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Réseau Bécasse-Lettre d’information n.26-Octobre 2017-Editoriale

Con una buona decina di giornate di gelo continuo in gennaio, la stagione 2016/17 ci ha ricordato che d’inverno….succede che faccia freddo! Anestetizzati dalla dolcezza degli ultimi inverni avevamo un po’ dimenticato questi momenti vivificanti dell’anno. Gli uccelli hanno reagito con i loro riflessi abituali; per alcuni una certa paziente attesa, a volte a rischio, della fine delle intemperie, per altri una fuga verso contrade meno ostili quanto al clima, ma soprattutto rischiose per la sopravvivenza.

Cosicchè gli effettivi delle beccacce acquartierate nella metà nord della Francia  sono scivolati in parte verso sud-ovest, senza tuttavia provocare forti concentrazioni.  Son state prese misure per risparmiare gli uccelli indeboliti: sospensione della caccia nelle regioni toccate dal freddo, riduzione del PMA nelle regioni di rifugio. Anche se soltanto due dipartimenti (Gironde e Pirenei Atlantici) hanno accolto quest’ultima, ci sembra importante sottolineare che una tale utilizzazione nelle regioni “rifugio climatico” è perfettamente nello spirito del PMA che è soprattutto un mezzo di regolazione dei prelievi. A fronte di un episodio di freddo relativamente poco violento come questo, è senza dubbio una decisione salutare.

Nella ricerca, come in altri campi, correre rischi fa parte del gioco e può portare a significativi avanzamenti o anche no. Le nuove emittenti  usate in febbraio-marzo 2017  entravano nel quadro con una sfida maggiore: raccogliere informazioni sulla migrazione post-nuziale. Diciamo che il bilancio è mitigato. L’una delle tecnologie usate non è stata chiaramente all’altezza, ma l’altra, meno esigente in energia, nutre serie speranze per le future stagioni. Una terza via, che affranca dall’energia solare, sarà testata nella primavera 2018. Seguendo gli sviluppatori di queste nuove tecnologie abbiamo tutte le chances di raccogliere dati originali. Un prezzo da pagare per restare all’apice della ricerca “beccacciaia”.

Una quarantina d’anni sono passati dalle mie prime osservazioni sulle beccacce in croule. Momenti indimenticabili , seguiti da molti altri  nelle foreste e nelle praterie francesi ed europee, Russia compresa. Le conoscenze sono aumentate col tempo, e strumenti di gestione sono stati messi in campo.  Il seguire continuo degli effettivi di beccacce ha fornito, e ancora fornisce,  una visione oggettiva e realistica dello stato di conservazione di questa specie. E’ senza dubbio la cosa più importante. Ma senza una rete solida, iniziata negli anni 1980, una tale impresa sarebbe stata votata all’insuccesso.

Alla fine di quest’anno lascerò la vita professionale. Così, dopo un lungo cammino in comune io desidero ringraziarvi molto calorosamente del vostro entusiasmo e della vostra motivazione che costituiscono la buona reputazione del nostro (vostro) “réseau” (=organizzazione, rete). L’équipe Bécasse, ormai diretta da Kevin, sempre accompagnato da François, Claudine e Damien, avrà nuove sfide da individuare e metterà in campo nuovi progetti. So di poter contare su di voi  per aiutarli ad assicurare un sereno avvenire a questo meraviglioso uccello.

Buona stagione a tutti

Yves Ferrand, Kevin Le Rest, François Gossmann, Damien Coreau & Claudine Bastat.

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