CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

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Wilderness CACCIA NEI PARCHI: UN TABU’ CHE STA PER CROLLARE ?

Foto di Mario Salomone

Eccola la notizia che metterà in allarme i nostri animalisti e naturalisti anticaccia: nella civilissima ed ecologissima Svizzera, la patria di uno dei primi (se non il primo) Parco Nazionale europeo, si sta per istituire un nuovo Parco Nazionale (Adula), nei Cantoni Graubünden e Ticino. Ma la cosa che sta facendo notizia e suscitare scalpore tra gli ambientalisti è che le autorità nel nuovo Parco vorrebbero continuare a permettere la normale pratica della caccia anche nella sua “core area”, cioè la zona centrale, quella a maggior rigore di protezione.

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“CACCIATORI PROVE SELEZIONE……. E UNA PROPOSTA” di Giancarlo Bravaccini

Giulio Colombo diceva che le gare cinofile erano nate come confronto tra i migliori cani da caccia.

I CACCIATORI che possedevano un buon cane sentivano il bisogno di confrontarsi( PROVE) con altri cacciatori, sotto la supervisione di conoscitori dello standard di razza (esperti giudici) che poi con il loro giudizio davano indicazioni agli allevatori quali riproduttori utilizzare (SELEZIONE).

Questo succedeva in origine quando la situazione faunistica italiana permetteva di avere a disposizione selvaggina autentica poi le cose sono cambiate e sono nate la grande cerca, le classiche a quaglie,le prove con selvaggina immessa e altri tipi di prove sempre utili alla selezione, ma che non avevano niente a che fare con la caccia cacciata e molti cacciatori si sono allontanati dalla cinofilia.

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INTERVISTA A GIANCARLO BRAVACCINI “ALLEVAMENTO SETTER DELLA TRABALTANA”

Faloò

Quale è stato il motivo che ti ha portato a selezionare ed allevare il Setter ?
Non mi considero un allevatore in senso stretto (infatti faccio un altro lavoro) il mio è un tentativo di selezionare cani (setter) per andare a caccia, più possibile aderenti al tipo, tenendo conto che lo standard non parla solo di movimento ma anche di qualità venatorie, quindi di rendimento. Per cui i motivi che mi hanno spinto a fare cucciolate sono principalmente due: il primo,un pò egoistico,è quello di riuscire a mantenere, per me, buoni cani nel tempo quindi di perpetrare quelle caratteristiche che avevo riscontrato in Faloo che considero il mio capostipite, il secondo motivo, è quello di voler dimostrare che per avere buoni cani da caccia e nello stesso tempo aderenti allo standard di razza bisogna tenere in massima considerazione le qualità venatorie dei genitori e poi lo stile di razza. Invertendo questa priorità abbiamo meno probabilità di accontentare i cacciatori cinofili che sono i veri “utilizzatori finali” della selezione. La conferma di tutto ciò lo vediamo in cosa è successo nelle altre razze da ferma,da quando i cacciatori hanno smesso di utilizzarle nella caccia cacciata e sono rimaste solo nel contesto della cinofilia agonistica, hanno iniziato ad avere dei problemi di rendimento.
 

“LA STAGIONE DEI BECCACCINI” di Ambrogio Fossati

Iris accosta Beccaccino

Nelle zone a vocazione risicola della Lombardia, il clima mite e piovoso ha favorito numerose presenze di beccaccini. La stagione venatoria appena conclusa è stata caratterizzata da abbondanti precipitazioni che hanno creato l’ambiente particolarmente umido, ideale per la sosta e la presenza continua di beccaccini. Prenderò in considerazione le zone che frequento abitualmente, cioè la Lomellina quasi totalmente a coltura risicola, in ritardo di 20-25 giorni rispetto al raccolto del 2009, dovuto ad una primavera particolarmente fredda e piovosa che ha influito sulla crescita e di conseguenza sulla maturazione dei risi, che per fortuna dei coltivatori non ha negativamente influito sulla qualità e quantità del raccolto.

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1° Prova del “Saladini Pilastri 2011” ad Avezzano

Petrucci con Dilan 1° Ecc.

Tognoni Roberto con Luky

Blu (figlio di Raf della Geminiola) di Flammini Tiziano

Bull di Lazzari

 
 
 
 

 

Concorrenti in attesa del turno

 

30-04-2011 Prima prova del Saladini Pilastri 2011 ad Avezzano, un solo cane in classifica con il 1° Ecc Dilan di Emidio Petrucci, due richiami e molto sfortunato Luky (solo qualche passo di troppo dopo il frullo) di Roberto Tognoni su coturnice di rimessa. 01-05-11 Seconda giornata del Saladini Pilastri, in classifica sono andati due cani, Aceto con il 1°Ecc e Blu con il C.Q.N. entrambi di Mosca. Le foto sono della prova del primo giorno 30-04-2011.

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“La Beccaccia come una Morosa” di Giancarlo Bravaccini

Jack su beccaccia Marzo 2017

Quando mi trovo con persone che non sono né cacciatori né cinofili e viene fuori il discorso caccia, glisso, faccio finta di niente, non ho voglia di mettermi a spiegare perché vado a caccia con il cane anche perché capisco che le motivazioni dei cacciatori a volte siano indifendibili. Una passione come la nostra, con alcuni aspetti non del tutto razionali, non è facile farla comprender a dei profani.

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“Caccia vissuta” di Giancarlo Bravaccini

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Parlare di caccia per me è sempre stato divertente e interessante, perché questa mia passione ha condizionato la mia vita sin da bambino. Attualmente, però, mi sono accorto che le cose sono cambiate: non solo cinofilia e caccia sono completamente scollegate, ma anche tra gli stessi cacciatori si parlano lingue diverse. Infatti, adesso prima di parlare di caccia bisogna chiarire cosa s’ intende “cacciare con il cane da ferma” nel 2000 in Italia. Non chiarendo questo si rischia di parlare senza essere compresi o peggio di essere fraintesi.

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“L’importanza dei segni” di Giancarlo Bravaccini

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Jack di Matteo Tebaldini

Nella mia famiglia nessuno andava a caccia, per fortuna il bar gestito da mio padre era frequentato da molti cacciatori, quindi fin da bambino ascoltavo i racconti più o meno “infiocchettati” ai tavolini del bar sperando che qualcuno al mattino mi prendesse su con lui.Il primo ad avere compassione fu “Sor Gildo”, direttore di banca in pensione; una zoppia lo aveva costretto a ripiegare per la caccia d’appostamento, ma era stato un gran cacciatore da penna, uno dei primi a possedere un cane da ferma di razza pura (setter). Io gli portavo le gabbie dei richiami (avevo 7 anni) dalla macchina al capanno, in cambio lui mi faceva sparare con il “28” agli isolati mentre quando erano più di uno facevamo le coppiole (uno, due, bum); nell’attesa mi parlava di quando da giovane cacciava le starne con il suo cane.

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“Ah….se la Schiffer facesse le tagliatelle” di Giancarlo Bravaccini

Stanga di G. Bravaccini su Beccaccia

AH…SE LA SCHIFFER FACESSE LE TAGLIATELLE….

lavasse i piatti, fosse un’amante focosa (e fedele) e magari anche una madre premurosa… Penso che nell’immaginario di tutti gli uomini ci sia una donna di questo tipo. Trasponendo il concetto in cinofilia, è possibile affermare che il cane bello, stilista, intelligente e di grande rendimento è anch’esso nei sogni di ogni cacciatore cinofilo. Puntare in alto è giusto perché, come diceva mio nonno “a calare si fa sempre in tempo”.

Però se vogliamo essere realisti probabilmente chi aspetta di andare a letto solo con la Schiffer morirà vergine: così anche il cacciatore-cinofilo-idealista che non tollererà un minimo dettaglio o una botta di coda nel girare un lacet, non possederà mai un cane decente e rimarrà sempre a “bordo campo” a criticare.

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“Sintesi della stagione 2010/2011” di Silvio Spanò

9141c7bb359c7f3af70996e17456e508Anticipazioni sulla migrazione delle beccacce nella stagione 2010/2011. In sintesi una pessima annata. Sensibile calo generalizzato nell’incidenza dei giovani. I dati sono ancora incompleti e ci vorrà qualche mese per avere un quadro esauriente. Tuttavia sulla base dell’ultimo bollettino della Federazione delle Associazioni Nazionali di Beccacciai del Paleartico Occidentale (FANBPO) si può pensare di tracciare un quadro sintetico, almeno per i Paesi che hanno fornito informazioni (che qui voglio ringraziare!). La Francia (sempre in testa come sperimentata organizzazione sul territorio anche per il grande – e direi “storico” – interesse che ha per questa caccia) può già fornire dati interessanti e, in parte, generalizzabili. L’annata viene definita cattiva sia a livello nazionale che a livello paleartico occidentale.

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