IMG_5771 (2)E così tutto il necessario è in nostre mani: non ci manca più che pensare al nostro ausiliare: il cane. E qui incominciano i guai seri se non lo possedete ancora o se ne possedete uno che non sia mai andato altro che in pianura. Se vi sarà dato di trovarvi in qualche farmacia venatoria (negozi di armieri) e udire le varie opinioni sul cane da ferma più indicato per cacciare la coturnice, credo che ben difficilmente vi potrete fare un concetto chiaro della faccenda: la questione è invece molto semplice: tutti i cani da ferma possono divenire degli ottimi cani da caccia in montagna e specialmente alla coturnice, purché abituati fin da giovani su questo terreno e istruiti a tal genere di selvaggina, come per tutti gli altri selvatici e tutti gli altri terreni.

Non esiste una razza di cani in particolar modo versata per la nostra caccia: qualunque cane da penna che sia forte e robusto, che sia abituato a battere come si conviene il terreno, che sia educato alla cieca ubbidienza al solo cenno, che abbia solida ferma, perfetto riporto, se a queste doti può aggiungere quella di una calma intelligenza, e un istintivo senso del selvatico e di avvicinamento a questo, che sia di sangue inglese o italiano o turco, che abbia il pelo lungo o corto, e la coda mozza o intiera, che sia iscritto al libro origini o a quello della spesa della serva del Parroco, farà in ogni caso provare le più grandi emozioni alla caccia delle coturnici, e sarà un caso che permetta di ritornare a casa con il carnier vuoto!

3

Rari perciò i cani buoni alla starna in pianura e collina, ma addirittura rarissimi quelli buoni alle coturnici di montagna: il terreno quasi sempre scoperto, duro, l’ambiente silenzioso del regno suo, impongono una cerca estesa e prudente, circospetta, calma e una tattica di avvicinamento piena di astuzie intelligenti e riguardose. Un olfatto potente, e una azione sempre guardinga, sanno render pratico ed efficiente l’aiuto del cane: l’olfatto però non è la dote precipua di un buon cane da coturnici; meglio un naso mediocre, ma a servizio di un cervello equilibrato e intelligente, che non un naso da prove su dei nervi ipereccitabili. Ripeto: razione calma e intelligente sia da parte del cane sia da parte del cacciatore è tutto per incarnierare coturnici.

La coturnice è animale furbo, astuto, scaltro quando ha raggiunto il suo pieno sviluppo: sempre in allarme e sa difendersi bene, né si lascia avvicinare o sorprendere da… un carro armato. Ben stabilito quanto sopra, non è difficile scegliere il soggetto nella razza che esteticamente può piacere di più. Le razze inglesi (pointer e setter) per la loro vasta azione di ricerca, per il loro olfatto potentissimo, sarebbero le più indicate per la nostra caccia se il loro temperamento nevrastenico non rendesse la loro azione troppo rumorosa e imprudente: riuscendo con una educazione speciale al nostro terreno a eliminare questi inconvenienti, certamente questi cani sarebbero imbattibili in montagna. Purtroppo però la loro educazione non è facile e quindi ben raramente si può incontrare un soggetto cosi equilibrato da sapersi tener calmo come l’educazione venatoria lo impone e il carniere lo richiede.

Le razze continentali nazionali (bracco e spinone) hanno cerca più ristretta, azione più calma, sensibilissimi all’educazione, sanno coadiuvare l’azione del cacciatore, quasi istintivamente, e procurano a questi se non i quadri impressionanti di ferme entusiasmanti, dei carnieri positivi e delle giornate di caccia riposanti e deliziose. E così per continentali esteri, bracchi e bretoni. Con qualsiasi ausiliare ben educato a tale caccia, ci si diverte in montagna: io non mi vergogno di dirlo, dopo aver avuto dei campioni pointer e setter, dei bracchi e degli spinoni, mi son divertito un mondo e ho battuto il mio record di carniere di coturnici, l’anno che ho avuto come cani da scovar selvaggina… una coppia di bassotti tedeschi!… Erano però due specialisti in tale caccia e non avevan mai fatto altro. Non è dunque tanto questione di razza quanto di esperienza a questa caccia che può far prezioso un cane; e dato che in una razza sola è difficile che si uniscano tutte le doti indispensabili per render perfetto un cane, gli incroci di bracco pointer e bracco spinone sono, per questo, forse i migliori di tutti come complesso di doti venatorie; almeno la mia esperienza mi fa concludere così. In nessuna razza come in questi incroci è evidente una particolare disposizione a quel senso di guidata così prezioso per avvicinare a tiro utile la coturnice: questo è innegabile e bisogna riconoscerlo. Il riporto per il cane da coturnici è assolutamente indispensabile: oltre che per gli animali uccisi, soprattutto per quelli feriti che vanno a morir lontano e che cercano di nascondersi.

IMG_5773 (2)

E l’intelligenza di un cane può esser valutata più che tutto proprio nel riporto dell’animale ferito. Coturnici colpite «dietro» (treno posteriore), o nei polmoni, seguitano il loro volo, anche se accusano il colpo, come se nulla fosse e poi lo allungano fino a sparir di vista; e se il cacciatore non è un marcatore o se c’è nebbia son perse. Altre, venute giù come stracci con un’ala rotta, appena toccato terra se la battono a gambe verso la pietraia più vicina o nello sporco più prossimo e se il terreno è molto accidentato sanno nascondersi a meraviglia. Ma il cane intelligente vede e sente anche quello che noi non abbiamo né visto né sentito, e non tarda a ritrovare e a riportarci la vittima. Se tarda a ritrovarla, salvo che non abbia visto la direzione, che gli indicheremo allora avviandoci verso di questa, non conviene forzarlo o eccitarlo: lasciatelo fare; egli a furia di girare con calma finirà di trovare la traccia, nel punto dove ha toccato terra la selvaggina, e la seguirà bene, perché fresca e di solito anche ricca di odore del sangue versato. Se il cane non riporta… sono dolori! Occorre che voi facciate il lavoro del cane e se anche questo vi saprà indicare la selvaggina morta ritrovata dovrete scendere fino a lei a volte per posti assai brutti e pericolosi e, in ogni caso, sobbarcarvi un supplemento alle fatiche della giornata che si rifletteranno inevitabilmente sullo sviluppo e sull’esito della medesima. Ascoltate il mio consiglio: se avete un cane che non riporta… fate a meno di andar a caccia alla coturnice fino a che non ne avrete uno che porti!

Il riporto è la prima dote del cane da coturnici… insieme alle altre! Son rari però i soggetti che non imparino bene e in tal caso la colpa è più del cacciatore che del cane: ma vi sono anche dei soggetti che non possono sopportare il solletico delle penne in gola e, pur riportando ogni oggetto e anche la lepre, rifiutano la penna o se tentano il riporto di questa, vengon presi da vomiti: io almeno ne ho avuto uno così, e malgrado fosse un pointer ottimo e perfetto, me ne son disfatto. La gioia anche di assistere al riporto fa parte delle più vive soddisfazioni del cacciatore e il privarsene è togliere molta bellezza alla nostra caccia. Il cane che si accorge del minimo movimento di allontanamento della coturnice, che non la forza, ma non la abbandona nella sua fuga e che anzi cerca di non facilitarla, limitando la rumorosità dei suoi movimenti di approccio; il cane che si ferma appena si accorge che la selvaggina si ferma, che riprende il suo avvicinamento appena ha la sensazione che questa si allontani, e tutto ciò che su un terreno dove il posar i piedi significa far rotolare dei sassi, o far rumore, spaventar la selvaggina, farla frullare fuori tiro: ecco tutto ciò che ho visto fare da un mio bracco pointer al quale non mancava che la parola, e forse non l’avrebbe usata… per prudenza, come io non la usavo con lui, e per timore di non poter tirare alle «sue» coturnici!

Nell’impossibilità di trovar da comprare un tale cane fatto e stampato, perché chi Io possiede e l’ha saputo render tale, non lo cede per nessuna cifra, il cacciatore che vuol dedicarsi alla coturnice deve rassegnarsi a farselo a furia di esperienza che di mano in mano egli si farà per sé e per il cane, e non demoralizzarsi delle iniziali delusioni e degli insuccessi che inevitabilmente dovrà incontrare. Dopo anni di pratica potrà capire che cosa sia la caccia di montagna e farlo capire al suo cane: ma con tutta probabilità sarà il cane che glielo spiegherà a lui?…