scansione0005Terra! con corda di ritegno all’alzarsi della selvaggina.

Questa lezione che l’artista ha voluto presentare colla corda di ritegno può è deve anzi darsi senza, nella pluralità dei casi, allorquando il cucciolo é stato preventivamente e completamente addestrato al terra in qualsiasi evenienza. Questa corda è d’altronde un ausiliario prezioso da adoperarsi, anche nelle lezioni precedenti, quando si ha a che fare con nature caparbie e ribelli; i dresseurs » esteri ne fanno continuo uso ma, a nostro avviso, é preferibile adoperarla solo nei casi estremi.

Quando dunque, nelle precedenti lezioni all’aperto, avrete bene avezzato il cucciolo al fischio e allo sparo mentre gli frulla tra i piedi una augelletto qualunque o gli svolazza dinanzi una farfalla, sarete già a buon punto per togliergli il malvezzo di rincorrere la selvaggina, ed il compito vi riuscirà relativamente facile. Provvedute che abbiate alcune quaglie vive, colle’ali sane, le porterete in un campo o prato esteso, possibilmente senza piante e dopo averne messe un paio fra l’erbe, ritornerete a casa a prendere l’allievo, e giunto al campo, dopo averlo messo preventivamente al terra, per fargli comprendere che deve sempre stare sottoposto alla vostra volontà, gli farete segno di inoltrarsi cauto, conducendolo verso una delle quaglie il cui posto sarà stato segnato da un piolo o da un ramo infissi nel terreno. Sé il cucciolo é di buona razza egli, che avrà già raggiunto allora i 6 o 7 mesi, fiuterà indubbiamente la selvaggina e allora principieranno per voi quelle intime gioie del cacciatore che vede nascere, e svilupparsi ad una ad una le qualità del sito compagno: egli dapprima si fermerà come trasognato, striscerà per poco avvicinandosi tremante e, nove volte sopra dieci, cadrà stecchito in ferma scultorea, la coda rigidamente tesa gli occhi fiammeggianti.

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Dovrete allora afferrare solidamente la corda di ritegno, :se credete di farne uso, e avvicinare il fischietto alle labbra. Se la quaglia non si muove. accarezzate il cucciolo che sentirete tremante al tatto della vostra mano, senza mai spingerlo, incitandolo anzi a stare fermo finché l’uccello si deciderà al volo: e allora un fischio: acuto dovrà costringere il cane ad atterrarsi facendo violenza al prepotente suo istinto se non si accucciasse, uno: strappo violento della corda lo ricondurrebbe al posto ove: lo farete coricare, ripetendo il fischio accompagnato da qualche parola minacciosa. Badate sempre, come nelle altre lezioni, di ricondurre lo scolaro disobbediente al posto preciso in cui avrebbe dovuto cadere atterrato. In questa: lezione si dovrà alternare il fischio collo sparo del fucile, e ripeterla giornalmente sino a quando cucciolo rimarrà assolutamente immobile, sia che la selvaggina gli si alzi sotto la ferma, sia che frulli inattesa. E’ assai raccomandabile la quaglia per questi esercizi perché il più delle volte essa pedina prima di decidersi al volo, raddoppiando così l’impazienza dell’animale e mettendo a durissima prova i suoi nervi eccitati. Da molti mi è stato chiesto di spiegare il modo migliore per porre le quaglie fra l’erba senza incorrere nel pericolo di vederle involarsi appena liberate dalla stretta della mano.

La cosa pare semplicissima per chi l’ha già vista a praticare o ha assistito a qualche prova sul terreno: ma siccome tutti i lettori non si trovano in questo caso, stimo utile farne cenno, non fosse altro che per risparmiare a qualcuno un apprendista che potrebbe costargli la perdita di molte quaglie. Presa in mano che si abbia la quaglia, scuoterla rapidamente, come il chierico che serve messa scuote il campanello, onde intontirla; collocata poi, cautamente in un ciuffo d’erba, aprire pian piano la mano evitando le scosse e i movimenti repentini delle dita, e poi indietreggiare e allontanarsi prontamente. Occorre alla quaglia qualche minuto per riaversi dalla subita « ubriacatura » e, quando riprende i sensi, non vedendosi più alcuno vicino, invece che involarsi pedina per esplorare i dintorni. Ho visti degli inservienti da field-trials a cui, con questo sistema, non sfuggiva più di una quaglia sopra cento, mentre tutte, puntate dopo dal cane, frullavano egregiamente.