CACCIATORI DI MONTAGNA DI BECCACCE E DI BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

UNA O DUE NIDIATE ALL’ANNO? di Silvio Spanò

Foto trovata in rete

Domanda storica e ad oggi insoluta anche se assai dibattuta, almeno quanto alla Beccaccia eurasiatica, per quella americana la risposta sembra certa : una sola!

Nell’ autunno 2018 l’alta percentuale di giovani nell’altrettanto elevato numero di beccacce arrivate e prelevate nell’Europa occidentale – d’altra parte preannunciata dai ricercatori Russi che negli inanellamenti di settembre avevano rilevato un alto successo riproduttivo a fronte di quello molto basso della stagione precedente (2017/18) cui era seguito un basso ritorno di soggetti nei conteggi alla croule – ha indotto qualche curioso della specie a pensare che questa rapida ripresa, da un anno all’altro, potesse esser legata proprio alla possibilità di una doppia deposizione e allevamento successivo di due nidiate (ovviamente grazie a condizioni climatiche particolarmente favorevoli alla schiusa e sopravvivenza di giovani).

Appare incredibile non potere ancora esaudire tale curiosità.

A questo punto conviene ripercorrere un po’ la storia di questa incertezza su basi bibliografiche e riportare le ipotesi formulate nel rispondere in uno o nell’altro senso, con le relative motivazioni. Visto che due convegni ornitologici/venatori sull’argomento tenuti a Helsinki nel 1924 e a Stoccolma nel 1930 avevano concluso affermativamente sulla doppia cova!

Va premesso che tutto il discorso è fortemente “mascherato” dalla facilità nota e scientificamente controllata, con cui la beccaccia abbandona il nido, almeno nelle prime settimane di cova, a seguito a predazione e/o disturbo, per sostituirlo rapidamente con uno nuovo in altro sito. In un caso seguito con radiotracking in GB è stata accertata la rideposizione dopo solo una dozzina di giorni dall’abbandono (Hirons 1983). Il prof. Marcström dell’Università di Uppsala (S) nel 1994 scriveva: ”In accordo con calcoli del turnover nelle popolazioni di beccacce alcune femmine dovrebbero produrre due nidiate/anno (Clausager 1974); i 4 mesi a disposizione durante i quali si svolge la croule sarebbero sufficienti per due covate (deposizione di uova e cova occupano circa un mese e i pulcini impiegano una quarantina di giorni per raggiungere la taglia definitiva e la possibilità di emancipazione). Tuttavia non vi sono evidenze certe che alcune femmine portino a termine successivamente due nidiate fino all’indipendenza dei giovani di ciascuna! Anche l’osservazione di due picchi di schiusa e di inanellamento di pulcini indicherebbe che almeno alcune femmine potrebbero produrre due covate/stagione …ma non ci sono prove che questi pulcini siano figli della stessa madre, ma di beccacce diverse che, per qualche motivo (soprattutto per la sostituzione di nidiate perse per predazione, che si stima siano 30-50%), hanno poi rideposto con successo.

D’altra parte uccelli marcati in Svezia hanno mostrato un solo picco in maggio con una graduale diminuzione nei mesi successivi; se la maggioranza delle femmine producesse due covate per stagione ci aspetteremmo due picchi di pulcini marcati.

Anche i due picchi dell’attività di croule di maschi, osservati in alcune regioni, non sono stati messi in correlazione certa con la doppia cova, ma solo con una ripresa collegata a nidi di sostituzione…tanto più che la croule è stata osservata anche laddove non si sono verificate riproduzioni.

L’unica possibilità di risolvere il dubbio, concludeva Marcström, è il radioequipaggiamento di un numero sufficiente di femmine da seguire lungo la stagione (cosa che tra l’altro potrebbe fornire altri dati interessanti su questa specie così elusiva (Marcström V. 1994- Roding activity and Woodcock hunting in Sweden . IWBR publ. 31: 55-60).

Come accennato in apertura, un paragone importante ci viene dal fatto che la Beccaccia americana allevi con certezza una sola covata/anno (ancora confermatami per e-mail il 25.1.2019 da M.Gélinas, noto studioso canadese) e che in bibliografia non emerga la tendenza alla doppia deposizione negli Scolopacidi.

Riporto ora quanto scritto in proposito dai più informati e credibile studiosi della beccaccia.

Shorten (1974) nel riportare nomi di molti Autori sostenitori della doppia cova, conclude che sono tutti discutibili senza evidenze certe!

Cramp e Simmons et al. (1983) scrivono “di solito una covata; alcuni reports di due, ma manca una buona evidenza.

Fadat (2009) riferendosi a Hirons (1983) dice che nessuna femmina radioequipaggiata che ha allevato una nidiata fino all’emancipazione ha poi effettuato una seconda covata, tranne il caso di covata di sostituzione.

Ferrand & Gossmann (2009) : “La questione della doppia sistematica covata resta sospesa. Nessuna prova la conferma, anche se alcune illazioni fanno pensare alla possibilità di due deposizioni”. Tuttavia a loro avviso una percentuale non trascurabile di femmine (NON tutte) farebbe due cove…

Philippe Vignac (e-mail del 24.1.2019) mi scrive che i suoi studi permettono di convalidare una sola nidificazione….solo in casi eccezionalmente favorevoli un piccolo numero di femmine potrebbe farne due.

Non dimentichiamo comunque anche che nell’ultima stagione i conteggi alla croule hanno evidenziato una diminuzione dei maschi in parata…..Eppoi se ci fossero davvero due cove regolari, il successo riproduttivo medio sarebbe raddoppiato (intorno a 3 giovani indipendenti/femmina) con conseguente age ratio di caccia vicino all’80%…poco compatibile con il 64% medio fornito dal CNB nelle ultime 10 stagioni(tranne un 71% nel 2011/12) e ancor meno con il 58% medio delle beccacce inanellate dall’ONCFS (tranne un 71% ancora nel 2011/12) in zone poco cacciate o protette (che fortunatamente salvano adulti riproduttori!)

Per concludere, la possibilità di due regolari covate/anno in alcune femmine potrebbe poggiare su ipotesi realistiche …non fosse altro per fare un piacere ai cacciatori… ma anche per permettere alla specie di reagire a momenti di crisi sfruttando ad es. una stagione riproduttiva particolarmente favorevole. Ma la certezza si avrà solo quando, come sosteneva Marcström, si riuscirà a teletracciare un numero sufficiente di femmine, cosa impegnativa, ma non impossibile!

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1 Comment

  1. Daniele Cinelli

    Grazie Professore ci illumini sempre di notizie. Onorato di aver parlato con lei.

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