foto Domenico Rosso di Canale d’Alba che ringrazia l’amico Andrea Bellocchia per la collaborazione

In un quadro di sintesi sulla stagione 2017/18 iniziamo con riportare tradotti alcuni concetti noti, ma pregnanti,  dell’analisi in proposito fatta il 24 febbraio 2018 da Vignac e Ricaud sul loro  sito www.lachassedelabecassedesbois.com (S.Spanò e M.Peli)

“Malgrado una cattiva-mediocre riproduzione annunciata dal Réseau Bécasse dell’ONCFS, i responsabili cinegetici non hanno preso alcuna misura per ridurre i prelievi 2017/18. Da fine novembre i valori dell’Age-ratio caccia hanno mostrato chiaramente che un campanello suonava: livelli di giovani anormalmente bassi nella metà est, particolarmente elevati in quella ovest. La prima reazione del mondo cinegetico è stata di non fare nulla e di aspettare per saperne di più..

Il Réseau Bécasse Oncfs sempre pronto ad affermare che la beccaccia è in buona salute con effettivi stabili su questo periodo è stato del tutto silenzioso……….omissis……………………………………………………..

Si è dovuto aspettare fine dicembre, quando l’80% dei prelievi erano già stati realizzati, per sentire il Presidente del CNB chiedere ai propri delegati di proporre una riduzione dei PMA giornalieri e settimanali in ognuno dei loro dipartimenti. Niente a livello Nazionale. Molto rapidamente silenziato dal Presidente della Federazione Nazionale dei cacciatori che si è opposto e tutti sono rientrati nei ranghi e quasi niente s’è fatto. Nessuna volontà politica manifestata: il principio di precauzione non applicato; la constatazione è chiara: ancora oggi il mondo dei responsabili cinegetici non è capace o non vuole proteggere la Beccaccia.

Di cui si prende atto!…………………………………….omissis………………………………………….

Tralasciamo quanto è successo chè già ne abbiamo trattato in diversi articoli, è ancora riportiamo ;

“Oltre al fenomeno dei “pacchetti” (non nuovo) ma che si è notato lungo tutta la stagione, si sviluppa una tendenza che modifica la ripartizione e la frequentazione degli uccelli stagione dopo stagione.

Sui territori occasionali, che continuano ad aumentare, non si vedono praticamente più beccacce.

Sui territori secondari, in aumento, e anche sui principali la tendenza è alla diminuzione degli effettivi.

Solo sui territori privilegiati, i meglio posizionati geograficamente, i più ricchi in nutrimento, spesso meno cacciati hanno globalmente una identica quantità di uccelli, salvo eccezioni.

Queste osservazioni, che sembrano durature e irreversibili, sono per noi una conferma che l’effettivo Europea della Beccaccia ha tendenza alla diminuzione!

Lo spostamento del centro di gravità dell’area di svernamento delle Beccacce europee verso NE (evocato da Ferrand nella Mordorée dell’aprile 2017) condurrebbe in definitiva il Sud della Francia a vedere sempre meno uccelli, non è dal nostro punto di vista né provato né realistico per il momento, soprattutto perché le Beccacce radioequipaggiate  nonché quelle inanellate sono risultate sempre fedeli ai loro siti di sverno ……….. omissis……

Quando noi conosceremo gli ICA, IAN, Age ratio, Sex ratio…la messa sarà detta! I prelievi in Francia saranno stati realizzati senza alcuna restrizione, malgrado la preannunciata cattiva-mediocre riproduzione.

Noi non crediamo che la Beccaccia sia in buona salute. Per contro una volta di più, per colpa del nostro comportamento, essa ha mal di testa…..

Noi non sappiamo, né vogliamo proteggere la beccaccia e di rimbalzo la sua caccia con i nostri cani!

2017/2018 è stato un fiasco! “

Dal Flash Info n:3 , Saison 2017/18, ONCFS Réseau Bécasse, realizzato il 15 febbraio 2018

Traduco e riassumo alcune considerazioni  interessanti che non erano ancora comparse sui due precenti Flash Info (S.Spanò)

 In gennaio tutta la Francia ha visto precipitazioni abbondanti e perfino le regioni pesantemente toccate dalla siccità hanno potuto approfittare di una buona umidificazione del terreno e  i lombrichi hanno potuto riprendere le loro attività in superficie permettendo alle beccacce di  alimentarsi senza difficoltà. Nel contempo i territori Russi hanno avuto un inverno piuttosto rude con abbondanti nevicate (utile per la situazione igrometrica nella prossima stagione riproduttiva).

Quanto all’IAN (indice di abbondanza notturna) sarà necessario fare un punto più preciso per questa stagione atipica. Infatti risulta sopra la media degli ultimi 10 anni (come l’anno precedente), ma questi valori sono un poco” di traverso “ in quanto chiaramente influenzati verso l’alto dallo scarso numero di uscite notturne fatte  nelle regioni toccate dal maggior deficit idrico, riguardante buona parte della Francia, dove le densità di uccelli erano molto basse. Comunque il mite gennaio non ha apportato ulteriori movimenti (come accaduto nel 2017 ) e l’IAN nazionale non è quasi variato da inizio dicembre e, anzi, è un poco diminuito in gennaio per raggiungere la sopranominata media decennale, che all’inizio pareva addirittura superata.

In sintesi: l’IAN di gennaio resta forte nella metà nord della Francia e relativamente forte nel sud-ovest. Il quarto sud-est mostra, logicamente,  sempre basse densità per la situazione autunnale sfavorevole proprio al momento della potenziale installazione degli uccelli nei loro quartieri di sverno  (la riumidificazione è stata troppo tardiva e ne potranno utilizzare le beccacce in risalita primaverile durante le soste temporanee, cosa che potrebbe tradursi in un aumento dell’IAN in marzo).

Lo scontro di masse d’aria fredda con alto carico d’umidità ha comportato forti nevicate in Francia a inizio febbraio.  Pertanto abbiamo allertato i tecnici destinati ai siti del protocollo “Gelo prolungato”. In effetti già il conteggio rutinario sui siti di riferimento previsto per il 7 e 8 febbraio, ha permesso di raccogliere informazioni pertinenti sul comportamento degli uccelli: l’équipes dei dipartimenti litorali della Manica, dell’Atlantico e del Mediterraneo, ma anche di alcuni interni, ci hanno trasmesso le loro osservazioni.  Per la maggioranza di quelli interni, coperti da uno spesso manto nevoso, non era necessariamente fare conteggi visto che in dette condizioni  le beccacce non escono all’aperto di notte. Le nevicate, localmente abbondanti, non hanno provocato spostamenti significativi delle beccacce che hanno, evidentemente, aspettato il ritorno di temperature più clementi.  In realtà in questo periodo freddo il gelo non è mai stato molto intenso e, inoltre, quasi dappertutto durante il giorno restavano sopra lo zero. Evidentemente le beccacce hanno fatto la scelta migliore in attesa della fine del modesto momento freddo.