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Nota redazionale introduttiva e annotazioni di testo a cura di Umberto Zaccarini.

Stupirà forse il lettore nel rilevare come il saggio sul pointer di Rawdon B. Lee ricompaia su queste pagine a due numeri di intervallo dalla pubblicazione che ne fu fatta nella traduzione di Luis Zavattero. E’ d’obbligo, quindi, un chiarimento. Il testo comparso sull’annuario 1974/75 si rifaceva alla 1′ edizione dell’opera cinografica del Lee e ne rappresentava la stesura iniziale; quello di ora è invece ripreso dalla quarta edizione, successiva di dodici anni.

La cronologia non dice tutto: i due saggi risultano in buona parte diversi sia per il maggior approfondimento di talune problematiche concernenti la razza – problematiche tuttora vive – sia per l’accadimento di fatti nuovi importantissimi nel mondo canino anglosassone, in un periodo che è insieme l’età d’oro e l’inizio del declino dell’impero cinofilo britannico per ciò che concerne l’allevamento delle due grandi razze da ferma insulari.

A ben scrostare la patina delle convenienze sociali e personali – di cui un autore inglese e in tutto vittoriano come il Lee non poteva mancare di rivestire le sue pur sapidissime annotazioni di osservatore “dentro i fatti” – si possono riandare le cause incipienti del declino attuale dei galoppatori “long range” in Gran Bretagna, al quale una collettività cinofila, frazionista per connaturale individualismo e di più esasperatamente pragmatica, non saprà trovare altra soluzione che l’isolazionismo … da quarantena semestrale.

Il progredente frazionamento fondiario, le nuove tecnologie culturali agricole, le bonifiche cartistiche e disraeliane, e quindi l’abbandono del pascolo brado, il dissodamento dei maggesi perenni nelle basse e medie terre inglesi, alfine il mutato costume venatorio -ora per battuta o, peggio, per aspetto di battuta – ne rappresentano, come si sa, le cause storiche; la carenza di validi organismi di coordinamento cinofilo, che traspare chiaramente dalle righe del Lee, ne aggravano palesemente il quadro e ne autorizzano la presunzione di diagnosi infausta. Il che, puntualmente, si verificò, a mio avviso, più per le seconde accennate cause che per le prime.

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Qualunque cinofilia che si voti al ripudio delle superiori strutture decisionali, commettendosi all’occasionale efficientismo di quelle -meramente operative – dei “comitati organizzatori”, è destinata all’insuccesso. All’Inghilterra cinofila, insomma, sono sostanzialmente mancati un Pointer Club e, mi si consenta, un ENCI lungimirante.

Arkwright e Laverack erano personalità magnetiche solo agli occhi di pochi acuti, e acutamente antiveggenti, cinofili coevi. Non riuscirono a polarizzare su di sé un consenso diffuso e perciò una scuola, sicura portatrice di una visione cinofila che trascende il contingente. Chissà, forse motivi temperamenziali loro o meschina ostilità altrui per via di altrettanto meschine rivalità di canile, o semplicemente incomprensione sociale del “profeta in patria”. Tant’è. A Rawdon B. Lee, invece, non sfugge la grande dimensione prospettica in cui doverosamente collocare la figura del suo contemporaneo Arkwright, e con sicuro vaticinante intuito ce ne proietta nel tempo l’immagine, che conosciamo imponente, di pointerman e di filologo cinegetico. Questa seconda stesura del testo di Lee risente, pertanto, della avvenuta conoscenza personale di Arkwright e dell’apprezzamento profondo del lavoro cinofilo di questi. In codesta chiave, soprattutto, ritengo che vada riletto e ripensato.

Un testo cinofilo fluente, piacevole, a tratti sprizzato di un buon humour tipicamente britannico; notazioni tecniche validissime a tutt’oggi, altre perplessive o decisamente opinabili, ma sempre comunque acute, interessanti, non fosse altro che per capire la laboriosa, sofferta evoluzione del pointer e del suo mondo cinofilo.

Persino qualche scivolata d’ingenuità emozionale – il doglover che riaffiora – come nei confronti di quel velocissimo Drake che fermava sistematicamente “a pelle di leone” perché … impattava le starne con apocalittico abbrivo (e che poi tornò a fermare come dio comanda quando, con l’età, l’andatura calò di ritmo). Oggi, più smaliziati, chiameremmo da parte il suo dresseur.

pointers-in-ferma-percival-l-rosseau-1909E poi un rapido ma saporoso schizzo di costume: la società vittoriana vista attraverso la lente lucida e perciò non deformante di una milizia cinofila annosa quanto circospetta: Premi di ring di 12 milioni d’oggi; cuccioli, sia pur figli di prestigiosi campioni, a 5 milioni di lire odierne. L’avvento dei cinofili “nuovi” che prima, magari, allevavano pollame ma, almeno, erano cacciatori codaioli sin da giovani. Meteore, comunque, nell’allevamento pointer; e qui il resocontista ci par quasi non saper trattenere un compiacimento snobistico tutto suo.

Da ultimo, la traduzione. Precisa, scorrevole e riguardosa del testo, benché non priva di quelle connotazioni personali che nessuno vorrà non consentire all’esperienza e all’autorità cinofile di un Saladini Pilastri. In questo nostro intramontabile gentiluomo di campagna (a nessuno più che a lui s’attaglia la traduzione letterale di “country-gentleman”) bibliofilo e cacciatore, la cinofilia par quasi divenire Weltanschauung, kantiana visione del mondo incentrata sulla natura e sulla naturale simbiosi uomo-cane. Colto e perciò strutturalmente critico, non si lascia sfuggire il destro della traslitterazione dei concetti, più che della traduzione pedissequa, in giusta chiave attuale di cinofilia e di cinetecnica. E talvolta con spunti nuovi.

Non è questa la sede per aprire il dibattito se “spaniel” venga da spagnolo (e quindi significhi scovatore, in ultima analisi “springer”) oppure dal provenzale accucciarsi; se “setter” sia da collegarsi etimologicamente a “to set” mostrare, indicare, invece che a “to sit” sedere, come correntemente si sente e si legge. Argomenti, codesti, di così sottile filologia che, semmai, interesseranno poche persone altrimenti associate. Ma è però questa l’occasione per rammentare al lettore-socio che la cinofilia non è soltanto attivismo, non è soltanto risultato, è anche ricerca e, sommessamente, cultura.

In nessuno di questi campi – come anche questo annuario evidenzia in ogni sua pagina – il Club ha mai mancato di testimoniare la sua vitale presenza, sia come unità promozionale sia come collettività di singoli protagonisti del pointer.

Umberto Zaccarini

Sebbene il pointer sia stato introdotto in questo paese in tempi relativamente recenti a confronto del suo compagno di lavoro, il setter, nessun altro cane è più noto al cacciatore. Fu detto in origine che veniva dalla Spagna, un paese verso il quale noi siamo indebitati per aver originato altri cani: Sydenhan Edwards, scrivendo nel 1805, dice che esso fu dapprima importato da un mercante che commerciava col Portogallo in un periodo alquanto recente, e che era allora usato da un vecchio “barone decaduto” chiamato Bechill, che viveva nel Norfolk e che “sapeva sparare a volo”. Lo stesso autore elogia il pointer spagnolo dicendo che esso era un cane così bravo e che richiedeva tanto poco addestramento da avere tutte le probabilità di far sfigurare il naso dello “spaniel scovatore”.

Il “tiro a volo” si praticava prima del 1717 (sebbene, molto probabilmente, non tanto in voga fino a qualche tempo più tardi), poiché in quell’anno il sig. Markland pubblicò : “Pteryplegia, o l’arte di sparare a volo” un interessante lavoro in versi che superò almeno quattro edizioni fino al 1767 incluso. Il lavoro meritava davvero popolarità, poiché la conoscenza, che l’autore evidentemente possedeva dell’argomento, deve essere stata semplicemente meravigliosa, preso in considerazione il periodo nel quale l’opera fu scritta. Si può rilevare che il pointer fu introdotto in Inghilterra nella prima parte del diciottesimo secolo come il cane più adatto da usare con il nuovo sistema (di cacciare).

Molto probabilmente la Francia aveva i pointers prima di questo periodo (Jean Audry, nato a Parigi, e che morì nel 1755, li dipinse) e probabilmente anche altri paesi continentali, poiché vi sono pointers tedeschi, italiani, francesi, olandesi. Spagnoli ed altri, i quali tutti hanno caratteristiche diverse. Alcuni hanno le code tagliate mentre altri hanno mantello a pelo lungo. Un nostro autore moderno cade in un curioso errore riguardante un quadro di Francis Desportes. L’artista raffigura due cani, che dice di essere esempi del “primitivo incrocio francese del fox-hound e del pointer” che data circa 1701. Naturalmente, il dipinto raffigura due cani favoriti della muta di Luigi XV, Pompée e Floressant, e fu eseguito nel 1739. Non si può scambiare il carattere di “hound” di questi cani; ed essi non mostrano traccia, per quanto si possa capire, di una qualsiasi parvenza di qualsiasi pointer.

Il fagiano e due altri uccelli sullo sfondo sono meri accessori del quadro, e non sono messi là ad indicare che i cani sotto di essi siano di una specie usata per trovare selvaggina pennuta. In ogni modo, è ancora esistente un disegno dello stesso artista, di un pointer e di due setters, con starne davanti a loro, il cane a pelo raso di tipo molto moderno, sebbene esso abbia uno sterno raccorciato.

Per mezzo di quel bello, vecchio quadro “Il pointer spagnolo” di Stubbs, che fu poi inciso da Wollett nel 1768, noi sappiamo che genere di cane era: di colore liver and white (bianco-marrone) di costruzione pesante e massiccia, con testa grossa, naso spaccato, dai lombi possenti, sterno raccorciato; un cane ingombrante indubbiamente abbastanza saldo ma tanto dissimile dal pointer moderno quanto un cavallo da traino del Suffolk è dissimile da un cavallo da corsa puro sangue. Sir Walter Gilbery, di Elsenham Hall, cedo nel 1891, mandò una coppia di pointers spagnoli ad una delle mostre canine di Londra: Questi erano cani corti, massicci, piccoli, di colore fulvo più che “limone” e bianco, dal naso spaccato, con teste corte e larghe, animali molto brutti in verità e, per quanto sicuri fermatori potessero essere sulla selvaggina, essi sarebbero stati certamente mancanti in andatura e di nessuna utilità in gara con i cani ad ampia azione che noi ora possediamo. Né questi pointers spagnoli di Sir Walter Gilbey avrebbero potuto competere con quello che Stubbs, più, di cento anni prima, ci aveva dato sulla tela. Indubbiamente essi erano di testa alquanto corta e massiccia, nonché abbastanza pesanti nella linea della mascella inferiore da suggerire un incrocio col bulldog. Eppure essi erano animali di pura razza (spagnola).

seabreese-maud-earlPer quanto buono fosse stato il vecchio pointer spagnolo, i nostri cacciatori inglesi chiedevano qualcosa di meglio. La vecchia corrente si stancava moto e diveniva lenta alla fine di una giornata di lavoro pesante, mentre mancava di perseveranza in generale. Così si disse di dover far ricorso ad un incrocio. La storia ci dice che questo (incrocio) fu trovato col fox-hound, e che il tanto citato sportsman Colonnello Thornton dello Yorkshire, fu il primo a portare il cane così migliorato all’attenzione del pubblico. Non possiamo immaginare se questo sia andato o no in tal modo, poiché allo stesso tempo i pointers, lontani in aspetto dagli importati cani spagnoli, non erano affatto rari in Inghilterra, ed essi potrebbero essere facilmente stati importati dalla Francia. In ogni caso, se il Colonnello Thornton non era realmente il creatore del moderno pointer inglese, aveva almeno la reputazione di esserlo e, da sportivo che era, riuscì ad ottenere importanti premi per qualcuno dei suoi cani e a guadagnare per loro la nomea di essere i migliori di Inghilterra.

Si dice che due soggetti allevati da lui, Pluto e Juno, rimanessero in ferma per tutto il tempo che Sawrey Gilpin, il pittore, impiegò per buttare giù uno “sketch” da usare peri loro ritratti e che per questo ci volle circa un’ora e un quarto.

Ciò no era, in ogni modo, un fatto straordinario per i suoi cani, uno dei quali, dichiarò il valoroso Colonnello , era stato in ferma per cinque ore consecutive e che perfino allora mostrò riluttanza a muoversi e far frullare il selvatico! Una tale storia, come quella or ora riferita, non necessita di molta altra esagerazione per suggerirne altre; come quella di un cane che morì congelato mentre era in ferma; o quella di suo cugino in cui un cacciatore perse il suo cane (non era su una montagna irlandese) e, ritornando sullo stesso terreno di caccia dodici mesi dopo, trovò lo scheletro del suo vecchio favorito che stava ancora in ferma, con un piede sollevato, mentre sei yard lontano giacevano le ossa di cinque starne, le prime delle quali erano state sparse ai quattro venti molto tempo prima (nota del traduttore: chiunque abbia una buona conoscenza della lingua inglese, non può non apprezzare l’eleganza, lo stile, il brio degli ultimi due o tre periodi; sono notevoli anche le espressioni usate per trasmettere al lettore quelle sfumature di puro, intramontabile humour inglese!).

Certamente quindi ci sono fondati motivi per la veridicità dell’espressione usata nel settentrione “i cacciatori sono bugiardi” sebbene questa espressione possa essere completata con l’usuale aggiunta “ma anche i pescatori perdinci!”.

Il gioviale colonnello deve aver avuto il “non plus ultra” dei pointers, nel suo cane chiamato Dash, il prodotto di un incrocio tra fox-hound e pointer spagnolo. Dash poteva battere tutti gli altri cani, esso non falliva mai nel trovare selvaggina situata davanti ed il suo straordinario intuito lo metteva in grado di far questo senza battere il terreno come facevano altri cani; inoltre, era perfettamente immobile e sicuro dietro altri cani, nel consenso. Non ci si dice come un animale tanto fuori dell’ordinario potesse essere sopravanzato sul terreno di caccia da qualche lento “pastorino” sì da trovarsi in posizione così arretrata da dover solo consentire. Il nocciolo della questione è che questi cani straordinariamente veloci non sono mai buoni “consentitori”, poiché non hanno le opportunità di svolgere tale funzione, essi non rappresentano quasi mai la perfezione come tali, naturalmente, e senza un po’ di addestramento. Dash mantenne la sua reputazione fino alla fine, poiché fu venduto dal suo allevatore a Sir Richard Symons, il quale fornì champagne e borgogna per un valore di 160 sterline, un barilotto di vino rosso, “un fucile elegante” ed un altro cane. Ci fu anche un’intesa che se un incidente fosse occorso a questa meraviglia canina, lo si sarebbe dovuto restituire al precedente possessore per cinquanta ghinee. Ciò accadde al “puro” Dash, quando si ruppe una gamba.

Alla fine del secolo scorso, e circa l’inizio di quello attuale, i pointers erano abbastanza simili per ciò che riguarda il colore a quelli di oggi, marroni oppure “fegato” e bianchi, limone od arancio e bianchi; alcuni molto chiazzati con questi colori sul campo bianco; altri neri; senza dubbio ce ne saranno stati completamente marron oppure “liver” come occasionalmente ce ne sono oggi, sebbene non lo troviamo scritto.

Talvolta troviamo pointers con macchie bianche su campo nero o marrone, ed essi, sebbene strani, non sono affatto da considerarsi brutti. Circa novant’anni fa, il Conte di Lauderdale ebbe una corrente di pointers molto piccoli, del peso di poco superiore a 30 libbre (Kg 13,600); essi avevano la reputazione di essere eccellenti lavoratori, ma erano generalmente considerati tropo piccoli per riuscire così utili quanto soggetti più grandi, come quelli che abbiamo oggi. Essi erano, in ogni modo, una novità e molto probabilmente potevano essere stati importati dalla Francia, dove, all’incirca in quel tempo, era molto comune un tipo di pointer piccolo e di corporatura leggera.

Prima di questo tempo, il duca di Kingston possedeva una famosa corrente di pointers neri; ma essi, non essendo tanto facili da vedere mentre lavoravano, come quelli bianchi o quasi bianchi, non divennero mai molto noti (per il colore). Eppure, la credenza rimane fino ai nostri giorni in qualche parte del paese che i pointers neri siano i migliori con i quali cacciare la selvaggina, “perché hanno miglior naso e maggior resistenza e il selvatico regge di più sotto la ferma di un cane nero che non di un cane bianco”. Il secondo concetto (cioè quello del cane bianco) prevale, in modo alquanto simile, per ciò che riguarda animali selvatici – volpi, lontre, ecc. -che sarebbero scovate più facilmente da un terrier bianco che non da uno scuro; ma non sono in grado di dire se tale affermazione sia vera o no, sebbene la mia esperienza non sia poca in materia di volpi e di lontre.

Prima di addentrarci nel periodo delle esposizioni dei pointers e l’introduzione delle gare, esso era, senza dubbio, molto più usato nella caccia col fucile di quanto non lo sia stato da quel tempo in poi, L’habitat venatorio è di molto mutato durante gli ultimi 30-40 anni.

Le battute e l’allevamento artificiale della selvaggina sono stati introdotti su vasta scala; la moderna agricoltura e la coltivazione in generale hanno alterato ulteriormente le condizioni; così pure hanno fatto il raccolto a corto taglio, l’uso di macchine per mietere e raccogliere e l’aumentata bonifica. Col vecchio sistema, le stoppie rimanevano tanto alte quanto uno stivale da caccia, il pascolo spontaneo richiedeva cani per cacciarvi; Gli affitti agrari erano più bassi e l’agricoltore poteva permettersi di avere sul suo fondo prati naturali molto folti che, essendo mal drenati, producevano rozze erbe da pascolo, le quali a loro volta fornivano ottimo riparo alla selvaggina, Sto ora scrivendo della caccia nell’interno del paese (nel retroterra) non delle brughiere.

Con questo e con quello, il vecchio sistema è cambiato. In parte del miglior terreno da starne in Inghilterra e così pure un po’ dovunque nel mondo, il selvatico non si caccia più con i cani; viene frullato dai cacciatori che si muovono in fila, con “retrievers” dietro di loro, oppure in battuta dove i cacciatori prendono i loro posti e attendono finché branchi di starne riuniti (non nel senso che diamo noi italiani, ma riuniti significa che prima sono stati “buttati” in un posto relativamente ristretto dopo il primo volo e poi, successivamente, frullate in quantità e tempi più o meno voluti, dai battitori – N.d.T. ) non passino in volo, a tiro di fucile. Si dice che battute alle starne su vasta scala venivano effettuate nelle tenute di Lord Huntingsfield e di Hevennegham nel Suffolk, nel 1846; ciò nondimeno, questo costituiva allora un’eccezione, il che non lo è ora. Non c’è niente di più piacevole nella caccia che camminare dietro una coppia di pointers bene addestrati, fra le rape oppure su terreno incolto, ed uccidere i vostri capi così come i vostri cani li trovino, prima l’uno poi l’altro, battendo a destra e a sinistra, incrociando correttamente e consentendo come il caso richiede. Per abbattere uccelli in battuta ci vuole un buon tiratore; per ucciderli quando si cammina in fila ci vuole calma e costanza; ma uccidendoli con i cani, si acquisisce conoscenza delle abitudini della selvaggina che si caccia e, per di più, si è orgogliosi di possedere un paio di soggetti che, senza pregiudizio, si possono ritenere essere i migliori dell’universo.

Tutte le cose di questo mondo tendono a trovare il proprio ambiente; probabilmente, se non fosse stato così, la razza dei pointers sarebbe divenuta estinta quando di essa si cominciò a farne così poco uso, a causa di ciò che alcuni si beano chiamare “moderni miglioramenti nei modi di caccia”. Ma l’introduzione delle esposizioni canine diede al pointer un rapido stimolo, e l’affermarsi delle gare sollevò il suo stato sociale ad un livello più alto che mai.

Quando il grande Daniel Lambert – grande in più modi, oltre per l’obesità – ottenne una notevole corrente di pointers neri proprio all’inizio del XIX secolo, egli era soddisfatto di dare un cucciolo ad un amico, e di venderne uno per 5 sterline o giù di lì, oppure anche meno, e poco di più poteva realizzare per un cane adulto. Nessuno discuteva dell’eccellenza del suo canile eppure, quando si giunse alla cessazione, alla sua morte, 13 pointers realizzarono 256 ghinee (una ghinea è pari a 21 shillings, cioè una sterlina ed uno shilling); il più alto prezzo, 46 ghinee, fu realizzato dal 13° cane, chiamato Bang, del quale si disse che era ottimo sul terreno. Swap e Snake, non addestrati, da una delle fattrici del Sig. Webbe Edge, chiamata Bolom, che era stata a sua volta venduta per 80 ghinee, realizzarono 25 ghinee ciascuno. Queste tre ultime quotazioni risultano niente affatto disprezzabili, se si prendono in considerazione il periodo e altri fattori. (Per una retta interpretazione di codesti valori, si tenga presente che la ghinea – moneta ufficiale di conto nel Regno Unito sino al 1817 – zeccava g. 7,688 di oro fino e la successiva sovrana, comunemente detta da noi continentali sterlina, g. 7,322 sempre di fino, per un valore attualmente comparabile a circa 100 mila lire; N.d.R. ).

Perfino a quel tempo, il conte di Derby, a Knowsley, stava formando un canile di buoni pointers; a Edenhall nel Cumberland, i Musgraves avevano dei cani eccellenti; così dicasi per Lord Mexborangh, il defunto duca di Westminster, Lord Lichfield, Lord Henry Bentinek, Sir E. Antrobus, ed ultimo ma non meno importante Mr. Webbe Edge, di Stretly Hall, Nottingham.

Alcuni dei più antichi fra i nostri moderni canili hanno le loro basi dallo stock acquistato alla vendita di Edge nel 1845, ed il Sig. Thomas Slatter di Stand Hall, vicino Manchester, la cui morte avvenne nel 1891, si trovò là ed acquistò una coppia che andò molto bene in prosieguo. Il defunto principe consorte fu pure tra gli acquirenti in quella stessa vendita, così pure il duca di Portland che acquistò Rake ed altri; anche il Sg. George Moore, di Appleby, Lnicolnshier, il quale per un certo tempo ebbe un canile di pointers altrettanto buoni quanto altri allevatori possedevano nel paese.

pointer-e-setter-inglese-gustav-muss-arnoltPoi, poco prima di questo periodo, il Sig. Osbaldeston ed il Sig. Meynell, così grandi per i loro fox-hounds, avevano dedicato molto tempo e speso notevoli somme per migliorare il pointer, ma si può affermare che le loro correnti di sangue, con quella del Signore di Tohrnville Royal, confluirono tutte nelle correnti di Knowsley ed Edge, e da queste ed altre ancora come quella dei pochi soggetti che Lang, l’armiere di via Cockspur, vendette a prezzi così alti ai Sig.ri Comberbach e Statham di Derby.

La corrente di Edge sembra essere stata abbastanza ben distinta dalle altre e si dimostrò di grande beneficio (utilità) agli ammiratori del pointer che lo seguirono. Essi erano di taglia media ma avevano corporatura particolarmente elegante, di colore fegato scuro e bianco, con spiccata tendenza ad una sfumatura dorata o bronzea sulle guance. Portavano la testa in buona posizione sul terreno, e per il lavoro erano del tutto all’altezza del loro aspetto.

Altri canili di grido erano quelli del defunto Sir R. Garth, Q.C. e del defunto Sig. J.H. Whitehouse, di Ipsley Court, Redditch; quest’ultimo deve essere ritenuto l’anello di congiunzione tra la generazione presente e quella passata.

Lo scomparso Sg. W. Brailsford mi informò che, tra il 1830 ed il 1840 o giù di lì, i migliori pointers si trovavano certamente nelle Midlands. Oltre ai canili già menzionati il Sig. Gall, di Hopton Hall, Wirksworth, aveva una partita di cani molto scelti. IL Sig. Statham, di Derby, di cui innanzi, possedeva una corrente del tipo spagnolo, formata da soggetti belli e dal naso spaccato: e forse gli altri suoi pointers avevano nel sangue più incroci con quelli del Sig. Moore di Appleby Hall di quanti non ne avessero soggetti in altri canili. La varietà dal naso spaccato sparì molto presto.

Il Sig. Martin, ai canili Laxton, aveva la più gran parte di cani bianco-neri; sebbene ve ne fossero alcuni bianco-limone tra di loro. Il Sig. Edge aveva rivolto la sua attenzione solo ai “liver and white” e, senza dubbio, la loro popolarità attuale deve essere attribuita a lui. Lord Chesterfield, a Gedhing, al cui canile era addetto il padre del mio informatore aveva pure degli eccellenti soggetti bianco-neri.

Il Sig. Brailsford disse inoltre che due dei migliori cani nei canili Edge nel 1841-42 erano Rake e Ramp, ma questi, avendo delle sfumature bronzee sulle guance “liver”, non era molto impiegato a scopo di riproduzione. Così, pur sessanta anni fa, un argomento puramente stravagante come questo non era affatto preso in burletta, perfino dai più grandi allevatori. La corrente di Edge fu dapprima ottenuta per mezzo di ponderati incroci con cani e fattrici ottenuti dal capitano White, il Sig. Hurts, Mundy, Moore, Stetham, Sir R. Goodrich ed altri.

Tutti i colori, eccetto “liver and white” venivano rigorosamente esclusi e la caratteristica dominante della corrente di Edge era la sua generale uniformità. Solo i migliori soggetti venivano tenuti in vita; i canili non erano mai superaffollati e non più di tanti cani quanti potessero essere usati ed adeguatamente addestrati, secondo le esigenze del proprietario, venivano tenuti. Una eccellente soluzione, questa, che comunque non trova più consensi oggi; ed immagino che già il mercato sia saturo di pointers e setters, come dimostrano le vendite ad Aldridge ed altrove.

I cani di Sir Richard Garth furono venduti all’asta ai campi di corse di Lillie Bridge, West Brompton, Londra, nel giugno del 1874 ed otto coppie di pointers realizzarono 490 ghinee. E’ da notare che il meglio in questa vendita toccò a Mr. R.J. Lloyd Price, di Rhiwlas ed il Sig. G. Pilknigton, a quei tempi, di Widness; non v’è dubbio che la fame ottenuta da questi due canili, più tardi, derivò in gran parte dagli oculati acquisti fatti dal canile del Sig. Garth. Il Sig. Price acquistò quattro coppie ed il Sig. Pilkington una coppia e quest’ultima rese 67 ghinee e 55 ghinee rispettivamente per Major e Hill! (Quasi sei milioni di lire attuali, ogni cane; N.d.R.)

I cani del Sig. Price costarono di più e 150 sterline per il grande pointer Drake, allora di 7 anni, per la somma che il signore gallese diede, una somma forte per un cane così vecchio. Sir Richard Garth morì a Cheniston Gardens, Kensington, nel 1903, all’età di 83 anni.

Il conte di Sefton vendette i suoi pointers durante la stessa settimana, ma i prezzi realizzati non furono degni di nota.

La prima prova sul terreno fu fatta sulla proprietà del Sig. S. Wjitbread, nel Bedfordshire, a Southill, nell’aprile del 1865 e nella quale “Idstone” (il Rev. T. Pearse, di Blandford) ed il Sig. John Walker, di Halifax, furono i giudici, tutti e due, purtroppo scomparsi da un pezzo.

La giornata non si presentava affatto favorevole per un buon lavoro, essendo molto calda e senza vento; ciò nonostante, a giudicare da punteggio assegnato ai cani, molti di essi erano di alta classe. Due di essi, Jill di Sir R. Garth e Dandy del Sig. Fleming ottennero il più alto numero di punti possibile, mentre Bornice del Sig. Brockton, Hamlet del Sig. Whitehouse e Mol del Sig. J.A. Handy ottennero 90 punti su 100 possibili. Alludendo, così per caso, al massimo di punti ottenuti in una prova di lavoro da un pointer, sarebbe omissione non menzionare la bella cagna Belle del Sig. Lloyd Price che alle prove di Vaynol nel 1872 raggiunse il punteggio perfetto di 100, sebbene nella “targa dei campioni” essa fu battuta dal setter inglese Comitess del Sig. Purcell Llewellin.

I nostri moderni vincitori non sembrano aver raggiunto tali alte cifre di merito e, a paragone, darò il numero di punti assegnati alle prove del Pointer Club, che ebbero luogo nella tenuta di Lord Kenyon, vicino a Wrexham, nel 1889.Qui il punteggio massimo ottenibile era 100; Belle des Bordes del Sig. F.Lowe ottenne 98; Crab del Sig. Heywood Lansdale, 96; Quits Baby del Sig. C.H. Beck, 94; Miss Sixpence del Sig. Lloyd Price, 88; tutti i concorrenti nella “gara per tutte le età”. I cuccioloni non andarono tanto bene ed i punteggi massimi raggiunti furono 66 e57, da Pax of Upton e Quail of Upton del Sig. Beck, e 62 da Toil del Sig. T. Statter. Questa fu l’ultima occasione, in questo paese, in cui una prova sul terreno fu giudicata a punti.

La disparità nelle cifre su menzionate, diciamolo, scaturisce più dal metodo e dall’opinione dei giudici piuttosto che dal fatto che il moderno pointer sia inferiore nel lavoro a quello di un quarto di secolo fa. Naturalmente, oggi il lavoro ottenuto da cani appropriatamente dressati dovrebbe essere molto superiore a quello ottenuto una volta, poiché i possessori più importanti di cani da gara hanno personale specializzato che si cura di loro e li addestra; li dressa dapprima solo per il lavoro nelle pubbliche gare, sebbene dopo aver gareggiato come cuccioloni essi possono benissimo fare il loro dovere sulle grouse nelle brughiere ed a starne nelle terre coltivate.

La riunione per il primo “fieldtrial” ebbe tanto successo che altre ne seguirono e così si è continuato, ed ancora esistono al giorno d’oggi. Alcuni autori si sono sforzati per fare una distinzione tra il lavoro fatto dai cani bianco-marrone e quello fatto da cani bianco-limone, entrambi i colori avendo i loro sostenitori. Ma, lasciate che io lo dica, il colore non ha niente a che fare con il lavoro del cane. Entrambi sono derivati, originariamente, dalle stesse correnti e, a parità di opportunità, saranno ugualmente buoni. Le mie esperienze di cani da gara e da caccia sono durate a lungo senza nessun intervallo, e durante questo lasso di tempo ne ho visti di soggetti buoni e cattivi di tutti i colori (del manto) eccetto, forse, il fatto che io non ho mai visto un soggetto veramente buono da gara, di colore tutto marrone. Ne ho visti neri e bianco-neri anche, abbastanza buoni per chiunque.

Forse migliore di tutti fu il cane nero Tap, appartenente al Sig. Arkwright di Sutton Searsdale. Cominciando da cucciolone nel 1892, esso gareggiò con grande successo ogni anno, e l’ultimo fu nel luglio 1896 quando stava per vincere la gara principale a Bala, quando un leggero errore proprio alla fine pregiudicò la sua prestazione. Esso aveva fermato, quando una giovane grouse, una “chilper”, svolazzò sopra l’erica proprio sotto il suo naso, una tentazione che fu troppo per il vecchio cane che ruppe la ferma e diede una stretta al piccolo uccello. Tap era altrettanto bravo in pubblico come da solo ed era un lavoratore instancabile; sua madre era una cagna bianco-limone.

Il Sig. Arkwright, che ha rivolto notevole attenzione ai pointers neri ed a quelli bianco-neri, presentò una bella cagna nera chiamata Barmaid ed essa, alla mostra del Kermel Club ed a Birmingan nel 1896, portò via i migliori premi vincendo il campionato nell’una e quasi vincendolo nell’altra manifestazione. A Birmingan fu esposto un altro bel pointer nero che vinse il secondo premio, Lester del Sig. J. Graham (Middlesbròon-Tees) la cui madre è sconosciuta.

Un altro (pointer nero) chiamato Nigger, che il defunto Sig. Herbert Brown possedette alcuni anni fa, e che derivava da una corrente che il Sig. J.H.Salter aveva nei suoi canili e che aveva ottima reputazione, fu un soggetto di primo ordine ed anche intelligentissimo. Lucky Pioneer, un cane di Galloway, è un altro pointer nero che vinse un grandissimo numero di premi (1904-05) per il suo possessore, in classe aperta a tutti e altre, inclusa la mostra dei cani di Guardiacaccia. Il Sig. Pape, il famoso armaiolo di Newcastle, possiede ancora una corrente di pointers neri che è stata per lungo tempo proprietà della sua famiglia. La fattrice originaria veniva dall’Ammiraglio Mitford, e questa egli fece accoppiare con un bel soggetto nero che un suo amico acquistò in Spagna da un signore che aveva una bella corrente di cani neri purissima. Questa importazione spagnola deve essere stata qualcosa molto al di sopra della media, perché il Sig. Pape cacciò per 13 anni con un suo (del cane) figlio e poi lo regalò ad un generale americano che lo usò per la caccia per altri tre anni.
Oltre a questi cani, sulle rive del Txue c’erano altre correnti o famiglie di pointers neri, sul od oltre il confine (con la Scozia). Esse si trovavano dal Sig. James Graham, The Trossachs, Perthshire; al castello di Cortachy, Forfarshire; nelle due residenze di Lord Home, i castelli di Hirsel e Douglas; Lord Lothian li aveva a Fernichurst, Fedburgh; il duca di Buccleuch nelle sue residenze scozzesi, il Sig. D.M.Forbes a Dunkeld; il Sig. John Millar a Whitehall, Aberdour; Lord Overtoun, nel Dumbartonshire, aveva pure pointers neri e c’erano altri che preferivano questi cani a qualsiasi altro. Questi pointers neri hanno una reputazione non solo qui, ma si sa che ne esistono dei buoni soggetti in Sud Africa, mentre in Australia si afferma che i due migliori pointers della Colonia sono Hillside Zulu, i principale vincitore nella esposizione di Melbourne del 1902, e Satan che vinse le prove sul terreno colà, qeust’anno; un altro soggetto nero arrivò secondo. Nel 1894 un cucciolo pointer bianco-nero venne dalla Francia, Fly des Bordes del Sig. Puissant, per gareggiare nelle prove sul terreno nazionale, a Slirewsbury, nel quale evento non ebbe quasi rivali per tutta la gara. Sir Watkin Wynn ha alcuni pointers bianco-neri a Wynustay, che sono in realtà correnti sue e del Sig. Arkwright e, generalmente parlando, ci sono più pointers nero o bianco-neri in evidenza oggi, sia sul terreno che alle esposizioni, di quanti ve ne sono stati diversi anni fa.

Di alcuni dei migliori pointers nelle prime gare, “Stonehenge” nel suo libro “Cani delle isole britanniche” dice: ” Tra i bianco-marroni, il famoso Drake, allevato da Sir R.Garth e da lui venduto per 150 sterline, a 7 anni di età, al Sig. R.J. Lloyd Price di Bala, fu un esempio di velocità e resistenza. Questo cane fu, al suo tempo, l’animale più veloce in cerca di una coppia di selvatici a Shrewsbury, nelle gare del 1868, quando il terreno era così secco, tale che una nuvola di polvere si sollevò mentre piombò a terra nell’avventarli. Fu una scena che probabilmente non si rivedrà più. Esso era veramente un fenomeno tra i pointers. (La responsabilità di codesti emozionali entusiasmi per un pointer – veloce quanto si voglia – fermatore … a terra la lasciamo, ovviamente, tutta all’autore; N.d.R.).

La sua straordinaria andatura lo costringeva a piombare a terra in quel modo, poiché altrimenti non si sarebbe potuto arrestare in tempo, ma quando ebbe perduto parte del suo passo egli cominciò a fermare in piedi. Una cagna molto bella e veloce era Belle del Sig. Lloyd Price, ottenuta da Lord H. Bentinok, e comperata dal Sig. Price per 10 sterline, dopo aver vinto un 3° premio a Manchester. Essa fu nei primi tempi terribilmente caparbia e rincorse lepri per molte settimane con insistenza, essendo già più che una cucciolona ed ancora senza dressaggio; ma la perseveranza di un giovane e fino allora sconosciuto dresseur, Austey, le fece superare questi difetti, ed essendo stata provata in privato con buoni risultati, fu iscritta a Vaynol nelle gare del 1872, quando vinse il premio per cani in coppia, ed anche quello per cagne, essendo lasciata a gareggiare per il disputato punto di priorità relativo alle due razze, con Priam del Sig. Whitehouse contro Countess e Welly del Sig. Llewellyn, entrambi setters. In questa gara essa soccombette a Countess, ma poi la batté a Bala nel 1873. Essendo molto entusiasta di questa bellissima ed eccellente cagna, il Sig. Lloyd Price desiderava, naturalmente, farla accoppiare e così fu acquistato Drake, già menzionato. Antecedentemente, in ogni modo, Drake aveva prodotto parecchi cani di alta classe, incluso Bang del visconte Downe, Drake II e Mars; ma, considerato il periodo durante il quale era stato impiegato come stallone, la sua discendenza non si poteva dire di essere riuscita tanto bene come ci si poteva aspettare, in pubblico, sebbene, in privato, i caratteri erano ben mantenuti. Accoppiato con Belle, fu ottenuta una cucciolata notevolmente sopra la media inclusi Wallard e Beau, ma nessun soggetto fu all’altezza sia della fattrice che dello stallone e nemmeno all’altezza di Eos, che fu susseguentemente ottenuto da essa con Major del Sig. William Statter. Il Sig. Statter aveva anche allevato Dick, vincitore a Bala ed Ipswich, ottenuto da una sorella di Drake con il suo Major, che discendeva dalle vecchie correnti di sangue di Lord Derby, del Sig. Antrobus e del Sig. Edge. Major era un cane veloce, risoluto, che batteva il terreno con uno stile bellissimo; ma si comportò molto male a Bala nel 1867 (la sua unica comparsa in pubblico), essendo appena ritornato dalle brughiere senza “possedere” il fiuto delle starne, come succede spesso anche ai più solidi formatori di grouse.

Si dovrebbe tener presente il fatto che, in questi tempi, si richiede andatura veloce molto più che al tempo in cui i pointers venivano usati nel sud per battere alte stoppie in campi di 20 acri (8 ettari ca.; N.d.R.) od anche meno, ed in cui i pesanti soggetti del Sig. Edge, di Lord Derby e del Sig. Antrobus potevano fare tutto quello che da loro si desiderava; finezza di olfatto e solidità della ferma, sia di autorità che di consenso, essendo le due cose essenziali che si richiedevano. Con accurata selezione e un po’ di fortuna, Sir R.Garth poté produrre Drake e Lord H. Bentinck ottenne Bell, mentre il Sig. Statter produsse poco meno di loro con i suoi Major , Dick e Rex. Nel sud il Sig. Price ha prodotto i suoi Bang, Mike e Wagg, il primo non proprio all’altezza dei cani summenzionati, ma molto prossimo ad essi. Esso discendeva da Brockton’s Bounce, un soggetto di vecchio tipo pesante, che, in ogni modo, mostrò ottima andatura a Suothill nel 1865, ma incrociato con la corrente bianco-limone del Sig. Whitehouse che debbo ora accingermi a descrivere. Il Sig. Lloyd Price aggiunse Wagg al suo canile, per riproduzione, e nell’anno 1877 ottenne un cucciolo molto veloce e intelligente da Devonshire, da Bow Bells, da Bang e da Belle del Sig. Leechi, Rapid del Sig. Whitehouse fu un altro cane prodotto da Devonshire, di recente fama, figlio di Clang e partorito da Ramp.
Fin dal tempo dell’istituzione delle mostre canine, i bianco-limone erano poco apprezzati in confronto ai bianco-marrone, ma Bob e Major del Sig. H.Gilbert (il secondo venduto al Sig. Smith, di Tottenhall, alla morte del Sig. Gilbert nel 1862) portarono i bianco-limone all’attenzione del pubblico nelle mostre, mentre il figlio di Bob, Hamlet del Sig. Whitehouse, al quale ho già accennato, ottenne 90 punti su 100 possibili alle gare di Bedford, Hamlet del Sig. Whitehouse ottenne pure parecchi premi alle mostre e la sua discendenza ha del tutto superato quella di Major che, per quanto riconosciuta bella di forma, non ha mostrato grande capacità per il lavoro richiesto sul terreno. Il Sig. Whitehouse ha ottenuto da questo cane Priam, Rap, Joke, Flirt e Nina, tutti vincitori di gare; inoltre, Macgregor che deriva da Sancho e da una nipote di Hamlet. Da questi successi sia nel campo della bellezza che in quello delle prove sul terreno, Hamlet fu in auge fino alla comparsa di Drake del Sir R.Garth, più della quale la rivalità tra le discendenze di quei due cani durò a lungo con successi alterni, essendoci poca differenza nel numero delle vittorie tra Bang II del Sig. Visconte Downe, Mars, Grace II e Drake II con Mallard e Beau del Sig. Lloyd Price e Dick del Sig. Statten; d’altra parte Priam, Rap, Pax, Nora e Blanche del Sig. Whitehouse.

Oltre a questi possono essere menzionati Ramp del Sig. Brackenbury e suo figlio ottenuto da Camg cioè Rapid del Sig. Whitehouse e Ramp del Sig. Fairhead”.

Ho fatto questa lunga citazione come prova di quanto ho scritto relativamente al colore di un pointer, colore che non vuol dire nulla per ciò che riguarda l’andatura, la robustezza od il vigore ed il Sig. Whitehouse, tenendosi costantemente ai bianco-limone od ai bianco-arancio, convinse moltissimi che i cani di questo colore sono altrettanto robusti di quelli di qualsiasi altro colore.
I suoi Hamut e Rap non ebbero mai uguali. Verso i nord, la contea di Durham sembra aver ottenuto una forte corrente di questo colore ed alla mostra di Darlington, tenuta annualmente alla fine di luglio, si vide un’importante sfilata di questi soggetti ed invero, quasi tutti i cacciatori in quella località hanno avuto talvolta, od hanno ancora, pointers bianco-limone nei loro canili.

Ci fu quell’ottimo cane Don IX e parecchi altri con i quali il Sig. Ridley (Ferryhill, Durham) ottenne tanto successo. I Peases li ebbero anche loro, e questo canile ebbe alcuni dei più bravi soggetti che io abbia mai visto, di taglia piccola.

La madre della vecchia cagna “Miss Prim” dello scrivente, che ottenne tante vittorie a suo tempo ed era tanto brava quanto qualsiasi altro soggetto sul terreno, proveniva dalla corrente di Durham. Una cagna notevolmente bella, rovinata dal fatto di avere le parti anteriori troppo ampie per effetto di un cattivo allenamento, non per essersi fatta per costituzione. Il defunto sig. G. Maw, di Bishop Anckland aveva un’ottima bianco-limone, Peg (veloce e brava, che fu sfortunatamente investita da un treno in quel giorno fatale nel quale il suo proprietario ricevette ferite che gli causarono la morte).

Il bravissimo, ma piuttosto piccolo Walsingham Bob era pure della corrente del Durham, come pure Aldin Fluke e Belle Chance del Sig. W. Arkwright, allevate dal Sig. C. Drury, e capaci di vincere alle nostre importanti mostre a quasi dieci anni di età.

Il carattere peculiare del pointer può essere dimostrato con l’esempio della cagna Peg dello scomparso Sig. G. Maw e non c’è dubbio che, provocato, il pointer è molto più deciso del setter e può cavarsela meglio nella lotta, del cane a pelo più lungo. Quando Peg era ancora cucciolo, le accadde di avere la sfortuna di essere investita da uno di quei ciclisti i quali sono veramente una seccatura a causa del loro correre su strada, discreditando così un utile e sano passatempo. La cagna non fu tanto lesa, ma essa odiò le biciclette fin da allora, ed a meno che il suo possessore la tenesse fermamente alle sue calcagna quando una bicicletta si avvicinava, Peg gli si scagliava contro con spirito di vendetta e non mancava mai di far cadere lo sfortunato ciclista, spesso procurandosi ferite e, in più di una occasione, a spese del suo proprietario. Era strano che questa cagna, così ben allevata ed addestrata nei riguardi della selvaggina, sicura ed obbediente alla perfezione, dovesse ignorare del tutto il fischietto del suo padrone, ed anche la sua voce, quando udiva il campanello della bicicletta, o quando essa appariva in distanza.

Mentre scrivo di questi pointers bianco-limone o bianco-arancio, sarebbe opportuno menzionare altra corrente, sebbene questa avesse più successo alle mostre che sul terreno. Questa corrente apparteneva al Sig. C.W. Brierley, che allora viveva vicino a Manchester, ma che poi abbandonò i suoi cani favoriti per l’interesse più nuovo nel bestiame di razza dalle corna corte. Poi, circa 30 anni fa, il Sig. Charles H. Mason, dello Yorkshire, presentò alla mostra vincendo, un certo numero di buoni soggetti, ma quando andò negli Stati Uniti, dove egli è attualmente una delle prime autorità per ciò che ottiene alle questioni canine, i suoi canili furono dimessi.

Recentemente, il Devonshire è divenuta la contea favorita in Inghilterra per le sue correnti di pointers, la più gran parte dei quali i bianco-marrone, sebbene occasionalmente riaffiorino dai bianco-limone. Riguardo a questi pointers del Devonshire, il Sig.E.C. Norrish, così bene e favorevolmente conosciuto in questo campo, gentilmente contribuisce ciò che segue, eccetto dove il suo canile viene menzionato: “Nessun’altra contea può vantare correnti di sangue pointer più vecchie di quella che troviamo nel Devonshire. Se noi sfogliamo attentamente i pedigree dei vincitori di prove sul terreno e di vincitori di mostre dei nostri giorni, sia nel nostro paese che in America, troveremmo invariabilmente, che quelli che ottengono i più ambiti onori possono ricollegarsi alla vecchia tipologia del Devon. Molto tempo prima che le prove sul terreno e le mostre divenissero di moda, i pointers del Devon si distinguevano per la loro alta qualità, per l’assenza totale dei caratteri degli incroci con il cane da seguito, e per le loro caratteristiche naturali di lavoro, come la solidità della ferma, l’andatura, la prontezza al consenso.

Probabilmente la varietà di lavoro che questa contea offre ha qualcosa a che fare con la robustezza e la simmetria che furono sempre ritenute essenziali al buon allevamento dai nostri vecchi cacciatori. Colline scoscese, spesso dal fondo sassoso e roccioso, e profonda, pesante brughiera, rendono i muscoli e la potenza, buone gambe e piedi una necessità; conseguentemente, troviamo questi argomenti posti molto in evidenza e trasmessici quasi come eredità della specie. Magari fosse stata usata la stessa meticolosità e lo stesso giudizio in relazione al vivace, piccolo spaniel del Devon, le cui qualità erano così ben definite e distinte come quelle del pointer, ma la cui simmetria, in anni recenti, è stata sacrificata alla moda, il che ha reso lo spaniel meno abile al lavoro nel folto e nelle siepi spinose.

Se le mostre canine siano in qualche modo responsabili del deterioramento di questa utile razza, non è mia intenzione indagare; comunque asserirò confidenzialmente che alle mostre canine ed alle prove sul terreno dobbiamo molto del generico miglioramento così percettibile nella razza del pointer in generale ed in quella del Devonshire in particolare. Le opportunità che queste riunioni offrono per discutere dei meriti e delle caratteristiche delle varie correnti è di un valore incalcolabile per gli allevatori e spesso conducono all’interscambio di sangue che più di ogni altra cosa è così necessario per il mantenimento della capacità di resistenza e delle qualità spiccate di lavoro.

Uno dei nostri primi allevatori del Devon che riconosce la saggezza di un’infusione di sangue fresco fu il Sig. W. Francis di Exeter, uno sportivo completo i cui canili non furono mai sforniti della specie adatta al lavoro pesante; il suo compagno che lo seguiva spesso sul terreno fu lo scomparso Sig. Samuel Price, di Bow. E’ difficile meravigliarsi del fatto che due entusiasti come loro, lavorando insieme, potessero essere pieni di successo nel mantenere la reputazione dei loro canili. A quel tempo, le mostre canine erano in embrione; in ogni modo, quell’autorità il Rev. T. Pearce (“Idstone”), mentre era in visita nel Devonshire, aveva parlato così favorevolmente delle caratteristiche di lavoro e delle buone qualità generiche del bianco-marrone Bounce – un conosciutissimo vincitore di premi, posseduto dal Sig. Brockton di Farndon – che il Sig. Francis ed il Sig. Price decisero subito di approfittarne come razzatore, per questo scopo essi scelsero una delle loro migliori fattrici, di nome Belle, la cui madre, Dido, fu allevata vicino a Newton Abbot, figlia di Sancho il cui padre, Mentor, veniva da South Walton. Questa unione di Belle del Sig. Francis con Bounce del Sig. Brockton ci diede la sensazionale cucciolata, Sancho, il bianco-marrone Chang, la cagna Vesta e Kandom: Una squadra così forte, guadagnò rapidamente una reputazione nelle mostre, e troviamo Sancho e Chang tra i vincitori a Birminghan e ad altre importanti mostre di quel periodo, mentre Vesta, giudicata da “Idstone” a Barustaple ed in altre mostre locali, usualmente vinceva con grande facilità.

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Naturalmente, il loro sangue era molto richiesto, specialmente dai canili delle vicinanze e dovunque fu introdotto, produsse successi. Per esempio, Sancho, dato a sua nipote Sapho, produsse quell’esemplare di pointer quasi perfetto, Wagg, che fu mostrato con così gran successo dal Sig. R.J. Lloyd Price di Bala; e dato a Fan del defunto Sig. R.P.Leach – i cui antenati venivano dal nord Devon – produsse Belle di Leach, probabilmente la più ben riuscita cagna di razza di quel tempo. Tra la sua numerosa discendenza vi furono i campioni Bang II e Bow, Bells, Bonus Sancho, Merry Bells, Belle of the Ball e Frant’s Maggie, che furono tutte accoppiate da Bang del Sig. Price. Troviamo Chang meglio rappresentato dalla sua unione con Ramp, una cagna piccola e compatta, posseduta dal defunto Sig. Brackenbury, di Exeter; il suo lavoro sul terreno fu di primissimo ordine e la sua perfezione come lavoratrice fu trasmessa alla sua discendenza. Da questi i ben noti bianco-neri del Sig. J.M.Salter, a cui si farà riferimento più in là, sono derivati.

Oltre ad essere la madre di Bang, di fama mondiale, del Sig. Sam Price, il nome di Vesta ci è trasmesso per mezzo di una figlia Sapho, madre di Wagg, già nominato, e Pearl, madre del bianco-limone Beryl del Sig. E.C. Norrish un famoso vincitore di mostre a Birmingham ed altrove, dal quale di nuovo nascono Revel III del Sig. Norrish e il suo Saddleback, che furono quasi invincibili nel campo delle mostre. Per mole, sostanza e qualità combinate, Vesta avrebbe vinto il paragone con qualsiasi cagna di oggi e mi è sempre sembrata una circostanza molto penosa che il Sig. Price le permettesse di lasciare questo paese tanto presto nella sua carriera. I più importanti rappresentanti dei canili di Bow sono derivati da essa, fra i quali il soprannominato Bang che, con il suo figlio Mike, vinse per il Sig. Price le gare di Cloverley a Shirewsbury per tre anni consecutivi; poi Belle of Bow Lass of Bow, Mealy, Bough Boy e Climax. I due ultimi erano i suoi favoriti sul terreno e si ricorderà che egli aveva la coppia effettivamente addestrata al tempo della sua, sfortunatamente repentina, morte la sera prima del 1 settembre1887.

Kandom, l’ultimo della cucciolata già nominata, si accoppiò con Juno del sig. Huggins e ci diede il tipico Don Juan, padre dei ben noti campioni Punto e Fan, dai quali il celebre Naso di Upton del Sig. Beck discende da parte di madre e di Furdson Juno, madre di Graphic, un altro ben noto cane del sig. Norrish ora in America. Non c’è bisogno qui di seguire le carriere piene di successo dei pointers allevati nel Devon in altri paesi del mondo, poiché le loro brillanti storie riempirebbero un intero volume.
Ritornando ancora alla discendenza di Old Bang e Leach’s Belle, il Sig. Bulled di Whiteridge, fu fortunato nell’assicurarsi uno di questi e cioè Belle of the Ball. Non solo essa mise in evidenza il suo nome come vincitore di premi, ma essa lo mise in grado di prendere parte alle più forti competizioni. Uno dei primi nella sua discendenza fu “Sambo the Devil”, il quale al tempo del suo debutto a Margate, nel1879, vinse premio dopo premio, il che gli procurò gli onori di campione molto rapidamente. Fra altri buoni soggetti che il canile di Whitehouse produsse da Belle of the Ball fu il trialer Lass of Devon, che proveniva da Don del Devon del Sig. Stranger e Devon Noble. Qui recentemente il Sig. Bulled ha allevato con successo da Village Star, una figlia di Devon Jack, Bell Bona, sorella di cucciolata di Bonus Sancho. Da lei vennero i suoi vincitori di prove nel terreno e di mostre Devonshire nero, Devonshire Sall e Devonshire Lady”.

Comunque, il canile di più gran successo di tutto il Devonshire, specialmente alle mostre e fino a date recenti, è quello del Sig. E.C. Norrish, un tempo di Jay’s House, Copplestone, ma ora di Sandford vicino a Crediton. Né si è il Sig. Norrish confinato all’usuale cane da mostra, avendo fatto molte iscrizioni a prove sul terreno in cui i cani da lui allevati, di regola, si comportarono più che bene, sebbene non proprio con quel successo che potesse essere desiderato. Non c’è dubbio che per alcuni anni passati i pointers del Sig. Norrish hanno ottenuto grande celebrità e sono divenute più che eminenti nel mantenere il prestigio della corrente del West Country. Ottimi soggetti come Graphie, Saddeback, Vesper, Saddeback II, Revel, Beryl, Sandford Reveller, Truebill senza nominarne altri, sono più che sufficienti per costituire una reputazione per qualsiasi canile.

“Altri notevoli pointers del Devonshire – continua il Sig. Norrish – furono quelli del defunto Sig. Lloyd, Lloyd di Tolmes, il quale, fin dal 1875, trovò chi esibiva una cagna di nome Adele. Da essa, con Old Bang de sig. Sam Price, egli allevò Hebe la quale, a sua volta, coperta da Bang II di Lord Downe, produsse i vincitori di prove sul terreno, Fatima, Elias ed Hero la cui superiorità non si può negare.

La successiva sventrata di Hebe, con Naso del Sig. W. Hort come padre, comprendeva la bella coppia Totnes e Daphne ed il primo accoppiato con Yanng Ponto del Sig. J. Flitcher, produsse Nan, che ne periodo di tempo che fu in possesso al Sig. C.H. Bleck, fu la madre di Naso of Upton, da molti considerato uno dei migliori pointers mai allevati, almeno per quello che riguarda la bellezza.
A Daphne il Sig. Lloyd dovette mota della sua primitiva reputazione di allevatore di successo. La sua carriera, alle mostre, fu brillante. Mostrata sempre nelle migliori condizioni, solo cagne fuori classe poterono reggere il paragone; per di più essa trasmise alla sua discendenza molte delle sue salienti qualità, e, alcune (qualità) delle migliori dei canili Totnes, ai giorni d’oggi provengono direttamente da essa. Dell’accoppiamento con il grande soggetto Graphie del Sig. Norrish, essa produsse Zasme, Zero e Zeus. L’ultimo fu molto frequentemente vincitore in alcune delle nostre più importanti mostre e, col suo accoppiamento con Old Hebe, il Sig. Lloyd allevò la coppia di cagne notevolmente belle Ilma e Lady Jane. Molti intenditori considerarono Lady Jane la migliore della coppia. Essa fu venduta, da qualche anno, ad una signora in Russia, e così l’abbiamo perduta di vista. Ilma è ancora con noi e ha contribuito ancora di più alla reputazione del suo canile, col dare alla luce una cucciolata ottenuta dall’accoppiamento con Naso of Strasburg del Sig. Raper, un discendente del vecchio campione Bang del Sig. Price. Un’altra buona cucciolata che il Sig. Wroth, i migliori soggetti della quale furono i ben noti Totnes Parody ed il bianco-limone Totnes Onyx.

seabreese-e-seashore-maud-earlQuella corrente di sangue, di cui Don del Sig. Wroth è un rappresentante, merita una rapida menzione. La madre, Sapho del Sig. Andrew, veniva direttamente dai canili Croxteth essendo Sam di Lord Sefton, il padre, mentre suo padre Old Bob del Sig. Norrish, era pure di ottima genealogia provenendo dal famoso Hamlet del Sig. Whitehouse e da Pearl, nipote di Hamlet.

I cani Donald, Revel e Digby del Sig. Norrish erano tutti della stessa famiglia Cliton del Sig. Wroth. Donald, si ricorderà vinse a Birmingham nella categoria dei cani di piccola taglia, nel 1879.

Dopo aver vinto altri premi molto importanti, esso andò in America dove continuò la sua carriera, piena di successi. Revel mostrò di essere una trialer di prim’ordine, molto intelligente e veloce. Il suo ruolo in una sensazionale gara a Blandford nel 1882 viene riferito in seguito. Essa vinse anche nelle mostre, ma sfortunatamente morì nel pieno del su vigore nel canile del Sig. Arkwright. Digby fu padre di Lady Digby. Nella quale nacque Master Dan del Conte di Beauffort, un cane di grande taglia, il cui debutto all’Alexandra Palace, dove vinse il primo premio, causò vera e propria emozione.

Non devo dimenticare un altro rappresentante di questa famiglia, Mina Juno del Sig. Leach, figlia di Don del Sig. Wroth e di Fordson Juno. Da Mina Juno venne Sandford Vesper del Sig. Norrish e Saddleback Secundus, entrambi da Saddleback.

Un nome familiare fra gli allevatori di pointers in un certo periodo fu quello del Sig. R. Starvell Bryan di South Walton. Essendosi fatto notare dapprima come un esibitore di successi di pollame, non fu poi un gran salto dai polli ai pointers; e ciò fu tanto più facile perché egli era stato un cacciatore completo fin dalla sua giovinezza e conosceva quindi praticamente quello che doveva essere il lavoro di un pointer.

Possedendo una buona corrente di sangue con cui iniziare, egli ha costantemente allevato tenendo conto della mole, la robustezza, le caratteristiche di lavoro. Ricordo benissimo Beta, quando circa dieci anni fa fu condotta per essere coperta dal vecchio Bang II del Sig. Leach. Uno della sventrata che seguì questa unione era Wolton Broom, che può certamente essere considerato il capostipite del canile del Sig. Bryan. Il fratello di sventrata, Molton Baron, fu pure un ottimo soggetto, comprendendo la sua migliore discendenza Devonshire Nero del Sig. Bulled, già menzionato, Molton, Byrsa e Bauker. Questi fu abbastanza buono sì da vincere a Barn Elms, al Cristal Palace ed in altre mostre importanti. Il pedigree di Beta ci riporta, per quel che riguarda il lato della madre, alla corrente di sangue del Sig. Whitehouse, mentre suo padre era un fratello del ben noto Don of Devon del Sig. Stranger. Probabilmente nessuna cagna pointer ebbe più successo di Molton Broom, la cui più importante discendenza con l’unione con Saddleback fu Molton Banner, Molton Drake, Molton Bronte, Sandford Bang, Sandford Quince, Sandford Revel, Beau of the Border e Heather Graphic, i quali tutti meritarono l’alloro fra i soggetti di alta classe, Molton Broom riprodusse molto bene con Totnes Milo del Sig. Lloydd, figlio di Zero, Zoe e produsse il robusto Bracken, da cui ancora venne Sandford Graphic, padre di Graphic Secundus del Sig. Norrish, che dopo essere uscito primo alla libera e primo nella classe giovani alla mostra del Kennel Club, sfortunatamente morì di cimurro, subito dopo.

teste-di-pointer-maud-earlNon sarebbe affatto difficile trovare altri canili di pointers nella contea del Devon. Lo scomparso Sig. Scratton, di Ogwell, ha sempre dei buoni cani e li hanno pure i Sigg. Cross di Southmolton, Mildon di Exeter ed il Sig. Elias Bishop do Ogwell, essendo Señor don Pedro di quest’ultimo uno dei cani più veloci della corrente ed un ben noto trialer. Il Sig. C. Ford di Stoke Cannon merita una speciale menzione essendo l’allevatore di Blanch of Bromfield, vincitrice a Shirewaburg, delle prove sul terreno irlandesi e del Pointer Club, nel 1892. Questa cagna era figlia di Okhang Mars del Sig. Ford e di Oklay Juno (fratello e sorella di sventrata) allevati da Norrish e discendenti dalla vecchia Furdson Juno, madre di Graphic, mentre Mars proveniva da Bacchus e da Pearl, essendo questa sorella di sventrata di Bang del Sig. Price.

Gli allevatori di pointers del Devonshire meritano congratulazioni per il successo che ha coronato i loro sforzi, nonostante il fatto che tanti ottimi cani abbiano lasciato quel paese diretti in altre parti del mondo. Il Devonshire è essenzialmente un angolo di allevamento favorito dal clima; i cuccioli che nascono d’inverno possono essere facilmente allevati ed hanno forti possibilità di essere portati alla perfezione. Fortunatamente, inoltre, le battute alle starne sono quasi sconosciute nell’ovest e, fin quando il pointer verrà usato come cane da caccia, esso reggerà benissimo, ma se si permetterà che i suoi istinti di cacciatori arrugginiscano se esso verrà solo tenuto per le mostre i suoi giorni migliori sono ormai contati.

Naturalmente, oltre a questi cani del Devonshire, pointers altrettanto buoni si trovano in diversi canili in diverse parti della Gran Bretagna. Per esempio a Khiwlas, vicino a Bala, nel Galles del Nord, il Sig. R.J. Lloyd Price ha posseduto cani all’altezza dei migliori, alcuni dei quali sono stati già menzionati. Per molti anni passati i canili di Khiwlas furono ben rappresentati in prove sul terreno, gareggiando costantemente e con successo. Drafts venivano venduti annualmente ad Aldridge, in viale S.Martin, ed hanno realizzato prezzi eccellenti, nel giugno del 1892, la cagna Saule che aveva vinto in prove sul terreno, realizzò 80 ghinee, mentre allo stesso tempo altri realizzarono fino a 36 ghinee ciascuno.

stazione-di-perth-maud-eaurlI suoi cani (quelli del Sig. R.J. Lloyd Price) in privato ottennero sempre alte somme, Luck of the Goat essendo stato venduto per 200 sterline; ma il Sig. Price non vendeva i suoi migliori soggetti, rifiutando 500 sterline per Belle, 300 sterline per Bow Bells, mentre Drake, Wagg, Luck of Edenhall ed un gran numero di altri cani eccellenti rimasero a Khiwlas fino alla loro morte.

Queste vendite ad Aldridge sono state considerate con moltissimo interesse recentemente, poiché esse mettono in grado coloro che hanno diritti di caccia ma che non tengono cani tutto l’anno, di riempire i loro canili di pointers, setters, spaniels e retrevers che sono già stati ben addestrati, nella vendita del Sig. Pilknigton, nel giugno del 1884, dieci cuccioli furono venduti per 418 ghinee e Lymm, da Lake, realizzò 110 ghinee; Peace, 60 ghinee; Pardon, 56 ghinee; Lincoln, 57 ghinee; altri somme più modeste. Alla stessa asta, i vecchi soggetti si vendevano quasi altrettanto bene, Dingle realizzando 63 ghinee; Lilac e Lake, 61 ghinee ciascuno; Moffat, 55 ghinee e Druid, 46 ghinee. (E’ noto che nella seconda metà dell’800 gli improvvisi forti rinvenimenti di oro australiano, sudafricano, canadese e californiano fecero crollare la quotazione del metallo e perciò delle monete auree. Quotare, pertanto, codeste ghinee circa 70-80 mila lire odierne; la sterlina, 4 mila lire di meno; N.d.R.)

Non tutti i cani offerti in aste realizzano le ottime somme che ci si aspetterebbe ed è cosa alquanto triste vedere finire il canile del defunto Sig. T. Statter, un pomeriggio di venerdì del giugno 1892, quasi “per una vecchia canzone” (cioè per una somma del tutto irrisoria, N.d.T.), sette coppie di pointers, buoni al limite delle possibilità umane, e per le quali il loro scomparso possessore aveva speso molto denaro e molta cura, per sole 143 ghinee. I suoi setter realizzarono anche meno.

Un altro famoso canile di pointers si trova a Market Drayton, Salop, ora in possesso al Capitano Heywood Ponsdale, in Ightfield. I pointers in Ightfield ebbero più successi di qualsiasi altri alle prove sul terreno inglesi. Ma ciò non soddisfece il loro possessore di prima, il Sig. Heywood Lonsdale (non il capitano, N.d.T.) poiché in due occasioni, nel1890-91, i gruppi dei suoi cani furono mandati in America ed in Canada per competere sul terreno in quei paesi. Nonostante il fatto che i cani inglesi non avevano mai avuto occasione di cacciare le quaglie, il selvatico d’America al posto della nostra starna, ad essi piacque subito il loro nuovo selvatico e si comportarono del tutto soddisfacentemente. La cagna bianco-marrone Ightfield Dence, ebbe i più alti onori, come aveva fatto in questo paese prima e dopo, mentre i rimanenti cani svolsero tutti buon lavoro. Il gruppo era affidato allo scomparso Sig. W. Percilsford il quale, al suo ritorno, contribuì un articolo interessante alla rivista “Field” sulla condotta e sul generale svolgimento di prove sul terreno negli Stati Uniti.

Anche nello Shiropshire c’è un apprezzato canile di pointers tenuto dal colonnello Cotes, a Pitchford, e per il lavoro i suoi soggetti sono altrettanto buoni come qualsiasi altro. Si può affermare che la maggioranza di questi cani da gara sono piuttosto più “alti” come gambe, e generalmente costituiti su lineamenti più da corsa, ovvero non tanto tozzi e pesanti come i pointers che vediamo vincere alle mostre. Il canile del Colonnello Cotes ebbe generalmente molto successo alle varie riunioni per prove sul terreno durante il 1905; i suoi Ranger, Duke, Bloom e Bang si assicurarono tutti grandi onori. Sembra che il signore di Pitchford debba molto del successo dei suoi cani a Carl e Carlist, i quali furono, senza dubbio, quasi i migliori cani che gareggiarono tra il 1884 ed il 1888. La loro corrente di sangue non può essere superata, riportandoci i loro pedigree a quei grandi cani Jongh, Garnett e Naso of Alpton, il primo menzionato essendo stato dato al Sig. Pilknigton in cambio di una monta del suo Garnett.

Il bel noto Falskally Brag possiede un doppio incrocio dello stesso sangue di Carlo. C’è un quadro a Pitchford raffigurante una coppia di pointers, datato 1831, di proprietà del padre del Colonnello Cotes, il Sig. J. Cotes, di Woodcote; bei cani di una corrente famosa tenuta da Sir J. Dodensworth.

Il Reverendo W.J. Richardson nell’Oxfordshire ed il suo vicino, il defunto Rev. J. Pooley, nella stessa contea, dovrebbero pure essere nominati, avendo posseduto pointers di indiscusso valore; il Sig. Richardson fu una volta particolarmente pieno di successo con i soggetti del suo allevamento, sia nel terreno che alle mostre; i suoi cani, generalmente della corrente di taglia medio-piccola eccellevano in qualità. Poi , nel Northumberland, il Rev. W. Shield ha un altro notevole canile con soggetti che possono far bene sia per quel che riguarda il lavoro sul terreno che rispetto al bell’aspetto, riguardo alle mostre. Nel Kent, il defunto Sig. F. Warde aveva una corrente superba e così l’ha ora il Sig. F.C. Lowe a Sittuigbourne. Poi il Sig. Elias Bislop di Newton Absot; lo scomparso Tenente-Colonnello Corurdall Legh, Cheshire; il Sig. J.J. Pollock, Stiathblene; l’Onorevole H. Fitzwilliam, Yorkshire; il Sig. J. Midou, Tiverton; il Sig. Wawson, Bronefield; il Sig. W.L. Nicholson, Ercall Heath; la Signora Homer, Burton-in Losesdale; il Sig. Humphreys, il Sig. R. Chapman, Glenborg; il Sig. James Brishop, Wellington, con molti altri in varie pari del paese si sono fatti un nome come proprietari di pointers di valore più che normale. Il sig. Barclay Field, che morì presto, nell’inverno del 1892, possedeva pure un certo numero di cani che avevano fatto un buon lavoro in prove sul terreno; anche il defunto Sir T.B. Lenuard.

Vicino a Macclesfield, nel Cherluse, il Tenente-Colonnello C.H. Beck, C.B. ad Upton Priory, ha forse posseduto altrettanto buoni pointers durante la presente generazione. I suoi Repid Ben, Busy Ben, Quail of Alpton e Quits Baby erano egualmente buoni per l’aspetto che per il lavoro, e Naso of Upton, che ebbe tanto successo alle mostre, è già stato nominato in antecedenza.

E’ stata già fatta allusione a vari pointers di grande valore, nei canili del Sig. William Arkwright di Sutton Scarsdale, Chesterfield. Recentemente egli ha dedicato, forse, più attenzione e spero più denaro per questo hobby dei pointers di qualsiasi altro uomo, ed ha raggiunto un successo del tutto proporzionato. Per il suo canile egli ha fatto ricorso a quello che viene generalmente considerato le correnti “old-fashioned”, alcune delle quali sono state ottenute dal nord Yorkshire e dal Durham. Egli è fortemente contrario a cani che egli ritiene mostrare quei caratteri di fox-hound in qualche maniera, come superfluo spessore delle ossa, piedi rotondi e spessi, teste pesanti. A Sutton Scarsdale egli ha un certo numero di animali veramente superiori, dei quali in “gergo canino” si può dire che mostrano “un sacco di allevamento”, cioè essi abbondano in qualità e sono molto nevrili. Questi attributi non interferiscono con il loro lavoro sul terreno, poiché essi sono apparsi in pubblico con grande successo e fanno più della loro parte di lavoro in Scozia in autunno. Essi reggono bene anche alle mostre, un fatto che fu molto in evidenza a Curzon Mall, Birmingham, nel dicembre del 1896. Qui, entrambi i premi di campione finiscono a Sutton Scarsdale con l’aiuto del bianco-limone Aldin Fluke, allora di 7 anni, e di Belle Chance, sua sorella, allevata da C. Drury, che a quel tempo curava i canili del Sig. Arkwright e guidava pure i suoi cani. Uno dei migliori pointers visti recentemente, fu il bianco-limone Sandbank, dei canili di Sutton Scarsdale, e fu una perdita per il paese quando questo bello e forte lavoratore andò in Russia. Ancora il Sig. Arkwright conserva animali della stessa corrente e, al tempo in cui viene scritto questo, egli senza dubbio possiede uno dei migliori canili di pointers del Regno. Essi sono di tutti i colori, ma abbastanza uniformi come tipo, molto veloci, e non hanno rivali sulle brughiere per ciò che riguarda l’effettivo lavoro. Il Sig. Arkwright cominciò a rivolgere particolare attenzione al pointer fin dal tempo in cui era bambino, e da allora eli non risparmiò né tempo né spese nel perfezionare i suoi favoriti.

Il suo grande libro sulla razza, pubblicato nel 1902, è il più bello poiché è l’opera di ricerca più spiccata di tutte le monografie sul cane da caccia e questo solo farà ricordare il Sig. Arkwright quando i nomi della maggior parte degli ammiratori di questo cane saranno da lungo tempo dimenticati.

Altri notevoli canili di pointers sono quelli del Sig. B.J. Warwick, vicino a Havant, Hampshire, il cui successo alle prove sul terreno è stato, durante una carriera relativamente breve, mantenuto senza precedenti. Il Sig. Harbert Mitchell, a Bradford, Yorkshire, ha un gran numero di eccellenti soggetti. Così pure il Sig. A.T. Williams, a Baglan Hourse, Briton Ferry; Sir Watkui Wynn, a Glaulbryn vicino a Bala; IL Sig. John Worthington, a Fishguard; il Sig. H. Murgatroyd, Luddenden Foot, Yorkshire ed il Sig. A.E. Butter, a Faskally.

Notevole, tra i proprietari di oggi, è il Sig. H. Sawtell di Welksham, Wiltshire, il quale nel 1902 venne in possesso di una cagna famosa chiamata Coronation che, quando era posseduta dal Sig. Newbilt, Birmingham, in quell’anno raggiunse la notorietà vincendo un premio del valore di 150 ghinee, dato in onore dell’Incoronazione di Sua Maestà, il Re Edoardo. I giudici la dichiararono il miglior cane o cagna di tutte le specie nella mostra, e così un pointer raggiunse la distinzione di vincere il premio di più alto valore che mai sia stato offerto ad una mostra canina, il quale premio poté essere vinto con facilità.

Da essa e da altri il Sig. H. Sawtell allevò molti buoni soggetti che ottennero grande distinzione sia alle mostre sia sul terreno. In ogni modo, nel novembre del 1905, l’intero canile fu dimesso a Birmingham; esso comprendeva più di settanta soggetti di tutte le età ed anche cuccioli. I prezzi scesero e Coronation, della quale è già stata fatta menzione, a quattro anni e mezzo d’età, realizzò 65 ghinee ed il totale incassato fu di 605 ghinee.

Forse nessuno ha avuto un più riuscito numero di pointers, perciò che concerne il lavoro sul terreno, e la piccola aggiunta di bella presenza, del Sig. J.H. Salter di Tolleshunt d’Arey, Withan, Essex. Alcuni dei suoi migliori cani sono stati neri o bianco-neri e, in uno o due casi, marroni oppure fegato macchiettati di bianco, con macchie strane, che si avvicinavano quasi al “roano” nell’aspetto. Essi discendevano originariamente da Mike e Kompf, quest’ultimo proveniente da Chang del Sig. Francis e da Ramp del Sig. Brackenbridge.

Non ci fu mai corrente di sangue migliore di questa e, giudiziosamente usata, il Sig. Salter ha prodotto da essa alcuni dei cani più veloci di oggidì. Egli aveva dato al Sig. Samuel Price di Bow, Tenonshire, un alto prezzo per Mike nel 1876, e forse questo cane, con suo padre Bang, fu la coppia di pointers più bella che abbia mai gareggiato, e Ramp non era tanto di meno.
Uno che ha spesso cacciato con Mike e Ramp disse che tra loro non c’era nulla e quando c’era bisogno di un qualsiasi lavoro particolarmente brillante, era la cagna che lo faceva.

Il Sig. Salter crede che l’eccellenza della corrente veniva da parte di madre piuttosto che da quella del padre e, da quello che io ho visto della discendenza di Bang e di Ramp in altri canili, penso che questa supposizione sia stata del tutto corretta.

Alle nostre prove sul terreno inglesi, le correnti Mike-Ramp hanno vinto e così pure negli Stati Uniti; non c’è motivo di dubitare che uno dei più notevoli canili di pointers negli Stati Uniti fu quello del Sig. Dexter. Cani come Rip-Rap. Waid of Kent ed uno o due ancora si sarebbero visti ben volentieri gareggiare in questo paese poiché, dalle relazioni nella stampa americana, il loro lavoro e specialmente quello di Rip-Rap, deve essere stato pressoché perfetto.

Ramp, una cagna macchiata bianco e nero, gareggiò a Househeath ed in altri eventi nel 1876-77 ed essa, senza dubbio, ereditò il suo colore della corrente di Francis i cui soggetti erano, di regola, bianchi e neri. Il Sig. Salter parla di essi in termini superlativi, della loro grande intelligenza, velocità, olfatto e resistenza. Egli dice che essi sono difficili da addestrare perché il “comune addestratore non può ammettere che essi ne sappiano più di lui; da qui, interviene la frusta, una cosa di cui essi non hanno mai bisogno e che non dimenticano mai”. Lo scomparso Sig. Herbert Brown riuscì forse più di tutti ad addestrare questi pointers. “Egli non li batteva mai e la pazienza e lo studio accurato gli dicevano che, quando egli ed essi non avevano le stesse idee, i cani avevano quasi sempre ragione ed egli torto”.

Io ho visto ripetutamente pointers di questa corrente lavorare nelle nostre prove sul terreno ed a volte il oro lavoro non avrebbe potuto essere superato. Possedevano andatura, olfatto e saggezza, l’ultima causava spesso la loro caduta. In ogni modo nessun canile di pointer di proporzioni così limitate come quello del Sig. Salter ha mai prodotto tali eccellenti lavoratori come Ramp, Mike, Ramp’s Baby, Monitor, Mainspring (un grande vincitore in America), Malt, Hops, Shandygaff ed alcuni altri hanno dimostrato di essere.

La visita di Malt al vecchio Priam (allora appartenente al defunto Sir T.B. Leunard) ebbe pieno successo perché produsse, tra gli altri, Osborne Ale e Stout che vennero rispettivamente primo e terzo nel Field Derby del 1885, ed essa stessa aveva vinto a Stratford-on-Avon l’anno prima. Con Naso of Upton essa produsse Shandygaff ed altri. Altri incroci non sembrarono riuscire così bene. E’ un gran peccato che questa corrente non fosse stata tenuta in più di un canile, ed io temo che sia stata perduta.

Il cane Mike, dal 1874 al 1876 vinse 9 premi in prove sul terreno, sei di essi primi, i rimanenti tre esso li divise con altri cani. Durante lo stesso periodo esso riuscì anche nelle mostre, incominciando con un secondo premio al Palazzo Alexandra nel 1875 ed un primo al Palazzo di Cristallo l’anno seguente. Mike morì nel 1884, lasciando dietro di sé la reputazione di uno dei più resistenti e dei migliori pointers che mai gareggiarono ed o non ho nozione che nessun altro pointer si sia avvicinato al suo curriculum, sia sul terreno che alle mostre. Probabilmente, il miglior lavoro mai fatto in prove sul terreno fu una competizione ai ferri corti tra Ramp’s Baby e Revel del Sig. Arkwright, che ebbe luogo vicino a Blandford, nel Dorset, nel 1882. Uno che era presente in quel tempo, scrive come segue: “Io non ero stato là il primo giorno ed arrivai alla casa del Sig. Farquehrson solo la sera prima e così ero ansioso di avere tutte le informazioni che potevo ottenere da quelli che avevano visto la gara fino a quel momento, ed il mio interesse era accentuato dal fatto che anch’io avevo iscritto un cane alla stessa gara. Ognuno sembrava essere dell’opinione che la competizione tra i cani sopra nominati sarebbe stata combattuta ad un margine molto sottile, e si facevano molte congetture sul risultato, essendo le opinioni pressoché pari su chi potesse essere il migliore dei due. Entrambi andavano molto veloci e fino ad ora nessuna lacuna era stata trovata nella loro valorosa condotta.

Ramp’s Baby era condotta dallo scomparso Sig. Herbert Brown, il quale aveva molta fiducia (si comportava sempre così); eppure c’era considerevole dubbio riguardo al risultato. Fu ordinato il terra ai due cani su di un campo arato e rullato di fresco e che sembrava tanto piatto quanto un tavolo da biliardo, senza l’ombra di un benché minimo riparo ed il sole brillava così luminoso che l’immaginazione poteva facilmente indurre a credere che si sarebbe potuto vedere perfino uno scarabeo alla distanza di 100 yard. Non era un grosso campo, ed il vento soffiava dalla nostra destra. In questi giorni l’andatura veniva considerata molto di più di quanto lo si faccia oggi e fin quando l’olfatto era abbastanza potente per “fermare” tutto andava bene. Il timore, quindi con un cane extra-veloce è che possa correre più di quanto il suo naso permette e possa commettere errori che un soggetto più lento e più meticoloso non commetterebbe.

Il Sig. Salter sussurrò una parola di avvertimento al Sig. Brown nel far muovere la cagna in modo che non avesse troppo terreno da battere prima di girare “nel vento” (il suo modo di cerca era quello di andare da un lato del campo all’altro, battendo nel modo più perfetto e di non ritornare mai sul terreno già battuto) e poi, una volta dato l’ordine, partirono di carriera come levrieri in cerca di ottenere il primo punto! (la curva). Nessuno sapeva bene quale fosse la più veloce finché si riunirono -collo a collo- esse corsero parallele, ciascuna facendo del suo meglio, poi Ramp’s Baby sorpassò e lasciò indietro la sua compagna che, ritrovandosi sorpassata (per la prima volta, in vita sua) virò e prese a battere in diversa direzione. Ramp’s Baby completò la sua allungata alla siepe, si diresse verso terreno fresco, prese il vento “nei suoi denti” e ritornò su per il campo veloce come una rondine e altrettanto graziosa. Sorpassò Revel, ancora una volta invitandola a controllare il suo passo, il che essa fece ma, trovandolo “inutile”, cambiò di nuovo direzione ed andò per i fatti suoi. La folla si meravigliava della velocità di Baby, per il fatto che essa era molto piccola e di quella varietà picchiettata di nero e di blu, e continuava a guardare con sbigottimento per vedere come Revel “gettava la spugna”, crescendo il suo malumore per essere stata battuta in andatura mentre continuava la gara.

In questo istante Baby, tornando su per il campo col vento in suo favore raggiunse il centro, si fermò in una nuvola di polvere e rimase immobile come una statua, assumendo l’atteggiamento di una ballerina sul palcoscenico, il collo allungato, lo sterno rigidamente bilanciato, le dita che toccavano appena il terreno, la sua intera figura tutta vibrante! Non vi fu mai ferma più decisa, ma che cosa era?”.

“Il campo era là scintillante e luccicante come un’aiuola di cipolle rullata di fresco, non una traccia, e né la possibilità di esserci qualcosa su di esso, senza essere visto, più grande di un millepiedi. Il Sig. Brown si fermò quasi nella stessa posa da palcoscenico della cagna; egli aveva fiducia nella cagna ed il suo proprietario disse dopo che egli dubitava dell’olfatto ma pensava che, forse, Baby vedeva qualcosa. Essa stava là, mentre Revel, una buona cagna di buon senso, venne al galoppo dietro di essa. Prese posizione, ricalcò le orme di Baby, diede un lieve sussulto come per accusare appena la ferma e poi, rallentando, sorpassò la sua rivale che non si spostò mai di un centimetro. Revel le si muoveva davanti in modo alquanto esitante ed ecco, con sorpresa di tutti, una coppia di starne si alzò cinquanta yard di fronte a loro sulla sinistra. Il Sig. Brown, naturalmente reclamò il punto per la cagna ed ognuno pensò che essa si era comportata bene e Revel molto male. Questa fu riportata indietro, ma Baby restò in ferma, pietrificata, non indietreggiò, non fece terra, quando le starne volando, là stava essa, più rigida che mai e, come se fosse possibile, più lieve sul terreno; avreste potuto vedere la luce sotto i suoi piedi! Il suo conduttore, incominciò a guardarla con attenzione, e poi, si fa per dire, barcollò verso di essa, le arrivò al fianco e cercò di farla avanzare, ma no, essa sembrava dire: “ho fermato i miei selvatici, tu ne puoi avere un campo pieno, ma se vuoi i miei, devi fidarti di me”. “Ognuno stava immobile, in intensa emozione, per vedere la cagna “farcela o morire”, rendersi ridicola od uscire con qualcosa di meraviglioso. Il pronostico era per il ridicolo. Con molto sforzo, essa fu spinta in avanti per alcune yard ed una lepre schizzò via vicina ad essa, il che non la scosse minimamente, poi, a circa cento yard, un paio di starne si alzarono, dritte davanti ad essa, ed in quell’istante fece terra come se fosse stata colpita da una fucilata!”.

“La prima persona che venne a congratularsi con il proprietario della cagna fu il Sig. Arkwright, il quale disse che si trattava del più bel lavoro che aveva mai visto. Dopo di questo, Revel quasi rifiutò di continuare, ripetutamente tornando dal suo conduttore, e lavorando in piccole spirali intorno a lui; si era incontrata con più di quanto potesse combattere per la prima volta e, come molti levrieri, cavalli da corsa ed altre cose fatte per la competizione, essa non vedeva la saggezza di continuare la lotta e così l’abbandonò. E’ appena il caso di dire che Ramp’s Baby vinse in pieno la gara, non commise mai un fallo durante tutto lo svolgimento e non permise mai a nessun rivale di fare un punto!”.

Sarà bene far menzione di tre pointers che immagino costituiscano quasi un record come vincitori di prove sul terreno, sia qui che altrove. Forse dovrebbe venire per primo del trio il bianco-limone Ben of Kippen del Sig. F.C. Lowe, un cane forte e utile, del peso di 55 libbre, ma essendo basso e di corporatura massiccia, non sembrava essere così pesante. Era nato nel luglio 1889 e gareggiava dalla stagione successiva al suo stato di cucciolo, fino al1895. Esso era in grado di galoppare tanto velocemente quanto i suoi rivali, batteva il terreno meglio di loro ed aveva altrettanto buon naso di loro. Esso era ugualmente buono per ogni genere di selvaggina. I suoi successi includevano nove primi premi, due secondi e tre terzi ed esso gareggiò in tutto circa venti volte, inclusi gli incontri sul Continente, le sue vincite si avvicinavano a 600 sterline. Il pedigree di Ben è interessante poiché esso aveva tutte le nostre migliori correnti di sangue conosciute dei pointers per tramite di suo padre, Rocket R. e di sua madre Laura of Kippen. Dal primo esso ebbe il sangue di Graphic e di Wagg e da sua madre, che discendeva da Naso of Kippen, esso risaliva al vecchio Bang al quale era piuttosto consanguineo, ed al campione Drake. Come tutti noi, Ben of Kippen aveva i suoi giorni neri ma, quando non era emozionato e agitato e si comportava al suo meglio, forse nulla al mondo avrebbe potuto batterlo eccetto, forse, un lavoro simile a quello di Ramp’s Baby, riferito nelle pagine precedenti. Esso avventava la selvaggina a distanze straordinarie, era costante e sicuro, e nessun cane batté mai il terreno meglio di lui. Il povero, vecchio Ben merita un monumento migliore di quello che ha, il suo ritratto rappresenta il marchio di fabbrica di un certo cibo per cani.

Il pointer nero Tap del Sig. Arkwright fu un’altra autorità e di esso è già stato detto tanto. Nacque nel giugno del 1891, suo padre era Rape VI (KC 26631) sua madre Lella Price (KC 24454) discende da Barton Don; esso gareggiò bene nel 1896. Le sue vittorie comprendevano nel 1892 secondo premio alle prove sul terreno del Kennel Club ad Ipswich, e terzi premi alle prove d’Irlanda ed a quelle del Pointer, queste ultime per cuccioloni. Nel 1893 esso vinse le prove per tutte le età al Kennel Club e venne terzo al Pointer Club; nel 1894 fu primo a Bolbee, nelle gare della Normandia, terzo a Clirk, Pointer Club, e secondo alle prove per soggetti di tutte le età, su grouse, a Bala. Lo stesso anno ed anche nel 1895 vinse le prove in coppia a Bala ed alla manifestazione del Kennel Club, gareggiando in coppia con Mistletoe. Nell’ultimo anno (1895) venne secondo nelle prove per cani di tutte le età alla manifestazione del Setter Club, vicino a Bedford e terzo alla riunione del Club Internazionale a Bala, come è stato già menzionato. Tap pesava 66 libbre; come Ben, non sembrava essere così pesante, ma era un cane molto massiccio e muscoloso. Le sue vittorie, naturalmente, non eguagliavano quelle di Ben of Kippen, ma sono interessanti perché si estendono nell’arco di tempo di quattro anni e sono state ottenute sia su grouse che su starne ed in Irlanda, Galles, Inghilterra e nel Continente.

Se anche il bianco-fegato Woolton Druid non raggiunse mai una notorietà come i due già nominati, esso era un lavoratore quasi altrettanto sicuro. Senza possedere lo scatto sia di Ben of Kipper sia di Tap, esso era capace di procedere quasi alla stessa andatura di entrambi e portava la testa benissimo. Sembrava la perfezione stessa quando era sulla selvaggina, ma non era affatto ciò che può essere chiamato un cane sensazionale. Nato nel 1892 da Woolton Dick e dalla cagna Larvin, fu al quarto posto nelle prove per cuccioloni alla manifestazione nazionale, nella primavera del 1893 ed in autunno, lo stesso anno, vinse le prove S.Leger ed il campionato nelle prove d’Irlanda. Nel 1894 si piazzò primo a Chirk alle prove del Pointer Club; primo a quelle del Setter Club e secondo alle prove per l’Acton Reynold, a Shirewsbury.

L’anno seguente vinse di nuovo nelle gare del Setter Club vicino a Bedford, e fu quarto nelle prove di campionato a Shirewsbury. Druid, allevato dal Sig. Pilknigton, divenne di proprietà del Sig. W. Nicholson, il quale poi lo vendette al Sig. Herbert Mitchell; era un cane muscoloso, compatto, del peso di 56 libbre (poco più di 25 chili; N.d.R.).

Un po’ disordinatamente ho nominato i famosi allevatori ed i loro cani per dimostrare che il pointer, con tutta la sua superiorità, è una merce comune, sebbene di molto valore per noi. Il suo pedigree è rigorosamente tenuto nei libri delle monte, e le sue “performance” vengono meticolosamente pubblicate, di primavera, nelle colonne del Field. Dare i nomi di tutti i cani migliori che sono comparsi durante gli ultimi venti anni sarebbe solo ripetizione e cosa difficile da realizzare soddisfacentemente. Il Principe Solnes, a Brannfels in Prussia, ha avuto in certi periodi pointers inglesi all’altezza dei migliori che sono rimasti in questo paese e chi scrive non dimenticherà mai il lavoro eccellente che la sua coppia Wase of Kippen e Jilt of Brannfels fece sull’arido maggese vicino a Shrewsbury nel 1885, in un’ora in cui tutti erano venuti alla conclusione che non c’era assolutamente “scent” (possibilità olfattiva; N.d.R.).

Con l’istituzione del Pointer Club, nel 1887, una speciale gara sul terreno veniva tenuta annualmente dal suo comitato e i premi venivano offerti dal club per le competizioni alle mostre principali. In qualche modo, le più recenti riunioni del Pointer Club che erano state tenute nelle vicinanze di Wrexham non furono proprio dei successi ed alla fine il club fu lasciato decadere. Dalle sue ceneri, si fa per dire, sorse la Lega Internazionale del Cane da Caccia che ha per scopo il miglioramento di certe varietà di cani da caccia, per quel che riguarda il lavoro e l’aspetto, specialmente il primo (il lavoro).Fu inaugurata con successo con una prova sul terreno, in autunno, su grouse nel 1895 e simili eventi hanno avuto luogo fin da allora, come pure gare per retrievers e spaniels. Né va dimenticata una riunione tenuta in Francia nel marzo del 1898 a Cûts, Oise, quando i cani inglesi sia del Sig. Warwick non riuscirono a mantenere la loro reputazione. Senza dubbio, l’aiuto dato dapprima del Pointer Club e più tardi della Lega Internazionale del Cane da Caccia è stato di grande vantaggio al pointer e nonostante i moderni cambiamenti e le usanze prevalenti nell’esercizio della caccia, è poco probabile che la stella di questo moderno “gun-dog” (cane da caccia) si eclissi nel prossimo futuro. Allo stesso tempo è un peccato che nuove disposizioni di quarantena, rese necessarie dalle ripetute esplosioni di epidemie di rabbia sul Continente, dopo che la malattia è stata praticamente debellata in questo paese, non hanno permesso la realizzazione della parte internazionale del programma. Queste disposizioni, che entrarono in vigore nel 1894 e che probabilmente continueranno indefinitamente, costringono i cani dal Continente e da altri posti all’estero a rimanere in quarantena per un periodo di sei mesi.

Come cane da caccia, il pointer può lavorare sodo e tanto a lungo quanto i setter; a causa del suo peso liscio esso fa il suo lavoro nel caldo meglio di ogni altro cane e non è messo tanto fuori uso per mancanza di acqua, come succede al setter. Non vi è motivo di comparare i diversi valori delle due specie, perché proprio qui si può dire: “Un giorno, può darsi che uno di essi faccia il miglior lavoro; un altro giorno, gli altri possono eccellere; entrambi sono abbastanza perfetti, a loro modo, per soddisfare le moderne esigenze e non c’è, in realtà, nessuna ragione apparente per far cadere la preferenza dall’uno sull’altro, con l’eccezione, come ho detto all’inizio, del caso che sia coinvolta mancanza di acqua, le due specie si equivalgono; in terreni simili e in simili condizioni di salute non vi sono elementi di scelta fra i due, e nemmeno v’è qualcosa per ciò che riguarda la lealtà.

E’ stato detto che il setter è meno calmo, più difficile da dominare e non tanto facile da addestrare che il pointer. Questo non è vero. Vi sono correnti di entrambe le razze che sono ugualmente selvagge e cocciute e, com’è naturale, queste una volta dominate producono i cani che hanno più successo come vincitori di prove sul terreno; e, quando i selvatici sono scarsi e la superficie di terreno su cui lavorare è molto vasta, essi sono i migliori cani sul terreno per lavoro pratico. In un paese umido e burrascoso, dove il clima è freddo e gelido, l’andatura ostacolata e la vegetazione folta, il normale pointer può trovarsi in svantaggio ed è stato provato essere proprio così in certe parti della Scozia, nelle Highlands ed altrove; ma, eccetto dove le circostanze ed il terreno sono eccezionali, il nostro moderno pointer farà tutto quanto gli si richiede; lavorare per tutto un lungo giorno, e comparire il seguente pronto ad affrontarne un altro, ed aiutare il padrone a riempire il carniere.

Considero il colore generalmente chiaro del pointer un vantaggio per il cacciatore che può molto più facilmente distinguere il suo cane contro uno sfondo costituito da erica e da felci, quando si usa nelle brughiere, e l’idea che i selvatici vedano meglio un cane di colore bianco e quindi non stiano tanto sotto la ferma è del tutto fallace. Quelli che hanno cacciato nelle vaste estensioni delle brughiere scozzesi o sulle montagne irlandesi con cani che facevano il loro lavoro allungando liberamente, converranno con me sul fatto che il colore scuro di molti setters richiede uno sforzo notevole degli occhi per scorgerli, anche a distanza relativamente breve, sì da handicappare il comune cacciatore.

Prima di affrontare una lunga sua descrizione, può essere utile asserire che le categorie nelle mostre più importanti erano stabilite, fino a poco tempo fa, in relazione alle diverse taglie poiché il pointer varia, a questo riguardo, più di ogni altro cane da caccia. Tale classificazione era generalmente per “cani grandi” di 55 libbre di peso o più, e cagne di 50 libbre di peso o più; per “cani piccoli” che includeva cani sotto le 55 libbre di peso e cagne sotto le 50 libbre. In ogni modo, con la presente moltiplicazione delle categorie come risultato della moderna smania di vincere premi, questa vecchia, buona abitudine, di classificazione secondo il peso sembra essere stata abbandonata e ci si chiede se sarà mai ripresa. Gli ordinamenti sono ora di carattere del tutto diverso, e le categorie sono generalmente “aperte” o libere, per cani che hanno vinto tre o più primi premi; limitate, per cani che non hanno lo stesso numero di vincite ma che, comunque, hanno vinto primi premi, e le categorie per novizi nella quale i concorrenti non hanno vinto prima di allora premi di rilievo. E vi può essere anche una categoria per cuccioloni. Così, grossi pointers, media taglia e piccoli pointers competono tutti insieme con un risultato estremamente ingannevole; e si sa bene che un buon soggetto grosso può sempre battere un buon soggetto piccolo; così il bel, piccolo cane, pieno di agilità e vivace come un gatto è posto in svantaggio. Come questo cambiamento abbia seriamente influito alle riunioni di pointers che si vedono nelle mostre principali, può essere subito notato facendo riferimento ai cataloghi del 1905 delle mostre di Birmingham e del Palazzo di Cristallo, e comparandoli con quelli che contenevano la classificazione per peso. Non v’è alcun dubbio che, per quanto bene le mostre canine abbiano potuto fare in certe direzioni, esse non sono state vantaggiose né per il pointer né per il setter e probabilmente la maggioranza delle altre razze da caccia potrebbe sentirsi accomunato nello stesso giudizio.

Il pointer è un cane di forme eleganti, dal manto liscio che, sebbene corto e resistente alle intemperie, non dovrebbe essere duro e ruvido. In alcune correnti c’è la tendenza ad essere piuttosto ruvido sullo sterno, il che, in realtà non è un detrimento, mentre lisce e sottili appendici caudali sono di moda. Queste sono tanto così che non è eccezionale trovare la coda criniata per mezzo del fuoco o di altri mezzi, come a rassomigliare a quelle di un bull-terrier. Alcuni anni fa uno dei pointers da gran premi, a Birmingham, fu così “acconciato” da dover meritare la squalifica. La coda è graziosamente in posizione sottostante rispetto al dorso, portata diritta con tendenza verso il basso piuttosto che il contrario. Una coda posizionata come nei cani da seguito è un grande difetto. Durante il lavoro si muove rapidamente da un lato all’altro fin quando l’animale effettua una ferma, ed allora tutti i muscoli sono rigidi, o dovrebbero esserlo.

La testa dovrebbe essere abbastanza lunga e larga di cranio e di muso, senza alcun eccessivo affusolamento; dove esiste questo, un aspetto “da beccaccino” ovvero stretto si presume che non è corretto.

Lo sviluppo all’occipite dovrebbe essere esattamente definito, ma non troppo; vi può essere più “stop” che nel setter e la testa è generalmente un po’ più corta e più larga di quella di quest’ultima razza. Le orecchie sono morbide e pendono con grazia; sebbene collocate moderatamente basse, non tanto basse come nello hound, non dovrebbero piegarsi ma piuttosto pendere vicino alle guance. Il naso è largo, con ampie narici e tale da dare l’impressione di essere particolarmente utile per trovare la selvaggina avventando. Nei soggetti bianco-limone, bianco-arancio ed in quelli con manto chiaro in genere, il naso dovrebbe essere del cosiddetto colore “carnicino”, in soggetti a manto scuro sono desiderabili i nasi neri. In ogni modo, si vedono spesso nasi marrone scuro o colore fegato e quando sono ben armonizzati con le macchie del corpo, non sono obiettabili. Gli occhi, dall’espressione piacevole, sono di colore scuro; occhi di colore limone pallido o “giallo uvaspina” sono in aumento e questi sono discutibili, urtevoli e dovrebbero essere un serio “handicap” per il cane che li possiede. Essi non sono certo un segno di amabilità.

Le labbra dovrebbero essere ad angolo retto, e molto lievemente pendule, o, piuttosto, meno tirati di quelle di un terrier. Il collo ben piazzato e scevro da rigonfiamenti in qualsiasi sua parte. Come in tutti i cani, buone spalle inclinate sono desiderabili. Il petto è profondo, poderoso, e le costole piacevolmente volte all’indietro e portate in questa direzione fino ai fianchi, che dovrebbero essere forti e muscolosi.

Le ginocchia ben formate e potenti e, generalmente, lo sviluppo muscolare dei quartieri posteriori deve essere grande poiché il lavoro che un pointer deve fare è arduo. Le zampe anteriori ed i piedi sono importanti per la stessa ragione. Le prime forti, senza essere troppo massicce ed ingombranti; i gomiti ben rivolti in giù, ma non sporgenti, né rientranti poiché, quando sono così, il cane ha probabilmente costole piatte ed ha le zampe anteriori poste troppo vicine l’una all’altra, come molti dei moderni fox terrier. Le zampe anteriori dovrebbero essere ben poste in avanti e se portate troppo indietro sono obiettabili, perché ciò dà un aspetto di petto di pollo; un cane così fatto non può galoppare. Per quel che riguarda i piedi, il Pointer Club adotta la descrizione di “Stonehenge” con la quale sono pienamente d’accordo. Questa è come segue: “Gli allevatori hanno a lungo discusso le qualità relativamente buone del piede rotondo “da gatto” e di quello allungato rassomigliante a quello di una lepre. Nel pointer, la mia opinione personale è a favore del piede “da gatto”, con le dita ben arcuate e vicine. Questo è il “desideratum” per un fox-hound e, io credo, che resista meglio al lavoro del piede “di lepre” in cui le dita non sono arcuate, ma poste pure molto vicine. Nel setter, la maggior quantità di pelo è un’attenuante della inerente debolezza del piede “di lepre” fino ad un certo grado; ma nel pointer non si può reclamare una tale superiorità. Il punto più importante, comunque, è la vicinanza dei polpastrelli (cuscinetti), combinata con lo spessore dello strato corneo della superficie. Per ciò che riguarda i piedi “di lepre”, un piede normale di questa fattezza sarebbe seriamente penalizzato da giudici moderni, i quali insistono su un piede duro, compatto, spesso che, in realtà, è più quadrato e più angoloso di un piede rotondo, ma ugualmente spesso, se non più spesso (L’autore parla com’è chiaro dei giudici a lui coevi; N.d.R.).

La forma e la simmetria sono qualcosa in ogni animale, specialmente dei cani a pelo corto. Ciò che riguarda il colore, è questione di fantasia se bianco-limone oppure bianco-fegato. Una volta i bianco-limone od i bianco-arancio erano di moda, ora i bianco-fegato sembrano essere i più popolari; il limone-pallido con tendenza verso il bianco non è né buono né piacevole. I pointers bianco-neri sono belli ed essi sembrano essere più numerosi recentemente di quanto lo fossero venti anni fa, avendo attratto l’attenzione cani tanto buoni e lavoratori come quelli che hanno introdotto Sir Watkin Winn ed il Sig. Arkwright. Bianco-fegato a forti picchiettature non è un brutto colore ma, poiché assomiglia a tinte unite, fegato o nero, perché sono più difficili da distinguere mentre lavorano, che gli altri, non è da raccomandare e, sul ring, dovrebbero essere penalizzate di conseguenza. I migliori colori sono bianco-fegato, bianco-limone e bianco-nero, con precedenza nell’ordine in cui è stato scritto.

Io assegnerei i punti dei pointers come segue:

Valore Valore
Cranio 10 Zampe, gomiti e garretti 10
Muso 10 Piedi 10
Orecchie, occhi e labbra 10 Coda 5
Collo 5 Simmetria e qualità 15
Spalle e petto 10 Colore e manto 5
Dorso, quarti e ginocchia 10
55 45
TOTALE GENERALE : 100

Forse io potrei essere ritenuto colpevole di una grave omissione, se dovessi lasciar sfuggire il fatto che ammiratori del pointer, americani e stranieri, hanno avuto più successo nel produrre buoni animali da correnti ottenute da noi, di quanto ne abbiano avuto altri in simili circostanze che hanno cercato di allevare S.Bernardo, setters, collies, spaniels e qualsiasi altra specie di cani alla perfezione; e più denaro è stato speso per qualsiasi razza di queste ultime di quanto non sia stato speso per il pointer.

IL Sud Carolina ha prodotto un Beaufort la cui superiorità come cane da mostra non è stata mai posta in discussione, e per il quale quel buon giudice, il Sig. C.H. Mason di New York, pagò una somma molto grossa. Il Conte di Beaufort mandò dal Belgio Master Dan il quale batté i nostri migliori alla mostra del Kennel Club, nel 1889; il Sig. G. Raper ebbe Naso of Strasburg dalla Germania, un cane che, quando era in pieno vigore, deve ad ogni modo essere stato all’altezza dei migliori; ed altri pointers allevati all’estero hanno in parecchie occasioni, più che retto il confronto nei nostri meeting per prove sul terreno. Al tempo in cui questo viene scritto, si dice che sia in Russia che in Germania si trovano pointers inglesi pienamente all’altezza dei migliori che noi abbiamo in Gran Bretagna.

Le correnti, naturalmente, venivano originariamente da noi. Alla mostra del Westminster Kennel Club, New York, tenuta nel febbraio del 1897 e che, in America, ha la stessa importanza delle mostre locali di Birmingham e del Kennel Club, vi furono iscrizioni di più di cento pointers. Il giudice, il Sig. George Kaper, li riconobbe eccellenti e, come gruppo, del tutto uguali ai migliori che egli abbia mai visto alla Cruzon Hall o al Palazzo di Cristallo. Il pointer sembra essere il più popolare “cane da caccia” negli Stati Uniti e, come già accennato, i suoi ammiratori colà hanno avuto più successo nell’allevare al più alto standard di eccellenza di quanto si possa dire del setter in qualsiasi delle sue tre varietà.

Pointers come ne sono stati portati dal Continente dal Sig. Puissant, dal Sig. Drovy, dal Sig. Caillard, dal Sig. Richards e dal Sig. Monceu e altri, si porrebbero in evidenza dovunque ed il lavoro fatto da soggetti come Master of Merlebeke, Drake of Merbes, Bendico of Brussels e Fly des Bordes non sarà mai dimenticato qui, a lode dei loro paesi e dei loro istruttori. Fu nel 1894 quando l’ultimo nominato, figlio della Vecchia Parigi, vinse senza il minimo sforzo nella categoria dei cuccioloni nella manifestazione nazionale, che sarà ricordata a causa dell’umidità, e nel 1896 non ci fu miglior cucciolone, alle nostre prove inglesi, di Bendigo of Brussels. Fin da quel tempo le disposizioni sulla quarantena hanno posto fine alla partecipazione di cani continentali alle nostre mostre o prove sul terreno, il che, comunque, non poté essere evitato nell’interesse del paese. Né questa breve lista esaurisce affatto i nomi dei buoni cani di questa razza prodotti fuori delle Isole Britanniche, e forse si commette ingiustizia verso alcuni con l’omettere i loro nomi.