beccaccia al crepuscolo

Il piumaggio regale, la bellezza vezzosa, la dimora abituale, la natura scontrosa, volubil regina del bosco mi fanno. Stranissima amante, nervosa e stizzosa, tranquilla ed estrosa, silente migrante, son cercata con lena, con gioia , con pena. Cacciata col cane, fermata, atterrita, alzata , colpita, desiata ed amata, preda nobile,  ambita, io finisco la vita.

Alla luce del giorno accetto ogni sfida, acuisco l’istinto, all’astuzia ricorro, auricolo occulta, veloce pedino; saltello, balzello, sul soffice suolo, m’arresto, non volo, attendo tremante, il cane cercante, concentro le forze, le ali puntello, a molla possente contraggo le zampe, decido lo scatto e, con balzo bruciante, frullando, m’innalzo.

Ascendo a colonna, sorpasso le piante, fuggo lesta e composta fino a quando atterrando sia ancora nascosta.

Or filando radente schivando gli arbusti, sfiorando i cespugli, con ala fendente, dileguo lontana, da fucile e campana.

Spesso incoccio testarda e al sentire i rumori emetto sgomenta strani liquidi umori.

Vigilo attenta, poi parto improvvisa, sicura, beffarda, silenziosa, non vista, cercando riparo al mio corpo sì caro.

Sempre tento la sorte per sfuggire alla morte, cui son destinata dal dì che son nata.

Se le armi son pari, se la lotta è leale, se il piombo rovente che vien con gli spari, mi strazia le carni e mi spezza le ali, io  muoio da forte e sopporto la morte.

Triste è invece perire al calar della sera o al finir della notte, mentre libera vago, totalmente insospetta, di chi ascosto m’aspetta in attesa in agguato, sul passaggio obbligato.

Piango  allora  la vita che perdo, provando tanta pena e pietà per chi morte ingloriosa Vilmente   mi  dà.

Luigi Bianchini ( Cingoli )