Sioux di Franco Subinaghi

 Sono una psicologa con una mania ossessivo-compulsiva per i Gordon, pertanto, non ne parlerò da veterinario o genetista, ma userò il linguaggio dei proprietari di Gordon.

La degenerazione progressiva della retina è una malattia genetica che affligge la nostra razza preferita. Attualmente è disponibile il solo test per la variante rcd4, tra l’altro semplicissimo da effettuare e che si può trovare a costi contenuti online; colpisce i Gordon in età avanzata, verso i 10 anni. Anche se arriva tardi, il nostro Gordon che svilupperà la malattia (affected), diventerà cieco. Non è quindi, una malattia genetica da sottovalutare, in quanto altamente invalidante.

Riporto qualche dato che può dare l’idea di quanto questa patologia sia diffusa nella razza: AHT, attualmente l’istituto maggiormente rappresentativo a livello mondiale per questa patologia, ha prodotto delle statistiche (riferentesi a dati del 2011), che dicono che il 3% della popolazione Gordon sia “affected”, cioè che svilupperà la malattia, il 30% è “carrier”, ovvero portatore sano ed il 67% “clear”, cioè sano (healthy).

Fonte: https://gordonsetterexpert.org/2015/01/30/late-onset-rcd-4-pra-in-gordon-setters/

Ma AHT riferisce che nella realtà, queste percentuali siano non esattamente rispondenti alla realtà e che la metà della popolazione Gordon sia invece, “carrier”, ovvero, pur non sviluppando la malattia, continua a trasmettere l’allele malato nei vari accoppiamenti. Lo schema sottostante esemplifica il modo in cui la PRA viene trasmessa.

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Fonte: http://www.animalabs.com/breeding-carriers-breeding-program/

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Nella realtà italiana questa malattia è ampiamente sottovalutata: pochissimi allevatori testano i riproduttori e fanno una valutazione se un soggetto “carrier” o “affected” merita di essere accoppiato per preservarne il pool genetico. All’estero invece, tali controlli sono entrati nella prassi di chiunque voglia far riprodurre i propri Gordon, siano essi privati o allevatori professionali.

Il test è molto semplice ed è sufficiente strofinare uno scovolino sulla mucosa orale del cane che successivamente sarà sottoposto ad esame del DNA. Il costo è contenuto e lo si può trovare online presso AHT al prezzo di 45 sterline.

Testare il proprio cane è importante sia per tenere sotto controllo la malattia e sia per evitare che nascano da accoppiamenti non mirati, soggetti malati. Del resto, per un soggetto “carrier” che valga la pena far riprodurre, l’accoppiamento migliore è sempre con un “clear”. In tal modo, si avrà per ciascun cucciolo la metà delle probabilità che nasca sano e la metà che nasca portatore sano: come riferisce una gordonista australiana, in una sua cucciolata ottenuta da un carrier e un clear, tutti i soggetti sono nati fortunatamente clear! L’allele malato è così sparito dalla sua progenie.

La conoscenza e l’uso dei test diventano così l’unica arma per sconfiggere questa malattia genetica.

Ci vuole così poco…

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