Copertina

L’enorme uso di quaglie che è stato fatto nel passato e che attualmente continua a farsi, in Europa (in Italia ed in altri Paesi), sia per addestramento dei cani da ferma e l’attività di prove cinofile, sia come oggetto di caccia, sia come prodotti commestibili, ha indotto la massiccia produzione in allevamento, che gradualmente si è mescolata (e sostituita) a quella naturale, nota fin dai tempi biblici. L’entità del fenomeno è difficilmente quantificabile, anche se da una stima fatta, nella sola Italia vengono attualmente utilizzate quaglie nell’ordine di grandezza delle centinaia di migliaia. A causa della scarsa purezza genetica dei soggetti allevati, incrociate con quaglie giapponesi, i ricercatori si sono posti il pesante interrogativo dell’inquinamento genetico che ne potrebbe derivare al patrimonio selvatico di quaglia europea.

Da qui è nato il desiderio di approfondire le conoscenze sullo stato della quaglia in natura con le implicazioni che sono derivate ed ancora derivano dal suo sfruttamento. Questo libro, scritto da due ricercatori universitari del settore, Loris Galli e Silvio Spanò, è nato con l’ambizione di fare un quadro sintetico, ma esauriente, della situazione, nella speranza che i numerosissimi utilizzatori di questa specie siano mossi dalla virtuosa curiosità di saperne qualcosa di più, visto che si tratta di un essere vivente, grande migratore, e non soltanto di un oggetto usa e getta, disponibili a basso costo e in quantità per tutto l’anno. Pertanto da considerare con attenzione, rispettare e conservare. La speranza è lenta a morire, ma l’ ottusità degli uomini sovente può accelerarne la fine! Ovviamente nel libro, pubblicato nel 2007, si parla della quaglia dal punto di vista scientifico (e storico),da quello cinofilo-venatorio, da quello del suo allevamento, lasciando un piccolo spazio a qualche gustosa ricetta.

Può esser richiesto direttamente a Silvio Spanò. E-mail  spano.silvio@gmail.com