina le beccacce abbiano colonizzato le seconde case che si affacciano al mare del Parco del Circeo, ora disabitate, ma con i giardini tenuti a prato all’inglese, ben innaffiati durante l’estate, e pertanto ora ricchi di lombrichi!).

È interessante a questo punto fare un rapido confronto con quanto è stato comunicato succintamente per la Francia dal “Réseau Bécasse dell’Office National de la Chasse et de la Faune Sauvage” nel consueto bollettino Flash info n.1- Saison 2011- 2012. 1° octobre -10 novembre:

“Buon inizio stagione, con arrivi precoci e densità localmente forti, soprattutto nell’ultima decade d’ottobre in montagna (massiccio Centrale, Giura e Alpi el Nord) dove l’umidità è sufficiente (vedi l’analogia con l’Italia). L’Indice di abbondanza notturna (beccacce viste di notte col faro nelle operazioni di inanellamento) è stato molto alto nel Nord-Est del Paese, mentre all’Ovest e al Sud le beccacce sono ancora scarse.”

Nella prima metà di novembre il Presidente della FANBPO, J. P. Boidot, mi ha scritto che nella sua proprietà in Bretagna trova mediamente 9 beccacce per uscita, cui rigorosamente non spara (fino a quel momento aveva tirato solo ad una!). Il flusso migratorio Est-europeo si è avvantaggiato di temperature sotto la norma, mentre quello Finno-scandinavo e baltico-settentrionale ha subìto un rallentamento per la persistenza di temperature molto dolci in ottobre e fino a metà novembre.

La percentuale di giovani è elevata (in accordo con quanto rilevato in Russia durante gli inanellamenti a fine settembre-metà ottobre) dato che sembra ripetersi anche in Italia.

Varie e curiosità

  • Il 7 novembre mi giunge per telefono la notizia, poi confermata su Internet e dai giornali locali, che all’aeroporto Fellini di Rimini – donde partono e dove arrivano i voli venatori per la Crimea – sono state sequestrate dalla Forestale, in collaborazione con Guardia di Finanza, Dogana e ASL, 500 beccacce nascoste nei doppifondi delle gabbie dei cani di 19 cacciatori provenienti, appunto, dalla Crimea. La multa prevista si aggira sui 280.000 Euro! Finalmente…e speriamo non sia “rara avis”.
  • La Game Conservancy di Fordingbridge (UK), oggi col nuovo nome “Game & Wildlife Conservation Trust” ha invitato cacciatori e simpatizzanti a sponsorizzare la ricerca sulle beccacce con radiotracking satellitare “adottando” una beccaccia radioequipaggiata cui sarà dato un nome “personalizzato” (come già fatto in Spagna, es. Dinamo, Sputnik, Jet, Speedy ecc.). Naturalmente le cifre richieste sono di tutto rispetto (la quota minima è 67 sterline, che copre il costo dell’informazione satellitare per un mese; la più alta è 3,512 sterline che copre la ricerca su di una beccaccia per un anno). Nel nostro piccolo, il Club della Beccaccia sta sottoscrivendo un Protocollo d’intesa con l’ISPRA per il radiotracciamento satellitare di due beccacce, che sponsorizzeremo con una cifra di circa 12.000 Euro.
  • Il Comitato per il Santuario della Beccaccia isola di Vormsi – ONLUS ha anche quest’anno portato avanti la sua campagna di monitoraggio e inanellamento della beccaccia nella seconda metà di ottobre, apponendo, con la collaborazione indispensabile dell’esperto estone Jaanus Aua, 15 anelli su altrettante beccacce catturate tra il 20 e il 27 del mese. Dato che gli anelli devono appartenere allo schema estone, affinché in qualche modo risulti l’attività del Santuario (anche economica!), è stato richiesto di far figurare nelle schede di inanellamento un nostro acronimo a contraddistinguere le beccacce inanellate a Vormsi (WSVIT = Woodcock Sanctuary Vormsi Italia).

In chiusura voglio fare una constatazione, una domanda ed una esortazione/augurio:

La constatazione:

La caccia alla beccaccia è diventata una vera e propria “persecuzione”. Nessuno la lascia in pace né a parole (nei bar, su Sky), né sulla carta stampata, né sul web né……ovviamente nel bosco! Sta diventando un’assurda gara, un agonismo feroce, un accanimento che porta ad una evoluzione negativa dello spirito beccacciaio (“hai preso la prima?”, “quante ne hai fatte?”….e giù confronti con gli amici-competitori in una spirale perversa!), cui ha ampiamente influito l’evoluzione della tecnologia (facilità di spostamento, sia aereo che terrestre, telefonini con scambio in tempo reale di notizie e rapidi cambiamenti di programma verso le aree di buttata, cani a enorme cerca, di ferma solidissima e possibilità di esser reperiti tramite beeper e gps, cartucce dispersanti, fucili a canne raggiate in volata, cacce in squadra, ecc.). Le regole non bastano e per di più non vengono rispettate.

La domanda:

In definitiva dobbiamo chiederci se in pratica vogliamo studiare la beccaccia per conservarla, oppure saperne di più per “eradicare” la specie.

L’esortazione/augurio:

Diamoci una calmata, cerchiamo di essere più gelosi di questo fantastico dono della Natura, senza sputtanarlo ai quattro venti, rispettandolo, riduciamo la nostra “foia” di numeri e di abbattimenti …godiamocelo nel nostro intimo e basta, con parsimonia …con l’augurio che possa durare a lungo!

RACCOMANDAZIONE A TUTTI I BECCACCIAI CINOFILI

Se nella vostra zona si svolge l’illegale caccia all’aspetto mobilitatevi: prima per dissuaderla con le buone e poi, in caso negativo, facendo circonstanziata denuncia delle località dove avviene l’aspetto alle Autorità (in particolare Forestale e Provincia). Se avete paura di ritorsioni (è già successo) mandate a me tutte le indicazioni del caso, ivi compreso l’indirizzo della stazione Forestale più vicina:

provvederò io a trasmettere la denuncia a nome del Club.

Il mio indirizzo è: Via Flora 4-16146 Genova

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2 Comments

  1. Mario

    Caro David,
    tutte queste parole così concrete ed interessanti sono uno dei motivi per cui ci tengo davvero a essere socio del club della beccaccia!!! aspetto fiducioso e complimenti per quello che fate!!!
    Mario di latina

  2. filippo

    Caro prof.,vorrei proporre un fondo in denaro a cui possano attingere tutti i bisognosi(morti di fame)che per sopravvivere sono costretti ad “ammazzare”piu’che possono,magari comprandosi un kg.di salsicce,che…non le devi spiumare,pulire o aromatizzare.Intelligenti pauca! Con stima e affetto…Filippo(ex-monitoratore della beccaccia nel Parco dei Sibillini.

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