CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Mese: Febbraio 2018

“Arte è Natura Completa” di Vanni Mantegari

 16195840_1340697539326655_7503765037920449699_nPartire ai primi di febbraio dal grigiore della nostra fredda terra del nord, per recarsi nella tiepida e colorata Andalusia, dove la primavera ha già preso possesso della natura di quei luoghi, e come subire un “rapido” risveglio dei nostri sensi.

Trovarsi immersi in quel oceano verde di “Tigro”, dove in amore le “Rosse Andaluse”ci ospitano per valersi del lavoro dei cani, che visti in quel contesto risultano essere come delle acute pennellate di bianco che colorano l’orizzonte, e un favore che la “Natura” dona a noi uomini.

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Stroncato l’aspetto-Per una volta la tecnologia a favore della beccaccia-di Mirco Peli

Per la caccia servono regole semplici e di buon senso.

Giorgio Lugaresi nell’editoriale dell’ultimo numero di “Beccacce che passione” scrive: Cari amici, c’è solo una soluzione e dobbiamo mettercelo in testa tutti: le regole del buon senso devono essere dentro di noi. Siamo gli unici veri controllori di ciò che facciamo. Se su questo fossimo tutti d’accordo, potremmo mettere solo un limite “numerico” stagionale serio … Dipende “soltanto” da noi.

Ma che non sia proprio questo… il problema?!?! Risponde Silvio Spanò.

Silvano Mattedi aggiunge: Il buon senso è una regola universale ma pochi la praticano e si autoregolamentano. L’autolesionismo e le regole delle lobby venatorie non sono di buon senso.

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COMUNICAZIONE D’AMOROSI SENSI di Cesare Bonasegale

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Nuovo libro di Cesare Bonasegale

 Da www.continentalidaferma.it

La diversità fra “Collegamento” e capacità di non perdersi. Il sesto senso che permette ai cani di ricollegarsi ai luoghi ed alle persone amate. La teoria dei “campi morfici” di Rupert Sheldrake.

Noi cinofili siamo gente bizzarra. Pensate un po’ che qualche anno fa un tale era partito da Bergamo per venirmi a cercare all’estremo sud della Serbia dov’ero ad allenare i miei cani. Aveva un Setter che in campagna se ne andava per i fatti suoi e non si faceva più vedere per ore. Il pover uomo era disperato e si sgolava con urli e fischi del tutto inutili che anzi – tentai di spiegargli – sortivano l’effetto contrario perché consentivano al cane di sapere sempre dove si trovava il padrone, sollevandolo così dall’ansia di perderlo.

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