CACCIATORI DI MONTAGNA DI BECCACCE E DI BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

PROPOSTE DI MODIFICA DEI KEY CONCEPT di Silvio Spanò

Federcaccia italiana (v.”Il cacciatore italiano” n.5, 2018. p,33) per la Cabina di regia delle Associazioni venatorie – in base ad analisi del suo Ufficio avifauna migratoria- ha proposto per la Beccaccia di considerare l’inizio della migrazione prenuziale/periodo riproduttivo a partire dalla TERZA  decade di FEBBRAIO e non dalla seconda di gennaio come attualmente. E’ noto che a queste nozioni tecnico scientifiche si dovrà fare riferimento prioritario per una regolamentazione  di una caccia che non sia dannosa alla conservazione della specie.

 Per me e per i cacciatori specialisti responsabili… è una posizione etico-gestionale “scandalosa”, oltre che un’inammissibile fuga in avanti dal momento che non ci sono motivazioni conservazionali seri per detta proposta.

Anche se la maggioranza delle beccacce svernanti in Italia parte verso i quartieri di nidificazione a inizio marzo, è noto che la deposizione del primo uovo, in alcune regioni più “meridionali”, avviene già a fine febbraio-inizio marzo (e se ciò avviene significa una precoce predisposizione alla riproduzione in una parte del patrimonio “beccaccia” e non credo proponibile evitare di  abbattere individualmente solo quelle “precoci”! ), pertanto anche la invocata uniformità dei calendari in regioni affini (Francia e Italia in particolare) dovrebbe essere semmai considerata al contrario, ovvero la Francia chiudere prima!(dato che la Spagna chiude già il 31 dicembre!). Queste notizie sulla riproduzione precoce non me le sono inventate, ma sono pubblicate anche sullo splendido volume dei due maggiori ricercatori sulla Beccaccia dell’ONCFS: Y.Ferrand e F. Gossmann – La Bécasse des bois-Histoire naturelle. Ed.Effet de Lisière- 2009 ).

Ma volendo non ignorare certe argomentazioni e ricerche un po’ tendenziose di parte venatoria francese (es.sulla maturazione delle gonadi), NON E’ TOLLERABILE che solo su questa base si vada a ritardare la chiusura per una specie sottoposta a pesante pressione di caccia, per la salvaguardia della quale è PRIORITARIA la conservazione del CAPITALE RIPRODUTTIVO…cioè della parte degli uccelli che sopravvivono allo svernamento e alla caccia stessa. Il rischio corso la precedente stagione proprio non ha insegnato niente!

Il dato, che viene spesso invocato attualmente, di una sufficientemente alta percentuale di giovani dell’anno, essendo “relativo”, non è detto sia legato ad una sufficiente conservazione dei riproduttori, e quindi al loro numero “assoluto”, ma piuttosto alla fortunosa situazione climatica variabile negli anni e nelle diverse regioni.

C’è un tempo per seminare e un tempo per raccogliere, sempre che la raccolta non corra il rischio di intaccare la quantità del seme disponibile.

Le note proposte ISPRA di chiusura al 31 dicembre, validissime, potrebbero tuttalpiù spingersi a metà gennaio, mantenendo una saggia impostazione prudenziale.

Ogni tanto le cose bisogna pur dirle (Carthago delenda!…spero sempre, come Catone, che la goccia scavi la pietra)…E cerchiamo di non perdere davvero le occasioni costruttive!

Silvio Spanò

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6 Comments

  1. Athos Carassai

    Da tesserato federcaccia giudico la proposta della mia associazione assurda e irresponsabile.
    Così pure la posizione ipocrita dei cugini “saputelli” d’oltralpe. Tanto studiosi … quanto sfacciatamente presuntuosi.
    Ritengo comunque più ragionevole ed utile far convergere gli sforzi verso una chiusura al 31 gennaio in tutti i paesi che affacciano nel mediterraneo.
    Sicuramente indispensabile il corretto funzionamento dei protocolli a tutela della specie in situazioni climatiche avverse .
    Chi deve attuarli ?
    Cosa pensa UBI in proposito ?

  2. David

    Sono pienamente d’accordo con Spanó

  3. Mauro

    La presunzione di questo sig Spano’ è sconcertante! Certe affermazioni fanno pensare che mancano pure i fondamentali! Come la maggior parte dei fautori di questa disciplina mi fido sicuramente di più dei nostri “vecchi”!

  4. Ufficio Avifauna Migratoria

    In risposta a quanto sopra pubblicato, l’Ufficio Avifauna Migratoria FIdC, chiamato in causa dal professor Spanò, precisa quanto segue:

    •Il documento Key Concepts stabilisce i tempi della migrazione pre nuziale e del periodo riproduttivo per le specie di uccelli cacciabili ai sensi della direttiva 147/2009/CE e i suoi allegati 2A e 2B.

    · Il documento Key Concepts nulla ha a che vedere con la valutazione dello stato delle popolazioni degli uccelli europei, per i quali esistono altri appositi metodi di monitoraggio e di intervento.

    · Per questi motivi la revisione del documento Key Concepts non deve considerare la gestione delle stagioni di caccia ma limitarsi a valutare gli studi scientifici e i dati migliori e più recenti, per stabilire quando cominciano e quando finiscono i periodi di migrazione pre nuziale e di riproduzione.

    · I risultati di un’analisi approfondita confermano quanto dichiarato dal Prof. Spanò, cioè che in Italia la migrazione pre nuziale della beccaccia comincia all’inizio di marzo con possibili anticipi nell’ultima decade di febbraio.

    · Per questi motivi la proposta della Cabina di Regia delle AAVV è stata di richiedere la modifica con spostamento della decade d’inizio migrazione alla terza di febbraio. Tale proposta si allinea del resto a quanto presente nel documento KC per tutti gli Stati Europei ad eccezione della Spagna.

    La richiesta di Federcaccia non è quella di aumentare in febbraio la caccia alla beccaccia, ma di scrivere la verità scientifica sui testi di riferimento.
    Per quanto riguarda la stagione venatoria, la linea di FIdC è di mantenere il 31 gennaio, e certamente di rifiutare e contrastare la proposta ISPRA, che il Prof. Spanò invece condivide, di chiudere al 31 dicembre il prelievo della beccaccia.
    Non è accettabile che i Key Concepts vengano considerati uno strumento con cui affermare fatti non corrispondenti alla verità scientifica oggettiva per accorciare la stagione venatoria. Gli interventi di gestione devono invece essere presi a fronte di valutazioni complessive di numerosi parametri della dinamica di popolazione.

    Del resto sarebbe sufficiente conoscere i dati KC per molte specie cacciabili in Italia, per osservare che le stagioni di caccia sono più restrittive di quanto i KC consentirebbero (ad esempio apertura per anatidi e limicoli, chiusura allodola, merlo, quaglia etc.).

    Nessuna proposta scandalosa né tanto meno irresponsabile quindi, ma solo l’applicazione corretta e scevra da visioni di parte, della realtà delle cose.

    Ufficio Avifauna Venatoria FIdC

  5. Pier

    Concordo con Federcalcio, va bene 31 gennaio, ma più controlli e sanzioni a chi fa la posta, e divieto di turismo venatorio all’estero alla beccaccia per evitare stragi!

  6. franco misuri

    l’uomo civilizzato non a fatto altro che impedire al suo prossimo di andare a caccia. -ripeto quello che in passato è stato detto da altri.

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