LA FONDAZIONE “ROSA GALLO”

La Fondazione Rosa Gallo nasce per continuare il lungo e coraggioso cammino intrapreso da Rosa Gallo, una ragazza di Salerno, terminato prematuramente a 21 anni, dopo un trapianto multiorgano (intestino, fegato e pancreas) per una malattia chiamata “poliposi adenomatosa familiare” (FAP). Come si può capire dal nome, si tratta di una malattia ereditaria causata dall’alterazione di un gene (denominato APC), normalmente deputato ad inibire la formazione di polipi adenomatosi. A causa di questa anomalia genetica, durante la pubertà, ma a volte anche durante l’infanzia, moltissimi polipi (anche oltre mille) si sviluppano lungo il tratto terminale dell’intestino: il colon. Se non trattati, questi polipi vanno, inevitabilmente, verso una degenerazione neoplastica, trasformandosi cioè in cancro, mediamente prima dei 40 anni di età. Si tratta di una malattia diffusa in tutto il mondo, che colpisce in modo uguale i due sessi ed affligge circa 1 persona ogni 15000. Se diagnosticata in tempo, i pazienti devono essere sottoposti ad intervento di asportazione di tutto il colon. Purtroppo, però, anche in questo caso, la possibilità di sviluppare altri tumori lungo il tratto gastrointestinale resta molto più alta della popolazione generale, rendendo necessario un controllo molto stretto e  per tutta la vita. Esistono, inoltre, come nel caso di Rosa, altre manifestazioni pericolose per questi pazienti: i tumori desmoidi. Nel 12-20% dei pazienti nel corso della malattia, si sviluppano delle masse tumorali nella parete addominale o all’interno dell’addome stesso. Questi tumori desmoidi possono raggiungere, anche, oltre 20 cm di diametro e  comprimere od inglobare delle anse intestinali (provocando occlusione intestinale), gli ureteri (alterando la funzione renale) od i grossi vasi che irrorano l’intestino, provocandone una lenta, ma inevitabile sofferenza ischemica. Purtroppo, nel caso di Rosa , questi eventi coesistevano, rendendo necessario, dopo una serie di mutilazioni chirurgiche,  un trapianto multiorgano. Dopo oltre 1 anno di attesa di un donatore compatibile, ha finalmente ricevuto intestino, fegato e pancreas nella Clinica Universitaria di Innsbruck e, dopo un primo periodo che lasciava ben sperare, ha purtroppo avuto un rigetto con esito infausto. Purtroppo anche se si può fare diagnosi con un semplice prelievo di sangue, molto deve essere ancora fatto per questi malati che non hanno a disposizione un vero punto di appoggio e di riferimento per il trattamento di questa malattia.

“Uomini da ferma”  di Giuliano Rizzi

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Ci è stato chiesto di esprimere il nostro personale pensiero sul libro “UOMINI DA FERMA” di RIZZI GIULIANO, un libro che anche se non farà discutere è già di per se una sequela di riflessioni evangeliche al suo interno .

E ciò perché sfogliandolo anche distrattamente e senza metodo alcuno , ci si imbatte sempre e sistematicamente in passaggi  e disquisizioni cinegetiche talmente elementari sui cani da beccacce che ciascun beccacciaio compiuto ( escludo gli incompiuti che hanno sempre certezze  su tutto  ) vi si ritroverebbe in tutti i suoi dubbi mai risolti , e che gli risulteranno ancor più insoluti di prima dopo la lettura dei diversi capitoli .

Se vi è proprio qualcosa di inusuale  nel libro di Rizzi è quella sua strafottente sicurezza che si ritrova proprio nelle sue insicurezze e nei suoi dubbi .

Quanto a ciò che Il Giuliano cerca di profondere ai lettori nelle sue inoppugnabili dissertazioni tecniche , non vi è dubbio che esse siano in tutto e per tutto affini alle prediche di un gaudente prelato di campagna che si raccomandava ai fedeli di “ Fare come diceva ma non come faceva“.

Alla fine del libro di Rizzi , vi è uno spazio destinato ai COMMENTI e di nostro  pugno , a caldo , abbiamo scritto : “ Se dovessimo giudicare con termini cinotecnici  l’Uomo da Ferma Rizzi ,  per quanto e per come ha redatto il suo libro ,  diremmo che Giuliano è un mesomorfo  pesante  che non sta nel rettangolo , non sta nel quadrato , ma starà sicuramente sui coglioni ai persecutori delle tenebrose dame dei boschi che di cani e di beccacce  , proprio , non ci hanno mai capito una mazza..”

Detto tra noi , vi confidiamo serenamente che  quello di Rizzi è il libro sui cani e sugli uomini da ferma  più interessante e più  intrigante  che abbiamo letto nei nostri ultimi 69 anni di vita .

Parola di Gianni Lugari

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 “Beccacce e cinofilia – immagini ed emozioni” di GianGaetano Delaini e David Stocchi

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PREFAZIONE

La beccaccia, da sempre, è fonte di ispirazione per poeti e pittori ed oggetto di ricerca spasmodica di appassionati cacciatori cinofili  che ne hanno fatto motivo di esistenza della caccia stessa.

L’autunno, i colori del bosco, la magia delle albe, la gioia liberatoria di un vento intriso di pioggia, l’odore del muschio mescolato al rarefatto scampanio del cane, hanno fatto nascere un sentimento, un legame solido, un amore per questo folletto che ha coinvolto una folla di amanti, facendola diventare un simbolo, l’essenza del nostro essere cinofili cacciatori.

La straordinaria mutevolezza dei suoi comportamenti, delle sue abitudini, così difficili da decifrare, hanno arricchito il suo fascino di regina impenetrabile, così dolce, così perversa, così cara, così ostinatamente riluttante a qualsiasi vezzeggiamento.

Oggi capiamo di amarla, di doverla difendere dall’incuria, dai maltrattamenti, dai tanti che la offendono e la vogliono violentare.

Questo innamoramento ha fatto crescere, in modo smisurato ed inopportuno, le proposte di caccia in Paesi idilliaci e l’offerta di “cani da beccacce” che ci vengono propinati da una cinofilia commerciale che ha il solo fine di un pronto guadagno. È questo il momento di valorizzare la cinofilia “seria” fatta di competizioni giudicate da esperti giudici cacciatori che pongano, come fine ultimo delle prove, la segnalazione di soggetti idonei alla riproduzione.

Se prenderemo questa strada dovremmo riuscire a creare una mentalità fatta di “ricerca dell’armonia cinofilo-venatoria” che non è altro che la convinzione che cinofilia, caccia, rispetto del selvatico e dell’ambiente debbano essere il senso della nostra peregrinazione nei boschi.
 
GianGaetano Delaini
David Stocchi

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CINOFILIA A FAVORE DELLA FONDAZIONE   “ROSA GALLO”

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E’ disponibile il 2° Volume della collana “Cinofilia e Caccia d’alta quota

Per richiederlo via e-mail a: ……………………specificando l’indirizzo esatto dove dovrà essere spedito. La spedizione avverrà in contrassegno. Il costo è di € 30,00 + le spese di spedizione

P.S. : Stiamo iniziando la raccolta per il volume relativo alla beccaccia, se siete interessati ad inviare foto, potete farlo a stocchid@gmail.com