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” Un Magnifico Cane vestito di seta, galoppa veloce sulle stoppie riarse, sfiorandole appena con movimento leggero, e la sua testa è alta nel vento, a captare con volontà la brezza della sera che porta con se i forti odori della campagna d’estate.

Ad un tratto i suoi muscoli si tendono, la coda si irrigidisce, avanza come tirato da un filo invisibile, finchè i suoi passi si fanno sempre piu’ lenti, e rimane bloccato, là, in mezzo al campo che si perde all’orizzonte, divenuto statua per incanto, e solo le frange si muovono al vento, unico segno di vita.

Le rondini non volano piu’, gli usignoli non gorgheggiano, le macchine hanno smesso di transitare nella strada vicina, tutto è immobile, per la maestosità della ferma.

Ma il cuore del conduttore batte forte mentre accarezza il suo pupillo, che avanza cauto, fattosi “ora serpe, ora pantera”, verso un punto del campo, finchè rimane bloccato in un ultima definitiva ferma, con le frange della coda che sfiorano le stoppie riarse, e si morde un labbro, avido.

La brigata frulla rumorosa e LUI rimane a terra immobile e tremante, con gli occhi piu’ vivi che seguono, bramosi di ripartire, quelle ombre ormai lontane che si perdono oltre la collina.

Quel Cane è un: SETTER INGLESE, il Signore dell’aria ! (Giancarlo Mancini) “