CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

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L’istinto, il sesto senso- la forza e la volontà – di Mirco Peli-

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Astro che a fermo abbaia alla tabella di confine

Come si spiega la capacità del cane di trovare la strada di casa anche a molti chilometri di distanza? Fatto questo abbastanza comune nel passato quando i cani vivevano liberi nei paesi,  è forse la stessa capacità che usa per trovare la selvaggina e che noi cacciatori chiamiamo senso del selvatico? Quando ero ragazzetto, guardavo come tanti ragazzi dei tempi, torna a casa Lessi, e la cosa che più mi è rimasta impressa è proprio la capacità dei cani di ritrovare la strada di casa anche a centinaia di chilometri. Questa capacità esiste ancora? Sempre più spesso mi capita di leggere biglietti affissi nei luoghi più strani smarrito cane, segue descrizione e numero di telefono. Il traffico, la vita non più libera dei cani moderni ha fatto perdere questa capacità? Personalmente credo che fra i cani che ancora hanno la possibilità di stare tanto tempo in libertà o a caccia ci sia ancora. Voglio raccontare alcuni fatti che ho vissuto di persona, che stanno a dimostrare le caratteristiche elencate nel titolo.

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LE BECCACCE SONO SEMPRE BECCACCE PURE ALL’ESTERO, SI MA E’ IL CACCIATORE CHE E’ DIVERSO di Mirco Peli

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Personalmente non ho mai sentito l’attrazione verso l’estero, perché le mie montagne mi hanno sempre dato modo di divertirmi, offrendo sorprese sempre nuove. Quindi perché guardare altrove? I cacciatori che vanno all’estero spesso per motivare la loro scelta sostengono che le beccacce sono sempre beccacce pure all’estero. Sì, su questo concordo ma sono i cacciatori che vanno all’estero che hanno una diversa concezione della Caccia.  Mi spiego e per farla breve raggruppo in tre categorie i cacciatori che vanno all’estero, poi esistono altre varianti ma riguardano casi specifici.

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A beccacce con cani a grande cerca –di Mirco Peli–

Jack il tipico setter da beccacce a grande cerca, cugino di Paiper e Peirò

Da anni si discute se a cacciare beccacce è meglio usare un cane a grande cerca o a raggio ristretto. Certo quando le beccacce erano numerose e si usava solo il campano gestire un cane a grande cerca era un impresa, erano più le arrabbiature che le soddisfazioni. L’avvento della tecnologia, introdotta peraltro in concomitanza della diminuzione della beccacce, e che in parte ne è la causa, ha cambiato il modo di cacciare e il cane che batte molto territorio è diventato quasi indispensabile per chi caccia in terreno libero in Italia. Io le soddisfazioni più grandi le ho avute da cani a grande cerca, anzi con un potenziale trialer, cacciare beccacce con un simile cane è caccia dura, ma è caccia vera.

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Stroncato l’aspetto-Per una volta la tecnologia a favore della beccaccia-di Mirco Peli

Per la caccia servono regole semplici e di buon senso.

Giorgio Lugaresi nell’editoriale dell’ultimo numero di “Beccacce che passione” scrive: Cari amici, c’è solo una soluzione e dobbiamo mettercelo in testa tutti: le regole del buon senso devono essere dentro di noi. Siamo gli unici veri controllori di ciò che facciamo. Se su questo fossimo tutti d’accordo, potremmo mettere solo un limite “numerico” stagionale serio … Dipende “soltanto” da noi.

Ma che non sia proprio questo… il problema?!?! Risponde Silvio Spanò.

Silvano Mattedi aggiunge: Il buon senso è una regola universale ma pochi la praticano e si autoregolamentano. L’autolesionismo e le regole delle lobby venatorie non sono di buon senso.

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Fare regalini ai cacciatori non è il bene della caccia di Mirco Peli

IMG_5883In queste ultime settimane si assiste al balletto dove alcune regioni prorogano la caccia alla beccaccia e altre ne anticipano la chiusura, ricorsi al Tar per uno scarto irrisorio di 15 giorni. Sono scaramucce che costano in tempo e in denaro ”nostro”, si perché i ricorsi delle associazioni venatorie li fanno usando i nostri soldi e prendono in giro i cacciatori che capiscono che sono scelte di sapore elettorale. Faccio qualche domanda nell’ambiente e mi sento rispondere che non è giusto che a distanza di pochi km una Regione chiuda la caccia alla beccaccia al 15 gennaio mentre in un’altra è aperta fino al 31. Potrei pure concordare se l’avessero scoperto ad Agosto.

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SIATE MOLTO VIGILANTI

Scolopax Rusticola (212)

Il 6 gennaio 2018 P.Vignac e F.Ricaud hanno scritto sul loro bel sito www.lachassedelabecassedesbois.com un appello alla responsabilità, con la premessa che attualmente non ci sono gli estremi per una chiusura temporanea della caccia, obbligatoria e contemporanea su tutto il territorio nazionale quando è in corso un’ondata di freddo con periodo di gelo prolungato sull’Europa orientale e la maggior parte del territorio francese.

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Le beccacce che svernano in Italia sono sempre le stesse.

Pertanto la responsabilità per una gestione ottimale è solo nostra, sia cacciandole in Italia, o andandole a cacciare nei paesi di nidificazione e transito.

Prendo a riferimento uno studio fatto da Philippe Vignac sull’analisi dei segnali Argos che confermano alcuni comportamenti della beccaccia. “ Dopo aver studiato il principio di funzionamento del beacon Argos, abbiamo ora risposte e conferme sul comportamento della beccaccia.

Essendo lo studio Francese si vedono solo le rotte e la provenienza delle beccacce che interessano il nord Italia. L’italia sud meridionale è interessata da altre sub popolazioni e ciò è un bene perché le beccacce prelevate sono di altra provenienza. Spiega pure perché al nord ci sia stato un passo scarsissimo, mentre al sud è andata meglio.

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Considerazioni sul passo della beccaccia di Mirco Peli

Scolopax Rusticola (212)

Premetto che non sono un ricercatore ne uno studioso della materia, diciamo che leggendo e con l’esperienza ho costruito una mia personale idea.

In questi giorni ho promosso un sondaggio su come è andato il passo della beccaccia questo autunno 2017, utilizzando Facebook dove mi era permesso fare solo due domande, la prima formulava se il passo è stato buono e la seconda se è stato pessimo. Siamo un po’ in anticipo per capire come si 24257442_10210526580625433_625252062_ncompleterà il passo/svernamento nel Sud e in Sicilia, ma direi che le risposte arrivate 750 sono sufficientemente rappresentative per il Centro/Nord. Il risultato del sondaggio da al 28% chi ha avuto un buon passo e un 72% che l’ha avuto pessimo. Non mi sorprende, considerato che su Cacciatori di montagna e di beccacce, già www.setterfoto.com, avevamo documentato che l’inverno 2016/17 aveva portato a seguito di alcune settimane gelide tutte le beccacce nei paesi di svernamento a caccia ancora aperta.

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A META’ STAGIONE LA MIGRAZIONE DELLA BECCACCIA HA DELUSO di Mirco Peli

Loro sono tremende, ma lui è anche peggio. Foto di Moreno Amalberti

Sulle Prealpi, dalla Liguria al Veneto, passando per il Piemonte e la Lombardia, il passo della beccaccia è stato finora deludente, il peggiore di sempre.

In alcune ristrette località qualcosa si è visto, quasi a smentire quello che succedeva altrove; si è trattato però di beccacce che posavano i piedi per terra un giorno per poi sparire. Alcune località del Trentino, il Friuli, l’Appennino Centrale, hanno avuto dal venti Ottobre al dieci Novembre, giorni di buone presenze, il mistero del passo di sempre e che forse non chiariremo mai, ma che comunque è strettamente legato al clima e, conseguentemente alla disponibilità alimentare!  Cosi anche sui Balcani a macchia di leopardo il passo c’è stato. Pur riconoscendo quanto dice Spanò (che il passo di un migratore notturno, silvicolo ed elusivo come la beccaccia lo giudichiamo dalle beccacce che si posano, anche per poco,  e non è l’immagine esatta dello scorrimento migratorio) voglio dire la mia. Vale solo per il Nord Italia Alpi e Prealpi, dove ho notizie di prima mano accertate e riguarda quello che ho visto personalmente e ciò mi induce a una riflessione. Forse un po’ pessimistica? Dal mio punto di vista no.

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La caccia seleziona il comportamento della beccaccia a livello genetico?

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Sciocca bestia “La beccaccia è molto sciocca bestia, dice il vecchio ornitologo Belon; e codesta osservazione, sanzionata dall’autorità d’un proverbio sussistente da immemorabile tempo, mette effettivamente questo uccello fra i più stupidi, il che lo rende facilissimo da pigliare. Altri autori del passato la definiscono tanto stupida che danno per certo l’estinzione della specie in pochi decenni. Per nostra fortuna cosi non è stato ma sicuramente la beccaccia è cambiata, chi oggi la definirebbe “sciocca bestia o stupido uccello”?.

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