CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

INTERVISTA A GIACOMO GIORGI “ALLEVAMENTO SETTER DI CROCEDOMINI”

A taine, passione mai sopita

Quale è stato il motivo o lo stimolo che ti ha portato a selezionare ed allevare il Setter ?

Fin da bambino ho sempre avuto una grande passione, un grande amore per i cani, nel lontano 1968 la mia prima licenza di caccia, la forma preferita quella di penna alla tipica di monte con il cane da ferma. Ho iniziato con meticci, mi ricordo di Full incrocio  setter/segugio dal naso finissimo che le cotorne le trovava con una facilità spaventosa,  vergognosamente scagnandole  me le sfrullava tutte buttandole sparpagliate giù per canaloni e dirupi sopra la Malga di Stabè ( Valle Camonica BS  ) tra moccoli , ingiurie  e porconi vari, poi passai ad un Breton, poverino era pure Epilettico, non aveva nemmeno un filo di stoffa per quei bellissimi uccelli dal bekko e zampette rosse.

Susseguirono due setter e due pointer, un bracco/pointer mordace che regalai subito, finalmente comperai  da un allevatore amatoriale un bracco tedesco, un Kurzhaar roano di nome Dik, un vero cane puro, iscritto al Loi, fermatore bravissimo e riportatore perfetto. Non lasciava nulla di quel poco che buttavo giù con il mio sciopetù (doppiettona) aveva un grosso difetto, la sua cerca era priva di iniziativa, non aveva metodo, se non salivo con lui su per i costoni mi bighellonava in qua e in la e mi faceva incazzà di brutto, finché un giorno lo cedetti ad un beccacciaio  o casadur del  “ ciuciemel “ ( in quegli anni i beccacciai da noi erano considerati cacciatori di seconda categoria, poi venivano i brucia siepi scacciatori e i capannisti pensionati ) gente con poca voglia di far fatica, di non voler tribulare.

Nel 1974 acquistai a rate  (la mia paga era di 65.000 lire al mese ) al costo di 170.000 lire un cucciolo di setter bianco arancio presso l’allora famosissimo Allevamento Del Brembo del grandissimo personaggio Cav. Isai Bramani di Bergamo, il suo nome Ivio del Brembo, questo setter mi fu maestro, grandissimo cacciatore  generico polivalente montanaro, mi entusiasmò tantissimo che segnò per sempre il mio grande amore per questa bellissima razza, che iniziai ad allevare con affisso nel 1982. In seguito divenni allievo del grande Cav. Isaia, personaggio burbero ma competentissimo, che mi illuminò con preziosi Suoi consigli, affidandomi le Sue migliori fattrici da usare a caccia in montagna, che puntualmente le riportavo a caccia terminata, accoppiandole con stalloni idonei Suoi o di altri suoi amici cinofili, creava delle cucciolate meravigliose  di ottimi grandi nuovi cacciatori.

Nel 1978 con l’amico cinofilo l’Arch. Giacomo Panteghini, da un annuncio sul Diana, dove a grossi caratteri spiccava la pubblicità di una famosa cucciolata del famoso corridore stilista Ch. Lem del Resegone condotto magistralmente dal grande dresseur nonché  Allevatore dei Dianella l’Alfiero Rovini  per la Kira, CACIT a starne del Sig. Pistolesi di Pisa. Scelsi il Dum, un saccoccio di pelo bianco e nero dai parietali un po’ larghi, un codone esageratamente lungo, ma con due occhi che parlavano. Dum lo allevai con grandissima cura e passione ( con quel che costava ), lo addestrai portandolo in montagna ogni qualvolta possibile, lo portai intensamente a caccia cacciata, lo presentai in prove, lo usai moltissimo in allevamento con le mie femmine Brembo con grande  soddisfazione tantè che posso dire orgogliosamente che fu il mio Capostipite dei  “ Della Crush “   ( Crocedomini ). Posso pure affermare senza ombra di smentite che il Dum rinsanguò il setter in  Camunia ( Valle Camonica ) x  la sua grande venaticità, morfologia, compostezza e portamento di coda con galoppo morbido e radente, uno stilista di alto rango  un vero setter di classe e grande cacciatore, devo pure aggiungere con leale sincerità che in alta montagna non fu un gran ché, i  terreni duri e accidentati li soffriva,  si li soffriva di brutto, ma…..averne ancora oggi di questi setter casadur veri. Da qua la mia storia attuale, che mi ha portato a selezionare setter inglesi con la fissa del grande indiscusso setter da montagna,  il montanaro d’eccezione , cacciando solo in montagna ( abito sul monte) mi  ero prefisso questo obbiettivo ( e continuo ) rendendomi conto che non è per niente facile, la strada e’ in ripida salita oggigiorno ancora di più, qualche buon risultato partecipando a prove  specialistiche montanare l’ ho raccolto con onore, ( Ch.R. Zico, Volo di Crocedomini, Po’ di Cossali,  Back di Pelamatti, Gian, Orfeo, Eva e tanti altri ) le ho frequentate imparando umilmente da chi ne sapeva e ne sa più di me, apprezzo Giudici e concorrenti leali e sinceri, ho stabilito legami di vera amicizia con tantissime persone, cacciatori cinofili montanari, la  cinofilia montanara  operaia vera, pura è la mia bandiera. Nel 2009 ho vinto il  Trofeo Saladini Pilastri come Allevamento, e con Eva la miglior femmina . In questi anni ho avuto anche la fortuna di dare miei cani a personaggi che con sacrifici li hanno valorizzati sia in prove di  G.C. che in classiche ed in prove di caccia, raggiungendo ottimi risultati con la loro qualità e acquisendo gli ambiti Titoli di Ch. L. con la loro partecipazione nelle note elevate di Coppa Europa e Campionati Europei, è una lunga storia ricca di soddisfazioni, a volte anche di sconforti che purtroppo nella vita cinofila bisogna pagare due + due non fa mai assolutamente quattro.

Quali sono i parametri che utilizzi e reputi più importanti nella selezione dei tuoi Setter ?

I parametri  importantissimi che ho utilizzato e che utilizzo  con caparbietà sono la passione e la grande venaticità nelle mie femmine, se non san cacciare con profitto e passione, NO cucciolate, preferisco qualche lacuna stilistica, ma esigo passione esasperata per la caccia, allo stile ci pensiamo dopo quando abbiamo bene impastato tutto il resto, di stilisti di rango di grandi linee genetiche ne è piena l’Italia, tantissimi nelle mani di umili bravissimi  cacciatori, cosa te ne fai però in montagna di un grandissimo stilista se non trova mai un capo di selvaggina ?? Le seghe mentali !! gattona di qua la gatonaaaaata di la e dopo ?? In montagna con lo stile eccelso non ci vai, questo lo posso confermare, i grandi stilisti lassù non durano a lungo. Ohhhhh…. Con questo non voglio assolutamente dire che i setter stilisti non mi piacciono, che non sono utili, assolutamente nò, ci mancherebbe, anche l’occhio vuole la sua parte, lo standard di razza bisogna rispettarlo, altrimenti che selezione è , si seleziona a far ché ?? Ho attinto negli anni passati a Ch. Di lavoro, oggi attingo da soggetti grandi e indiscussi cacciatori di grande genia sempre in linea con la mia, con qualche uscitina di qua o di la ma sempre con casadur testati a caccia cacciata con garanzia di proprietari sportivi,  attualmente non faccio cucciolate con setter che corrono  solo su  dei binari prestabiliti e  tutto il resto come optional !!! o pubblicizzati da personaggi di turno senza logica cinofila , io li chiamo…… I Papagai di turno !! Finchè c’è la farò a tener sotto controllo le doti venatiche delle mie poche attuali femmine che ho in canile e che uso regolarmente per la caccia cacciata nelle mie scorribande primaverili ed estive/autunnali sui miei monti Camuni, farò le cucciolate poi…………….appendero  lo sciòp e guinzai al ciot  (schioppo e guinzaglio al chiodo ) parola del  zio Giacumì.

Quale è il soggetto da te allevato che si avvicina di più al tuo prototipo di Setter ?
 
Bellissima domandina questa !! il migliore x me è stato il Pirso di  Crocedomini primo perché me lo sono cresciuto e portato in montagna a caccia, l’ho presentato in prove specialistiche montanare con successo, per finire, un amico lo ha valorizzato a dovere, consegnandolo ad un noto Dresseur, un peccato mortale la sua scomparsa in giovanissima età, sono certo che poteva contribuire ancora con qualche altro suo degno figlio alla nostra cinofilia. Di seguito subito il Gipone   Gip di Crocedomini  figliolo del grande Ch. L. R.  Ilio del mio Presidente SIS  di Brescia, pure lui seguito da disavventura Polacca e mai più ristabilito, il Ch. L. Criss di Crocedomini e giù gli altri di seguito fino alla mia Eva di Crocedomini  con l’attuale giovane suo figliolo Gion ( di attuale proprietà del Perugino  Roberto Sfascia ) di grande genia Radentis ,Fiero, Arno di Biguzzi. Come grande setter ideale  è Lui l’indimenticabile  Ch. R. Zico di Crocedomini, grandissimo vero coturnat, chi lo ha visto a caccia sia in Camunia, che in Vallese o nei Grigioni  (CH) ne può dare atto, Lui, un figliolo del grande Ch.R. Decor Lot x Alina della Crush figliola di Dum. Oltre alla sua prole con risultati in prove specialistiche, fù anche padre di un grandissimo Setter cacciatore montanaro generico con la C maiuscola, il Dum dell’amico torinese Diego Rossi, che difficilmente se lo scorderà. Ora in cantiere ho  una promessa, vedremo se conferma questa estate sulle brigate delle coturne, sui gaiii e poi a taineeeee se son rose…….
 
A che età inizi a mettere sul terreno i tuoi Setter ?
 
Inizio tardi sui 12/13 mesi, quando ho visto e capito bene il loro carattere che deve essere bene consolidato, portandoli in montagna troppo giovani si corre il rischio di bruciarli, di perderli per una banalità, basta molto poco, la stanchezza in montagna fa brutti scherzi, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Ne ho pasticciati  e bruciati di giovani puledri esuberanti  all’inizio delle mie avventure, avevo la mania di portarli giovanissimi ( 6 mesi) sui galli e sulle cotorne,  mentre bisogna  prima seguire tutta una prassi  di base, iniziando con terreni aperti non duri e difficili, portandoli all’incontro anche su fagianotti e starnette poi si inizia a fare sul serio con selvaggina giusta su terreni  di montagna.
 
Su che ambiente e selvaggina inizi a dressare i tuoi Setter ?
 
Abitando in montagna, è logico che uso quelli meno duri per le prime loro uscite, trovo utilissima la nostra  attuale zona di  addestramento di Montecampione ( Vallecamonica BS) con le sue belle conche a 1.800 metri i suoi  “ Crap “   ( Canaloni ) anche pericolosi  x  certi cani inesperti, le starne che puntualmente vengono lanciate in primavera si ambientano benissimo cibandosi di mirtillo e bacche, a luglio x iniziare cucciolini e allenare addestrare  sono oro colato, benissimo anche per la correzzione  al frullo di cani già formati un vero toccasana x allenare e addestrare  in tutta tranquillità  prima dei veri addestramenti/censimenti   sulla tipica di monte. Qualche puntatina inizio primavera in Croazia su starne per la vera verifica qualitativa e venatica, ad agosto inoltrato inizio con le brigate di  giovane coturne, sui galli e per finire li porto a  “ Taine “ pernici bianche,  lassù in quel Paradiso  in quei posti Divini, Lunari e silenziosi solo i migliori emergono, i fiacchi gli svogliati classici cip e ciop rimangono e rimarranno cà dè pianura, cicianebbia. Lassù nelle quote più alte siamo tutti uguali senza distinzioni di Dott. Avv. On. I polmoni si aprono, il cuore ti batte in gola, la mente viene pulita da pensieri, cattiverie infinite, da gelosie , lassù in quel Paradiso l’amicizia la fa da padrona.
 
Quale rapporto hai con i tuoi Setter nella vita di tutti i giorni ?
 
Un rapporto bellissimo, di amore, un rapporto nella vita di tutti i giorni sempre a contatto con loro, bellissimo tanto che mia moglie  mi ripete sempre che ho sposato i setter non lei, sono maniacalmente malato per la pulizia dei box, li voglio ed esigo sempre pulitissimi, S. Paqua, S. Natale sempre disponibile, passo notti intere in canile quando ho una femmina che deve partorire, escono tre/quattro volte la settimana tutti compreso il vecio Orfeo ( il più vecchio ) sono curati da veterinari competentissimi e disponibili, in poche parole cerco di fare tutto il mio possibile per farli stare benone, li adoro.
 
Tu e la Selvaggina di monte, quando è iniziata questa passione ?
 
La mia passione per la caccia alla selvaggina tipica di monte nasce nel lontano 1968. A 18 anni  appena compiuti ( 31 luglio ) subito le domande in carta da bollo, licenza ottenuta, lo sciopetù  ( doppietta ) di seconda mano e via con il meticcio a cercar cotorne e gaiii, più in la con il mio carissimo fratello l’inizio della malattia cronica di  “ Tainer “ cacciatori di pernici bianche, una droga vera come quella del vero “ grignapoler “ ( beccacciaio ) partenze alle due di notte a macinar graniti e pestar neve ghiacciata “ pestà nef una matina per tiraga a una taina “  ( pestare neve una mattina x tirare ad un bianca ) cappotti memorabili e pingui carnieri, i Gai forsei …dimenticati, le coturne alla sera quando si scendeva di quota, da buio a buio veramente, cani mediocri, e grandissimi insostituibili setter interpreti  di una meravigliosa caccia Alpina, mai sazi di spazi, grandi fondisti dai cuscinetti Inox, quante notti passate in malga, tante,addirittura con la tendina a dormir sul posto della covata delle bianche e poi far cappotto, pazzesco, che bellissima gioventù, sana di principi e ideali, altro che droghe, alcolici e discoteche , quello è stato il mio mondo. Ohhhhh quando lovoravo e facevo il turno dalle 22 alle 06 appena arrivavo a casa, via con cani e fucile su per il monte, neve,ghiaccio, vento,pioggia, freddo intenso, ( il Gorotex ??? il Pile ??? ) nulla più forte della vera passione per la caccia vera, pura, senza finzioni, senza film. Oggi a 61 anni mi diverto tantissimo a cercar forcelli  e grignapolè  ( la beffa ) nella mia Camunia e altrove le Grignapole le ho apprezzate grazie al grandissimo mio amico Giuliano, si quello di Riccione il barbuto omone còpà osei dal bek lonk  incontrato nel 2000, mi ha preso sottobraccio portandomi nella bellissima Sila,  in Gargano , poi a Catanzaro nelle Serre dell’amico Calabrese   Mazzitelli, il Tani, tantissimi i veri amici dal Pierangelo beccacciaro di Berghem, gli Abruzzesi  di lunga data, il coturnat del grande cuore, quello che ti guarda sempre diritto negli occhi, che viene dalla gavetta vera  l’ Emidio , ho condiviso con Lui bellissime e difficili indimenticabili  giornate di caccia vera  in Camunia  l’Angelino con il quale addestro su starne in Croazia, grande persona che sa organizzare ogni cosa, utilizzatore dei Croce da lunghi anni,  il fraterno Zulli e tutta la numerosa gentilissima famiglia, cultori dei Domini,  poi ne ho tantissimi altri  in Sicilia e Sardegna,  gentilissimi  e cari personaggi che ogni anno mi invitano nelle loro bellissime Isole, Grazie. Faccio foto, le pubblico, le guardo e mi emoziono tantissimo a guardarle sogno  i bellissimi posti oramai preclusi alla caccia, sono orgoglioso dei  lunghi anni trascorsi felicemente come cacciatore cinofilo, i miei setter attuali, qualche Domini e qualche Crussh. Crocedomini è un termine arcano. Sa di onnipotenza. Non campo di cani, ho lavorato mezza vita,  la pubblicità non mi serve, quei pochi li cedo su prenotazione. Ringrazio il giovane amico David Stocchi che mi ha dato l’opportunità con questa Sua  gentile intervista di scrivere queste mie con il cuore in mano. Grazie David at saludè.
Giacomo  Giorgi   

                                 Giacomo con i suoi Setter a quota 3000

 

 

Previous

“LASSU’……FRA POESIA E REALTA'” di Emidio Petrucci

Next

“SETTER LAVERACK” di Edward Laverack ( tratto da Il Setter)

24 Comments

  1. roberto

    ti faccio un’applauso virtuale,complimenti in molti passaggi mi sono emozionato e mi sono sentito con te lassu’ a sentir cantare le cotorne alle prime luci dell’alba…una vita dedicata ai cani e alla montagna una vita piena di valori….complimenti ancora

  2. Cesare

    Carissimo Giacomo,
    da anni, dai miei primi Saladini, ti ho sempre ammirato, invidiato e soprattutto ho cercato di imparare da te come allenare un soggetto per la montagna.
    Ho posseduto un cane che non portava il tuo affisso, ma tutto “Crocidomini”, sto parlando di MUR, grandissimo soggetto, che in altri mani ha vinto tutto, è Ch It Int, con molti Cacit in caccia a starne, la sua specialità; la montagna era la sua passione tale che se la godeva tutta da solo abbandonandomi ad aspettarlo quando l’aveva ispezionata tutta.
    Ora dal tuo racconto-intervista mi ha colpito una tua riflessione, la ripeto perché è molto importante : “lassù nelle quote più alte siamo tutti uguali, senza distinzioni di Dott. Avv. On.. I polmoni si aprono, il cuore ti batte in gola, la mente viene pulita dai pensieri, cattiverie infinite, invidie, gelosie, lassù, in quel Paradiso, l’amicizia la fa da padrona.” . Grandi parole, grande uomo !
    Complimenti Giacomo, un forte abbraccio
    Cesare

  3. Gabriele

    Il Maestro camuno mi ha emozionato. Jacopo doveva fare lo scrittore mica l’allevatore di cani da montagna!
    Scherzi a parte, io conosco personalmente il maestro ed ho visto i suoi cani che provengono da quelli che lui ha citato. Ha ragione nel dire che in cinofilia e quindi in riproduzione nulla è certo ovviamente, ma avere e ottenere i suoi risultati (non mi riferisco solamente alle prove), è una grande soddisfazione e un piacere per gli amanti dei setter.
    Gabriele Pini

  4. denis

    ciao giacomo, graziedi avermi fatto leggere la tua intervista, naturalmente non ho mai avuto dubbi sulla tua passione,professionalita e amore immenso per i cani e la caccia in montagna. leggere queste righe riempe il cuore anche a me che di passi in montagna a caccia e non, ne ho fatti parecchi e spero di continuare, leggerò il tuo racconto al mio setter chissà che non capisca. un salutone e grazie ancora denis

  5. Lorenzo M.

    Carissimo Giacomo sei una linea guida per noi giovani i quali ci nutriamo e viviamo di questi racconti ad oggi per noi un sogno irrangiungibile, passione sudore e sacrificio portano risultati e tu credo che sulle tue montagne ne hia lasciato tanto e questo ti fa onore e rispetto.
    I miei sinceri complimenti.
    Lorenzo Mansueto.

  6. gino dei senza pel

    …. e brao el nos Giacumì ….

  7. Cisco

    Evviva la sincerità dello Zio Giacumì!
    Leggere questo articolo mi ha fatto rivivere con entusiasmo ciò che in altre occasioni ho avuto modo di ascoltare.
    Bravo Zio

  8. Ho letto questa intervista con attenzione,
    ad ogni passaggio ho cercato di associare un immagine, un momento vissuto, e con soddisfazione ho passato cinque minuti di puro piacere..
    Tutti noi sappiamo cosa sia sacrificio,il sapersi mettersi in gioco non tutti.
    Bisogna metterci la faccia, gli errori e le delusioni, ma se lo fai con serieta’ prima o poi ne vieni ripagato.
    Onore a TE caro Giacomo, e al setter inglese, i tuoi setter inglesi.
    Un abbraccio Enrico Zaina.

  9. Ragazzi, un grazie commosso a tutti per i bellissimi e sinceri Vostri commenti che mi rendono veramente orgoglioso, vuol dire che tutti questi anni trascorsi a pulir…..e a pèstà plok ( camminare su sassi ) non li ho trascorsi per il nulla.

    Un Grazie di cuore.

    Un fortissimo abbraccio a tutti.

    Giacomo Giorgi.

  10. Fabio Casartelli

    Grande Jacopo, preciso ed essenziale, ma la cosa piu’ importante che ha fatto in questi anni di allevamento, è stato capace attraverso
    i suoi setter di far capire anche a dei mezzi
    cacciatori come lo sono io cosa significa andare a caccia, umilta’,sofferenza e tenacia…”mai mula'”.
    Saluti Fabio

  11. Paolo Dep

    Ciao Giacomo….pensieri e considerazioni che ti contraddistinguono,da Vero uomo,allevatore e cacciatore montanaro!
    Riguardo al giorno che appenderai “el fusile” e i guinzagli…..bè!Ho paura che i tuoi amici esauriti di pelofrangiati lo abbiano già fatto sparire dal calendario!!!
    Complimenti
    Paolo

  12. roberto mantineo

    Salve sig.Giorgi sono il proprietario di quaris di crocedomini,non smetto e non smettero mai di ringraziarla per lo splendido soggetto che mi ha ceduto da cucciolo,oggi ha sedici mesi ma tutti lavorati per la meta sulle coturnici,è uno spettacolo vedere come un cane cosi’giovane riesce a risolvere.Il mio impegno è quello di continuare per la genetica giusta,il mio impegno è quello di far godere momenti di pura venaticità ha cacciatori che ancora non hanno avuto il piacere di viverli.La coscenza è stata sempre la mia guida,l’impegno la mia forza per non mollare mai le mie amiche montagne,l’umiltà la via designata dall’anima.Complimenti e ancora tante brigate esaltino i nostri cani.Alla prossima.

  13. Cristiano

    salve a tutti amici cacciatori cinofili,ho appena finito di leggere l’intervista del sig.giacomo giorgi,e ne sono rimasto affascinato e colpito come tutti voi.tutti noi godiamo del lavoro di poche persone serie e in gamba come lui ce ne fossero milioni…spero un giorno di trovarmi su qualche vetta a confrontare un mio cane con uno dei tuoi sig.giorgi,per ora continuo a lavorare,sono ancora indietro,la passione è la stessa.a un futuro domani.cristiano

  14. nicolò

    Grazie Giacomo per le emozioni che trasmetti, nelle tue parole emerge semplicità,competenza, passione ed onestà.Sembra tutto facile, ma non sempre uno + uno fà due, non in cinofilia. Ti conosco da poco ma ti stimo e come più volte ho avuto modo di dirti ho tanta fiducia in te. Sei un puro non cambiare. con affetto Nicolò

  15. cavalli francesco

    ciao jacopo complimenti per il tuo investimento che hai fatto anni fa posso dire che di tutti i titoli bancari è quello che mi ha dato piu soddisfazioni ..tuttora nei miei box ho sangue crocedomini al 70 per cento e devo riconoscerti che hai creato cani con una grande avidita ed intelligenza venatoria . comunque il bach anche se è morto rimane sempre il mio e non quello di pelamatti !!!!!! CIAO VECIO

  16. ANGELO BROCCHI

    ciao Giorgi o letto la tua intervisa mi è piaciuta molto,voglio anche ringrazziarti per la tua disponibilita che ai avuto nei miei confronti ciao e grazzie

  17. Giampiero

    Ciao Giacomo sono orgoglioso di averti conosciuto. Bellissima intervista

  18. Michele Piganzoli

    Ciao Giacomo, Grazie x questa Tua intervista che ho letto più volte dove si vede a occhi chiusi la Tua Grande passione e quanto impegno hai messo x creare Setter montanari.
    Io ho avuto la fortuna di conoscerti e ora ho anche una figlia di due Tue Creature.
    Orgoglioso x averti conosciuto, con Grande Stima. Piga

  19. manu

    ciao giacomo

    ti faccio i complimenti per l’intervista

    se è possibile volevo un consiglio da un esperto come te ……

    2 anni fa ho preso una cucciola di sangue ottimo a suo tempo lavorandoci sono riuscito
    a tirarci fuori una bella canina ….
    naturalmente senza nessuna esperienza
    anche se ha avuto modo di fare delle uscite
    con cani di ottimo livello e devo dire
    che ultimamente la canina lavorava bene sulla data aveva una buona punta anche se un pò frenetica aveva un giro molto veloce e molto corretto insomma una canina in cui vedevo delle speranze ….
    ma purtroppo e da circa 2 settimane
    che si e trasformata completamente
    la canina caccia completamente per i fatti suoi avvolte anche a distanze di 400 metri avvolte non la vedo proprio più
    ignora i richiami insomma una cagna completamente cambiata avvolte mi trovo con tre cani in ferma sull’animale e lei nulla non fai più il consenso non fa più il riporto ….non capisco come sia possibile un tale cambiamento e non capisco come sia possibile che una canina che aveva una buona obbedienza tutto insieme ignori il richiamo ….. come posso comportarmi per cercare di recuperarla ????
    sono bene accetti consigli
    spero in una vostra risposta cordiali saluti manu

  20. Chi Dovrei Contattare Per Acquistare un cane di questo allevamentoo? Grazie

  21. Buongiorno Beatrice,

    deve contattare il Sig. Giorgi; troverà tutto sul seguente sito: http://www.dicrocedomini.it/index.asp

    Saluti
    Marco

  22. Grande Zio da te posso solo imparare………….

  23. Iacopo Basagni

    Leggere quest’intervista non ha fatto altro che confermare l’impressione che il breve incontro di pochi giorni fa aveva suscitato: quella di trovarmi di fronte prima che ad un intenditore di setter soprattutto ad un uomo vero e il rammarico di vivere a cosi’ grande distanza e non poterlo quindi “stressare” per rubargli un po’ della sua arte
    Mi unisco al coro dei complimenti

  24. carlo

    ciao Giacomo,8 mesi fa ho fatto accoppiare la mia setterina India con il tuo Gion.Sono veramente soddisfatto della scelta ,latua meticolosa selezione ha dato i suoi frutti,i cuccioli sono ben costruiti ed hanno tantissima passione,una femmina in particolare fa veramente ben sperare sotto tutti i profili.Per ora ti faccio i complimenti per la tua intervista è bello vedere questa profonda passione,quella che fa bene alla razza,quella dei setter che cacciano veramente.Un caro saluto Carlo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén

Welcome!

Alcune foto e articoli presenti su www.setterfoto.com ora cacciatori di montagna e di beccacce sono in parte prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione potranno segnalarlo all’ amministratore – astroepier@gmail.com – che provvederà prontamente alla rimozione del materiale utilizzato.

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi