CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Capodanno 2018: Un volo pindarico con la Beccaccia! (Gli auguri di Silvio Spanò)

 fregio 2[3710]Oggi, 1 gennaio 2018, vorrei scrivere qualcosa che stia fra lo Spirito, la Natura, il Futuro (un futuro dove ancora ci sia una beccaccia!). Stamani in Chiesa, davanti al grande quadro della Madonna con attorno un fregio marmoreo ove un noto scultore genovese, Garaventa, cinofilo e cacciatore, inserì una beccaccia e due pernici, mi tornò in mente la delicata leggenda secondo la quale le righe nere sul capo della beccaccia sarebbero le impronte delle dita della Vergine, una carezza sul suo capino per aver evitato che uno scorpione, nella stalla di Betlemme, pungesse il piedino di Gesù. Si era in inverno, come ora, e una beccaccia svernante vicino ad una stalla …ci sta bene!

Ma come evitare di pensare che oggi, 2000 anni dopo, di questa stagione, e in condizioni critiche, ci sia ancora chi invece di carezze , tiri alle beccacce sonore fucilate…d’altra parte l’ho fatto anch’io e ne ho dei cari ricordi custoditi nei cassetti della memoria! Tuttavia, dato che sono quasi 30 anni (dal1989) che volontariamente non caccio più la beccaccia dopo il 31 dicembre (in Liguria, mia regione di residenza, la caccia ancor oggi vi è aperta in gennaio) credo di poter dire la mia a sostegno di tempestive chiusure in occasioni di motivazioni più che plausibili.

Fregio marmoreo di Garaventa[3709]

E veniamo al sodo: sto leggendo un ottimo libro sul nostro “futuro” e come fare per gestirlo al meglio (Grande Mondo/ Piccolo Pianeta, di J.Rockstrom e M. Klum, Ed.Ambiente, 2015); tra i punti chiave ”una priorità assoluta è tenere conto della perdita della biodiversità, perché gioca un ruolo fondamentale per definire la resilienza degli ecosistemi….stiamo perdendo grandi quantità di biodiversità e non sappiamo nemmeno che stia succedendo” ( Nota: La resilienza ecologica è la capacità della natura di evitare sgradite sorprese…)

Ovviamente ciò si inserisce nelle grandi problematiche che ci prospetta il prossimo futuro (Clima, Incremento demografico, esaurimento delle risorse…. limiti planetari…. : il Mondo “umano” è cresciuto, mentre il pianeta resta sempre lo stesso).

Ma cosa c’entrano le beccacce?: C’entrano eccome essendo un elemento della biodiversità ed un indicatore dell’influenza dei cambiamenti climatici sulla biosfera. Tutti i beccacciai sanno che questa è una delle specie migratorie “climatiche”, influenzata più di altre dalla variabili meteorologiche, che sono poi abbastanza ritmiche…ma da qualche anno abbiamo sintomi – sempre svelati dalle beccacce (e da altri migratori, s’intende)- che dette variabili fluttuano tra eccessi raramente prevedibili che si ripercuotono sulla più o meno abbondante e ben distribuita comparsa nei varie regioni importanti nei diversi momenti del ciclo biologico della specie: riproduzione e svernamento in particolare, e momenti di interconnessione fra di due (migrazioni ed erratismi).

Quest’anno poi – ed ecco dove volevo arrivare – a seguito di sempre migliori approcci di ricerca (almeno nei Paesi di maggior coinvolgimento nella gestione , v. interessi venatori) si sono potute verificare anomalie a fronte di variazioni climatiche evidenti. In vaste estensioni riproduttive piogge e temperature basse hanno ridotto il successo di nidificazione, e in ancora più vaste aree di migrazione e sverno, una siccità eccessiva ha condizionato le comparse, influendo pesantemente sulla composizione in classi di età ( giovani dell’anno/adulti). Ovviamente a chiazze, ma molto evidenti ed estese, meglio monitorate che altre volte, tanto da provocare commenti allarmati da parte delle istituzioni che studiano la specie (Office National de la Chasse et de la Faune Sauvage, F; Game & Wildlife Conservation Trust , UK) che hanno raccomandato precauzione nei prelievi.

Questo è un quadro che tuttavia non è stato recepito tale e quale dalle grandi associazioni venatorie che hanno senza dubbio un potere “politico” notevole, ma solo come variabile da tener presente in uno studio che dovrà essere approfondito… Speriamo solo che la resilienza della specie e del suo habitat sia tale da minimizzare (controllare) i danni che ci saranno certamente e sempre per colpa nostra! …e senza buona volontà a contrastarli. In un prossimo intervento varrà la spesa di analizzare puntualmente quanto sta in questi giorni palesandosi al riguardo.

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3 Comments

  1. Pier

    Se osserviamo il meteo Europa noteremo che sino ad oggi le temperature sono sempre state sopra la media. Oggi ad esempio solo a Mosca la minima e’ -2, mentre in tutte le altre città le minime sono sopra lo zero.
    In queste condizioni le beccacce non hanno motivo di migrare verso il mediterraneo.
    Sicuramente avrà inciso anche il minor successo riproduttivo, ma non siamo troppo catastrofici, le regine ci sono ancora e se la stagione sarà regolare l’anno prossimo non mancaranno di tornare numerose!

  2. casale giuseppe

    Sono d’accordo con il Dott. Silvio Spanò ,quest’anno per il sottoscritto la beccaccia doveva essere esclusa dalle specie cacciabili non solo in Italia ma in tutta Europa, non parliamo poi delle svernanti !!!!
    E’ stato constatato che da alcuni anni questa specie sia in grave contrazione anche per la troppa pressione venatoria ,pertanto con il disastro climatico del 2017 che si è manifestato nelle aree di nidificazione e di riproduzione a mio parere sarebbe stato necessario un confronto con gli altri stati della UE con lo scopo di salvaguardare questa specie dal valore inestimabile.

  3. Come sempre esperienza conoscenza e saggezza . Grazie Silvio

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