CACCIATORI DI MONTAGNA DI BECCACCE E DI BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

UNO SCOOP A BECCO LUNGO

beccaccia-con-pulcino

Sono felice di riportare – tradotta quasi integralmente – la conferma della capacità della beccaccia di trasportare i suoi piccoli in volo trattenendoli fra le zampe! Purtroppo manca tuttora una documentazione fotografica anche se questo comportamento, da altri ripetutamente descritto, difficilmente è stato rilevato con tanta precisione, in pieno giorno, su una strada asfaltata, da due diverse persone contemporaneamente e…alle Canarie (e precisamente a Gran Canaria)! In questo arcipelago esiste una popolazione sedentaria di beccacce che si riproduce soprattutto al di sopra di una certa quota, nei boschi di essenze sempreverdi, con pinete ed erica, ma non è particolarmente conosciuta anche se quella analoga delle Azzorre ha fornito piccole, ma nette differenze genetiche, tuttavia non sufficienti a modificarne sostanzialmente i caratteri morfologici, tanto più che è noto qualche contatto con individui provenienti dal continente e quindi la possibilità di una ricombinazione genetica con i ceppi continentali stessi.

Ringrazio Francisco Josè (Kiko) Sierra de la Ossa per la condivisione della notizia con tutti i colleghi “becaderos”, per la sua coinvolgente emotività che ci trasmette con le sue parole. Ringrazio in particolare Lello Turetta, veterano socio del Club della Beccaccia e buon amico, per averci trasmesso la notizia in tempo record!                                                 Silvio Spanò

beccacciotti

2 APRILE 2008 – L’ESPERIENZA DELLA MIA VITA ALLE CANARIE HO VISTO UNA BECCACCIA CHE TRASPORTA I SUOI PULLI! di Kiko Sierra de la Ossa

Ho deciso di condividere questa emozione con gli amici che mi hanno coinvolto in uno dei “motori” della mia vita: le beccacce …pazzia contratta abbastanza di recente. Nato a Madrid da famiglia piuttosto modesta, cercavo di organizzarmi un futuro: a casa mia nessuno andava a caccia o a pesca e neppure in campagna (non avevamo l’auto). I primi contatti li ebbi grazie ad un vicino che mi portò a caccia con sé un paio di volte. Vivo alle Canarie per i casi della vita e attualmente sto passando un momento assai triste e la campagna mi dà molta pace! Poiché mi piace andar per funghi, anche se quest’anno è negativissimo quanto a piogge, avendo sentito che alcuni amici avevano trovato 7 o 8 boleti, decido di fare una puntata in montagna con l’amica Nuria per vedere se mi riesce di raccogliere qualcosa da mettere in padella. Alle otto e un quarto la passo a prendere! Arriviamo dunque al boschetto (quello che non si racconta a nessuno, ma che conserva sempre qualche sorpresa); diamo un’occhiata, ma tutto è secchissimo: decidiamo di cambiar sito. In una curva piuttosto stretta – Dio mio, cosa vedo? – una beccaccia stava attraversando la strada seguita da tre pulcinotti, delle dimensioni di un pugno. Non è possibile! Pianto una frenata  (Nuria avrà pensato che fossi “posseduto”), mi butto dall’auto quasi ancora in marcia lasciando la porta aperta. La “sorda” (uno dei nomi spagnoli della beccaccia) si alza dall’asfalto e si rimette a circa 20 metri da noi. È un pendio piuttosto pronunciato. I tre pulcini si infilano nella cunetta a monte, profonda circa 20 cm, dove Nuria ed io riusciamo a prenderli, posandoli con molta delicatezza sul sedile anteriore dell’auto. Pigolavano continuamente e la madre restava alla stessa distanza alzando e abbassando la testa e facendo salti di circa un metro da terra tenendo aperta un’ala e piegando l’altra, come se fosse ferita. Senza saper perché, mi son messo a piangere come un bambino. Nuria avrà pensato che decisamente avrebbero dovuto “rinchiudermi”! Sfortunatamente non avevo preso la macchina fotografica e neppure Dina, la mia giovane e brava setter. Tuttavia ho il telefonino che mi consente di scattare una ventina di foto ai piccoli. Prendo un pulcino (dallo sviluppo delle remiganti, dimensioni e lunghezza del becco avrà una dozzina di giorni n.d.t.) e mi avvio verso la madre; il piccolo pigolava continuamente mentre la madre emetteva un suono simile a quello che fanno durante le parate nuziali “GROOG  GROOG”. Lasciato a terra, il piccolo si mette a salire correndo con le ali aperte. A circa 10 metri dal punto della liberazione, la madre si alza in volo e piomba su di lui in un decimo di secondo – immagino per la situazione di stress e di pericolo che intuiva – lo prende fra le zampe e vola via, con il collo disteso, andandosi a posare a circa 40 metri Durante il volo vedo perfettamente che il pulcino lasciava pendere un’ala. Resto senza parole. Per l’emozione invece di scattare una foto della beccaccia, tenendo il telefonino a rovescio, riprendo la mia faccia! Torno all’auto eccitato, sudando e piangendo. Nuria era finalmente rasserenata vedendomi così felice, una felicità di cui avevo tanto bisogno e che mi era stata concessa al momento giusto. Prendo la seconda beccaccina e ripeto la stessa operazione a 10-12 metri nella direzione in cui si era posata la madre: la metto tra i cespugli  e subito comincia a correre pigolando come la precedente, con le ali aperte. Io mi butto a terra immobile per vedere se la beccaccia si fosse alzata dal punto che supponevo, col mio telefono pronto per scattarle una foto. Non si muove. Il pulcino continuava a pigolare e, subitaneamente, a tre metri dalla mia spalla destra FLOP FLOP FLOP la madre si leva e, volando a non più di un metro dal suolo, si posa quindici metri a monte dov’era l’altro piccolo che non poteva vedere perché era tra i cespugli. Si posa attenta e mi guarda. Io resto immobile. Apre le ali e mi pare che col becco si stia accomodando il pulcino. Scatto (disastro!) e lei si alza e porta il piccolo fino allo stesso punto del primo. La vedo solo “di coda”. Desideravo “continuare a morire”! Torno all’auto e qui trovo appena sopraggiunta una guardia che conosco, la quale mi chiede perché ho lasciato la macchina in mezzo alla strada e in curva …tuttavia vedendomi un po’ sconvolto, preoccupato che mi stesse succedendo qualcosa, dopo una breve spiegazione da parte mia (senza nominare le beccacce!) se ne va raccomandandomi di parcheggiare meglio l’auto. Sono passati dieci minuti. Prendo il terzo pulcino, ma il contrattempo mi ha un poco disorientato e impiego un momento ad individuare il sito dov’erano posati gli altri. Lascio comunque il pulcino che continua a pigolare, ma non arriva nessuno.

Aspetto qualche minuto, ma la madre non compare. Comincio a pensare di aver mal calcolato il punto e faccio un breve giro per avvicinarmi a dove suppongo abbia portato i due precedenti …a 50 metri in diagonale FLOP FLOP FLOP ecco la madre. Decido di non molestarla oltre, già avevo esagerato. E…di colpo due belle beccacce mi saltano su di tra i piedi. Divento matto! Scendo all’auto inusualmente eccitato e mentre la “sofferente” e paziente Nuria stava tirando due boccate, chiamo Lello a Venezia! Quasi non riesco a parlare dall’emozione. Non mi crede. È stato con me alle Canarie molte volte a Pernici rosse, tra pietre e cactus. “Va fan culo, Kiko” – mi dice incredulo. Gli mando le foto e lo richiamo….a quel punto non si mette a piangere, ma sento che è emozionato. Ha passato una vita con le beccacce e mai ha avuto un’esperienza come questa che Dio mi ha regalato. Tra due settimane tornerò a cercarle.

È comunque certo che quel che mi è capitato di vedere mi renderà più difficile cacciarle. Se un giorno avessi la fortuna di aver questi pulcini fra le mani mi commuoverei! Grazie per aver letto con interesse queste righe. Ho mandato le foto all’amico Carlos Alvarez delle Asturie, ma le condividerò con molto piacere con chi lo desiderasse. Ho avuto così l’esperienza più bella della mia vita con LA DAMA.

Da  www.giornaledellabeccaccia.it

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3 Comments

  1. Cornale GianRene'

    Bellissima esperienza….indimenticabile e da invidiare!!!!

  2. Daniele Rughieri

    Grazie a voi di cuore siete gli Angeli della natura, spero che tanti capiscano che anche gli animali hanno una vita come noi. Ma ce’ una grande differenza tra noi cacciatori e a natura ( Animali ) che loro hanno un cuore e noi no. Spero che si faccia una legge severisdi per chi pratica questa caccia alla Beccaccia facendo la posta è vergognoso grazie ancora e complimenti.

  3. Giuseppe

    BELLISSIMA E INVIDIABILE ESPERIENZA

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