CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Setter Gordon, caratteristiche di lavoro; in particolare l’andatura e la ferma.

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(Documento approvato dal Setter Gordon Club nella riunione di Consiglio del 19.10.2013 e dalla SIS nella riunione di Consiglio del 1.03.2014)

Il Setter Gordon, come tutte le razze canine ufficialmente riconosciute dalla F.C.I.- Federazione Cinologica Internazionale, ha uno standard morfologico e cioè il documento che descrive le caratteristiche esteriori che la distinguono e che fornisce ad allevatori, utilizzatori e giudici un parametro cui riferirsi ed uniformarsi.

Lo standard morfologico del Setter Gordon presso la F.C.I. è registrato al n. 6/28.10.2009/GB (la data di pubblicazione dello standard originale è il 28.07.2009).

Per quanto riguarda invece le caratteristiche di lavoro, la situazione è ben diversa. Nel mese di Luglio del 1937 si tenne a Parigi un congresso cinofilo nel quale fra l’altro fu posto all’ordine del giorno il seguente tema:”Standard du style des chiens d’arret dans le epreuves publiques. Determination du style propre a chaque race”. L’Enci fu rappresentato dal dott. Giovanni Pastrone (regista, padre della cinematografia italiana, ma anche noto cinotecnico del tempo) al quale il congresso conferì l’incarico di relatore. In tale occasione il dott. Pastrone tratteggiò le caratteristiche di lavoro sui campi di prova dei cani da ferma britannici, tra cui il Setter Gordon. Da allora e per tanti anni, almeno in Italia, l’unico riferimento tecnico al riguardo è stato il c.d. “Commento del Dott.Pastrone”.

Nel 1994, a seguito di un movimento “gordonista” sorto nei primi anni ’80, il quale aveva visto come attori principali gli appassionati italiani, francesi, tedeschi e svizzeri, nonchè i rispettivi club di razza nazionali, venne costituita l’associazione denominata “Setter Gordon Club Internazionale” che, tra i primi suoi atti, elaborò e codificò in un documento le caratteristiche di lavoro del Setter Gordon.

Questo documento, denominato “Standard di lavoro SGCI” fu inviato alla Federazione Cinologica Internazionale di Bruxelles, unitamente agli atti riguardanti la costituzione del Setter Gordon Club Internazionale, ma tuttavia ad oggi non risulta che sia stato ufficialmente riconosciuto. Sicchè allo stato, quello che comunemente e per comodità viene definito “standard di lavoro”, è soltanto il documento elaborato dal più autorevole consesso di gordonisti europei, riguardante le caratteristiche di lavoro del Setter Gordon. Fatta questa premessa, di seguito si propone la lettura del “Commento del Dott.Pastrone” e poi dello c.d. “Standard di lavoro SGCI”, nella versione originale in lingua francese, elaborata nel 1994, e nella versione in lingua italiana disponibile sul sito SIS, alla quale è stata aggiunta l’ultima modifica deliberata dal Setter Gordon Club Internazionale nel 1997.

Il “Commento del Dott.Pastrone”
Questo bel discendente dei cani del duca di Gordon ha l’andatura di galoppo continuo, ma calmo, un pò saltellante e meno slanciato di quello degli altri setters, dei quali non dimostra la passione divorante, quantunque sia tenace e costante lavoratore. La cerca è meno estesa e più dettagliata, quindi su diagonali più serpeggianti. La testa è portata alta, con la canna nasale inclinata sull’orizzontale e la corta coda, portata ben tesa, è in continuo movimento trasversale, ritmico come il galoppo. Quando entra in lieve effluvio rallenta l’andatura, rimontando con serpeggiamenti verso la presunta origine. Persuaso che il selvatico è assente, riprende l’andatura solita. Se, per contro, si accorge che l’effluvio porta al selvatico, rallenta ancora, così che gli ultimi metri sono percorsi di passo, e ferma con rallentamento graduale, ben eretto sugli arti, collo poco proteso e testa alta, un pò inclinata sotto l’orizzontale (raramente sull’orizzontale, mai sopra). La coda è portata rigida e tesa, secondo la linea orizzontale, o lievemente sopra o sotto la medesima. Un’arto anteriore è sovente rialzato, ma poco flesso. Se la zona d’effluvio lo rende immediatamente sicuro della presenza del selvatico, rallenta in qualche passo, ben eretto, compie la filata diretta, a passo rapido gradatamente rallentato e ferma come sopra detto. Trovandosi d’improvviso a ridosso del selvatico, ferma di scatto, sovente in pose contorte, come piegato in due, ma resta abitualmente eretto, con la canna nasale rivolta verso la presunta rimessa. Solo eccezionalmente piega un pò gli arti. La coda è sempre tesa. Quando il selvatico tenta di salvarsi pedonando, lo segue ben eretto, collegato all’emanazione diretta, con calma e di passo, con moto uniforme, mantenendosi il più possibile alla stessa distanza dal perseguitato e con un portamento simile a quello della ferma. È sempre in buon collegamento con il conduttore e si presta a condizionare la sua azione a variazioni di selvaggina o di ambiente.

“Standard di lavoro SGCI” – testo originale
Standard de travail.
Originaire d’Ecosse, le Setter Gordon a été créé pour chasser les terrains difficiles et variés, meme dans les plus mauvaises conditions atmosphériques. De cette sélection, découlent sa morphologie et ses qualités naturelles. C’est un chien robuste, resistant à la fatigue, intelligent et sachant s’adapter rapidement sa quete à la végétation, au territoire et au gibier rencontré. De tout temps, ses qualités de nez onte été reconnuess et appréciées des chasseurs et des sport-men. Il est construit en galopeur puissant et solide mai,s sans aucune lourder. Son gallop doit etre soutenu, bien debout sur ses members, rapide et énergique, à la foulée trés ample. La tete est porte haute, chanfrein à l’horizontale; par un léger movement d’avant en arriére de sa longue encolure, elle assure le contrepoids qui permet au Setter Gordon de progresser par grandes foulées lui donnant ce galop mouvant si typique. La queue est portée bien tendue dans la ligne de dos ou légèrement inclinée vers le terrain, un trés léger movement pouvant parfois l’animer. Lorsque le chien a connaissance d’une émanation fondée, il exécute une remontée au pas rapide, ralentissant progressivement, bien droit sur les membres, avancant avec prudence et décision jusqu’à arreter avec sureté. L’arret doit etre rigide, debout, cou bien tendue, la tete dans la ligne de dos, le posterieur pouvant par fois etre legerement releve ou, plus rarement, a peine abaisse par rapport au garrot, la queue bien droite dans la ligne de dos. Cependant, l’arret couchè pourra etre tolerè, mais bien moins valorize par rapport a ce qui precede. Au coule, le Setter Gordon est collé à l’émanation directe, bien droit sur ses members, avec calme et au pas dans un movement uniforme il se maintient le plus possible a la meme distance du gibier. Le patron doit etre immediat et spontanè. Le conducteur doit se mettre a cotè du chien, attendre la fin de l’action du compagnon sans raccrocher. Au de part du tibie, le chien qui patronne doit rester sage a l’envol.

“Standard SGCI” pubblicato sul sito SIS
Originario della Scozia, il Setter Gordon è stato creato per cacciare su terreni vari e difficili, come pure nelle più impervie condizioni atmosferiche. Da questa selezione derivano la morfologia e le sue qualità naturali.

E’ un cane robusto, resistente alla fatica, intelligente, adatta rapidamente la sua caccia al tipo di vegetazione, al territorio e alla selvaggina incontrata. In ogni tempo le sue qualità di naso sono state riconosciute ed apprezzate dai cacciatori e dagli sportivi. Egli è costruito per sviluppare un galoppo potente e solido, ma senza alcun appesantimento.

Il suo galoppo dovrà essere sostenuto, ben in piedi sugli arti, rapido ed energico, con falcate molto ampie.
La testa è portata alta e parallela all’orizzonte, un leggero movimento in avanti ed indietro della lunga incollatura assicura il contrappeso che permette al Gordon di progredire con grandi falcate che gli donano un galoppo molto tipico.

La coda è portata ben tesa sulla linea dorsale o leggermente inclinata verso il terreno, un leggerissimo movimento può tuttavia animarla.

Al momento in cui il cane percepisce una emanazione certa, esegue una rimonta a passo rapido rallentando progressivamente, ben eretto sugli arti avanza con prudenza e decisione fino a fermare con sicurezza.

La ferma deve essere rigida, ben eretta, collo ben teso, la testa sul livello della linea dorsale. Il posteriore qualche volta può essere leggermente rialzato o più raramente appena abbassato rispetto al garrese, la coda ben dritta sulla linea dorsale.

In guidata il Setter Gordon è incollato all’emanazione ben dritto sugli arti, con calma e con movimento uniforme si mantiene il più possibile alla stessa distanza dalla selvaggina.

Dal Bollettino della RASG- Reunion des Amateurs du Setter Gordon, n. 58 del 1999 risulta che il Setter Gordon Club Internazionale, riunitosi il 28 Marzo 1997, ha approvato la seguente modifica: Le parole “la ferma ben eretta” sono sostituite dalle parole ”l’ideale è una ferma ben eretta, ma tutti gli altri stili di ferma non impediscono di conseguire le più alte qualifiche”. Tuttavia, nella ferma è richiesta la perfetta immobilità per facilitare il consenso.

Appaiono subito evidenti le differenze esistenti tra le caratteristiche funzionali tratteggiate dal Dott. Pastrone nel 1937 e quelle poi elaborate nel 1994 dal SGCI.

Risulta interessante a questo punto riportare quanto affermato dal Dott. Gino Pollaci nel volume “Il Setter scozzese” (Ed.Olimpia, 1944, pag.9) che raccoglie alcuni articoli pubblicati negli anni ‘30 sulla rivista Rassegna Cinofila: ”…Esso (il gordon) è il bracco degli inglesi, ha molte qualità affatto diverse da quelle degli altri setters. Il Gordon, di struttura più pesante, ha un’andatura più veloce, naturalmente, dei cani continentali, ma molto meno veloce dei setters inglesi ed irlandesi; non deve sempre galoppare, ma intercalare il galoppo con il trotto; la cerca è estesa, ma meno che nelle altri classi; la ferma non può essere scultorea come quella dei suoi compagni inglesi ed irlandesi perché, pur essendo dotato di fortissimo olfatto, appena ha percepito l’effluvio trasmesso dalla selvaggina, non si pietrifica, non cade subito in catalessi, non ha insomma quella ferma che fa andare in visibilio il pubblico ed i giudici, ma quasi si accuccia, si accerta bene che non si tratti di semplice pastura e quando è sicuro cade in ferma. Se il selvatico pedona, il Gordon allora striscia sul terreno col ventre contro terra, sempre a naso alto, tutto tremante, ma con calma congenita segue l’animale che si allontana, percorrendo ogni meandro seguito dal selvatico. Quando questo si ferma, ecco che ancora esso cade in ferma; è una ferma calma, non elettrizzante, ma durante la quale è ben difficile che perda la padronanza dei propri nervi. Se un cane che ha il colore del Gordon non presenta al lavoro le suddette caratteristiche, si può affermare che nel suo sangue vi sono in prevalenza correnti di sangue Irlandese, Pointer o Laverack”.

Come si potrà notare, alcune delle caratteristiche funzionali delineate dal Dott.Pollaci nel 1931 appaiono in contraddizione anche con quelle successivamente tratteggiate dal Dott. Pastrone. A parte la non felice definizione del Gordon come “il bracco degli inglesi”, non vi è dubbio che sia il Dott.Pollaci che il Dott.Pastrone avevano in mente un cane dalle caratteristiche molto diverse da quelle del setter gordon del loro tempo. Si deve infatti ricordare che il Gordon alla fine dell’800 si era diffuso in Europa sull’onda dei risultati conseguiti nelle prime prove di lavoro: ad esempio, il Derby svolto in Gran Bretagna nel 1901 fu appannaggio del setter gordon Stylish Ranger, e non vi sono dubbi che il setter gordon, nelle prove di lavoro che si iniziavano a correre a quel tempo, potesse confrontarsi pienamente con le altre razze da ferma britanniche.

Il “Commento del Dott.Pastrone” è stato oggetto di una analisi critica riportata in un lungo e dettagliato articolo apparso sull’Annuario del Setter Gordon Club relativo agli anni 1984-85-86 (pagg.9-10), dal quale sono state estratte le osservazioni formulate dall’autore Paolo Bellandi con riferimento a due aspetti che caratterizzano il “lavoro” del Setter Gordon: l’andatura e la ferma. Si tratta di argomenti assai spesso oggetto di accese discussioni, ora come nel passato, tra gli appassionati della razza, semplici cacciatori o esperti cinofili, e paragonabili a quelle che, sotto il profilo strettamente morfologico, riguardano l’altezza ed il peso del Setter Gordon.

<<Dice il Dott. Pastrone: “Andatura di galoppo continuo, ma calmo un pò saltellante e meno slanciato di quello degli altri Setters”. Personalmente rilevo in questa descrizione alcuni elementi che senz’altro hanno contribuito al decadimento e alla mancata diffusione della razza. Cosa significa “Andatura un pò saltellante”? il Gordon è costruito nel quadrato, misura al garrese ed ha diametri trasversali vicini a quelli del pointer; da lui si pretende un galoppo continuo e allora io mi domando perche allora lo deve fare saltellando, senza considerare che il saltellare può diventare caratteristica essenziale per chi non è troppo esperto e quindi si finisce col pensare che più saltella e più è Gordon. Dire che il galoppo deve essere meno slanciato di quello degli altri Setters può essere giusto, ma poi dovremmo dire anche il nome degli altri setters con i quali è stato fatto il paragone in quel preciso periodo e aggiornare costantemente l’elenco sui soggetti viventi. Pertanto io direi che il galoppo deve essere continuo, bene in piedi sugli arti, rapido ed energico, con grande presa di terreno (per grande presa di terreno si intendono falcate molto ampie, con battute molto distaccate fra loro). La testa deve essere portata alta con canna nasale inclinata sull’orizzontale, la coda portata ben tesa oppure leggermente inclinata verso il terreno nel percorso in linea retta; è preferibile che non vi sia movimento di coda, ma è comunque tollerabile se poco accentuato……….

A proposito della ferma, dice il Dott.Pastrone:“Bene eretto sugli arti, collo poco proteso e testa alta un pò inclinata sotto l’orizzontale (raramente sull’orizzontale, mai sopra) la coda è portata rigida e tesa, secondo la linea orizzontale, o lievemente sopra o sotto la medesima”. Sono più o meno d’accordo. Soltanto quando il dott.Pastrone dice “collo poco proteso” non mi trova d’accordo. Pertanto direi che la ferma deve essere rigida, bene in piedi sugli arti, il collo ben proteso, la testa in filo con la linea dorsale, il posteriore sovente rialzato o più raramente leggermente abbassato rispetto al garrese, la coda ben rigida e portata in filo con la linea dorsale, qualche volta leggermente rialzata oppure leggermente inclinata verso il terreno. Se per cause di forza maggiore si trova d’improvviso a ridosso del selvatico, la ferma può essere presa di scatto, sovente in pose contorte, ma sempre con la canna nasale rivolta verso l’emanazione.>>

Occorre rilevare che gran parte delle osservazioni formulate dai gordonisti italiani si ritrovano oggi nel cd. “Standard di lavoro SGCI”, a conferma della sintonia esistente tra i gordonisti europei in ordine alla caratteristiche di lavoro del Setter Gordon. Questo documento rappresenta tuttora il riferimento tecnico del Setter Gordon Club, pienamente condiviso e promosso presso gli utilizzatori ed i giudici.

Per quanto riguarda l’andatura, il galoppo “gordon” deve essere sostenuto, ben in piedi sugli arti, rapido ed energico, con falcate molto ampie; così tratteggiato risulta inconfondibile e peraltro del tutto diverso da quello del setter inglese.

Sullo stile di ferma, è ormai indiscusso che l’ideale è la ferma ben eretta e che l’immobilità deve essere assoluta, ma nel tempo le opinioni sono state spesso contrastanti. Per una migliore comprensione della questione, occorre ricordare che il c.d. “Standard di lavoro SGCI” del 1994 in lingua francese, prima della modifica del 1997, penalizzava la ferma a terra (“couchè”), che veniva solo tollerata, influenzando di conseguenza la qualifica ottenibile; nella modifica del 1997, questa visione viene superata. In effetti l’atteggiamento rigido iniziale si fondava sulla circostanza che nei primi anni ’80 soggetti di allevamento francese avevano un atteggiamento di ferma a “terra” e spesso evidenziavano anche un movimento di coda. A ben vedere però, qualunque sia la razza, l’atteggiamento della ferma è condizionato oltre che dalla psiche del soggetto, anche da altri fattori contingenti quali la velocità con la quale viene perlustrato il terreno, la vegetazione che lo ricopre, il vento. E’ impensabile dunque che un gordon che procede al galoppo “sostenuto”, giunto troppo a ridosso del selvatico a causa della vegetazione e/o del vento, possa avere una reazione che lo “cristallizza” ben eretto sugli arti; più verosimilmente, anche il gordon, in una situazione del genere, assumerà necessariamente un atteggiamento di ferma diverso da quello “ideale”; se ciò avviene nel corso di una prova, tale atteggiamento sarà liberamente valutato dal Giudice, il quale potrà comunque, se del caso, riconoscere a quel soggetto la massima qualifica e la certificazione.

(Autore: M.Peri per Setter Gordon Club)

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