CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

“SUL MONTE SIRENTE I SOGNI COMINCIANO ALL’ALBA” di Marco De Matteis

Coturnice d'Abruzzo

Coturnice d’Abruzzo

Le prime prove a coturnici sul Sirente

Le difficoltà ambientali e l’astuzia della selvaggina di montagna rendono queste prove particolarmente difficili per organizzatori e concorrenti. Al Gruppo Cinofilo Aquilano il merito di un’ottima organizzazione.

Quando si vivono giornate come quella vissuta il 1° maggio 1983 in occasione della Prova Internazionale su coturnici di Monte Sirente dell’Aquila si ha la sensazione d’aver partecipato a qualcosa di eccezionale e di esaltante e di essere per questo entrati nella leggenda. Un qualcosa d’altri tempi, un qualcosa che evoca antichi riti e rinnova antichi fasti. <<Il Gruppo Cinofilo Aquilano ha rimesso indietro l’orologio di quaranta anni>>, esclamava raggiante al termine della prova il Dott. Franco Grassi.

Provare questo genere di sensazioni è tanto più meraviglioso oggi, oggi in cui un mondo alienato ed alienante, barattando per progresso tutto ciò che incoraggia la pigrizia e presentando come inevitabili certi squallidi compromessi, sta cercando di sospingere verso la plaga della rassegnazione anche i più forti, anche i più integri. Monte Sirente ha dunque il diritto, oramai, di irrompere nella leggenda della cinofilia italiana, d’essere citato nei sacri testi accanto a Bolgheri e a Sutri, a Schifanoia e a Pian di Giorgio, a Lillano, a Palena, a Campo Imperatore, a Mezzano, a Cipollara, ecc…., a quelle località, insomma, divenute mitiche perché teatro di altri celebri cimenti.

Ne prenda atto l’E.N.C.I., ne prendano atto i cinofili italiani, quelli veraci, quelli che hanno ancora il gusto delle cose pulite e sofferte, quelli che sdegnano l’artificio e detestano l’effimero. E sia reso onore al presidente del Gruppo Cinofilo Aquilano che, contro tutto e tutti, come solitario eroe scalò l’Olimpo e accanto alle altre divinità fece assidere Monte Sirente, sire delle coturnici. In questa scalata, effettuata tra nembi, saette e foschi presagi, ebbe compagni pochi, ma prodi quanto altri mai : Claudio Iorio, Totò Gianangeli, Carlo Cironi, Carlo Vicentini; e Stefano Loreto, Sergio Sacco, Aurelio Nolletti. Questi pochi contro <<il resto del mondo>>, Giove Tonante compreso. Ad essi il grazie e l’ammirazione di chi si professa cinofilo. Ma torniamo a Monte Sirente, metri 2349. Il Padreterno, (o chi per Lui), quando lo creò doveva essere strepitosamente in vena perché vi mise tutto ciò che può ispirare un poeta e stregare un innamorato della montagna. Compiuta l’opera, volle fare di più, volle strafare e vi mise una regina : l’alectoris graeca-graeca . Sono certo che anche una monaca di clausura avrebbe abbandonato il chiostro e tenendomi per mano m’avrebbe supplicato di farla restare tra quelle balze se avesse avuto la ventura di vivere la giornata che il sottoscritto ha vissuto quel 1° maggio. Non son capace di descrivere lo scenario incantevole perché, ahimè, non sono poeta né sono in grado di narrare gli innumerevoli episodi di quel giorno perché non posseggo penna di scrittore (chi potrebbe degnamente illustrare quello di una coturnice che poggiata su una roccia a cento metri da noi, magnificamente eretta e con fiero cipiglio d’un monarca in angustia, ha lanciato al cielo il suo richiamo per quasi un’ora?). Alle cifre, pertanto, ogni commento: 60 inglesi (ripartiti in due batterie di 15 coppie ciascuna) con conduttori accorsi “dalle Alpi alle Piramidi”, o giù di li….; dalla Svizzera, dal Veneto, dalla Lombardia (in 15 da Brescia!), dal Friuli, dalla Toscana, dalle Marche, dall’Umbria, dall’Abruzzo, dalla Calabria, dalla Sicilia. E nessuno, ma proprio nessuno, se ne è pentito; anzi….

Un “dettaglio altamente significativo: delle complessive trenta coppie, ventotto di esse hanno “incontrato” e qualche soggetto ha potuto profittare financo di più di un incontro. E di terreno utile da esplorare ce n’era ancora a iosa!

Di questi tempi un evento del genere ha dell’inverosimile; del miracoloso, quasi; eppure è la splendida realtà. Ne sono testimoni i concorrenti(gli assenti hanno perduto davvero molto) ed i privilegiati che formavano le due giurie: Alberto Delaini, Giuseppe Bellavista, Goffredo De Matteis per la prima; Franco Grassi, Valerio Scipioni e Gianfranco Mattioni per la seconda. E se classifiche e qualifiche alla fine risultavano alquanto striminzite (un 1° M.B. nella prima batteria, un 1° M.B. e un C.Q.N. nella seconda), non era certo a causa della scarsità del selvatico.

Insomma lassù, sul Monte Sirente, i sogni cominciano all’alba. Fino a quando?

Qualche cupo rintocco già s’annuncia…..

E allora gli uomini di buona volontà, e quelli che affermano mille volte al giorno d’essere autentici, disinteressati cinofili, e quelli che giurano di avere cara la montagna come la donna che amano, s’interroghino ed escogitino qualcosa affinchè i dirigenti del Gruppo Cinofilo Aquilano non siano soli a pugnare contro tutti. Se dovessero soccombere (e con essi Monte Sirente), non saprebbero che farsene poi, “d’onor di pianti”.

 

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2 Comments

  1. riccardo bellagamba

    speriamo davvero che possano tornare le prove su coturne sul sirente ,ma anche in tutti gli altri posti dove alberga la selvaggina vera, perche’ solo queste prove,quelle dure,difficili,potranno fare la selezione del vero cane cacciatore.

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