Foto di Angelo Lasagna

La selezione naturale è il meccanismo con cui avviene l’evoluzione della specie e secondo cui, nell’ambito della diversità delle popolazioni, si ha un progressivo aumento della frequenza di individui con caratteristiche ottimali. I soggetti che meglio si sono adattati ad un certo tipo di habitat agiscono più agevolmente nello stesso. E’ l’ambiente di utilizzo che seleziona l’adattamento, indicando le caratteristiche comportamentali necessarie, per avere vantaggiosità d’ impiego.

Purtroppo la selezione naturale e quella selettiva esercitata dall’uomo non sempre agiscono nelle medesima direzione, in quanto l’uomo è a volte alla ricerca di caratteri particolari che si allontanano da quelle che sono le caratteristiche di utilizzo della specie. La nostra selezione scandita dal cambiamento sociale e culturale verso la caccia, si è diretta verso un utilizzo meno rustico , in cui l’agonismo prevale e dove l’istinto a cacciare viene distolto, e il selvatico si trasforma da finalità d’azione a sola occasione per vincere la prova, perdendo parte dell’istinto di predazione presente nelle razza da caccia. Le condizioni di esercizio venatorio che i soggetti compiono nell’ambiente di Montagna sono complesse, imposte dalle caratteristiche dell’ambiente e dagli autentici selvatici da cacciare. Prevale in Montagna il soggetto in possesso della più alta dotazione psicofisica meglio equilibrata, che abbia incessante coraggio, di grande fondo, che sappia soffrire non fermandosi dinanzi alle prime difficoltà che il mondo Alpino di continuo gli propone nello sviluppare il proprio lavoro di ausiliare. Qualità in grande numero non sempre facili da incorporare in un unico soggetto, ma sicuramente da ricercare assiduamente ,formando il cucciolone portandolo per quelle balze, che se ben dotato presto capirà che non si scherza ma ci si deve adeguarsi, anche se senza colpe per difetto di memoria genetica. Saggezza che maturerà con la frequentazione dell’ambiente Alpino, che porteranno il nostro ausiliare a svolgere il suo lavoro trovando un punto d’equilibrio fra corsa e naso, condizione irrinunciabile per affrontare la montagna regolandosi secondo le condizioni dell’aria, dell’olfattazione, della giornata, del terreno, della vegetazione, ecc.. ecc.. Attributi fondamentali per avere un POINTER di sagace mestiere. Il Pointer è un cane da caccia “normale”, con le sue caratteristiche di razza dove il suo lavoro trae qualità e splendore da una espressività spiccata e potente, sorretto da un temperamento ipermotivo ; il fondo lo distingue, per resistenza e continuità. Queste sono qualità rilevanti che scorrono nelle vene di un Pointer, liberandoci da alcuni preconcetti , riconsegniamo il Pointer alla Montagna.

Il trialer esiste anche fra i cani caccia, ma è il selvatico e il fucile che lo decreta. Mantegari Vanni