CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Fare regalini ai cacciatori non è il bene della caccia di Mirco Peli

IMG_5883In queste ultime settimane si assiste al balletto dove alcune regioni prorogano la caccia alla beccaccia e altre ne anticipano la chiusura, ricorsi al Tar per uno scarto irrisorio di 15 giorni. Sono scaramucce che costano in tempo e in denaro ”nostro”, si perché i ricorsi delle associazioni venatorie li fanno usando i nostri soldi e prendono in giro i cacciatori che capiscono che sono scelte di sapore elettorale. Faccio qualche domanda nell’ambiente e mi sento rispondere che non è giusto che a distanza di pochi km una Regione chiuda la caccia alla beccaccia al 15 gennaio mentre in un’altra è aperta fino al 31. Potrei pure concordare se l’avessero scoperto ad Agosto.

Non voglio entrare in merito alle autonomie Regionali che da anni fanno da bandiera alla politica, ma nel caso della caccia alla beccaccia è mai possibile che in Piemonte chiuda il 31 di Dicembre e hanno un limite di prelievo di 10 capi anno; in Lombardia con un limite di prelievo di 20 capi/anno chiude al 31 Dicembre; in Veneto con un limite di prelievo/anno di 25 capi chiuda al 20 Gennaio come in Liguria, ma con un limite di 15 e via dicendo? Continuo a fare domande….. e quelli che oggi fanno i ricorsi sostengono che sono inutili chiusure parziali, ma che dovrebbero essere estese a tutta Europa. Se volessimo evitare tutto ciò considerato che i calendari regionali escono ad Agosto perché non si omogeneizzano le chiusure alla caccia alla beccaccia e il piano di prelivo di un uccello migratore oggi differenziato a livello regionale per “esempio” chiudendo la caccia alla beccaccia al 15 Gennaio fino al Lazio e al 31 Gennaio il sud e le isole? Con l’individuazione di un ente esterno che abbia la facoltà di chiudere la caccia a fronte di grosse ondate di gelo per tutta Italia. Chi mi spiega perché in Piemonte si possono abbattere solo 10 beccacce/anno e in Veneto 25/anno è forse la nuova frontiera della buona gestione?

Scrivere come stanno le cose serve solo ad informare; non si cambia niente con un articolo, sono i politici e le nostre associazione Venatori che potrebbero farlo.

La grande balla che però mette tutti d’accordo, infatti, “mal comune mezzo gaudio” è l’affermazione che chiudere la caccia alla beccaccia su una sola parte del paese non serve a niente. Mai come quest’anno abbiamo visto che la scarsità di beccacce ha interessato in particolare il Nord Italia e il sud della Francia, confermando che da dove sono andate male le nidiate le beccacce non sono arrivate nelle relative zone di sverno. Capiamoci bene le beccacce del nord Italia non sono le stesse che vanno al Sud, appartengono a sub popolazioni che nidificano in zone diverse, e pertanto può andare male in una zona e bene nell’altra.

Insisto per farmi capire: le beccacce che a Gennaio sono in Francia, noi le abbiamo viste forse attraversare a Novembre il nord, ma a gennaio sono a casa loro. Inoltre la Francia gode in parte dello stesso nostro passo, ma le beccacce che vanno in Francia nate in Inghilterra o Scandinavia noi non le vedremo mai, non interessano l’Italia. Mentre invece insistere a cacciare i pochi riproduttori che interessano le nostre aree significa che saranno in meno a tornare con meno figli al seguito, cosi che la ripresa della parte di sub popolazione che ci interessa sarà molto più lenta.

Non lo dice il sottoscritto ma l’ente pubblico Francese “ONCFS La mediocre riproduzione in Russia e la siccità hanno condotto congiuntamente a questa situazione eccezionale. Son state prese misure di limitazione dei prelievi in certi dipartimenti e domande a tal fine sono in corso da parte di altri. E evidente che queste disposizioni saranno utili per garantire il ritorno di uccelli la prossima stagione in queste regioni quasi disertate. D’altra parte l’impatto del deficit idrico sulle beccacce (difficoltà ad alimentarsi e concentrazione degli uccelli, cosa che non può non ricordare l’impatto del freddo) è un elemento da tenere in conto nel prendere misure di gestione, almeno a livello locale.”

Altra balla colossale è la difficoltà nel fare rispettare Il divieto di fare l’aspetto alla beccaccia, il vero ostacolo sono pene insufficienti perché sia rispettata. La Toscana quest’anno con la propria autonomia regionale ha aperto la strada con il ritiro del tesserino a chi viene beccato. Anche qui ho fatto alcune domande ai carabinieri che ora hanno assorbito la forestale, ebbene mi confermano che in presenza di una pena simile sarebbe giustificato spendere risorse economiche e di uomini per contrastare tale pratica. Allora che aspettate, politici e associazioni venatorie, ad omogeneizzare, non mi sembra impossibile.

Possibile che in 40 anni di lanci pronta caccia, non si abbia ancora capito che questa pratica distrugge la mentalità del cacciatore della necessità di preservare i riproduttori, si corre a liberarli sempre più tardi perché liberare fagiani il giorno prima qualcuno viene mangiato delle volpi e se ne hanno meno da sparare! Si risparmia sui ripopolamenti primaverili acquistando fagiani nati ad Agosto “costano meno agli allevamenti” e si pretende che covino!… Ma se non hanno ancora l’età per fare le uova, al massimo uscirà una nidiata di tre individui nati a fine Agosto. Provate a liberare selvaggina di cattura nata libera o, dove non si può, fagiane di voliera ma di 2 anni di età e vietare la caccia alla femmina di fagiano, e scoprirete che in come nel resto d’Europa il fagiano è specie ben presente.

Si sta sperimentando il tesserino elettronico che, volendo, potrebbe vedere la luce subito, comprato e distribuito dalle associazioni venatorie, i controlli si renderebbero possibili in tempo reale e sarebbe tutto più facile. Siamo in grado di sapere dove è il nostro cane e ci vibra il palmare quando è in ferma, possibile che non siamo in grado di avere un tesserino elettronico che dice dove siamo noi e che non registra le conversazioni, ma gli spari, il quel caso vibrando in tasca alla sorveglianza! Sarebbero risolti molti abusi, poi una volta che la mentalità del cacciatore, grazie all’educazione corretta e alla sorveglianza, fosse consolidata, io sarei per eliminare i giorni di silenzio venatorio: uno ha un pacchetto di 40/45 giorni di caccia li fa dove vuole quando vuole, con un piano di prelievo che per le beccacce potrebbe essere di 20 capi a testa “ Noi in Lombardia siamo in pochissimi a farli e solo in anni particolarmente buoni”, liberi da farsi dove si vuole anche all’estero, ma finiti i capi o i giorni si smette con il fucile. Questo implica che si renda possibile allenare i cani sulla beccaccia per tutto Marzo, ma poi basta! Anche qui le pene dovrebbero essere all’altezza, e omogeneizzate. In provincia di Brescia oggi il verbale per uscire con il cane fuori tempo e luogo è di 28 euro a cane, come dire è vietato ma uscite pure.

Bene sapendo che tutto il mio ragionamento servirà ad una beata fava, almeno mi sono sfogato.

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2 Comments

  1. Angelo

    Conterà anche dopo la mia piena condivisione una fava… tuttavia sono d’accordo con lei.

  2. FULVIO

    CONDIVIDO IN TUTTO!!!!!!!!!!!

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