CACCIATORI DI MONTAGNA DI BECCACCE E DI BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

SOSTIENE PUTTINI: Pensieri e sogni di un addestratore cinofilo a riposo

Setter di Giacomo Giorgi allevamento di Crocedomini

Setter di Giacomo Giorgi allevamento di Crocedomini

Gli incontri sono opportunità a coglierne i significati. L’uomo pensa e sogna, a volte pensieri buoni a volte anche sogni buoni. Quando ritengo che i miei pensieri e sogni sono buoni, li scrivo per ricordarli. Non voglio mettermi in cattedra ma se siete d’accordo e approfittando della vostra disponibilità vi sottopongo i miei pensieri e i miei sogni.

Sono Gastone Puttini, addestratore professionista di cani da caccia da ferma; nonché cacciatore.

E’ doveroso, secondo me, che chi ha vissuto a lungo accumulando esperienze e un pò di saggezza dia messaggi utili. Ho vissuto una vita ad educare cani per la caccia e preparare cani per le prove, non solo in Italia. Un lavoro molto impegnativo, sovente sofferto, ma intenso di soddisfazioni e di emozioni.

Caro amico, la caccia in Italia sta perdendo interesse. L’opinione pubblica ci considera quasi “terroristi”.

Nell’evoluzione mondiale noi cacciatori non siamo stati in grado di cambiare e di adeguarci ai tempi, non abbiamo rinnovato o trovato regole nuove per andare di pari passo con le situazioni.

Il cacciatore deve aggiornarsi e vivere questa meravigliosa passione in tutt’altra ottica.

Il carniere non deve essere il significato più importante; dobbiamo vivere questa passione con nobiltà d’animo, trasformando le uscite a caccia come fossero una bella passeggiata in compagnia del proprio cane, ben educato, per la sfida all’incontro del selvatico che suscita profonda emozione e trasforma la trasferta in uno dei più ambiti relax con beneficio fisico e spirituale.

Il sogno da realizzare è che nel comprensorio di ogni comune vengano designate zone adatte, interdette alla caccia cacciata e in dette zone gli appassionati del posto con il contributo delle associazioni gestiscano l’ambiente, come in un bel giardino, coltivando la selvaggina d’allevamento, cosicchè il selvatico a poco a poco si irradii nel restante territorio.

Il cacciatore così facendo riscatterebbe la stima dell’opinione pubblica.

Nelle zone riservate, con l’appropriato regolamento e nel dovuto rispetto dell’ambiente e dei tempi, si andrebbe a praticare la caccia fotografica col proprio cane.

Così si creano adeguate palestre per educare e aiutare a crescere venatoriamente il proprio cane.

In più, dette zone saranno l’ideale per svolgere le prove di caccia per cani, prove importantissime per indicare i campioni nell’importante selezione delle razze canine. In tutte le restanti zone si eserciterà la caccia controllata, sulla base del calendario venatorio, con mirate limitazioni di abbattimento, proteggendo, ad esempio, la femmina del fagiano; ciò esiste da sempre in quasi tutti i paesi d’Europa.

Tutto ciò, a mio modesto avviso, nobiliterebbe l’esercizio della caccia in Italia e andrebbe sicuramente a stimolare la curiosità per favorire l’interesse di giovani ad avvicinarsi ed entrare in questo mondo meraviglioso, per vivere una passione utilissima e benefica, ribadisco, benefica fisicamente e spiritualmente. Un modo per interpretare, capire, amare la natura in tutta la sua bellezza.

In ogni comune gli appassionati si riuniranno formando dei club, dallo spirito sportivo, per fare e avere giusta informazione, scambiarsi le idee, raccontare le proprie esperienze per avere riscontri, arricchendo così la propria cultura cinofila e venatoria.

Caro amico, questi i miei pensieri e i miei sogni, aperti a critiche costruttive e sperando nell’eventuale passaparola.

Gastone Puttini

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1 Comment

  1. scaramuzza lucio

    Caro Gastone ormai ci conosciamo da anni e abbiamo a lungo discusso di questo argomento e tu sai che essendo un cinofilo appassionato oltre che un cacciatore ,condivido molto di ciò che hai detto.
    Sarebbe molto interessante cominciare a fare alcune di queste zone a titolo sperimentale ,cercando di “ripristinale l’ambiente”e di conseguenza reintrodurre animali ormai scomparsi dal territorio Italiano .
    Penso che l’alta collina potrebbe essere il territorio ideale ,anche solo per un motivo ,che essendo pressoché abbandonata ,potrebbe essere disponibile più della pianura (intensamente coltivata) a “pulizie” e a cambiamenti culturali rivolti alla produzione di selvaggina vera,in oltre sono territori dove non vengono fatti trattamenti fito-sanitari che sicuramente hanno contribuito ad eliminare o a ridurre drasticamente certa selvaggina . Riuscire a reintrodurre animali veri potrebbe sicuramente farci divertire con i nostri cani buona parte dell’anno.MA il problema é (almeno secondo me) quanti cacciatori attuali che non hanno mai visto animali veri ,abituati alla “selvaggina pronto caccia” saprebbero apprezzare una cosa del genere e quindi disposti ad impegnarsi duramente per ripristinare un ambiente adatto ad ospitare questo genere di selvaggina? Il mondo della caccia in Italia é cresciuto da sempre con l’idea che la selvaggina non é tua é ” RES COMUNITATIS” .é qualche cosa da predare “tanto se non la uccidi tu la uccide un altro”.
    Non é mai passato per la testa del cacciatore italico che la selvaggina prima la devi “produrre aiutarla difenderla”e solo poi puoi raccoglierne qualcuna
    CARO GASTONE anche se molti non sono d’accordo questo é il vero problema della caccia in italia
    Grazie per le tue pillole di saggezza un abbraccio Lucio

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