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Un terzo del territorio della Romania e` ‘montuoso’ e ricoperto da imponenti rilievi rocciosi e da foreste locali inviolate di abeti rossi , di abeti bianchi  e da immense faggete ; un terzo invece  e` ‘collinoso’ e costituito da boschi di querce , cerri , tigli ,  pini , carpini , frassini  , da pascoli sperduti e solitari racchiusi in suggestivi altipiani e  da vaste praterie da fieno ricche di una straordinaria varieta` di fiori selvatici e , infine , l’altro terzo e` ‘pianeggiante’ , ‘stepposo’ o ‘paludoso’ e per la parte agricola coltivato in modo intensivo ma antiquato . Ad ognuno di questi habitat naturali corrispondono tipi diversi di fauna selvatica :  ‘piccola’ o ‘grossa’, da ‘penna’ o da ‘pelo’ , di ‘passo’ o ‘stanziale’ , che insieme danno vita a svariate forme di attivita` venatoria .  

Fra le cacce col cane  alla  selvaggina ‘migratoria’ , quella principe , e` senz’altro la ‘caccia alla beccaccia’ che , a seconda del momento del suo arrivo e dei suoi spostamenti altimetrici sul territorio rumeno , puo` praticarsi in ‘quartieri’ diversi :  prima  ‘in montagna’ , poi  ‘in collina’ ed , infine , ‘in pianura’ . Per gli appassionati di questa tradizionale caccia classica , che in Italia conta molti seguaci , e` bene fare  una precisa considerazione : in Romania  la (quasi) totalita` delle  beccacce che migrano in autunno sono solo  di  ‘transito’  che in parole povere vuole dire : arrivano , passano e … se ne vanno ! 

Infatti i boschi e i terreni , pur essendo ottimi e ben preparati dal punto di vista ambientale  perche` ‘bagnati’ alla perfezione  , ricchi di humus e vaccinati da numeroso bestiame brado oltre che  da varie specie di ungulati selvatici , non costituiscono   durante    la stagione invernale idonee aree di svernamento per ‘la regina  misteriosa  dagli occhi di velluto  e dal piumaggio colore delle foglie secche d’autunno’  , a causa della rigidita` del clima continentale temperato che con ghiaccio e neve , spesso , nei mesi di gennaio e di febbraio , fa scendere le temperature  di molte decine di gradi sotto lo zero   con punte  di  meno 20-22 gradi Celsius in pianura e meno 30-32 gradi in montagna . E` chiaro che in siffatte situazioni meteorologiche proibitive di vita tutti gli uccelli migratori , ad eccezione di pochissime specie , abbandonano il territorio verso mete piu`calde ed ospitali .  

Viceversa , nelle rare annate con freddi moderati e leggeri  e gelate non persistenti  (come il mite inverno 2006-2007 caratterizzato da temperature minime  molto al disopra delle medie stagionali) , una certa percentuale delle beccacce ,  bassa  o piu` consistente  a seconda del ‘contingente migratorio’ , si ferma a svernare  nel Sud e nel Sud-Est della Romania  e precisamente nelle estese ‘fasce’ boscose umide pianeggianti comprese tra i  grandi bracci ramificati dell’imponente fiume Danubio  (Balta Brailei – Balta Ialomitei), nelle zone paludose litoranee prospicenti  il Mar Nero  , nei boschi esposti a mezzogiorno della regione di  Dobrogea , nelle dolci zone  collinari  della meravigliosa  Tulcea e nelle vaste e spettacolari foreste acquitrinose  del Delta del Danubio e delle sue Isole .

Comunque , contrariamente a quanto si crede la Romania e` posizionata strategicamente sulla rotta delle piu` importanti Linee di migrazione  (Corrente Carpatico-Danubiana , Corrente Sud-Orientale o del Bosforo – Suez ) delle beccacce che provengono dai Paesi di origine e di riproduzione non soltanto del Nord Europa e  dell’Europa  di Nord-Est   ma anche e soprattutto della Russia Orientale e del Continente Euro-Asiatico   (steppe del Risalto Centrale Russo  , Comprensori forestali della Bessarabia , Distretti montani degli Urali Petrosi e dei Monti Timani , ecc…)  e beneficia  ogni anno di un numero molto rilevante di ‘regine’ che arrivano , sostano e si spostano in direzione Nord Nord-Est>Sud Sud-Ovest  sparpagliandosi a macchia di leopardo nelle localita` montane , di collina e di pianura . La varieta` e l’immensita` dell’ambiente boschivo della Romania se garantisce pero` una giusta distribuzione di ‘presenze’ , equamente ripartita  su tutto il territorio , non permette nello stesso tempo forti concentrazioni  e grossi carnieri di beccacce come succede , invece , in alcune localita` della vicina Ucraina o come accadeva in Turchia a cavallo degli anni ’70 nei  boschi  paludosi  in prossimita` delle Coste montuose del Mar Nero (regione di  Samsun nella fascia compresa tra gli Estuari dei fiumi Bafra e Carsamba ) dove si potevano levare dalle cinquanta alle cento beccacce al giorno .        

Importanti raggruppamenti di beccacce in Romania possono riscontrasi saltuariamente :

 – In montagna .

 Nel mese di Settembre . A seguito di precoci ‘esodi’ di massa provenienti dai Paesi di Origine  e di Riproduzione per eventi climatici e ambientali sfavorevoli che si verificano in quelle Regioni e che costringono le beccacce ad una ‘partenza’ anticipata .   Questi contingenti di  ‘regine’ si  posizionano ‘alte’, nella fascia  boscosa umida compresa tra i 1200 e i 1600 metri di altitudine , sulle Montagne dei Carpazi Centrali e Orientali dove trovano temperature e  ‘habitat’ ideali nei freschi pascoli alpini  ricchi di  rigagnoli di acqua sorgente e  di bestiame  bovino , ovino e equino . La ‘sosta’ puo` durare da piu` giorni a qualche settimana fino al sopraggiungere della ‘migrazione’ vera e propria che inizia normalmente ai primi  di ottobre .  

– Nel Delta del Danubio .

1) Nel mese di Ottobre . In conseguenza di  situazioni meteorologiche negative con nevicate ‘premature’ e abbondanti sulle Montagne dei Carpazi e in pianura , brusche diminuzioni della temperatura e forti gelate notturne .  Le beccacce abbandonano i ‘quartieri’ montani e si rifugiano nelle vaste foreste dei ‘bracci’ del Delta , oltre 4000 chilometri quadrati di superfice , dove trovano protezione e riparo nel folto sottobosco di arbusti spinosi e vegetazione palustre e cibo a sufficenza negli acquitrini circostanti ricchi di humus e di animali bradi . Queste ‘soste’ forzate durano qualche giorno . Non appena la situazione si normalizza le ‘regine’ proseguono la migrazione verso Sud  .

2) Nella seconda meta` del mese di Febbraio . In condizioni di tempo ancora invernale con temperature  rigide , forti nevicate in montagna e sporadiche in pianura , possono registrarsi i primi consistenti ‘arrivi’ di beccacce di ‘risalita’. Sono spostamenti precoci di ‘uccelli’ provenienti da Sud (Turchia Meridionale , Africa Centro-Orientale , Asia Minore) con istinto migratorio piu` sviluppato che sostano in attesa di un miglioramento della situazione meteorologica . A differenza dei fugaci ‘appoggi’ primaverili di marzo-aprile che sono di breve durata , questi ‘contingenti’ di ‘regine’ possono ‘allocarsi’ in ‘Delta’ e stazionare anche qualche settimana prima di rimettersi in viaggio.

– Durante il ‘ripasso’ di primavera .

Nella terza decade del mese di Marzo-prima decade di Aprile . A seguito di primavere precoci con sensibili aumenti della temperatura si riscontrano importanti ‘appoggi’ di beccacce nelle fasce umide collinari dei pre-Carpazi Centrali ,  in determinate localita`     ricorrenti di alta montagna e in alcune zone del Nord della Romania (Alpi Transilvane-Maramures) . Queste ‘buttate’ sono effimere o durano al massimo pochi giorni dopodiche gli ‘uccelli riprendono la migrazione verso Nord .

– Nelle Isole minori del Danubio .

E` un gruppo di Isole , site in Provincia di Braila lungo il corso del Danubio , di cui la piu` famosa e` ‘Insula Mica’ (Isola Piccola) trasformata da alcuni anni in Parco Naturale con divieto di caccia e di pascolo . Qui le beccacce trovano situazioni di soggiorno eccezionali dovute ad una vegetazione millenaria , ad un clima  particolarmente mite e ‘mangianza’  in abbondanza nelle zone di palude ricche di laghi interni . Gli ‘appaesamenti’ su queste

Isole possono  durare anche lunghi periodi di tempo e  protrarsi per tutto il mese di dicembre con forti concentrazioni numeriche di presenze .         

La  caccia  alla  beccaccia  in  Romania  si  puo`  esercitare  :

– Alla ‘posta’ la sera  (panda de seara) .

Raramente in autunno ma molto piu` frequentemente  in primavera , alla ‘croule’, nel mese di marzo e aprile  . La ‘croule’  e` , in sostanza , una caccia all’aspetto che si svolge nel periodo degli amori ma si distingue dalla comune ‘posta’ perche` i maschi delle ‘regine’, all’imbrunire , anziche` dirigersi direttamente e speditamente dal bosco ai luoghi di pastura , come appunto fanno in autunno o d’inverno , si riuniscono in gruppetti di due o tre e si rincorrono tra di loro  intrecciandosi in volo in un complicato carosello acrobatico  passando e ripassando morbosamente a bassa altezza  , avanti e indietro ,  al disopra delle ceppaie dove posata  sul terreno c’e` la femmina in ‘calore’ che attende appartata o che compie dei brevi svolazzi per subito riposarsi .

Questo caratteristico  gioco aereo di bizzarre e veloci evoluzioni , di abbandono erotico  senza una direzione definita , strano , curioso , attraente , affascinante ed emozionante nello stesso tempo , compiuto su di uno spazio boscoso relativamente piccolo prende il nome di ‘volo nuziale’ . L’attesa alla ‘croule’ dura  poco  piu` della comune ‘posta’ , generalmente dai 15 ai 20 minuti , e mentre i maschi inseguendosi emettono un  verso roco  , una specie di  “ crouh… crouh…” (percio`  la ‘croule’) , udibile a buona distanza,  le femmine nello stesso  tempo   lanciano  da terra un  flebile  richiamo  amoroso   che    suona  come   un    “ piit…piit…” . Questa discussa forma di caccia e` largamente esercitata con grande entusiasmo  dai  cacciatori  rumeni  ed  e`  considerata   dai  nostalgici  molto  bella , appassionante , seducente e non dannosa per la specie perche` , a torto o a ragione , si vuole fare credere e si sostiene che : ‘le beccacce abbattute in volo sono  esclusivamente di sesso maschile’  (percentuale 100 %) .               

-In battuta  (la goana) .

Si effettua nelle grandi foreste di pianura sia in autunno che in primavera ma e` considerata una caccia antisportiva anche se non proibita dalla legge (l’esame del numero dei maschi e delle femmine abbattute e` pari del 50%) . Vi prendono parte quattro-cinque cacciatori o poco piu` che si  ‘appostano’ lungo gli ‘stradoni’ , nelle radure o negli spiazzi  rialzati che attraversano la zona boscosa  dai quali si gode una larga visuale e si hanno buone possibilita` di tiro ed un certo numero di ‘battitori’   che , facendo rumore con la voce e battendo sui cespugli con dei bastoni , procedono lentamente verso il fronte occupato dalle ‘poste’ nell’intento di spingere in quella direzione le beccacce via via alzate .

 Si puo` effettuare anche a ‘rastrello’ con gli  ‘sparatori’ che si uniscono ai ‘battitori’ e avanzano parallelamente ad essi tirando agli ‘uccelli’ di ‘levata’  ma e` una caccia caotica che perde ogni interesse venatorio  riducendosi il piu` delle volte ad un tiro al bersaglio in maniera collettiva . 

– Col cane da ferma   (cu cainele de vanatoare) .

Praticata  da un numero davvero  modesto di appassionati cinofili rumeni , fautori della ‘caccia classica ’ col cane ,  utilizzando principalmente come ausiliari  kurzhaar e  drahthaar , meno pointer , setter e breton ; pressoche` sconosciuti i bracchi italiani e gli spinoni  . Questa forma di caccia e` paradossalmente in discussione perche` ‘il numero delle femmine incarnierate e` in percentuale superiore a quello dei maschi’ , forti pedinatori e piu` leggeri al frullo , e quindi con maggiori possibilita` di salvezza nella caccia vagante  .   

La Caccia in montagna .

Le prime beccacce arrivano in Romania tra la terza  decade  di Settembre e l’inizio di Ottobre provenienti dalle Regioni confinanti di  Nord e di  Nord-Est (Ucraina e Repubblica di Moldavia) e attraverso i valichi  , i passi e le gole montane del Maramures e della Moldova  si irradiano  nelle abetaie , nelle umide vallate , sui freschi Altipiani  della Transilvania e nelle zone montagnose dei Carpazi Orientali e  Centrali dove trovano  situazioni ottimali di soggiorno e di vita ad un altezza variabile dai mille ai millecinquecento metri e piu` ; a queste si aggiungono inoltre le  beccacce locali ‘nidificanti’ che , tra adulti e giovani nati ,  seppure in percentuale minima rispetto agli ‘arrivi’ non devono essere trascurate .

Questo  contingente di ‘regine’ resta fermo ma si ingrossa  sempre  piu`  di nuove unita` col trascorrere del mese   di Ottobre soprattutto se persiste stazionario un  regime consolidato e stabile di alta pressione accompagnato da   venti  leggeri  provenienti   dal   primo  quadrante  (tramontana e grecale) . Il prelievo  venatorio  in montagna , sia da parte dei cacciatori del posto sia da parte dei ‘forestieri’ , e` pressoche` inesistente .

Certo  e`  che  potere  vagare  , nell’immensita` del silenzio piu` assoluto , in queste bellissime foreste di conifere ‘miste’ o in queste millenarie faggete velate da una sottile nebbia , tra tronchi di alberi giganteschi e piante di felci colorate , tra rocce ricoperte di muschio e licheni e piccoli ruscelli palpitanti di acqua cristallina , circondati da un ambiente alpino spettacolare di ‘guglie’ svettanti  contro lo sfondo azzurro  del cielo  e` come  entrare in punta di piedi in un Santuario della Natura e provare emozioni e sensazioni ‘shoccanti’ che affascinano lo spirito e seducono l’animo . Ma raggiungere in autunno questi  ‘paradisi’ venatori vergini e inviolati , lontani dai villaggi montani ,  privi di   ogni   forma   di   vita   umana , di   vie  di   comunicazioni  e  di   strade  di   accesso , spesso impraticabili anche agli stessi  fuoristrada , non e` cosa facile ! Oltre al rischio frequente di perdersi in giornate fortemente nebbiose se non si e` accompagnati da una guida esperta dei luoghi  c’e`  la possibilita` di fare incontri , spesso pericolosi, con gli orsi bruni , ‘mammiferi’ che  possono superare il peso di  350 chilogrammi , le cui femmine se  accompagnate  dai  ‘piccoli’  sono   particolarmente  irascibili  nei confronti e dei cani e delle persone . Il pernottamento e` comunque possibile , previa prenotazione a causa della scarsita` dei posti letto , in tipiche ‘cabane’ (baite) di montagna dai tetti spioventi  e caratteristici che  sono molto ben attrezzate per i turisti , ottimamente riscaldate e dove si puo` gustare sempre una buona ‘ciorba’  calda (brodo) di pollo , di vitella o di verdure , oltre a gustose specialita` locali di carne di maiale e di formaggi  genuini di capra e di pecora .  Ottimi i vini sia rossi che bianchi !

La  Caccia  in  collina .

Quando il regime di alta pressione instauratosi nell’habitat montano si spacca e comincia a disgregarsi , piu` o meno lentamente , per il sopraggiungere delle prime perturbazioni Atlantiche provenienti da Ovest , la popolazione delle beccacce stazionanti sulle alture dei Carpazi e della Transilvania comincia a mettersi in movimento e a soffrire i veri sintomi atavici della migrazione autunnale . Cosi` se da un lato   le  ‘regine’ piu` precoci abbandonano i ‘siti estivi’ per proseguire  a piccole tappe il loro lungo viaggio  , altre  arrivano a rimpiazzare il posto lasciato vuoto e la situazione delle presenze in montagna rimane pressocche` invariata .

 Il peggioramento della situazione meteorologica sull’ Europa Centrale accompagnata da un regime di bassa      pressione , con  forti piogge e violenti   temporali , unita a correnti di aria fredda provenienti dalla Russia Nord-Orientale e dalla Siberia provocano larghi flussi migratori di beccacce verso la Romania . Se poi la temperatura in quota scende bruscamente e cadono le prime consistenti  nevicate  tutte le ‘regine’ abbandonano preventivamente in massa le stazioni di soggiorno estivo ma mentre una parte di loro , sulle antiche rotte percorse dagli antenati , continua la migrazione verso Sud , un’altra si abbassa nei canaloni , nelle vallate e nelle vaste fasce collinari e pedemontane dei  Carpazi , ingrossando le ‘file’ dei nuovi ‘arrivi’.

E` il momento  piu` propizio per i ‘beccacciai’ appassionati della caccia col cane da ferma  che rispecchia molto fedelmente quella praticata in Italia lungo tutta la dorsale Appenninica  con i continui e consueti spostamenti altimetrici di ‘regine’ dall’alto verso i fondivalle o viceversa a seconda della linea di demarcazione nevosa , dei fenomeni meteorologici piu` o meno intensi o degli ‘sbalzi’ improvvisi della  pressione atmosferica.

Comunque battendo dalla mattina alla sera in un interrotto saliscendi questi bellissimi boschi di faggio , di querce , di rovere e di carpini (per la cronaca ricchi di funghi porcini della migliore qualita`) con sottobosco misto di ‘ceppaie’, di rose canine , di rovi di macchia e  di arbusti selvatici spinosi con buoni ausiliari ,  pratici ed esperti di questa difficile disciplina , si possono fare nelle giornate di ‘passo’  favorevoli  parecchi incontri e diverse ‘levate’ ,  muovendosi con tutta calma e senza problemi di concorrenza   perche` molto difficilmente  si incontreranno sul cammino altre squadre di  cacciatori .

La Caccia in pianura e sulle Isole del Danubio .  

Quando le beccacce arrivano nelle localita`  pianeggianti  (il mio primo avvistamento in pianura in ordine di tempo e` del 4 ottobre 2006)  si puo` dire che sono giunte al termine del loro viaggio in terra rumena ma prima di spiccare il volo definitivo verso le Regioni piu` calde e temperate del Mediterraneo Centrale albergano qualche tempo per  ‘riposarsi’  ,  per alimentarsi e per ……riprendere fiato ! .

 Queste soste  piu` o meno lunghe dipendono oltre che da condizioni ambientali , climatiche e meteorologiche anche dal loro misterioso istinto migratorio o da altri fattori sconosciuti per i quali noi ‘beccacciai’ non sappiamo darci spesso alcuna logica spiegazione . I boschi umidi di pianura sono ubicati  nelle zone agricole Meridionali e  Sud Orientali , lungo  il corso  del Danubio e dei suoi  affluenti  (Oltul , Siretul , ecc.)  , nella vasta zona paludosa del Delta , nelle gia` citate regioni  di Tulcea e Dobrogea  e  nelle suggestive Isole maggiori e minori del fiume Danubio che sono raggiungibili , per uomini e mezzi , solo in barca a motore o su appositi ‘zatteroni’ sospinti da piccoli rimorchiatori .

Cito , a titolo di cronaca  , ‘Insula Mica’ (Isola Piccola) sita in  territorio di Braila , oggi trasformata in Riserva Naturale e sottratta   alla libera caccia , ricca di numerosi laghi interni pescosissimi , oasi incontaminata di una flora boscosa millenaria  , vero paradiso venatorio  per le oche le anatre e le beccacce, dove si  possono levare  facilmente venti , trenta e piu` ‘regine’ al giorno . Tanto che il dittatore Ceausescu , per soddisfare la sua passione venatoria , vi aveva fatto costruire una confortevole casa di caccia dal nome simbolico e significativo : ‘Cabana Egreta’ .

In ogni caso cacciare da soli , nella quiete piu` profonda , in queste meravigliose  Isolette ricoperte  da foreste acquitrinose di pioppi , di salici bianchi , di ontani e di frassini , velate da una leggera bruma  , vaccinate da numeroso bestiame brado , dove sotto la ferma del cane invece della  ‘regina’   puo` frullare rumorosamente uno splendido fagiano selvatico o incolonnarsi una coppia di capoverdi , schizzare via un grosso leprone o apparire d’improvviso la sagoma di un timido capriolo o quella minacciosa di un gigantesco cinghiale e` come vivere una avventura fantastica ai confini del mondo tra fantasia e immaginazione , tra sogno e realta`!

Se poi si ha la fortuna di imbroccare la giornata giusta nella quale , senza pericolo di concorrenza , si possono fare parecchi incontri , allora si` che con buone gambe  e provetti ausiliari , si ottengono ottimi e soddisfacenti carnieri ! Le beccacce che si incontrano cacciando via via non temono l’insidia dell’uomo , non conoscono il colpo del fucile e l’odore acre della polvere da sparo , ne` tantomeno il fiato del cane ed il suono del campano . Sono tranquille e ben nutrite , timide e fiduciose e se alzate piu` volte fanno dei brevi voli in circolo rimettendosi quasi subito nelle vicinanze . Che volere di piu` ? I periodi migliori per sfruttare queste occasioni sono i mesi di ottobre e novembre .

Certamente  la forte pressione venatoria esercitata nel Terzo Millennio su questo stupendo selvatico , non soltanto nei Paesi di svernamento ma anche in quelli di transito  , richiede una attenta riflessione del problema  ‘scolopax rusticola ’ dal punto di vista naturalistico e protezionistico . La beccaccia oggi e` senz’altro  ‘patrimonio dell’umanita`’ e la sua gestione deve essere tutelata  a livello internazionale fra i vari Stati interessati per impedire ,  ancora prima di subito , le speculative stragi indiscriminate, le illogiche ‘poste ’ serali e mattutine e le insensate cacce primaverili  praticate  in larga scala in alcune Nazioni dell’Europa dell’Est  come qui`, in questa affascinante terra rumena, dove la caccia alla ‘regina del bosco’ e` incredibilmente aperta fino al 15 di Aprile ! Bafta ! (In bocca al lupo !) .

RACCONTI DI CACCIA RUMENI In Romania la caccia primaverile alle beccacce di ‘ripasso’ verso i Paesi di origine e di riproduzione del Nord Europa e` aperta fino al 15 aprile . Caccia  assurda , insensata e antisportiva per la quale io , appassionato ‘beccacciaio’ , non sono assolutamente d’accordo . Non cosi` sembra  l’Autore rumeno dell’articolo che segue , molto passionale ed espressivo , che tradotto in Italiano sottopongo all’attenzione del lettore per un imparziale giudizio di condanna o di assoluzione .

SULLA STRADA DELLE BECCACCE ( Pe drumul sitarilor ) di Felix Bogdan Dragomir

 Come ogni anno , anche in questa primavera ,   le beccacce sono transitate in direzione Nord , seguendo il richiamo degli antenati e volando attraverso le stesse rotte aeree immutate nella Notte dei Tempi .Di  quando  in  quando interrompono il loro grande viaggio per discendere nei boschi , appena all’inizio della germogliazione , che incontrano sulla via e per estrarre dal terreno col lungo becco il cibo indispensabile a sostenere lo sforzo necessario per arrivare alla meta lontana , dove deporranno il nido .

Sempre nelle stesse foreste , al disopra delle cime degli alberi , compiono ogni mattina e ogni sera il caratteristico ‘volo nuziale’ incantando la nostra vista e il nostro udito con la magia di sensazioni particolari , di giochi e di evoluzioni acrobatiche che pochi cacciatori hanno la fortuna di vivere nella loro vita .     

Il momento dell’arrivo delle beccacce a primavera e` unico ed e` aspettato con ansia da tutti coloro che hanno assaporato almeno  una volta il fascino irresistibile di questa caccia e per i quali il ‘marmoreo’ uccello, con il suo volo incerto e con il suo comportamento strano e bizzarro, rappresenta un vero oggetto di ammirazione e di culto offrendo a coloro che la  cacciano una soddisfazione sublime dell’animo che non ha eguali .

Per questo motivo , quando arriva marzo e il clima diventa piu` mite , nel cuore di un vero ‘beccacciaio’ rinasce la segreta speranza  di incontrare il misterioso selvatico , dal lungo becco e dagli ‘occhi di velluto’ , cosi` come descritto dal famoso Sadoveanu    (scrittore narratore) egli stesso fautore di questa ‘dottrina’ che purtroppo ha sempre meno adepti tra i cacciatori moderni , interessati a prede piu` grosse e completamente indifferenti  alla  caccia primaverile dove si spara poco e dai risultati sempre modesti e aleatori .

Essendo anche io un appassionato seguace di Diana vivo con la stessa intensita` di  emozioni  qualunque partita di caccia , senza questione di specie , offrendomi sempre ogni uscita all’aria aperta dei momenti unici ma niente pero` si puo` paragonare alla sera di un giorno di primavera quando , estasiato dalla natura che rinasce , osservo il volo enigmatico delle beccacce assaporando nel contempo insieme ai miei amici lo scenario stupendo del paesaggio che ci circonda . 

Aspettiamo turbati, con il cuore in gola ed il fiato sospeso , l’attimo in cui il richiamo d’amore e la ‘sagoma’ della prima beccaccia appare sullo schermo del cielo che imbrunisce , procedendo pigramente con la monotonia del suo  volo lento simile ad un grande pipistrello ma che all’improvviso interrompe  scendendo velocemente in picchiata per rasentare zigzagando sinuosamente le fronde dei cespugli piu` bassi alla ricerca della compagna .

Noi allora la salutiamo con una o due fucilate che poi sono oggetto di animate discussioni a fine cacciata quando ci riuniamo tutti insieme nel luogo di adunata , i piu` fortunati stringendo in mano la ‘beccuta’ preda per staccargli dalle possenti ali le piccole e dure penne del ‘pittore’ che andranno ad ornare i cappelli da caccia : un trofeo che ricordera` per sempre la bellezza degli indimenticabili  momenti di vita vissuta all’inizio della primavera !