CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

POLLINO: UNA STRADA NEL PARCO! di Franco Zunino

Lasagna 4

Foto di Angelo Lasagna

Della serie: i Parchi in mano alla politica

Una strada è una strada, che la si allarghi ed asfalti è una cosa conseguenziale nell’evoluzione urbanistica della civiltà. Ma farlo non è sempre un merito! E spesso neppure una necessità! Anzi, in Italia il più delle volte le strade sono state fatte, ampliate e asfaltate più come motivazioni per spendere soldi pubblici che non per vere necessità: quale motivazione migliore per un ente pubblico, se non quello di aver speso soldi per realizzare o modernizzare una strada? Un tempo erano le Comunità Montane campioni di queste opere, perlopiù inutili o di scarsa utilità per i cittadini, ma certamente utili per gli organismi appaltatori e per gli appaltatori (quasi sempre loro “amici”): l’Italia ne è piena!

Ma che sia un Parco Nazionale a contribuire alla realizzazione di queste opere, non è solo uno scandalo: è una violazione dell’etica stessa di un Parco!

Eppure è successo di nuovo: nel Parco Nazionale del Pollino (siamo nel profondo Sud)! L’ennesimo esempio di come ormai i nostri Parchi Nazionali siano ormai sempre più in mano alla politica ed ai politici. Un tempo i Parchi erano un simbolo dell’opposizione alle strade, di ogni tipo, forma, scopo o dimensione, perché la strada è l’inizio di ogni sviluppo e sfruttamento, ed i Parchi dovrebbero vederle come il fumo negli occhi: epiche sono in tutto il mondo le battaglie per impedire strade nei Parchi (in Italia pensiamo solo alla famosa e famigerata “Strada del Nivolet”, nel Parco Nazionale Gran Paradiso; o alle tante strade subite, contrastate, anche “punite” ed anche chiuse al traffico, dello storico Parco Nazionale d’Abruzzo – erano altri tempi: quando la politica non ne aveva ancora preso le redini).

Oggi le autorità del Parco Nazionale del Pollino, Presidente in primis, non solo una strada l’hanno autorizzata ed inaugurata assieme ai due Sindaci “accontentati”, ma anche finanziata con 300.000,00 Euro! Certo, la strada esisteva già, ed anche in un angolo di Parco che magari non meritava di esservi inserito, ed è stata solo ampliata ed asfaltata. Ma è stata fatta con i soldi del Parco: un conflitto di interessi ENORME! Un ossimoro, dal punto di vista etico e filosofico! Un principio violato!

300.000 Euro! Eppure di soldi per conservare i patrimoni ambientali del Parco del Pollino non ci sono mai: per salvare i boschi si sfrutta il potere delle politica con vincoli d’imperio che, appunto, non costano nulla, anche se ledono i diritti dei privati e dei Comuni, e finanche quelli costituzionali! Eppure per realizzare una strada li hanno trovati, e magari li ha appositamente erogati lo stesso Ministero dell’Ambiente!

Che quella strada sia ritenuta utile per favorire il turismo non è una giustificazione condivisibile, perché con questa scusa potrebbero approvare e finanziare le nefandezze più oscene per un Parco Nazionale, magari anche sciovie, centrali eoliche, dighe, rifugi (seguono sempre alle strade, o li vanno a servire!): tutto lo scindibile dello sviluppo. Ma allora non si è più in un Parco Nazionale!

I politici hanno istituito Parchi per favorire il turismo non per conservare patrimoni ambientali, ma poi il turismo anche lo danneggiano visto che una strada bianca (quale era in origine quella di cui si parla, tra Morano Calabro e Saracena) per i bikers ha un attrazione turistica che non ha una strada asfaltata! Si pensa di favorire il turismo andando contro le stesse prioritarie finalità etiche dei Parchi: allora tanto valeva non istituire un Parco e dare il via ad ogni forma di sviluppo, visto che si stanno facendo le stesse cose come se il Parco non esistesse, ed il Parco finisce per servire solo come giustificazione “ecologica” per le opere che avrebbero comunque realizzato anche in sua assenza!

Sarà meglio che il mondo ambientalista più sensibile e meno ideo-politicizzato si dia una mossa, anziché andare a braccetto con la politica come sempre più spesso si sente dire… Altrimenti finirà che l’unico divieto che resterà nei Parchi sarà quello di caccia: il più inutile, ma che consente ai politici di non farsi dei nemici visto l’andazzo animalistico sempre più in auge anche tra loro: cornuti e mazziati, si diceva un volta. Questo sono oggi gli ambientalisti, in tanti ormai finiti in pasto alla politica!

 

Murialdo, 20 Ottobre 2017                                                    Franco Zunino

                                                     Segretario Generale Associazione Italiana Wilderness

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1 Comment

  1. pino crusco

    sono d’accordo, anzi si procede al contrario di quelle che dovrebbero essere le finalità del parco nazionale del pollino quello di rivitalizzare i centri storici e di limitare la fruizione solo in alcune zone montane. La realizzazione di strade asfaltate frazionano e contraggono il territorio creando un elemento di disturbo per la fauna Il presidente del parco del pollino,come ho letto sulla rivista apollinea, asfaltando la strada per masistro ha esaudito il sogno del sindaco di saracena. Se deve esaudire il sogno di tutti i sindaci del parco( che non si discosta da quello del sindaco di saracena) possiamo decretare la fine del parco del pollino

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