CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

“Sintesi della stagione 2010/2011” di Silvio Spanò

9141c7bb359c7f3af70996e17456e508Anticipazioni sulla migrazione delle beccacce nella stagione 2010/2011. In sintesi una pessima annata. Sensibile calo generalizzato nell’incidenza dei giovani. I dati sono ancora incompleti e ci vorrà qualche mese per avere un quadro esauriente. Tuttavia sulla base dell’ultimo bollettino della Federazione delle Associazioni Nazionali di Beccacciai del Paleartico Occidentale (FANBPO) si può pensare di tracciare un quadro sintetico, almeno per i Paesi che hanno fornito informazioni (che qui voglio ringraziare!). La Francia (sempre in testa come sperimentata organizzazione sul territorio anche per il grande – e direi “storico” – interesse che ha per questa caccia) può già fornire dati interessanti e, in parte, generalizzabili. L’annata viene definita cattiva sia a livello nazionale che a livello paleartico occidentale.

L’Indice cinegetico di abbondanza (ICA) è un po’ inferiore a quello della stagione precedente, ma ciò che preoccupa è il netto abbassamento della percentuale di giovani, più evidente nelle catture a scopo di inanellamento (50,4%, cioè 10 punti in meno del solito); ancora più negativo l’aumento degli individui a muta sospesa, anche negli adulti, legata a difficoltà alimentari e a riproduzioni tardive. Le catture per inanellamento, mantenutesi su buoni livelli, hanno però mostrato successo in zone di concentrazione, tendenzialmente di rifugio climatico, a fronte di vaste plaghe (più interne) dove non valeva nemmeno la pena di uscire, vista la scarsità di uccelli. Quindi si può parlare di una popolazione ridotta rispetto alle annate precedenti, con problemi diffusi di basse densità (vallate buone senza uccelli, a fianco di altre analoghe con normali presenze). Non è sorprendente che precedenti annate con ondate di freddo invernali (che hanno comportato anche prelievi eccessivi) unitamente ad una cattiva riproduzione in Russia per la siccità, possano aver avuto un impatto negativo sulle popolazioni di beccacce, cosa che ha sensibilizzato i cacciatori e gli amministratori pubblici a favore dell’accettazione di un PMA (Prelievo Massimo Consentito) nella maggior parte dei Dipartimenti. Le catture per inanellamento nella Russia nord-occidentale nell’autunno 2010 hanno evidenziato una forte carenza di giovani (45% contro in valore medio degli anni precedenti del 70%), produttività che comunque mostrava una tendenza a diminuire già a partire dal 2000. Nelle Newsletter del Woodcock & Snipe Specialist Group del Wetlands International, Fokin et al. (2010) ricordano 30.376 incendi spontanei in Russia tra luglio e metà settembre 2010 su circa un milioni e mezzo di ettari di foresta (dati del Ministero competente); ma globalmente le aree andate a fuoco nella Federazione Russa non sono state meno di 10-12 milioni di ha (tra inizio e metà agosto). Gli incendi hanno interessato anche 60 Riserve Federali e Parchi Nazionali con specie rare di piante ed animali. In alcune zone della Russia occidentale le ricerche attive di beccacce per caccia e/o per inanellamento hanno mostrato quantità da 2 a 4 volte inferiori rispetto al 2009! La stagione russa relativa alle beccacce può esser definita un fallimento! La Svizzera, in cui due grossi Cantoni – Berna e Ginevra – la caccia è chiusa, ha visto una stagione ridotta per le nevicate precoci. In genere l’ICA è risultata un po’ inferiore alla norma e, localmente, la percentuale di giovani è risultata molto bassa. La Spagna ha mostrato gli stessi problemi di altri Paesi dell’Europa occidentale, con ICA appena sotto la norma, ma una percentuali di giovani di 10 punti inferiore alla media (48,8%). I freddi intensi di fine anno hanno causato erratismi e concentrazioni di beccacce, senza tuttavia che le Amministrazioni competenti abbiano preso misure eccezionali. Nel Galles (UK) dopo un buon passo iniziale (fine ottobre) per un freddo precoce in Fennoscandinavia, il freddo di Dicembre ha concentrato molti uccelli e, dal 17/12, la caccia agli acquatici è stata sospesa (anche in Irlanda del Nord); per la beccaccia è stata consigliata una sospensione volontaria, cui i soci del Club gallese si sono prontamente adeguati, rinunciando a cacciare per una quindicina di giorni, fino al disgelo. Le beccacce risultavano evidentemente indebolite! Nell’Inghilterra propriamente detta e in Scozia anche la caccia alla beccaccia è stata chiusa. La percentuale di giovani è risultata del 45%. In Irlanda, in novembre sono state registrate buone densità, poi neve e freddo eccezionali. La caccia è stata sospesa dalla prima settimana di Dicembre a fine mese. Alla successiva ripresa si è riscontrato un “drammatico” abbassamento della densità di uccelli e solo concentrazioni locali. Infatti, malgrado il rientro del provvedimento di sospensione, molti cacciatori non hanno ripreso a cacciare. Sarebbe utile studiare un sistema per avvertire e dissuadere i “killer” stranieri che arrivano “per beccacce” in queste zone e che pretendono di cacciare nonostante il maltempo e il divieto! La buona gestione dell’anomalia invernale è stata ottimamente seguita da Larry Taaffe, del Club irlandese, che ringraziamo a nome di tutti coloro che hanno a cuore la conservazione della beccaccia! Anche qui le beccacce esaminate hanno mostrato un’alta percentuale di adulti. In Italia la nota polverizzazione dei beccacciai in tre associazioni comporta la raccolta separata dei dati, che non sempre coincidono, anche perché è inevitabile una certa delocalizzazione sul territorio di ciascuna. In linea di massima tuttavia si può estrapolare un quadro comune in cui compare un abbassamento delle presenze (estrinsecato da lamentele da parte dei cacciatori), con un ritardo di massima ovunque (tranne ovviamente le fasce alpine), e con la distribuzione irregolare di zone positive (anche con normali percentuali di giovani) e negative (qui con bassa percentuale di giovani). Presenze soddisfacenti sono state segnalate in qualche Comparto alpino, in qualche vallata dell’Appennino settentrionale, nella Toscana centrale (Chianti-Maremma), nel Lazio e localmente in Umbria. Maluccio nel Sud e Isole maggiori. La neve ed il freddo di dicembre hanno concentrato le beccacce nelle zone idonee, tuttavia con scarse reazioni virtuose delle pubbliche amministrazioni che, al massimo, si sono limitate a tener conto del fatto che il terreno era coperto di neve. Altrove mi sono giunte notizie di forti presenze di beccacce in Istria e in Croazia dopo l’Immacolata: prima, molte beccacce erano rimaste indietro, visto che i primi forti freddi venivano da Nord Ovest e non influenzavano i consueti spostamenti da Est-Nord Est per freddi siberiani (fino a tutto novembre in Siberia “pioveva”!). In Gennaio, sono state segnalate presenze in Albania.

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3 Comments

  1. filippo

    caro Professore,se” l’etica” resta vocabolo astruso,mentre imperversa “l’ammazzare”sempre piu’che si puo’,non c’è partita.La caccia era arte nobile per uomini illuminati.Oggi è ridotta al bieco abbattimento per il solo scopo di divertirsi e dimostrare che si è piu’bravi.I distruttori sono la stragrande maggioranza dei cacciatori.I pochi illuminati(come noi)restano inascoltati se non derisi.Mala tempora currunt!Non si intravvede istituzione sensibile ad un benchè minimo miglioramento che indirizzi verso un prelievo sostenibile e piu’attento alla conservazione delle biodiversita’.Il cacciatore del terzo millennio è ancora lontano a nascere!

  2. Saverio

    Caro Filippo,
    il cacciatore del terzo millennio, purtroppo, è quello che hai descritto: ammazzare più animali possibile per dimostrare di essere bravo in qualcosa…in questa società dove l’unica cosa che conta è apparire una bella foto con tante beccacce morte fa guadagnare un sacco di “punti”… chi ti aspetti che siano i genitori del cacciatore del terzo millennio come lo auspichi tu? etica (la mamma) e educazione (il papà), io credo siano estinti.

  3. ermete munari

    Penso che forse bisognerebbe alleggerire in toto la pressione sulla beccaccia facendo in modo che la stanziale torni ad assorbire la maggioranza dei cacciatori come un tempo.In provincia di modena in cui caccio da 40 anni la stanziale purtroppo si e’ progressivamente rarefatta a favore di tutti i tipi di ungulati,cinghiale in primis,portando solo dissapori e divisioni e la scomparsa della stanziale in modo che tutti i pennaioli perseguano la beccaccia.

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