CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

INTORNO ALLA CONSERVAZIONE DELLA NATURA E ALLA RICERCA DI UNA CACCIA SOSTENIBILE

Jena di Stocchi

In vista della prossima Assemblea Generale Fanbpo che si terrà a Dublino il 14, 15, 16 giugno prossimi, il Presidente Jean Paul Boidot ha invitato tutti i membri ad esprimersi relativamente ad una proposta di caccia alla beccaccia proponibile a tutti gli Stati aggregati a Fanbpo.
 
Silvio Spanò, membro del Comitato Scientifico della suddetta Federazione ha inviato un suo contributo che contiene, a mio parere, proposte di estremo interesse. Ritengo pertanto utile renderlo noto a tutti i nostri iscritti, non fossaltro per mantenerli aggiornati su quanto si muove a livello europeo.
Marco Panzacchi
Vice Presidente FANBPO
 
Oggetto: gestione responsabile della beccaccia Scolopax rusticola
 
in qualità di presidente d’onore del CDB Italia, membro di Woodcock & snipe specialist group (wetlands international e UICN), presidente ad interim della commissione uccelli migratori del CIC Italia, già professore di zoologia all’università di Genova, mi permetto di presentare alla vostra attenzione la seguente proposta per la gestione di una specie di grande interesse internazionale. La beccaccia Scolopax rusticola, che è oggi sottoposta ad una pesante pressione venatoria, troppo poco regolamentata  in maniera uniforme in tutti i paesi della fascia paleartica della sua area di diffusione.
 
L’interesse per la conservazione di questo capitale, anche dal punto di vista di una caccia durevole, implicherebbe una serie di interventi preventivi e di ricerche in corso, ma impostati sul lungo periodo, mentre sarebbe sperabile di ottenere una legislazione internazionale rapida al fine di evitare un ipersfruttamento, talvolta causato dal turismo venatorio, ma spesso motivato da pressioni economiche e in altri casi sostenuto da motivazioni populistiche.
 
La Francia è il paese della UE dove si realizza il più grande “tableau” nazionale di beccacce, ma con realismo, nel 2011 ha approvato una regolamentazione nazionale che prevede un prelievo annuale massimo individuale ammesso (PMA) di 30 beccacce per cacciatore, unitamente a dei limiti giornalieri e settimanali.
Il suddetto regolamento potrebbe servire di modello per una proposta a livello europeo.
Basandoci su una nostra esperienza, sarebbe auspicabile stabilire un ”carnet beccaccia” concesso dalle autorità competenti a coloro che desiderano cacciare questa specie. In questo carnet personale, ci saranno delle linguette staccabili, autoincollanti con un numero di codice, da fissare a una zampa della beccaccia immediatamente dopo averla uccisa. Il numero delle linguette è uguale al numero massimo di uccelli da prelevare per stagione di caccia, ed il carnet è valido in tutti i paesi della UE.
 
Allorchè si siano utilizzate tutte le linguette, in uno o più paesi della UE, poco importa, la stagione di caccia di questo cacciatore sarà automaticamente chiusa. Il carnet dovrà essere rispedito alle autorità competenti in occasione della domanda per cacciare l’anno seguente sotto pena dell’impossibilità di farlo; ciò avverrà anche in caso di infrazioni o a causa di un utilizzo scorretto del carnet.
 
Il numero massimo di beccacce / per tableau (carniere) / per cacciatore, uguale per tutti, in prima istanza non dovrà superare i 30 capi. Le baccacce uccise fuori dai paesi della UE, dove la linguetta sulla zampa non sarà obbligatoria, non potranno essere introdotte sul territorio della comunità.
 
Questa caccia specialistica apporterà delle informazioni utili alla gestione, ivi compresa la conoscenza del numero di cacciatori di beccacce e di beccacce effettivamente prelevate. 
 
Sarà anche auspicabile un accordo con i paesi non UE, per armonizzare le regole con la parte Ovest dell’area di diffusione della beccaccia.
 
Con la speranza di essere utile alla gestione prudente della specie, ringrazio tutti coloro che avranno interesse per questo argomento e che faranno progredire questa idea.
 
Vogliate gradire signori i miei rispettosi saluti,
Prof. Silvio Spanò

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3 Comments

  1. scaramuzza lucio

    sono sostanzialmente d’accordo circa un controllo sugli abbattimenti ,fatto a livello Europeo,anche se non capisco perché ci sia una sostanziale reticenza a fornire i dati o le stime sugli abbattimenti, almeno nei paesi dove avvengono in maggior numero ,faccio riferimento alla Francia in primis e all’Italia. L’unico dato pubblicato ci dice che complessivamente in tutto il mondo vengono abbattute circa 4000.000 di beccacce.
    Io penso che il prof.Spano possegga dei dati più dettagliati circa gli abbattimenti in Italia e all’estero ,diversamente non parlerebbe di “turismo Venatorio”non parlerebbe di eccesso di prelievi,…Io penso che pubblicarli aiuterebbe tutti a prendere coscienza di questo problema ,e magari a focalizzare il problema dove questo si manifesta in maniera più pesante.
    generalizzare può creare una visione distorta del problema
    andando a puntare il dito su aspetti marginali ,e viceversa giustificando atteggiamenti e comportamenti ben più gravi .
    non dimentichiamo che alla base della “crescita” circa una caccia compatibile ci sta una corretta e puntuale informazione

  2. giacomo

    l ‘ unico modo per salvaguardare la specie sarebbe quella di ridurre la pressione venatoria ( come si fa in piemonte) , tre giorni fissi a settimana in italia e soprattutto all’ estero.Tutto il resto puo’ essere facilmente evaso; se non cacci due giorni dei cinque disponibili , non puoi uccidere

  3. Darko Milosevic

    Io credo che limitare i giorni, và contro l’interesse di molti… che dovrebbe essere: cacciare di più e prelevare di meno… e anke secodo me, il più giusto.. perkè continuare a far del tutto per limitare le giornate di caccia che si hanno a disposizione (3 su 5)… e poi ci si lamenta che all’estero si va 7 su 7… questo tra l’altro potrebbe aumentare la pressione venatoria in quelle giornate il rischio incidenti e molto altro ancora…

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