CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Per fare un setter in tre anni: ci vogliono tre anni – di Mirco Peli

Ferme ricordo (42)

Lares di Gianfranco Lucchini 2004

Ero andato a prendere Primo a meta Ottobre. Dopo i primi due giorni di ambientamento passati a casa, decido di portarlo a fare un giro un pomeriggio di caccia chiusa, le beccacce ci sono già e sono curioso di vedere cosa combina. Lo metto al guinzaglio, beeper più campano e spero che non se ne vada chissà dove. Gira collegato per un po’, riesco sempre a sentire il campano, poi sparisce e la prima uscita ce la giochiamo così…. con un fischio ogni tanto e con la massima concentrazione nel provare a sentire il beeper o il campano, ma non si sente niente per tanti minuti. Poi torna, presentandosi dalla parte opposta rispetto a quella che pensavo stesse battendo. Penso mah, chissà che giro ha fatto…. va già bene che è tornato, ci fermiamo un po’ seduti tra i pini, mi guarda forse per dirmi qualcosa, lo accarezzo mentre gli do da bere poi si torna in macchina e via verso casa.

L’uscita successiva è una giornata di caccia, e grosso modo al mattino caccio con un cane e al pomeriggio con un altro. Per iniziare la giornata faccio subito uscire Astro, tenerlo in macchina non ha senso, non ci riesco, con lui è tutto più facile, ha ormai una solida esperienza e quello che ho visto con lui forse non lo rivedrò più…. e quindi riuscire a scappottarsi di prima mattina può far prendere alla giornata una piega diversa. Facciamo il nostro giro, Astro fa il suo dovere, mi viene voglia di farlo riposare un paio di ore e continuare il giro, allargandolo con Primo, perché forse qualche uccello in più del solito si potrebbe trovare, sembra ci sia stato movimento e potrebbe essere la giornata giusta. Quindi torniamo alla macchina e cambiamo cane, ma giriamo un paio di ore abbondanti e non combiniamo niente. Di nuovo alla macchina, di nuovo cambio cani, Astro parte dritto puntando un angolo di bosco e mentre lo guardo rimane fermo. Eppure c’era passato Primo cinque minuti prima, poco distante. Vabe può capitare, penso….. Le beccacce in realtà si erano mosse per davvero, ne troviamo ancora diverse ma il bosco è ancora molto infogliato e ne lasciamo più di una, sperando di ritrovarle il giorno dopo. La domenica quindi ripartiamo con la stessa grinta, scendo Primo ma non concludiamo niente. Cambiamo cane e sembra che il bosco si sia popolato all’improvviso. Eppure in quel cane ci vedo qualcosa di buono, ha delle qualità, ma sembra che si sia eclissato, forse l’aver cambiato casa, abitudini, cani con cui dividere gli spazi e soprattutto il ritrovarsi a seguire un nuovo cacciatore che magari ha metodi del tutto diversi dal suo precedente proprietario lo ha un po’ mandato in confusione. Serve solo avere pazienza e dargli tempo, tanto ho la fortuna di poter utilizzare un altro cane di cui mi fido ciecamente. Però le uscite a vuoto con Primo continuano, e nelle stesse giornate, negli stessi posti, mi basta cambiare cane per trovare beccacce in buon numero. La pazienza diminuisce, e iniziano a crescere i dubbi, magari il cane rincorre qualche quadrupede, magari il cane le sfrulla e io non posso accorgermi di niente perché è sempre abbastanza lontano da me….

Una domenica pomeriggio sgancio i due cani assieme e il dubbio diventa certezza quando con i miei occhi lo vedo caricare in pieno una beccaccia a terra, mentre Astro era fermo in un fosso poco dietro, ovviamente sulla stessa beccaccia appena sfrullata. Mi cade il mondo addosso. Astro non si accorge di niente perché non vede, quindi resta fermo indicando perfettamente la direzione senza sapere che li davanti non partirà più nulla. La cosa più assurda è che Primo fa un semicerchio e si inchioda di consenso. Inizio a pensare seriamente che il cane sia sballato nel cervello perché quell’animale lo ha appena buttato via lui. Concludiamo il giro come se niente fosse successo, ma il morale è sotto terra, penso e ripenso a quella scena dalla domenica sera sulla strada del ritorno verso casa fino al mercoledì mattina, quando decido di lasciare a casa Primo, perché no ho voglia di farmi del sangue cattivo anche oggi. Con Astro si caccia (quasi sempre) come si deve, a parte qualche suo colpo di genio che mi costa un po’ di fiatone nonostante il mio allenamento. Durante questa ennesima dimostrazione di intelligenza esperienza e avidità da parte di un cane sulla strada dei 10 anni, penso che è esattamente così che vorrei che fosse Primo, e rivedo ad occhi aperti quel suo errore inspiegabile della domenica pomeriggio contrapposta alla classe e alla sicurezza di Astro. I pensieri mi turbano le giornate, io sono fondamentalmente un perfezionista e non posso pensare di andare a caccia con un cane di cui non mi fido. Se il cane rimane qui deve inquadrarsi come si deve. Diversamente, fosse anche per colpa mia che non sono stato capace di comprendere alcune cose, il cane torna nella sua vecchia casa.

Sabato 29 Novembre il cane torna in macchina e con il fidatissimo socio Mario, partiamo convinti per andare in una zona che conosco molto bene dove posso sganciare al mattino Primo, e posso anche essere quasi sicuro di portare il cane all’incontro perché se c’è qualche beccaccia, so il metro quadrato in cui posso trovarla. E’ il giorno in cui devo prendere una decisione…. o il cane va o non va, la pazienza è finita. Alle 6 di mattina ci sono già 3 macchine posteggiate, e in ogni macchina c’è una coppia di cacciatori e almeno una coppia di cani. La prendo sul ridere ma siamo messi male….. la mia è la quarta macchina, e dopo poco arriva la quinta.

Accendo i fari e torniamo indietro per cacciare in un costone poco distante, ma di solito molto più tranquillo. Il cielo è molto coperto e non viene mai giorno, per partire bisogna aspettare che siano le otto e intanto le macchine salite nella zona che avrei voluto battere io sono diventate dodici. Con questo cambio di programma, cambia tutto quello che avevo in mente, quindi partiamo anche oggi con Astro, e a mezzogiorno torniamo alla macchina più che soddisfatti. Ma in testa ho sempre il pensiero che devo sganciare Primo, e ho deciso che se oggi non si mette in riga se ne va. Mangiamo un pranzetto veloce, ci spostiamo e arriva il momento.

Gli parlo mentre lo metto al guinzaglio, ha due occhi troppo intelligenti per non capire. La giornata forse non è la migliore per prendere una scelta del genere, piove e anche se con Astro abbiamo incontrato non è detto che in questa zona ci sia la possibilità di fare altrettanto, anche perché è abbastanza frequentata e al mattino ci sarà stato sicuramente qualcuno. Però così ho deciso, in fondo sono passate 5 settimane piene e non posso dire di avere visto quello che mi aspettavo di vedere, anzi ….. Sgancio il cane che corre dritto per cento metri e si inchioda. Ci guardiamo con Mario, dubbiosi, credendo per niente in quella ferma…. anche perché lui ha ancora il fucile nel fodero, si incammina caricando e quando arriva non troppo distante chiude il fucile facendo partire la beccaccia che era a 5 metri dal cane. La intravedo dietro i pini ma ormai è andata. Primo riparte, ok l’ha fermata ma ….. non mi può bastare quello. Si è alzato il vento, a momenti piove forte e a momenti smette, queste sono cose che non ci aiutano, la giornata si fa complicata però il cane oggi va a caccia diversamente. Dopo poco ne trova un’altra, poi un’altra, poi ancora una. In due ore trova quattro beccacce, tre di queste per niente facili e soprattutto in posti dove il cane deve avere l’idea di andarci a vedere perché se non ci va il cane, il cacciatore non ci andrebbe nemmeno se obbligato.

In due ore batte una quantità di terreno che un buon cane avrebbe battuto in mezza giornata.

Quel pomeriggio è cambiato tutto. Dal giorno dopo ho visto un cane diverso, un cane che a partire dal 29 Novembre ha fatto la sua prima uscita a vuoto il 30 Marzo. Un cane fermatore e dall’incontro facile, potente di naso e fisicamente ancora di più, con una cerca al limite dell’esagerazione.

Una mattina ha cacciato in montagna tra i 1400 e i 1500 metri sul terreno parzialmente innevato, sempre e solo salita o discesa, per poi risalire e scendere di nuovo, in 4 ore ha trovando 4 beccacce, fermate a distanze esagerate e tenute bloccate a terra fino al mio arrivo. Cosa sia successo in quelle prime settimane di Novembre non lo so, benedico quella beccaccia sfrullata e l’essere stato nel posto giusto al momento giusto per aver potuto vedere la scena e per aver deciso di castigarlo, lasciandolo a casa la giornata successiva.

Sono sicuro che lui ha capito. Perché sono sicuro che i cani capiscano molto di noi, più di quello che possiamo pensare. Con i cani ci vuole pazienza, tanta, e passione. Per me vale la regola che per fare un cane in tre anni, ci vogliono tre anni, ovviamente riconoscendo certe qualità nel cane. Mi è già capitato con Astro quando, però, a circa quattro anni ha deciso che la caccia era diventata per lui una cosa seria, ho iniziato a vedere quello che non avrei immaginato potesse fare un cane letteralmente drogato dall’odore di quel selvatico, ossessionato, cattivo e appassionato, mai sazio.

Ho visto molti osannare qualità pazzesche del cane a 8 mesi: i cani fenomeni già da cucciolone non mi hanno mai convinto, alcuni li ho ritrovati diventati ormai adulti, continuava a fare le stesse cose che faceva da cucciolone. Forse per mancanza di “qualità” nel cacciatore, forse per mancanza di passione, o forse perché in generale chi si accontenta gode e quindi ognuno si tiene i cani che ha ed è contento così.

Anche perché certe qualità del cane vengono fuori indipendente dal cacciatore…. o forse no.

Primo è un cane con qualità nettamente superiori alla media, per adesso non ho meriti circa le sue capacità, magari con il tempo potrà ancora migliorare e allora vorrà dire che anche io avrò fatto un buon lavoro. Sono sicuro che tutto quello che facciamo per loro lo recuperiamo con gli interessi. .

Previous

Tutto sul “TROFEO ALECTORIS APPENNINICA”(Calendario e Risultati 2015, Albo d’Oro e Albo d’Oro fotografico)

Next

I fratelli “Pio” di Mirco Peli

4 Comments

  1. aldo

    Ancora in toto accordo con lei.
    Cordiali saluti
    aldo vecchi

  2. Giovanni

    Caccio con Primo da 2 anni e devo confermare che è un cane sopra la media alta, sopratutto per continuità nei risutati, anche con me difficoltà nell’ambientarsi ma poi numeri

  3. nino montagno

    emozionante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén

Welcome!

Alcune foto e articoli presenti su www.setterfoto.com ora cacciatori di montagna e di beccacce sono in parte prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione potranno segnalarlo all’ amministratore – astroepier@gmail.com – che provvederà prontamente alla rimozione del materiale utilizzato.

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi