Congo su quaglie

A quaglie
Son due possibilità di reperire quaglie: l’olfatto prepotente e il fiuto meticoloso.

Il prepotente è facoltà del soggetto di gran classe, dal portamento di testa altero tartufo al vento, in grado di ubicare esattamente l’emanazione del selvatico a distanza e di inibirgli qualsiasi tentativo di sottrarsi mediante la perentoria e sbrigativa guidata, obbligandolo a rivelarsi di ala… richiede però terreno adatto: stoppie vaste, erba medica, prato a bassa fienagione.

Il meticoloso serve meglio in mais, melichette, miglio, fienagione alta, grovigli, dove solamente seguendo il filo dell’emanazione senza soluzione di continuità, il cagnolo (ma quanto utile, nel caso) riesce a smascherare la pedinatrice ed obbligarla ad offrire il bersaglio.

La prima cerca è più classica, elegante, sportiva; la seconda più utilitaria; entrambe idonee, ognuna nel suo proprio ambiente.
La prima ha molta analogia con la caccia alla starna, la seconda con quella a pollastre e sciabiche.

Il bracco o il pointer che cacciano testa alta hanno il vantaggio indiscutibile di non acciecare l’olfatto per via della rugiada e di non starnutire per l’azione solleticante dei semi.

Il vento non è elemento determinante come a beccaccini.
Conciliati entrambi i patrocinatori dell’una e dell’altra scuola, concedete al cane dall’olfatto prepotente e dalla ferma statica libertà d’azione e cerca panoramica, fidando nelle sue facoltà olfattive; governate la cerca del trescatore minuzioso in modo da poterla controllare sempre a tiro utile di schioppettata, pronti a rimediare colla doppietta. Scusate, dimenticavo che sto scrivendo di addestramento del cane da ferma!

Immobilità categorica al frullo, perché più di ogni altro l’ausiliare che rincorre la quaglia dal volo abitudinariamente radente, vi intercetta il bersaglio ed offre svariate possibilità di sostituirvisi.

Consenso non guasta; riporto giova, se in piume recupero, è l’ideale.

Resistenza ai calori estivi, tetragono alla sete, passionaccia.