CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Giancarlo Caldinelli con Blek

QUANDO I MIRACOLI FAN COMODO… LA BECCACCIA NON È IN FLESSIONE!?! di Silvio Spanò

Con comunicato dell’Ufficio Avifauna Migratoria la FidC plaude per la decisione di escludere la beccaccia dalle specie in flessione

L’Europa perde il buon senso… e la Federazione Italiana della Caccia se ne compiace! Leggo infatti su un comunicato dell’Ufficio Avifauna Migratoria FidC che la Commissione Europea (DG XI) ha decretato l’esclusione della beccaccia dall’elenco delle specie per le quali si stanno aggiornando i piani di gestione internazionale, piani di gestioni che vengono invece mantenuti per l’allodola, la quaglia, la tortora, il codone e la pavoncella, in quanto specie in evidente flessione.

Evidentemente c’è stato un miracolo e d’un tratto la beccaccia non necessita più di un piano di gestione. Ed un miracolo che magari a qualcuno fa comodo!

Ricordo che nel 2006 era già uscito un documento UE, contenente un circostanziato piano di gestione della beccaccia che però mai è stato attivato: eppure era stato scritto o comunque controllato da autorevoli studiosi della specie. Evidentemente quell’impostazione aveva sollevato le proteste del mondo venatorio perché si basava sul presupposto – sostenuto da BirdLife International – che la specie fosse in declino. Suc-cessive ricerche hanno affermato che la popolazione eurasiatica della beccaccia è da considerarsi “stabile” e pertanto non necessita del prospettato piano di gestione.

E questa è – a mio avviso – un’impostazione “perversa”: se una specie di grosso interesse venatorio sopranazionale, è oggetto di crescente pressione lungo molti percorsi migratori (basta vedere sul Web le foto dei carnieri – o meglio dei carnai – esibite dai cacciatori che vanno oltre confine, come pure quelle scattate a casa propria, vale a dire in Francia, Italia, Spagna, Grecia), non merita l’attenzione di un piano di gestione perché non ritenuta in immediato pericolo?

Anche ammesso che la beccaccia non sia in declino (e non ne sono del tutto certo per quanto riguarda le popolazioni europee che di fatto sono le più cacciate) è quantomeno vulnerabile in certe situazioni meteo-climatiche; e non è corretto prendere come riferimento il complesso di tutte le beccacce paleartiche (dall’Inghilterra al Giappone) che forse potrebbero effettivamente non essere in diminuzione, per affermare che in Europa la specie non deve essere sottoposta a provvedimenti prudenziali.

Con ciò probabilmente ci saranno cacciatori (con la “c” minuscola) che plauderanno alla loro associazione, cosa che magari produrrà qualche tessera in più, ma parallelamente penalizzerà la sensibilità alle varie condizioni ambientali della beccaccia e ridurrà i controlli delle infrazioni alle normative – l’osservanza delle quali quasi mai viene considerata importante e pertanto scarsamente oggetto di verifiche da chi ne avrebbe il dovere. Con il che diventa a dir poco velleitario l’obbiettivo di far scomparire la caccia alla posta e la commercializzazione; per non parlare del rispetto del limite del carniere e delle giornate “a scelta”. E chi mai potrà condannare l’esibizione tartarinesca di carnieri di beccacce? Tutti sappiamo che per ottenere l’osservanza delle regole ci vuole la carota ed il bastone…perché la sola carota fa solo bene agli occhi ed alla pancia!

Quindi continuo a pensare – e a scrivere – che la beccaccia ha bisogno di seri piani di gestione…non perché rischia di scomparire, ma perché la pressione di cui è oggetto richiede urgenti provvedimenti di natura conservazionale (che non vuol dire animalista) indispensabile per assicurare la possibilità di una caccia durevole nel futuro.

Quante specie che erano abbondantissime hanno poi rischiato (e subìto) l’estinzione, proprio perché considerate infinite!

Quindi, pensiamoci bene amici cacciatori: prima di vantarci per aver ottenuto quel che volevamo, riflettiamo sulle conseguenze nefaste di una NON gestione!.

Perché il vero obbiettivo che ci deve stare a cuore è la salute della beccaccia.

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3 Comments

  1. riccardo bellagamba

    grande SILVIO SPANO’! il tuo buon senso lo dovrebbero avere parecchie persone.pultroppo l’interesse di determinani personaggi va oltre l’amore per la beccaccia.

  2. Franco

    Come ad esempio questo sito rappresentato da consiglieri del club della beccaccia e mettono la reclam dell’albania che si caccia la beccaccia fino alla fine di febbraio…….complimenti si parla bene ma come al solito si razzola male.

    • Scusa caro Franco ma non ho capito dove vuoi arrivare………..visto che parli di consiglieri del club, presumo che anche se proprio non ci conosciamo, tu ti riferisci a me……behhhh per tua conoscenza “NON HO MAI CACCIATO BECCACCE A FEBBRAIO” o meglio non le ho mai cacciate dopo il 20 gennaio, anche dove e quando si poteva cacciarle. Un caloroso saluto David Stocchi

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