Simba e tito (2)1998 novembre Dicembre tante beccacce tante padelle In due mesi al centro della verde Umbria ci sono state alcune abbondanti calate di Beccacce, da farci tornare indietro di almeno 10 anni per ricordare tanta Grazia di Dio. Io voglio raccontare soltanto una di queste calate : Un Giorno Indimenticabile 19/11/1998

E’ un Giovedì i problemi di lavoro non mancano mai, per chi lavora in proprio e fa consulenze in altre aziende; mi alzo alle 06.00 preparo tutto, passo a prendere il mio setter (Nedo del Pratesi) detto Simba e parto per una località di caccia vicino casa.

Vivo al centro dell’Umbria in un paesino alle falde del Monte Peglia 865 s.l.m. che si chiama S.Venanzo in provincia di Terni. Arrivo sul luogo di caccia pensato durante la notte, è nuvolo e debbo fare presto sono circa le 07.10 sciolgo il cane e cerco di andare su di un poggio così da poterci vedere meglio essendo in alto. Ma quel testardo i cani sanno meglio di noi dove cercare, va dentro il fosso che è molto più buio e non vedendolo tornare decido di abbassarmi, ma nel frattempo Simba è caduto in ferma mi avvicino ma per le pareti scure sento solo il volo fragoroso della Regina.

Cerco sulla possibile rimessa ma di nuovo la beccaccia parte senza vederla. Finalmente ci si vede meglio salgo su di un poggio Simba ferma ma forse era già volata guardo in terra ci sono fatte dappertutto. Continuo il mio giro e Simba è fermo di nuovo, mi avvicino gattona, ferma , gattona e ferma la macchia è fitta ed ancora piena di foglie verdi, sento il frullo ma non la vedo. I problemi del lavoro affiorano sono le 08.20 decido, vado al lavoro sistemo le mie cose e appena posso riparto il bosco è pieno di Beccacce, ma non si può andare a Caccia e pensare al lavoro. Quando arrivo in ufficio sono agitato organizzo tutto anche con l’aiuto di un collega alle 11.00 telefono a mia madre che mi preparasse pane e frittata, è il mio pasto preferito perché sostanzioso e non fa venire sete. Alle 11.30 sono in tenuta da caccia mia moglie ha messo già il cane in macchina , parto e mentre guido quella specie di macchina una dyane, mangio e penso da dove iniziare la battuta di Caccia.

Sono le 12.10 vado nel fosso dove ho trovato la prima questa mattina ora non è buio, Simba ferma mi avvicino sono in ottima posizione la Beccaccia si alza ed è la I°della giornata. Sono rilassato quando se ne incarniera Una è tutto più facile, sono felice penso di trovarne altre e di trascorrere un pomeriggio meraviglioso da solo come sempre con il mio Cane.

Salgo in alto ma dove questa mattina Simba aveva fermato Lei non è tornata . Continuo il giro e vado dove ho frullato la 2° Simba quando arriva in zona annusa l’aria ferma gattona e ferma di nuovo, la macchia è fitta di ginepri cerco di passare per piazzarmi, ma una rosa canina mi fa una carezza proprio sopra l’ occhio destro e mentre cerco di pulire il sangue Lei parte la intravedo due colpi, ma non so cosa sia successo. Simba si ferma il campano tace io prendo il fazzoletto mi pulisco l’ occhio dal sangue e dal sudore mi avvicino Lei la Grande Regina è li tra le gambe del mio setter sdraiato in terra.

E’ un pomeriggio particolare troppo bello mi do qualche schiaffetto e qualche pizzicotto per vedere se sogno, ma sono sveglio e sono appena le 13.30. Mi avvio verso la macchina che riprendo per andare in un posto poco distante, nel frattempo mangio un altra fetta di pane con la famigerata frittata. Chiudo la macchina e giunto nella zona designata sciolgo il cane ed inizio una nuova affascinante Cacciata. Simba annusa l’ aria io sono molto attento quando lui si comporta così, intravedo un ombra è Lei, ma il cane non si è accorto era lontana e come una Fata, lui continua avanza poi ferma mi avvicino lui guida ma capisce che non c’è più. Il cane cerca in cerchio ma nulla ci abbassiamo verso un fosso e metto un pò di foglie al campano del cane visto che Lei è così leggera, ma poi non riesco a trovarlo quindi appena mi si avvicina le tolgo ed inizio a cacciare di nuovo. Attraverso un ruscello ci sono fatte ( che noi in dialetto chiamiamo squagliate) da dappertutto tante da essere più numerose delle “brolle” (foglie secche cadute) ed inizio a salire una collina ripida da ribaltamento, ma le cose belle si trovano tutte in salita come nella vita anche nella Caccia Vera.

Simba è più in alto di me lui ha quattro zampe all’ improvviso il silenzio del campano è fermo vedo la sua macchia bianca sopra di me è distante e la salita ripida da far scoppiare il cuore, ma bisogna avvicinarsi. Sento il cane che scampana gli è volata corro di traverso alla salita il suono del campano viene verso di me vedo la sagoma della beccaccia che traversa sul confine del bosco e di uno slargo dove volevo andarmi a piazzare due colpi velocissimi ed è la III°.

Mi sembra impossibile che oggi sia un giorno con tante Beccacce ed uno di quei giorni che anche se tiri ad occhi chiusi tanto cadono come pere mature. Continuo il mio giro salendo ancora, Simba è di nuovo fermo parte un altra Regina sparo non è sempre festa; Simba resta fermo ed un’ altra Beccaccia parte bassa come fanno i merli. Continuo il grande Simba che ha solo 2 anni e mezzo cerca con avidità velocità ma tanta correttezza visto che anche lui è appagato sotto tutti gli aspetti. Andando avanti il cane è fermo di nuovo verso un enorme ginepro, lo aggiro mi piazzo tiro uno dei sassi che porto sempre in tasca poi un altro ed alla fine la Beccaccia si invola ed il famoso ” Colpo del Re” che la fa rotolare sulla scarpata è la IV° . Il cuore scoppia di gioia, ma anche di fatica che viene celata dall’entusiasmo e da sensazioni che non riesco ad esprimere; Simba ha terminato i pezzi di formaggio che mi porto dietro per ricompensarlo, ma non pensavo ce ne volessero così tanti. Sistemo ammirandola anche quest’ultima Beccaccia nel sacchetto di tessuto che porto dietro la passatora per non far rovinare le penne delle Regine ancora calde a contatto con il nylon della passatora stessa. Sono appena le 14.30 sto pensando di tornare a casa tanta è la felicità di dividerla con la mia mamma, mio figlio Mario e mia moglie che mi permette con qualche suo sacrificio nel lavoro in questo periodo di praticare la Caccia e di riportare un simile Regale Carniere. La macchina è lontana inizio il cammino di ritorno Simba sul fondo di un fosso ferma di nuovo, la Beccaccia dopo aver pedinato cercando di farci fessi fa il salto del rospo ma Simba la intercetta di nuovo e la ferma, ma il Cacciatore ormai deconcentrato spara e via come se non avessi sparato. Non ci sono problemi tanto cosa ci debbo fare con le Beccacce morte, dopo portate a casa per godere delle gioia e delle esclamazione di mia madre se potessi ridargli la vita li lascerei volare di nuovo per corrergli dietro il giorno dopo, purtroppo è un sogno realizzabile solo in modo virtuale. Continuo il cammino ed alzo un altra Beccaccia senza poter sparare ed un altra ancora, ma sono in relax ormai è troppo di tutto.

Risalgo un costone e non sento il campano, vedo un ombra è lei sicuramente il cane che l’ aveva fermata da lontano non si è ancora mosso, poi quando mi avvicino capisce che non c’è più era un’altra fata. Continuo per i piccoli sentieri che conosco anche ad occhi chiusi, sono circa 30 anni che pratico questa meravigliosa caccia con cani specialisti setter o pointer. In una valletta Simba cade in ferma ci sono cespugli fitti di carpine, querce, cerri che non permettono insieme ai ginepri di vedere nulla. Il cane gattona io lo seguo concentrato e sempre pronto, perché tutto si può svolgere in un centesimo di secondo, Simba si sdraia a terra è il segnale che la regina è molto vicina sento un frullo ma dietro le mie spalle mi giro e lascio una schioppettata sul rumore mentre Simba rincorre la Beccaccia partitagli davanti al muso con il fragore del colpo, erano 2 so che il cane non dovrebbe rincorrere la selvaggina ma siamo a Caccia e a volte può essere utile per un buon recupero di animali feriti andati a cadere lontano.

Richiamo il cane cerco di ritrovare la Beccaccia alla quale ho sparato, Simba cerca in cerchi concentrici da grande a più piccoli intorno al luogo dove si sono alzate le Regine; all’improvviso è fermo, mi piazzo sono pronto per servirlo ma non c’è bisogno la Beccaccia è già morta davanti al Grande Simba così è la V° Sono le 15.40 scarico il fucile, si va a casa di filata, primo per raggiunto numero di capi in Umbria all’epoca erano consentiti 5 capi di beccacce e poi cosa ci si farebbe con più beccacce che non possono volare?????

Cammino ancora un pò per tornare alla macchina ma quando ci salgo il viaggio di ritorno è un lampo non vedo la strada e penso alle esclamazioni della mia mamma. Arrivo a casa il cuore mi batte forte e non per la fatica, sistemo due Regine nella busta di carta del pranzo per non farmi capire del numero raggiunto, le poso sul tavolo sotto gli occhi della mamma che inizia a toccarle e lisciargli le penne come fa da sempre.

Lei comincia ho detto a Mario che ne avresti portate due, tua moglie diceva una; allora io dico avete sbagliato tutti tirandone fuori un altra dalla passatora. La meraviglia cresce e continua quando estraggo la quarta, ma quando dico non ho ancora finito e tiro fuori la quinta è veramente indescrivibile la gioia e l’ espressione di mia madre 75 anni , che forse gli fanno ricordare tempi lontani quando le Beccacce le portava il mio babbo. (oggi nel 2015 ha 92 anni e quando torno il rito è rimasto lo stesso) Qui finisce la festa e comincia un velo di amarezza per le Regine uccise. Tante volte in questi anni di Caccia ne ho portate 3 ed una volta 4 sempre da solo, ma 5 Regine sono un sogno irrealizzabile in questi periodi; forse dovrò attendere altri 48 anni per poterlo realizzare di nuovo? Sarei disposto ad aspettare purché ci tenga la salute e la forza per inseguirle Loro le beccacce sono sempre giovani. nOggi 19/03/99 dopo quattro mesi da quel giorno meraviglioso costretto a letto per una settimana, sono riuscito a descrivere questa giornata di Caccia che avevo appena annotato sul mio diario di caccia tanta era l’ emozione da non poter scrivere se non la data e il numero. E’ un semplice racconto pieno di emozioni forse solo per me, che sono un Cacciatore solitario al punto che a volte nel meraviglioso silenzio del bosco mi sento infastidito anche dalla mia presenza. Non so scrivere bene in italiano e non ho molta fantasia, queste poche righe che ho scritto e che non so se vorrete pubblicare sulla Vs. rivista, sono frutto di verità e di cose semplici che per chi come me non ha altri vizzi, mi fanno emozionare e lucidare gli occhi di gioia anche solo a ricordarli con Amici Veri che conoscono le insidie, le difficoltà dei nostri boschi cacciando da soli le astute dell’imprevedibile Arciera. Questo racconto non vuole rappresentare un incitamento alla caccia alla Beccaccia ed ai grossi ma difficili e rari carnieri anche perché per essere contenti basta ucciderne UNA. Forse tanti “cacciatori” che cacciano in gruppo e rumorosi non hanno mai ucciso una Beccaccia sotto la ferma spettacolare del cane e non conoscono ne le insidie ne la fatica che si incontrano in tale sistema di Caccia, certo chi le uccide all’aspetto non ha insidie da superare ma neanche tanta soddisfazione se non quella di mangiare carne prelibata solo se saputa cucinare ad arte Tito Mariotti Cacciatore di Beccacce