CACCIATORI DI MONTAGNA DI BECCACCE E DI BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

PROFUMO DI BECCACCINO di Carlo Gastaldi

Foto di Roberto Scorta

In collaborazione con dott.sa Brambilla Fisiologia dell’olfatto. Le capacità olfattive del cane. L’olfatto come fonte di emozioni. Annotazioni di approfondimento sulla funzione olfattiva.

Mi sono sempre chiesto come mai i cani in generale, che hanno olfatto tanto migliore del nostro, sembrano non essere infastiditi – anzi amano – odori che a noi sembrano estremamente forti e per questo fastidiosi.

Un’altra domanda che mi sono spesso posto è come mai cani dotati di buon naso (dimostrato quotidianamente a caccia) non “sentano” alcuni odori tanto che – anche portati in zone ricche di una determinata selvaggina – non la segnalano quasi mai. Per esempio, ho cacciato in Sardegna in zone ricche di cinghiali che i miei cani generalmente non mi hanno segnalato, malgrado l’odore di cinghiale sia forte, tanto che quasi lo sento persino io! Con i beccaccini poi, la cosa sembra misteriosa. Cani eccelsi su altra selvaggina a volte (forse meglio dire spesso) non fermano i beccaccini: non li sentono? Mi sembra strano!

Griziotti in “Cani – Caccia – Prove”: “Infatti, mentre una brigata di starne, od un beccaccino, possono essere avvertiti comodamente a trenta metri, le ferme su quaglie che superino la distanza di tre o quattro metri sono poche.” Eppure tutti i cani da ferma, degni di essere definiti tali, fermano istintivamente la quaglia (qualcuno poi la rifiuta, ma c’è sempre un “perché” spesso legato ad un addestramento troppo “deciso”) mentre non tutti – anzi pochi – fermano il beccaccino. Ho letto che esisterebbe un “gene beccaccinistico” che permette al cane di percepire/sfruttare l’odore del beccaccino per una caccia proficua. Per cercare di capirne di più ho fatto una ricerca in Internet ed ho chiesto qualche informazione ad una amica farmacista, specializzata in Cosmetologia, importante professionista del settore e futura beccaccinista: la dott.sa Brambilla. Buon sangue non mente e … anche lei andrà dove la porta il cuore: con il fidanzato e la famiglia che ha, non può rimanere insensibile al fascino del re dell’acquitrino!

Iniziamo da qualche nota sulla fisiologia dell’olfatto. Gli odori sono costituiti da molecole chimiche che si disperdono nel sottile strato di liquido che ricopre le cavità nasali e che si legano a recettori specifici; da qui partono impulsi nervosi che raggiungono il cervello. In cosmetologia, si considera che vengano percepite con l’olfatto solo sette classi chimiche.

L’odore che noi sentiamo è dato dalla concentrazione delle singole molecole e da come si combinano: la molecola che determina la puzza dei piedi e l’aroma di tartufo è la stessa! Ma, credo, la differenza è sotto gli occhi (pardon sotto il naso) di tutti. Nell’uomo servono circa 7-8 molecole odorose per stimolare i recettori olfattivi e circa 40 di questi impulsi nervosi affinché si ottenga una percezione cosciente dell’odore in questione. La netta superiorità del naso del cane non è legata a differenti “capacità” rispetto all’uomo (tenuto conto che – secondo la scienza – cani e umani percepiscano lo stesso numero di odori) ma ad una diversa sensibilità: se un uomo possiede 5 milioni di recettori olfattivi, un cane ne possiede 40 volte di più!. Lo sviluppo del naso del cane è a dir poco impressionante perché se le membrane che tappezzano la mucosa del suo naso fossero distese su un piano, la loro superficie totale sarebbe di gran lunga superiore alla superficie totale dell’intero corpo del cane. Di conseguenza il cane – rispetto all’uomo – sente gli odori anche a concentrazioni infinitamente più piccole! Ha una capacità olfattiva così acuta che può individuare e identificare odori talmente impercettibili che neppure le apparecchiature scientifiche più sensibili riescono a misurare. In termini puramente teorici, visto che è difficile farci spiegare dal nostro cane cosa sente quando si mette in ferma, è interessante sapere che: – Si parla di sensazione quando l’odore è rivelato a livello neurale. – Si parla di percezione quando si diviene coscienti dell’aver percepito un odore. Probabilmente l’odore di un selvatico lontano è una sensazione che diventa una percezione quando il cane si avvicina.

Secondo la dottoressa Brambilla “la memoria olfattiva è primordiale ed è in grado di associare ad ogni odore un’immagine emozionale. Quando l’odore viene percepito, anche dopo anni la memoria olfattiva entra in gioco attivando il sistema endocrino per riprodurre l’emozione o lo stato d’animo che accompagnò l’odore nel passato. Il naso è – a nostra insaputa – parte integrante del sistema Libico, dove si elaborano le emozioni primordiali e dove risiede la memoria olfattiva che, sia per esperienze personali, sia per predisposizione genetica, ci predispone a determinate risposte comportamentali”. Per esempio, l’odore delle raffinerie alla fine della Milano-Genova mi è sempre risultato piacevole perché per me è sempre stato associato all’inizio delle vacanze! In pratica, quando un odore raggiunge il naso, viene scomposto nelle sue componenti essenziali che vengono “pesate” e l’informazione viene passata al cervello sotto forma di una “immagine” ricostruita, che sarà differente per ciascuno di noi tanto che, se non siamo professionisti dell’olfatto, l’unico modo per descrivere un odore è quello di paragonarlo a un altro già universalmente conosciuto.

Tornando alla domanda che mi ponevo all’inizio: i cani non fermano i beccaccini perché non li sentono? Oserei dire che il cane che non ferma i beccaccini li evita perché non è attratto da quel tipo di odore! Ho avuto per ben dieci anni una Pointer che correva come una matta ma che, non solo non fermava i beccaccini, ma addirittura ne sfrullava pochissimi: secondo me ci girava in giro! Ho una discreta esperienza di cani che non fermano beccaccini, e mi son sempre chiesto come mai il mio primo cane (una bretoncina) che era molto positiva a caccia, abbia fermato solo poche volte i beccaccini. Provo a darmi ora una spiegazione: forse quando li ha fermati c’erano condizioni climatiche particolari. Infatti due beccaccini me li ha fermati in una giornata di vento e pioggia in Sardegna, un altro l’ha fermato in mezzo al ghiaccio in un freddissimo 8 dicembre di tanti anni fa. Forse in quei giorni l’odore del beccaccino era “ripulito” da quelle sostanze che disturbavano il mio cane? Molto probabilmente l’intensità dell’odore – che è direttamente proporzionale alla concentrazione della sostanza odorosa nel diluente (muco delle fosse nasali) – disturbava l’olfatto del cane.

Esiste l’odore del beccaccino sic et simpliciter? Sicuramente la sgnepa, come qualsiasi bella donna, ha un suo odore ma è, credo, un odore composto. In pratica, se pensiamo alla nostra esperienza umana, sarà la somma del suo odore predeterminato geneticamente, dell’odore dei piedi del beccaccino, di quello delle secrezioni e dell’alito a loro volta influenzati dall’alimentazione, ed in più interverrà l’odore della vegetazione che frequenta e che si combinerà con quello del beccaccino, così come il profumo si combina con l’odore della pelle di chi lo indossa. Forse, se ce lo potesse spiegare, un buon cane beccaccinista ci direbbe se l’uccello che sente è maschio o femmina, immaturo o sessualmente attivo, saprebbe dirci cosa ha mangiato (la classica domanda della moglie: “buona la salsa verde?”) ecc. perché – se queste variabili in campo umano influenzano l’odore – è improbabile che ciò non succeda anche per la selvaggina. Non credo esista il “gene beccaccinista”; credo invece esista una predisposizione genetica che rende piacevole al cane un odore che normalmente non viene considerato degno di nota. Si potrebbe dire che il cane da beccaccini è un essere anomalo … e ben venga questa sua anormalità che ci permette di divertirci! Se poi il cane non ha una predisposizione genetica – ma arriva a fermare i beccaccini dopo averne sfrullati un grande numero – allora forse è anche meglio: vuol dire che la sua è una scelta razionale! Ha fatto uno sforzo per “farsi piacere” il beccaccino! È un ragazzo in gamba che sa cosa fare per compiacerci e probabilmente diventerà uno di quei cani di cui ci si ricorda dopo lustri!

SAPEVATE CHE ….

L’androstenone, derivato del testosterone, è in grado di indurre sensazioni olfattive decisamente differenti da persona a persona: per qualcuno ha un odore dolce, di fiori o di vaniglia, per altri è addirittura disgustoso, altri ancora non lo percepiscono affatto. Questo spiegherebbe perché alcuni uomini puntano e stanano solo alcune donne ed altre no! Denominare gli odori è un compito cognitivo difficile: l’esperienza iniziale della percezione di un odore può essere piacevole, uno stato d’animo piuttosto che una sensazione. Si ritiene che la forza dello stato d’animo sia la ragione per la quale la memoria degli odori sembra eccezionalmente valida. Un dato sperimentale a questo proposito è il fenomeno del disgusto per un cibo di cui si sia fatta indigestione, ma questo comprova non tanto la memoria di un odore, quanto il riconoscimento degli odori, ossia il rendersi conto che un odore che si sta percependo si era già percepito in precedenza. Il ricordo propriamente detto richiede che l’individuo sia in grado di richiamare le sensazioni dell’odore dal magazzino della memoria, senza alcun aiuto esterno. L’uomo associa ad un odore una parola, ma quando in seguito viene presentato l’odore per l’identificazione, la sensazione olfattiva non necessariamente aiuta a recuperare la parola dalla memoria semantica; sperimentalmente si è anche verificato che un soggetto medio può identificare correttamente circa 16 sostanze odorose diverse, che ha potuto precedentemente percepire; al di sopra di tale numero il soggetto tende a confondere le sostanze. Si suppone generalmente che le cose buone (leggi: i cibi) profumino gradevolmente, mentre le sostanze nocive, compreso il cibo avariato, debbano avere un odore sgradevole, in nome di una presunta “saggezza del corpo”. Nell’Ottocento si riteneva che gli odori sgradevoli dei corpi malati fossero portatori e diffusori delle malattie, da cui la prassi sanitaria di aumentare le ventilazioni degli ospedali per impedire la diffusione del contagio. La piacevolezza degli odori è stata studiata prevalentemente in relazione all’attrazione sessuale, ma col fine ultimo di determinare se si possano trovare basi scientifiche alla dimostrazione che esistono odori intrinsecamente gradevoli e repellenti. Di fatto, il disgusto è predominante: solo un quinto del mezzo milione di composti odorosi che conosciamo è giudicato piacevole, e la ragione di ciò è abbastanza intuitiva: la funzione primaria dell’olfatto è di mettere uomini e animali in guardia, ossia di indurre uno stato di attivazione dell’attenzione. Gli odori sono quindi componenti non funzionali degli oggetti, ma possono diventare stimoli potenti. Ciò che è innato è la propensione ad imparare a fare tali associazioni e la stretta relazione tra il sistema olfattivo e le parti del cervello che mediano le risposte emotive. Il fatto che si instaurino relazioni associative fra odori e determinati contesti identificabili, o persone e oggetti, è operante fin dalle prime ore di vita, come dimostrano le preferenze olfattive dei neonati per le madri, e le possibilità di riconoscimento.

APPENDICE di C. Bonasegale

L’articolo del dott. Gastaldi rappresenta un lodevole contributo che arricchisce ed approfondisce la nostra cultura per la comprensione dei comportamenti del cane. Ciò premesso, aggiungo questa breve appendice al bell’articolo perché sono indirettamente chiamato in causa in quanto autore e sostenitore dell’origine genetica della capacità di certi cani di fermare i beccaccini. Tutti i cani avvertono gli odori in virtù del loro apparato olfattivo (la cui maggiore o minore sensibilità può variare da soggetto a soggetto). I cani da ferma sono espressione di un patrimonio genetico recessivo fissato mediante selezione che determina la “ferma” allorché avvertono certi odori. Quindi: · Tutti i cani probabilmente avvertono tutti gli odori; · Solo una ristretta minoranza di cani (cioè i cani appartenenti alle razze da ferma) esprimono il comportamento geneticamente trasmesso della ferma; vale a dire che il bracco ed il segugio avvertono l’odore della quaglia o della beccaccia; però il primo le ferma ed il secondo no · In questa minoranza di soggetti, la “ferma” si produce spontaneamente solo a seguito dello stimolo prodotto da determinati odori e non da altri. Certamente il Bracco o il Pointer avvertono il forte odore del cinghiale … ma non lo fermano, così come non fermano allorché avvertono l’odore emanato da una nitticora o da un corvo o da un topo o da una grande quantità di animali che trovano sul loro cammino. Ed è un comportamento discriminante frutto della selezione da noi operata grazie al quale il cucciolo di pochi mesi – senza che nessuno glielo abbia mai insegnato – ferma la quaglia e ignora altri odori in virtù di una innata capacità di discernimento. Se il cane da ferma fermasse tutti gli animali di cui avverte gli odori sarebbe letteralmente inutilizzabile. Il fatto di reagire con la ferma allo stimolo di certi odori e non di altri è determinato geneticamente. Può darsi che – come ipotizza il dott. Gastaldi – gli odori che determinano la ferma siano particolarmente graditi al cane … ed anche in tal caso – come egli stesso scrive – sono comunque preferenze geneticamente trasmesse. Sta di fatto che alcuni cani fermano spontaneamente i beccaccini ed altri no. I cani che fermano i beccaccini producono a loro volta figli che fermano i beccaccini. Ciò conferma la mia convinzione che il comportamento del cane che ferma i beccaccini è trasmesso geneticamente. Ho comunque molto apprezzato il pensiero colto e ben informato del Dott. Gastaldi e sono certo che dello stesso parere saranno tutti i lettori del “Giornale del beccaccino.

Tratto da www.continentalidaferma.it

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3 Comments

  1. Romano P.

    Io non sono convinto che una femmina..o maschio..che ferma i beccaccini produca cani da beccaccini. Ho cacciato beccaccini in quantità sia in marcita, sia nelle stoppie di riso…o all’estero in prati paludosi..con diversi cani..dai bracchi- pointer ,fin degli anni ’50/60,con beccaccini abbondanti, poi più tardi coi setters o pointers di allevatori importanti, ma ho raramente avuto da questi soggetti dei cuccioli beccaccinisti. Io sono d’accordo con l’amico Adelio Ponce de Leon.che mi diceva che i cani beccaccinisti… nascevano beccaccinisti, Certamente per giudicarli devi portarli spesso a beccaccini..fargli conoscere il terreno della risaia o la marcita,, ma già da cuccioloni li vedi come trattano quel selvatico…e se sono predisposti..non devi insegnargli niente.Li fermano subito o.. quasi Ho avuto un pointer ..Dir del Clastidium..che eccelleva sui monti a tipica(io avevo 19 anni), che all’inizio( a un anno e mezzo di età) i beccaccini nei risi o nelle marcite(che è una caccia più difficile..) li sentiva ma li sfrullava. Li uccidevo al salto…ma nemmeno li riportava Strano comportamento, perché aveva un naso eccellente e la tipica oltre a fermarla sicuro, la riportava correttamente;….ma un bel giorno di novembre di due anni dopo,finita la stagione alpina per neve, cominciò in risaia a fermarli e a riportarli…e da quell’anno divenne un vero e grande beccaccinista.Morì purtroppo ancora giovane di filaria,che allora si tentava di combattere con un il Caparsolate, prodotto arsenicale,,che si usava nelle stalle per le mucche…ma tanti però morivano lo stesso..o per il prodotto non sopportato o per la malattia. E allora, che dire?
    Ma fu l’unico che ebbe questo comportamento tardivo. Quindi ,malgrado questo caso unico ,la mia tesi è sempre quella…che beccaccinisti si nasce predisposti su quel selvatico, e di veri beccaccinisti(che li fermano sempre..e non qualche volta come capita a tanti cani) nella mia lunga carriera di beccaccinista(figlio di agricoltore padano con marcite e risaie)…di veri beccaccinisti..ne ho avuti pochi pochi…anche se a quei tempi di beccaccini ce n’erano molti per le tante marcite e risaie idonee -diverse dalle attuali,per coltivazione e trattamento di raccolto(taglio a mano o con la mietilega..e concimate con tanto stallatico di mucca.) -e che in quegli anni nelle cascine padane o della Lomellina pavese(’50- ’60- 70), da noi erano gli unici selvatici da cacciare col cane da ferma. Pochissime quaglie agostane..e qualche raro volo di starne erratiche in cerca di nuovi territori, che le trovavi in tardo autunno nelle stoppie di riso…casualmente. Quindi,per concludere,..per me i cani beccaccinisti..nascono predisposti..e il perché,a mio parere, neanche la scienza conosce il perchè.
    Sono i misteri della vita…qualcuna nasce” bella”…e altre purtroppo no.

  2. Carlo Gastaldi

    Caro Pesenti, non ho scritto che esista un gene “beccaccinistico” ma che ho letto qualcosa sull’argomento. Concordo con te anche se ho conosciuto famiglie di cani dove quasi tutti fermavano le sgnepe. Non erano, naturalmente, tutti grandi cani ma fermatori di beccaccini sì.
    Ho appena scritto un articolo per il Club del Beccaccino sulla genetica, se interessa…
    Devo correggere quanto scritto anni fa: la scienza ha definito che esistono, mi pare, 1200 geni che codificano i recettori olfattivi. Nell’uomo più del 30% sono inibiti quindi…non codificano! Nel cane i geni inibiti sono molti meno quindi è presumibile che sentano odori per noi impercettibili. Scusate se mi sono, di nuovo, dilungato!

  3. Romano P.

    Caro Gastaldi, il mio riferimento sui cani beccaccinisti non era rivolto al tuo molto interessante scritto sull’odorato dei cani, ma era rivolto al concetto dell’amico Cesare Bonasegale che, nel corpo del postato da Mirco, affermava che tutta la progenie dei cani beccaccinisti…tutti fermavano i beccaccini. Cosa che, nella mia lunga (sono del 1936) carriera di beccaccinista cinofilo di quei tempi, non ho, sfortunatamente, con i miei cani constatato. Sarò lietissimo di poterti leggere..la mia email è romano.pesenti@outlook. it Un abbraccio.

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